Dai, berluschini, Uomini del Pacco dei 100 giorni: quasi ci siamo. Avanti così.
Giovedì 21 Novembre 2002, 10:11
Ocse: Crescita Italia Minima; Solo 0,3% Nel 2002, 1,5% Nel 2003
(AGI) - Roma, 21 nov. - L'Ocse passa al riduttore le previsioni di crescita dell'Italia e per il 2002 indica un aumento 'minimo' del Pil dello 0,3% seguito da una ripresa all'1,5% nel 2003 si poretera' nel 2004 al 2,5%. Sono queste le nuove previsioni dell'organizzazione di Parigi contenute nell'Outlook presentato oggi, che ha drasticamente rivisto la crescita dell'1,5%-2,8% per il 2002 e 2003 indicata nel rapporto di aprile. "La crescita nella prima meta' del 2002 e' stata minima - si legge nel capitolo del rapporto dedicato all'Italia - e si attende solo una leggera ripresa nella seconda parte dell'anno". Restano invece invariate per l'Ocse le prospettive dell'inflazione, indicata al 2,3% a fine anno con un rientro all'1,9% nel 2003, ma gli esperti di Parigi avvertono che lo scongelamento delle tariffe previsto a fine anno potrebbe "aggiungere tensioni" a quelle dei salari e del petrolio compensate pero' dall'apprezzamento dell'euro e dalla debolezza della domanda.
Guardate cosa mi diceva pochi mesi fa Magic Tremo, mentre qualcuno definiva il vostro amico Brunik "Corvo Rosso" e apriva threads tipo "il futuro è roseo: Berlusconi va alla grande":
09/03/2002
Testata: IL SOLE 24 ORE Giorno: Sabato
<Abbiamo svoltato, c'è la ripresa>
Congiuntura - Tremonti conferma gli obiettivi di crescita del 2,3% per quest'anno: tutti gli indici sono positivi
Rossella Bocciarelli
ROMA * Le valutazioni positive sul ciclo economico espresse dai banchieri centrali delle due sponde dell'Oceano sono state accolte con grande soddisfazione dal ministro del Tesoro italiano. E così, nonostante la brutta performance del Pil nazionale nel quarto trimestre 2001, il Governo ha confermato ieri l'obiettivo di crescita pari al 2,3% del Prodotto interno lordo per quest'anno. <Confermiamo i documenti ufficiali, siamo ottimisti - ha detto Giulio Tremonti -: tutti gli indicatori sono buoni, i consumi di energia, gli indici di fiducia delle famiglie e delle imprese. Sono indici che si sono formati prima delle buone notizie che venivano dagli Stati Uniti>. Per questo motivo, secondo il ministro, il target del Pil può essere centrato: <Abbiamo davanti un anno di ripresa, il clima è buono in tutta Europa, nella quale - ha detto Tremonti alludendo alle recenti polemiche - ci troviamo benissimo. Anche le notizie d'Oltreoceano sono buone, quindi complessivamente abbiamo svoltato. Se le famiglie e le imprese hanno fiducia, anche il Governo ha fiducia>. Secondo Tremonti non si corrono rischi nemmeno sul fronte dei prezzi: <Anche sull'inflazione siamo piuttosto confidenti>.
Quanto alla sollecitazione affinché il Governo realizzi le riforme espresse da Confindustria, il ministro ha spiegato che risponderà oggi al convegno di Palermo. <Andrò al convegno - ha dichiarato - e dirò quello che stiamo facendo, che non è male. Per esempio, negli ultimi mesi mesi abbiamo attirato tutti i fondi comunitari al Sud, e abbiamo fatto un record>.
Su un tenore non troppo dissimile, del resto, si è espresso ieri anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa congiunta con Gerhard Shroeder, a Trieste. <Guardiamo con ottimismo al futuro delle nostre economie e a una ripresa di cui avvertiamo sia in Germania che in Italia chiari sintomi>. Anche il cancelliere tedesco ha parlato di <indizi e segnali di una ripresa economica> che, a suo avviso, <devono essere valorizzati>.
A indizi e segnali positivi per le prospettive economiche del 2002 fa riferimento anche l'indagine "Congiuntura flash" elaborata dal Centro studi Confindustria. Dopo la caduta produttiva dell'ultimo trimestre del 2001, ricorda infatti l'indagine, la produzione industriale, al netto dei fattori stagionali, è tornata a crescere a partire da dicembre (+1,6% rispetto a novembre). Secondo il panel di aziende intervistate dal CsC, l'attività produttiva avrebbe proseguito il suo sentiero in crescita anche nei primi due mesi dell'anno facendo registrare un incremento dell'1,1% rispetto al quarto trimestre del 2001, mentre, sempre nei primi due mesi dell'anno la fiducia delle aziende è risalita nettamente.
Resta però da capire quanto intensa sarà questa ripresa che si sta materializzando e quale sarà la sua durata. É quel che si chiedono oggi gli economisti. Per esempio Paul Volcker, l'ex presidente della Fed che ieri a Cernobbio (Como), al convegno Ambrosetti, ha sottolineato che <poichè la recessione negli Stati Uniti è stata moderata, potrebbe essere moderata anche la ripresa>. Volcker non si è voluto sbilanciare oltre con le stime. <Le previsioni economiche - ha dichiarato - non sono valide, né affidabili, ma tutti le vogliono. Pochi economisti avevano previsto la recessione americana e ora nessuno pensava che nel quarto trimestre il Pil Usa aumentasse>.
Secondo l'economista Paolo Savona, inoltre, non è il caso di sbilanciarsi troppo con l'entusiasmo sulla ripresa e con il "marketing a favore dello sviluppo" che potrebbe ingenerare attese eccessive. <Non è utile forzare i toni - ha osservato ieri - proprio perchè questa recessione traeva origine dagli eccessi del passato e dalla bolla speculativa. La ripresa c'è - ha confermato - ed è moderata. Non riguarda tutti i settori. Stiamo analizzando alcuni comparti che sono rimasti indietro, come l'acciaio, le telecomunicazioni, i trasporti. Insomma - ha concluso - non bisogna abbandonarci all'ottimismo, ma certo non possiamo più essere pessimisti come dopo l'attentato alle torri gemelle>.
Dello stesso avviso è anche Giovanni Aiassa, capo economista del servizio studi della Banca nazionale del Lavoro: <A sei mesi dai tragici attacchi alle Twin Towers - osserva - le cose non vanno poi molto male: da un lato, sembra quasi che la recessione non sia esistita, dall'altro il futuro fa pensare a una ripresa moderata. C'è come un livellamento dei profili ciclici. E una buona parte del merito va attribuita ai banchieri centrali>. Secondo l'ufficio studi della Bnl, tuttavia, difficilmente la crescita media del Pil italiano quest'anno potrà superare l'1,5%, anche ipotizzando che per la fine 2002 il ritmo di sviluppo dell'economia italiana tenda al 2,5 per cento.
Rossella Bocciarelli




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