da www.datasport.it


Questa volta non c'è stato addio da favola, 'magic moment' da sogno, ultimo istante da ricordare. Michael Jordan, il più forte giocatore di basket di tutti i tempi, simbolo della pallacanestro mondiale (più che a stelle e strisce) degli ultimi 15 anni, ha chiuso con il basket giocato in una maniera indegna, una sconfitta con i suoi Washington Wizards a Philadelphia per 107-87.

Non è stata la prima volta, appunto. Nel 1993 tentò un'infelice sortita nel baseball professionistico (così infelice che si prese appunto in giro nel film 'Space Jam'), mentre nel 1999 passò dall'altra parte della scrivania come dirigente di Washington. Per molti suoi fans, però, "Sua Altezza" si è fermato a cinque anni fa, con il tiro in sospensione che valse la vittoria per 87-86 sugli Utah Jazz e l'ennesimo titolo NBA.

"Il basket è stata tutta la mia vita - ha dichiarato MJ, che ha chiuso la gara con 15 punti - ora non mi dovrò più mettere una divisa da gioco, e non è una cosa che mi dispiaccia. Questo è il mio addio definitivo, e state tranquilli che non mi vedrete più in campo".

La gara di Philadelphia è stata tutta per lui, su un campo che non gli è mai stato amico. Quando il 5 volte MVP NBA è entrato in campo per il suo ultimo riscaldamento pre-gara, ha ricevuto una normale ovazione. Niente però rispetto a quanto accaduto dopo. I 76ers l'hanno presentato su una di quelle macchine che si vedono sui campi da golf, e l'emozione all'interno dell'impianto è cresciuta fino ad una standing ovation poderosa. Con soli 8 minuti ancora da giocare i 21.157 spettatori presenti hanno iniziato ad urlare: "We want Mike, we want Mike".

La richiesta è cresciuta via via d'intensità con il passare dei minuti, finchè l'ultimo ingresso incampo di Sua Maestà a -25 è stato accompagnato da un tripudio generale. Solo un minuto dopo, 'Air' ha messo a segno dalla linea dei liberi i suoi ultimi due punti (che gli sono inoltre valsi a 40 anni la media di 20 punti a gara in questa stagione). Quindi è uscito dal campo tra la festa di tifosi e giocatori.

"Quando lasci qualcosa che ami la situazione è sempre molto emotiva - ha detto poi - Sono fiero di quanto abbia fatto, ma sono felice così e posso lasciare senza alcun problema".

Chiude con numeri da sogno: sei anelli NBA, cinque titoli da MVP, 13 all-star games, due ori olimpici e 32.292 punti in carriera. "Il Basket mi ha dato una popolarità e un'esperienza incredibile, non solo negli Usa, ma in tutto il mondo. Soprattutto per quanto riguarda il rispetto e il duro lavoro".