Bush lo sapeva
un ufficiale dell'Air Force USA punito per aver parlato dell'11 settembre
di Jerry Isaacs





Bush sapeva degli imminenti attacchi contro l'America. Lui non fece nulla per avvertire il popolo americano perche' aveva bisogno di questa guerra al terrorismo. Suo padre aveva avuto Saddam e lui voleva Osama. La sua presidenza non aveva alcun senso. Non era stato eletto dal popolo americano, ma installato nell'Ufficio Ovale da una corte suprema conservatrice.
Un ufficiale dell'Air Force USA in California ha recentemente accusato Bush di aver deliberatamente permesso che avvenissero gli attacchi terroristici dell'11 settembre. L'ufficiale e' stato rilevato dal suo incarico e deve affrontare conseguenti provvedimenti disciplinari. La controversia sulla lettera del Tenente Colonnello Steve Butler all'editore del Monterey County Herald, in cui affermava che Bush non mise in guardia alcuno poiche' "aveva bisogno di questa guerra contro il terrorismo" ha ricevuto scarsa attenzione da parte dei media.

Nessuna attenzione ha invece ricevuto il fatto che l'ufficiale non stava esprimendo un mero parere personale. Egli era nella posizione di avere conoscenza diretta dei contatti tra i militari USA ed alcuni dei dirottatori nel periodo immediatamente precedenti l'attacco al World Trade Center.


Il tenente colonnello Butler, che, nella lettera all'editore del Monterey County Herald sosteneva che "Bush sapeva degli attacchi imminenti", era vice-rettore per gli affari studenteschi al Defense Language Institute di Monterey, California - una struttura militare USA che uno o piu' dei presunti attentatori frequentarono durante gli anni '90. Nella sua lettera al giornale del 26 maggio, Butler dava una risposta ai supporters di Bush, i quali avevano precedentemente scritto al giornale per reclamare contro l'investigazione parlamentare sugli eventi dell'11 settembre. Butler scrisse:

"Naturalmente il presidente Bush sapeva degli imminenti attacchi contro l'America. Lui non fece nulla per avvertire il popolo americano perche' aveva bisogno di questa guerra al terrorismo. Suo padre aveva avuto Saddam e lui voleva Osama. La sua presidenza non aveva alcun senso. Non era stato eletto dal popolo americano, ma installato nell'Ufficio Ovale da una corte suprema conservatrice. L'economia scivolava verso le consuete buche repubblicane e lui aveva bisogno di qualcosa a cui aggrappare la sua presidenza ... Quest'individuo e' una barzelletta. La cosa piu' squallida e spregevole e' il fatto che il presidente degli Stati Uniti d'America non abbia detto al suo popolo cio' che sapeva per calcolo politico".

La lettera provoco' una reazione immediata contro il veterano dell'Air Force. Butler fu trasferito dalla struttura di Monterey e minacciato di corte marziale secondo l'articolo 88 del codice militare, che vieta a qualsiasi ufficiale di usare pubblicamente termini diffamatori contro il presidente e gli altri ufficiali. L'Air Force concluse le sue investigazioni sul caso condannando Butler al pagamento di un'imposta nel caso fosse pronto a ritirarsi; in caso contrario avrebbe dovuto affrontare la Corte Marziale.

L'argomento in questione e' particolarmente "sensibile" per il Pentagono e per l'amministrazione Bush. Molti ritengono che l'11 settembre sia stata, in realta', una impagabile opportunita' per realizzare un programma ultra-reazionario di militarismo e repressione, interna ed esterna. Per Butler, la faccenda e' diversa. Il suo compito militare lo ha portato a diretto contatto con almeno uno dei presunti dirottatori.
Poco dopo l'11 settembre, molte agenzie di notizie USA riportarono che Saed Al-Ghamdi, ritenuto uno dei dirottatori del volo 93 della United Airlines, schiantatosi in Pennsylvania, aveva seguito corsi al Defense Language Institute, in cui Butler era l'ufficiale che si occupava, appunto, degli studenti; una sorta di "tutor", essenzialmente.

Al-Ghamdi, saudita 41enne, era solo uno dei tanti presunti dirottatori (compreso Mohammed Atta) che si erano esercitati nelle strutture militari statunitensi, secondo una serie di articoli pubblicati, tra il 15 ed il 17 settembre, dal Washington Post, Newsweek Magazine, New York Times e molti altri giornali.
Il 15 settembre, il Newsweek riportava: "Fonti militari USA hanno dato informazioni all'FBI che suggeriscono che cinque dei presunti dirottatori degli attacchi terroristici di martedi, si sono istruiti durante gli anni '90 in sicure installazioni militari USA".
Il giornale sosteneva che al-Ghamdi era uno dei tre personaggi che avevano seguito corsi di volo alla Navy Air Station di Pensacola, Florida, nota come la "culla dell'aeronautica USA", mentre uno di essi aveva ricevuto istruzione tattica all' Air Wave College di Montgomery, Alabama ed istruzione linguistica alla Lackland Air Force Base di San Antonio, Texas.

I rapporti dei media proseguirono nei giorni seguenti ma, improvvisamente, essi furono lasciati cadere dopo che i dirigenti delle Forze Aeronavali emanarono una dichiarazione di condanna mirante a prevenire ogni ulteriore investigazione sui rapporti tra militari USA e presunti dirottatori. Nonostante si riconoscesse che molti presunti dirottatori avessero nomi simili a studenti dei corsi militari USA, affermava la dichiarazione, "i dati biografici variavano e cio' probabilmente indicava che non si trattasse delle stesse persone". Senza fornire altre spiegazioni, la dichiarazione suggeriva che i dirottatori si fossero appropriati delle identita' di studenti stranieri che ricevevano addestramento presso le basi militari USA.

Dopo questa spiegazione meno che convincente, l'Air Force si rifiuto' di fornire dati biografici (come l'eta' ed il paese di provenienza) di quegli individui il cui nome combaciava con quello dei presunti dirottatori, rendendo virtualmente impossibile una verifica indipendente sull'ipotesi che non si trattasse delle stesse persone.

Il Ministro della difesa John Ashcroft e l'FBI rifiutarono anch'essi di rendere pubblica qualsiasi informazione. Interrogati dal senatore della Florida Bill Nelson se qualcuno dei presunti dirottatori si fosse addestrato alla base di Pensacola, il Dipartimento di Giustizia si rifiuto' di rispondere e l'FBI rispose che non poteva dare informazioni su un "soggetto tanto difficile e complicato", secondo la rappresentanza del senatore.

Negli anni '90, molti ufficiali, incluso un generale dell'Air Force, furono sanzionati per aver pubblicamente offeso Clinton, definito, durante una cerimonia pubblica, "amante dei gay, fumatore d'erba e donnaiolo smidollato" di fronte a 250 persone.
Con il commento di Butler, invece, il Pentagono deve affrontare un problema piu' delicato. Il tenente colonnello deve sapere molto di piu' di quanto ha detto riguardo al coinvolgimento dei settori militare e di intelligence negli eventi dell'11 settembre e, alla vigilia del suo pensionamento, ha colto l'opportunita' di parlarne.