Nostalgia del Sacro
di Massimo Fini
"Continua a diminuire il numero dei giovani che riescono a stabilire con la fede e con la Chiesa un rapporto duraturo e profondo". Sono parole del cardinale Ruini. Sul Quotidiano nazionale il vaticanista Paolo Francia nota: "In un certo senso sorprende che questa crisi del rapporto giovani-cattolicesimo venga esplicitata in presenza di un pontificato attento e affettivamente legato alle nuove generazioni come quello di Giovanni Paolo II".
Come si spiega questa contraddizione? In linea generale la crisi della Chiesa in Occidente deriva dal fatto che il mondo industrializzato si è da tempo desacralizzato. Si dichiara ancora cristiano, ma la fede, soprattutto nei paesi cattolici, in Italia, in Francia, ma anche in Spagna, è vissuta in modo del tutto superficiale. Un mondo che, come il nostro, si è organizzato intorno al mercato, cioè allo scambio di cose, di oggetti inerti, non può produrre valori, tantomeno religiosi. Tuttavia, proprio in relazione alla crisi generale dei valori spirituali e religiosi, molti, soprattutto fra i giovani, cercano di recuperarli, ma questa loro ansia spirituale non è esaudita dalla Chiesa cattolica. Perché la Chiesa si è a sua volta mondanizzata. Invece di opporsi ai tempi i ha cavalcati nella speranza di non perdere il contatto col mondo. E' un calcolo che si è rivelato sbagliato. Una chiesa che si mondanizza, partecipa al dibattito pubblico, sociale e politico, vi ha forse anche qualche influenza, ha presenza sui media, ma quanto guadagna in mondanità perde in presa spirituale. Ecco perché sempre più spesso i giovani occidentali si rivolgono verso le religioni orientali, al buddismo, all'islamismo oppure si lasciano attrarre dai fenomeni di quella che è stata chiamata New Age, astrologia, magia, sadismo, spiritualismo, che sono povera cosa rispetto alla raffinatezza psicologica del cattolicesimo dei tempi migliori, ma che evidentemente colmano un vuoto che la Chiesa di Roma ha lasciato scoperto.
Direi che il pontificato di Giovanni Paolo II ha esasperato questa mondanizzazione della Chiesa. E ciò è per molti versi paradossale. Dal punto di vista spirituale Papa Wojtyla è portatore di valori antichi, addirittura pretridentini (sic). Ma il suo messaggio spirituale, che avrebbe potuto essere possente proprio perché si richiama ai valori della tradizione, è stato del tutto offuscato da altri due aspetti del suo pontificato. Papa Wojtyla si è occupato troppo di politica e del sociale, troppe volte è entrato in questioni che poco o nulla hanno a che fare col magistero spirituale della Chiesa. La gente lo percepisce più come un leader politico che come un padre spirituale. Inoltre Wojtyla ha fatto uso a tappeto e spregiudicato dei mezzi della modernità, televisione, aerei, viaggi, creazione di "eventi", "papamobile", per cui ha finito per confondersi con essa ("il mezzo è il messaggio" diceva Mac Luhan). Ciò spiega il paradosso per cui la sua popolarità è altissima, soprattutto fra i giovani, ma i giovani, come notava il cardinale Ruini, "non riescono a stabilire con la fede e con la Chiesa un rapporto duraturo e profondo".
Wojtyla è popolare come può esserlo una pop-star, ma dal punto di vista spirituale la sua parola vale quanto quella di una pop-star. Cioè poco o nulla.
Ci sono diverse cose da puntualizzare, ma ragazzi, almeno non è il solito giulebbe. Bravo Fini.




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