Il Messaggero, 23.4.03
SONDAGGIO ABACUS
Gli italiani, dal no al sì alla guerra
Il 55,6% dà oggi un giudizio positivo dell’intervento anglo-americano
ROMA - Prima della guerra quasi l’80% degli italiani si dichiarava contrario a un intervento armato in Iraq. Oggi, a regime di Bagdad polverizzato, si registra un netto mutamento di opinione, talmente brusco da far sospettare un rituale antico. Quello del correre in soccorso del vincitore. Il sondaggio condotto da Abacus tra mercoledì e giovedì rivela infatti che il 55,6% degli italiani dà un giudizio molto o abbastanza positivo dell’intervento anglo-americano in Iraq, mentre la percentuale dei giudizi molto-abbastanza negativi si ferma a quota 39.
Le punte di entusiasmo (giudizio molto positivo) si registrano tra gli elettori del Polo (21%), commercianti, artigiani e autonomi (17,7%) e, a sorpresa, fra i cattolici praticanti (17,3%). Al contrario, il giudizio “molto negativo" si ritrova soprattutto fra gli elettori dell’Ulivo (28,6%) e fra chi non frequenta le funzioni religiose (26,8%). Complessivamente i più entusiasti sono gli elettori del Polo (79,8%), i più critici quelli dell’Ulivo (56,8%).
Ma se la maggioranza degli intervistati confida comunque in una rapida conclusione delle operazioni militari in atto (a parte un notevole 50% di studenti convinto del contrario), è altrettanto vero che nel nostro paese c’è grande preoccupazione per gli sviluppi futuri della crisi irachena. Non solo per quel che potrà accadere nel mondo intero e segnatamente nell’area medio-orientale, ma anche per la temutissima ripresa del terrorismo su scala internazionale.
I più preoccupati per gli scenari in Medio Oriente sono gli imprenditori, i liberi professionisti e i dirigenti (71,7%), le donne e chi abita nei centri fra i 10 e i 30mila abitanti (71,3%). Le percentuali più alte fra chi è soprattutto soddisfatto per la vittoria di Bush e Blair si registrano invece fra commercianti, artigiani e autonomi (44,7%) e fra gli uomini (42).
Il terrorismo fa paura (aumenterà di molto o un po’) al 62,6% degli italiani, con punte del 72,1% al Nord Est, del 71,5% tra gli elettori dell’Ulivo e del 70,6% fra le casalinghe. Vette di ottimismo (il terrorismo diminuirà di molto o un po’) si registrano soltanto fra i laureati, con un discreto 41,6%.




Rispondi Citando
: mica sto a dirigere un partito. Che idea distorta del libero pensiero, il condizionare le proprie parole all'opportunità politica delle stesse.
