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  1. #1
    qui Giorgino, a te Vomito
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    Predefinito Fare la guerra per fermare le guerre

    l regimi dittatoriali e la proliferazione delle armi di sterminio di massa
    Fare la guerra per fermare le guerre

    di Giacomo Kahn




    C' è forse qualcuno che si ricorda cosa era Osirak? Era un reattore nucleare che stava sorgendo ben 22 anni fa nella località di Tammuz, ad un centinaio di chilometri da Baghdad, e che una volta terminato avrebbe consentito la produzione del plutonio necessario alla fabbricazione della bomba atomica.
    Con Osirak si dava inizio al primo indispensabile anello che avrebbe portato nel breve tempo il dittatore iracheno a possedere la più potente arma di distruzione di massa.

    Se oggi Saddam Hussein torna a fare paura, ma non costituisce ancora una minaccia atomica, è perché Osirak non fu mai completata: fu distrutta con un ardito raid aereo dall'aviazione militare israeliana che bombardò e distrusse il reattore nucleare il 7 giugno 1981.

    Quel bombardamento suscitò la reazione e lo sdegno dei governi europei e, come al solito, Israele fu ferocemente accusata di aver violato le leggi internazionali. I giornali dell'epoca, anche quelli italiani, scatenarono una campagna denigratoria contro lo Stato ebraico e furono pochi a difendere le ragioni di quell'azione militare e a condividere le preoccupazioni degli israeliani che vedevano nell'arma nucleare in mano agli iracheni una terribile minaccia alla loro esistenza.

    Il reattore nucleare di Osirak non era però lo sviluppo miracoloso di una obsoleta tecnologia irachena, era il frutto di una cooperazione internazionale con la quale in cambio di petroldollari alcuni Paesi europei, soprattutto Francia e Italia, prestarono al dittatore iracheno assistenza tecnica e scientifica, convinti (o forse solo apparentemente convinti) che il reattore sarebbe servito unicamente per scopi civili.

    Né le preoccupazioni di Israele, né le numerose richieste che venivano dall'amministrazione americana guidata dal Presidente Carter che chiedeva maggiori controlli sull'uso del combustibile nucleare, fermarono il progetto.

    La minaccia della bomba atomica costrinse il governo israeliano all'azione militare che fu attuata di domenica, scegliendo un giorno festivo in cui non lavoravano gli oltre centocinquanta tecnici stranieri. Una precauzione e una cautela che non servirono però a risparmiare ad Israele critiche e feroci accuse.

    Davanti all'ipocrisia dei governi e della stampa europea, solo pochi riconobbero in quell'azione un atto di legittima difesa.

    Dieci anni dopo, Saddam Hussein dette avvio ad un secondo programma nucleare nell'agosto del 1990 in contemporanea con l'invasione del Kuwait, che fu però interrotto con la guerra del Golfo.

    Ora Saddam Hussein, già in possesso di altre armi letali di massa (gas e agenti chimici), starebbe per portare a termine un nuovo programma nucleare, con ciò riaccendendo nell'opinione pubblica occidentale la polemica sull'uso legittimo della forza e di una azione militare preventiva contro il regime iracheno.

    Ma la preoccupazione per l'uso di armi di sterminio di massa vale per tutti i cosiddetti 'Stati canaglia' (definizione coniata dal Dipartimento di stato americano nel 1993): Siria, Libia, Sudan, Cuba, Iran, Iraq e Corea del Nord.

    Secondo George Tenet, direttore della CIA, l'Iran che già ha costruito la grande centrale nucleare di Bushehr, avrebbe ottenuto componenti missilistiche per il trasporto di ogive atomiche da diversi Paesi, tra cui Cina, Corea del nord e Russia.

    In particolare negli scorsi anni il regime comunista coreano ha venduto a Teheran missili Scud-b (gittata di 300 chilometri circa), missili Hwasong 5 e 6 (gittata 500/700 chilometri) e missili No-dong (ribattezzati da Teheran Shahab-3) con una gittata fino a 1.500 chilometri, in grado di colpire obiettivi in Israele.

    Come comportarsi di fronte ad una escalation nella corsa alla proliferazione di armamenti non convenzionali nelle mani di dittature e di regimi totalitari?

    Dopo gli attentati dell'11 settembre gli Stati Uniti hanno deciso di non stare più a guardare e, con azioni diplomatiche, con pressioni economiche e con la minaccia di azioni militari, hanno intrapreso un metodo attivo di contrasto, accettando implicitamente l'idea che si possa iniziare una guerra per evitare guerre peggiori.

    Oggi per ragioni umanitarie, etiche, di sensibilità religiosa l'Europa (con l'eccezione della Gran Bretagna) è in posizione diversa da quella americana e se fornirà un aiuto logistico alla guerra contro l'Iraq lo farà controvoglia e con fastidio.

    Ma se nei prossimi mesi o anni gli scenari di guerra si dovessero allargare anche contro altri Paesi destabilizzanti e sostenitori del terrorismo, come si comporteranno le diplomazie occidentali?

    Anche se tutti sono d'accordo nella necessità di fare la guerra al terrorismo, sul piano pratico le cose non saranno facili, perché la guerra alle grandi organizzazioni del terrore impone regole e strategie diverse rispetto alle tradizionali guerre di difesa.

    Colpire prima che il nemico ti colpisca è un regola che non tutti i Governi oggi sono disposti ad applicare. Ma domani, se dovessero ripetersi altri spettacolari e terribili attentati sul modello delle Torri Gemelle, forse qualcuno ci ripenserà.

  2. #2
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    Predefinito Re: Fare la guerra per fermare le guerre

    Re: I regimi dittatoriali e la proliferazione delle armi di sterminio di massa - Fare la guerra per fermare le guerre (di Giacomo Kahn)
    "C' è forse qualcuno che si ricorda cosa era Osirak? Era un reattore nucleare che stava sorgendo ben 22 anni fa nella località di Tammuz, ad un centinaio di chilometri da Baghdad..."
    ************************************************** **Gent.mo Pedro, il timore è che alla fine proprio Israele non diventi il capro espiatorio di un mondo a soqquadro. Altro sospetto è che Israele sia il pretesto che nasconde altri interessi e che poi venga forzata (Israele è di gen.fem.) ad un patto comunque pericoloso, mentre un accordo potrebbe essere regionale. Altra conseguenza è che scaricando sul monoteismo odio, vendette, guerre e divisioni, un'altra entità (a cui di etica del monoteismo non gli interessa un fico) tragga vantaggio per sconvolgere la natura della politica e delle costituzioni degli stati civili prendendo il controllo del pianeta (Vedi Profeta Daniele cap.7). Si teme che quando il livello del conflitto internazionale salirà - dopo un patto israelo-palestinese - e la minaccia diventerà ricatto su vasta scala, l'Occidente possa dare in cambio la testa d'Israele quale parte essenziale del compromesso. La mia impressione è che Israele deve provare a parlare con i propri cugini con azioni ed opere insistentemente moderate, spiegando la necessità di ridurre drasticamente il conflitto tra i discendenti di Abramo e trovare un accordo regionale. Sembra però che così non sarà.
    Saluti.

    http://blogs.it/0100206/stories/2002...rraInIrak.html

  3. #3
    Affus
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    Predefinito Re: Re: Re: Fare la guerra per fermare le guerre

    Originally posted by KLASSENKAMPF
    Sempre pensato che sti patriarchi giudii erano un branco di travestiti pervertiti. Grazie x la conferma.
    P.S. Non sara', magari, femminile "erets" (terra) che, in status constructus, precede yisra'el?
    Katsssokamp senti un po .
    Se diventi mussulamno ti regalano 72 vergini in paradiso .
    Ci stai ?
    Io quasi quasi ci faccio un pensierino .....

  4. #4
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    Predefinito Re: Klassenkampf & Afus

    Originally posted by Affus
    Katsssokamp senti un po .
    Se diventi mussulamno ti regalano 72 vergini in paradiso .
    Ci stai ?
    Io quasi quasi ci faccio un pensierino .....

    Gent.mi Klassenkampf & Afus, noto che non siete a digiuno di grammatica ebraica, ma quì il caso attiene più a codici biblici e cabbalistici. il mio era un riferimento ad Israele in quanto popolo di Dio e non a Giacobbe, in risposta ad una persona che suppongo sappia in codice sosa significa affermare il carattere spirituale di Israele quale sposa/fanciulla. Forse ci capiremo meglio con l'esempio di Ulisse che torna ad Itaca dove sua moglie e suo figlio sono sottoposti a continui tormenti ed abusi. Io non sono il primo a sottolineare il genere/carattere femminile di Israele in quanto popolo - se con ciò s'intende la relazione spirituale che intercorre tra Israele e Dio. Nel Nuovo Testamento l'equivalente è la Chiesa quale Sposa di Cristo elevata alla medesima natura divina dello Sposo. Le implicazioni antropologiche e politiche di questi codici sono intenzionalmente non palesi - io direi esoterici -, ma un mio suggerimento è che l'Umanità è ad un bivio, alla vigilia dell'arrivo di "Ulisse" ad Itaca.

    Quando si menziona Israele e la Chiesa quale sposa, il codice è quello apocalittico e messianico.

    “... Le nazioni del mondo dicono ad [Israele]: Quanto a lungo aspetterai per la salvezza? Vedi quanto sei umiliata tra noi, e quante sofferenze e pene ti sono toccate. Vieni e che tu sia come una di noi, e faremo di te duchi, principi e capi! Ma Israele entra nelle sinagoghe e nelle case di studio, tira fuori i rotoli della Torah e legge in essi, e io mi volgerò verso voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò, e riaffermerò il mio patto con voi, ed in questo trova consolazione. è nell’ora quando giunge la fine, il Santo, che egli sia benedetto, dirà ad Israele: Sono meravigliato, come sei stata capace di aspettare per così tanto tempo? Ed Israele dirà: Se non fosse stato per la Torah che ci hai dato, le nazioni del mondo mi avrebbero indotta a perdermi...” (19)
    L’attesa del Messia viene paragonata spesso all’attesa di una sposa per lo sposo e viceversa, rivelando che il desiderio e la sofferenza del Messia non sono da meno di quelli della sposa: “R. Yoshua ben Levi disse: Quando venni presso il Messia, egli mi chiese: Cosa sta facendo Israele nel mondo dal quale provieni? Io gli dissi: Ogni giorno sono in attesa di te. Immediatamente egli alzò la voce e pianse.” (20) Il desiderio e l’attesa riguardano sia il Messia che Israele, il quale ne dimostra l’intensità anche dimostrandosi impegnata nella frequenza delle sinagoghe e delle scuole per lo studio della Torah. E’ stata suggerita una precisa relazione tra questi ultimi comportamenti e l’assimilazione del rapporto tra Israele ed il Messia a quello che intercorre tra i protagonisti del dialogo del Cantico de’ Cantici.
    Il seguente brano del Targum può essere menzionato in relazione al verso 8 del primo capitolo del Cantico: “Said the Holy One, blessed be He, to Moses the Prophet: If they wish to wipe out the Dispertion, the congregation, which is likened to a beautiful maiden, and so that I Myself may love her, let her walk in the ways of the righteous, and let her arrange her prayer-service according to her prayer-leaders and the leaders of her generation; and let her teach her children, who are comparable to kids, to go to the synagogue and to the school, and by the merit thereof they shall be provided for in the Dispersion until the time when I send the King Messiah, who shall lead them gently to their tents, that is, the Temple which David and Solomon, the shepherds of Israel, have built for them.” Nel testo ebraico il brano non sembra implicare un’interpretazione messianica e dunque il Targum al Cantico è piuttosto un commentario midrashico. L’interpretazione messianica può essere stata suggerita dalle immagini pastorali e dalla figura del pastore. In ogni caso, se si guarda al contesto del citato verso 8, l’invito a seguire “le tracce delle pecore” e la richiesta di far “pascere i... capretti presso alle tende de’ pastori”, fanno seguito alla dichiarazione dell’amore della donna nel verso 7, e dunque il riferimento messianico è fin troppo palese.
    L’attesa, talora spasmodica, del Messia, ha indotto sia i rabbini sia i i cristiani, dal primo secolo fino ai nostri giorni, allo studio dei tempi messianici. La distruzione di Gerusalemme ad opera di Tito nel 70 E.V., l’insurrezione di Bar Kokhba nel 132-135, la caduta di Roma e la conquista persiana della Palestina (614-628) venivano interpretati come segni dell’avvento del Messia.

    19. Pes. Hadta, BhM 6: 43-44; also Mid. Ekha.
    20. Ma'ase di R. Y. ben Levi (frammento di origine essena ristampato in BhM 2: 48-51.


    Dall'Easton's Bible Dictionary

    Israel: the name conferred on Jacob after the great prayer-struggle at Peniel ( Gen 32:28), because "as a prince he had power with God and prevailed." ( See JACOB T0001945.) This is the common name given to Jacob's descendants. The whole people of the twelve tribes are called "Israelites," the "children of Israel" ( Jos 3:17; 7:25; Jdg 8:27; Jer 3:21), and the "house of Israel" ( Exd 161; 408).

    This name Israel is sometimes used emphatically for the true Israel ( Psa 73:1: Isa. 45:17; 49; Jhn 1:47; Rom 9:6; 11:26).

    After the death of Saul the ten tribes arrogated to themselves this name, as if they were the whole nation ( 2Sa 2:9,10,17,28; 3:10,17; 19:40-43), and the kings of the ten tribes were called "kings of Israel," while the kings of the two tribes were called "kings of Judah."

    After the Exile the name Israel was assumed as designating the entire nation.

    Isaia: Uno dei vari indizi del "Codice".

    Isa 54:1
    Sing, O barren, thou [that] didst not bear; break forth into singing, and cry aloud, thou [that] didst not travail with child: for more [are] the children of the desolate than the children of the married wife, saith the LORD.


    Isa 54:2
    Enlarge the place of thy tent, and let them stretch forth the curtains of thine habitations: spare not, lengthen thy cords, and strengthen thy stakes;


    Isa 54
    For thou shalt break forth on the right hand and on the left; and thy seed shall inherit the Gentiles, and make the desolate cities to be inhabited.


    Isa 54:4
    Fear not; for thou shalt not be ashamed: neither be thou confounded; for thou shalt not be put to shame: for thou shalt forget the shame of thy youth, and shalt not remember the reproach of thy widowhood any more.


    Isa 54
    For thy Maker [is] thine husband; the LORD of hosts [is] his name; and thy Redeemer the Holy One of Israel; The God of the whole earth shall he be called.


    Isa 54:6
    For the LORD hath called thee as a woman forsaken and grieved in spirit, and a wife of youth, when thou wast refused, saith thy God.


    Isa 54:7
    For a small moment have I forsaken thee; but with great mercies will I gather thee.


    Isa 54:8
    In a little wrath I hid my face from thee for a moment; but with everlasting kindness will I have mercy on thee, saith the LORD thy Redeemer.

  5. #5
    Affus
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    Predefinito Re: Re: Klassenkampf & Afus

    Caro David, ma come puo avvenire questa attesa del messia che tu dici, e in parte ci credo , se consigli a pedro nel tuo precedente post il compromesso politico ad isarele con i vicini ?
    La venuta del Messia non puo essere piu una venuta di salvezza spirituale , come nel cattolicesimo , fin'ora , ma se è una venuta politica come fa capire l'apocalisse , scorreranno fiumi di sangue .
    Es. il cavalire bianco dalla cui bocca esce una spada con la quale stermina i nemici .

    Il messia politico non puo scendere a compromessi con nessuno,ma scende solo per giudicare e non piu per perdonare e salvare . La bibbia ci da due immagini del messia , uno come salvatore immolato e l'altro come re politico alla maniera di David.
    Sara un Re di giustizia quello che verra ,come ci fa capire l'apolcalisse , che frantumera le nazioni con scettro di ferro .
    Se Cristo fosse venuto non per salvare dal peccato , ma avesse subito regnato 2000anni fa , non si sarebbe salvato piu nessuno sulla terra a incominciare dal popolo ebraico e per finire ai pagani .
    shalom

  6. #6
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    Predefinito Re: Afus

    vedi "Elijah's Democracy" next


  7. #7
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    Predefinito Re: Affus - "Elijah's Democracy"

    [QUOTE]Originally posted by Affus
    [B]"Caro David, ma come puo avvenire questa attesa del messia che tu dici, e in parte ci credo , se consigli a pedro nel tuo precedente post il compromesso politico ad isarele con i vicini ?
    La venuta del Messia non puo essere piu una venuta di salvezza spirituale , come nel cattolicesimo , fin'ora , ma se è una venuta politica come fa capire l'apocalisse , scorreranno fiumi di sangue .
    Es. il cavalire bianco dalla cui bocca esce una spada con la quale stermina i nemici..."

    Caro Affus, considero gli arabi mussulmani cugini rivali, spesso in acerrima e violenta competizione, ma non necessariamente nemici veri e propri, o comunque tali da non poter coesistere riducendo i toni ad un minimo tollerabile. Non dimentichiamo che in varie epoche arabi ed ebrei hanno vissuto fianco a fianco e persino collaborato in vari ambiti. L'esempio della Spagna medievale dimostra che cristiani, mussulmani ed ebrei possono coesistere, senza che ciò significhi sincretismo o ecumenismo. La mia impressione è che esiste una forza da "qualche tempo" in occidente che soffia benzina sul fuoco delle differenze e rivalità tra arabi ed ebrei e non semiti cristiani. Frutto di questa opera di divisione è l'incomprensione dei motivi degli uni nei confronti degli altri. Ad esempio, è tragico che i palestinesi (cristiani e mussulmani) non sembrano rendersi conto dei requisiti minimi di sicurezza d'Israele e che, di conseguenza, non accettino limiti e rifiuti ad alcune delle loro richieste prioritarie ma in conflitto con la sicurezza minima stessa. E' anche tragico che lo Stato d'Israele abbia ritenuto di aver individuato il nemico numero tra gli arabi, mentre anche dal punto di vista delle profezie (e.g. Daniele 7) è da oltremare che arriva la minaccia più nefasta di cui Israele non sembra oggi consapevole ma che causerà stragi e distruzioni. E' anche per queste ragioni che sarebbe più prudente risolvere i problemi del Medio Oriente in casa, tenendo fuori entità a cui non interessa un bel niente né degli arabi, né degli ebrei, ed il cui obiettivo è il dominio del pianeta e delle risorse. L'America, l'Europa, l'Occidente in genere possono aver determinato degli standards in democrazia, ma a lungo andare ed alla fine del gioco, sono convinto che la democrazia sarà risultata la via più lunga ed efficace per arrivare all'autarchia planetaria. Dal mio punto di vista oggi esistono le condizioni per simili tentazioni autarchiche globali da parte di "qualcuno". Questo qualcuno ha capito che non solo il Comunismo è un problema da spazzare via definitivamente ma anche il Monoteismo è da "ripulire e riformare" in quanto potenzialmente in conflitto etico con obiettivi di dominio globale. E' vero che il Messia viene per l'instaurazione di un regno politico e visibile, ma non credo che ciò debba produrre nemici scontati. Sono convinto che una parte dell'Islam non accetterebbe nessuna coesistenza con lo Stato d'Israele e che tale problema si trascinerà fino al Messia, ma si può nel frattempo tenere sotto controllo gli eccessi ed accettare che sia il Messia a giudicare Giudaismo, Cristianesimo, Islam e relativi affiliati. Il profeta Elia direbbe che Dio è Sovrano nel bruciare l'offerta e l'altare che gradisce. Nel frattempo alcuni dei problemi possono essere risolti e la coesistenza salvaguardada ricorrendo ad una forma di democrazia "critica": "Elijah's Democracy".

    Saluti.

  8. #8
    Affus
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Affus - "Elijah's Democracy"

    Caro David gira e rigira e ci riproponi il solito discorso democratico che significa per me relativismo morale e rifiuto di una sola verita ; la democrazia è il grande Moloch davanti a cui tutti debbono inchinarsi ad adorare . La democrazia e la trasgressione è la stessa cosa per me .Trasgressione non dal male , ma dalla retta via , che non è una scelta libera , ma te la impone la natura delle cose . Il bene non è un opzional ; va solo scelto e, se ci riesi , interiorizzato . Saul per me era un massone ante litteram , perchè tollerava dove Dio gli diceva di non tollerare .cosa che lui mascherava per fini umanitari .
    Se un Messia come il nostro va al potere,ovvero si mette sulla testa una corona regale, non ci puo essere alcun spazio per nessun ‘altro e non so se rifletti bene sulla cosa . Cedere a un ‘altra verita , significherebbe compromesso . Cedere di fronte al male o pazientare , sarebbe condividere e tollerare ed essere partecipe . Un messia non puo fare questo .Altro che democrazia critica . Non ci puo essere diritto alla vita e alla critica per tutto cio che oggettivamente contro la legge .
    Quanto al pericolo esterno che viene dal nord per Israele , non è detto che ci troviamo alla fine dei tempi e alla battaglia finale dove tutti i popoli si coalizzeranno contro israele . L’eresia islamica è del VI secolo e Maometto non aveva nessuna intenzione missionaria e non prevedeva nessuna Umma mondiale ; al massimo voleva unire quattro tribu del deserto , mentre i suoi successori hanno iniziato guerre di conquista che per la debolezza e dei popoli del nord africa , che era cristiana , sono riusciti a trionfare .
    Quei pii propositi sulla necessiata della convivenza , lasciaglieli al papa , che forse parla piu a livello di atteggiamento personale , cioe di ascesi personale del cristiano , e non a livello politico . Quella pace che vuole il papa , non la si puo imporre a nessun popolo perché non è pace politica , ma spirituale : sopporta tuo fratello !

  9. #9
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    Predefinito Re: Affus - Vogliamo Un Re/Duce

    [QUOTE]Originally posted by Affus
    [B]"Caro David gira e rigira e ci riproponi il solito discorso democratico che significa per me relativismo morale e rifiuto di una sola verita ; la democrazia è il grande Moloch davanti a cui tutti debbono inchinarsi ad adorare..."

    In alternativa c'è sempre il piano Bush. Liquidiamo democraticamente chi non la pensa allo stesso modo. Tuffiamoci nelle guerre economiche vestite di religione. Anticipiamo il Giudizio Universale del Messia, mentre la Grazia è ancora tempo di coesistenza, pazienza, possibilità di cambiare opinione, speranza di rendere l'Inferno meno pieno. Ritorniamo alle teocrazie di parte: a Londra Cromwell, a Ginevra Calvino, a Roma Pietro, a Gerusalemme Giuda Maccabeo e guai a chi si muove dal suo territorio. E' interessante che mentre ci si proponeva l'investitura di una Carte Globale della Democrazia, un Tribunale Internazionale, Diritti dell'Uomo Universali, "qualcuno" ha pensato bene di dividere i patrizi dai plebei con la scusa delle differenze di religione ed opinione. Come si possono più fare buoni affari se lo stesso prodotto costa lo stesso dovunque? Quale tragedia sarebbe l'impossibilità di toccare l'art. 18 dei lavoratori su scala internazionale! La letteratura apocalittica ci dice che il grande pericolo sarà proprio un'autarchia che sfugge ad ogni controllo ed il cui conflitto d'interesse unisce economia. politica e religione nella persona di un "Figlio di Perdizione" (il Piccolo Corno). La richiesta di un Super Re è proprio segno dei tempi come in Samuele 8. La determinazione allo scontro ed all'intransigenza è proprio indizio di ricerca di suluzione finale da parte di tutti contro tutti. Lo sfascio generale che annuncia il Messia dopo i fatti di Zaccaria 12-14. Quel che in realtà fa la differenza nel Messianismo è l'origine e la natura del Messia. Chi si mette la corona da solo non è il Messia. I post-millenaristi trascurano l'evidenza apocalittica che prima del Messia c'è un imperatore mondiale che pretende di farsi riconoscere come dio sovrano perfino da Israele. Suggerisco che ci sia il pericolo di far coincidere il Messia che s'incorona da solo come Napoleone con il Duce che cercherà ancora per un'ultima volta di liquidare Israele, quale ostacolo primario ai suoi propositi di dominio globale. Saluti

  10. #10
    Affus
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Affus - Vogliamo Un Re/Duce

    Scusa David ma che c’entra quello che dici ?
    Noi stavamo parlando di un ipotetico e avveniristico regno messianico in cui dialogo per il messia significherebbe tolleranza del male e condivisione o compartecipazione , cosa che non potrebbe mai essere per un messia , ecco perché Cristo è venuto solo salvare e ha rinunciato a ogni discorso politico ogni qualvolta hanno tentato di farlo re . Quando la chiesa parla di comunione dei popoli cosa pensi che auspichi qualcosa di diverso ? Secondo te è possibile una comunione di popoli con dieci etiche differenti ? per me è assurdo ! Se Cristo diventava re , c’erano dieci legioni di angeli pronte ……..
    Bush non c’entra niente con il regno messianico , ma è un guardiano che vigila su i suoi interessi e qualche volta fa il gendarme dell’umanita come potenza piu forte .
    Noi non dobbiamo anticipare nessun giudizio universale , non tocca a noi , ma dobbiamo volere la giustizia e questa non la attui con il pensiero massonico e democratico del rispetto delle
    etiche altrui o delle piccole verita. Nelle alte sfere della chiesa la pensano come te .
    Scusa, ma che c’entrano tutti questi personaggi storici che citi con la storia della salvezza ?
    Perché Napoleone e Cesare si sono occupati di fare osservare la legge di Mosè , cioe la legge naturale a livello mondiale o nelle loro nazioni ? Perché ha tentato Cesare di imporre il matrimonio monogamico all’impero romano sul piano istituzionale ? Io parlo di legge naturale e universale che si nasconde in seno al cattolicesimo e all’ebraismo soltanto , legge universale obbligante come dice san paolo al cap.1 dei Romani .!!!! Cosa c’entrano quelle figure storiche che hanno fatto perlopiù interessi
    economici e nazionalistici andando al potere ? Se una teocrazia mette al primo posto Dio e la legge fondamentale che fa vivere l’umanita sulla terra , io me ne impippo di quella falsa liberta che significa solo autonomia morale . Ci sono dei rischi , ma quelli ci sono ovunque .
    E ricordati che noi andiamo verso un mondo futuro dove non avrai un grammo , né un millesimo di liberta come la intendi tu . Non avrai un grammo di autonomia morale altrimenti diventerai un demonio e non sarai libero nemmeno di alzarti dalla sedia . Quella liberta che tu auspichi , non è liberta , ma schiavitù morale . La liberta consiste nel vivere sencondo la legge di Dio .

    Il messia è chiunque attua la legge naturale a livello universale , cioe mondiale avendo il potere di farlo nelle mani . Sei anche tu un piccolo messia se hai il potere di agire a livello istituzionale .

 

 
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