Mandato da PdTM Domenica, 13 aprile 2003, 14:10 uur.
Al tempo della seconda guerra mondiale, ho militato nella 86.a Brigata Garibaldi, di stanza nella Valle Taleggio, una laterale della Valle Brembana in provincia di Bergamo. Detta formazione faceva riferimento al Partito Comunista, anche se nessuno di noi di rango inferiore, apparteniva a quella ideologia, per il semplice motivo che nessuno sapeva dell'esistenza del comunismo. Era anche successo che come commissario politico, era stato nominato lo stesso medico della Brigata, il quale dopo il primo contatto con le alte sfere di quel partito, comprese che si stava instaurando un sistema peggiore dello stesso Fascismo. Divenne subito anticomunista e se ne guardò bene dallo svolgere alcuna propaganda politica. Alla Liberazione quindi, furono pochi coloro che abbracciarono la nuova fede. Comandante era un certo Gastone, tenente del disciolto esercito, che in divisa militare, scorrazzava tra i vari reparti, dislocati lungo la valle, brandendo una pesante sciabola. Mi resi subito conto in che mani ero capitato! La disorganizzazione era completa e per mangiare ognuno doveva provvedere con i propri mezzi. Ricorderò per tutta la vita tutto lo stracchino che ho dovuto ingoiare, come unico sostentamento. Ricevemmo dagli Alleati un lancio e potemmo disporre di un discreto armamento, con il quale difenderci da eventuali rastrellamenti. Ma quando questi avvennero, il comandante non seppe per nulla approfittare dei punti strategici che la valle offriva, come ad esempio l'orrido verso San Giovanni Bianco, e così tanti altri punti a nostro favore. La conseguenza fu che molti mie compagni persero la vita e dello sbandamento provocato dalle Brigate nere di Bergamo, ne approfittarono quelle del comasco, aggiungendo molti altri lutti. A questo punto Gastone ebbe una grande pensata e fu quella di fare un armistizio con il comando tedesco di Bergamo. Patto di non belligeranza, solennizzato da un pranzo all'albergo Quarenghi di Olda. Ma poichè l'iniziativa era stata tenuta allo scuro ai comandi superiori, si trattava di alto tradimento. La Brigata Rosselli, anch'essa comunista e operante nella confinante Valsassina, venne così incaricata di disarmare i partigiani della 86.a. Ci furono quindi nuovi scontri e nuove morti fra partigiani. Gastone fuggì e il comando passò nella mani di Davide Paganoni. Ma la situazione era assai precaria, costringendo il nuovo comandante, con alcuni suoi uomini, a trovare durante l'inverno, protezione ai Laghi Gemelli, presso la Brigata di Giustizia e Libertà "2° Dio" di Mino Bartoli, in attesa dell'insurrezione di primavera. Gastone,dopo la Liberazione sposò una donna della Valle di Brembilla, dalla quale ebbe dei figli e sparì completamente, senza lasciare alcuna traccia. Ora poiché i comunisti, nella loro propaganda, si attribuiscolo la prerogativa di essere stati loro a liberare l'Italia, mi sento in dovere di ricordare questa mia esperienza, per dimostrare che con questi comandanti non si sarebbe potuto andare molto lontano.
Giovanni Genini
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