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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    "Il programma YURI il programma"
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    Predefinito La strage di ustica: la verita' e il perche' essere servi degli Usa e' contro di noi

    USTICA:SITO USA,DC9 ABBATTUTO DA AEREI USAF INVECE DI MIG EX AMBASCIATORE RABB,I LIBICI VOLEVANO BOMBARDARE PORTAEREI A NAPOLI

    http://italy.indymedia.org/news/?com...49&submit.y=13


    A pochi giorni dall'eccidio in Irak leggete questa bella RIVELAZIONE ::::::::::::::: ;-(


    Washington, 18 gen. - Il 27 giugno del 1980 il Dc9 dell'Itavia ''fu abbattuto accidentalmente dalle forze degli Stati Uniti che avevano come obiettivo due Mig libici''. Cosi', in due righe, un sito americano specializzato in disastri aerei, dotato di uno dei più nutriti database sull'argomento, 'cataloga' la strage di Ustica alla voce 'accident description'. Su 'AirDisaster.Com', infatti, si puo' leggere una dettagliata scheda del disastro del 27 giugno dell'80, uno dei piu' inestricabili misteri italiani. Una strage della quale, ancora oggi, non sono chiari ne' il movente ne' la dinamica, nonostante la sentenza ordinanza del giudice Rosario Priore fornisca, supportandolo con numerose perizie tecniche e dati radar, un quadro dei cieli sopra il Mediterraneo di quella sera che appare piuttosto 'affollato'. Le tracce riportate nella sentenza, infatti, parlano chiaramente di numerosi aerei in volo, dei quali e' stato impossibile rintracciare la nazionalita'. Intanto, l'ex ambasciatore statunitense a Roma, Maxwell Rabb, ha affermato che vent'anni fa i libici volevano attaccare ''la portarei americana al largo di Napoli''. E che questi, intercettati da due aerei di ricognizione Usa, ''cercarono altri obiettivi''. Uno scenario del tutto inedito quello descritto dall'ex rappresentante diplomatico a Roma al convegno della Fondazione Turati su 'La politica estera italiana negli anni 80'. Ignoto anche all'ammiraglio Fulvio Martini, ex direttore del Sismi, il quale, comunque, a proposito di Ustica , rimane del parere che ''l'aereo sia stato abbattuto da una esplosione nella zona poppiera''. Fondato nel 1997, il sito AirDisaster e' diventata la pagina piu' seguita su Internet in fatto di trasporto aereo e di sicurezza nel campo dell'aviazione, corredato da statistiche sui disatri, fotografie, dichiarazioni dei testimoni. Il database raccoglie dati su tutte le tragedie aeree della storia. Oltre al volo Itavia del 27 giugno '80, elenca gli altri incidenti che hanno coinvolto velivoli della compagnia, commissariata a seguito della strage di Ustica. In tutto tre: quello del 14 ottobre del 1960, avvenuto sull'isola d'Elba, quello del 30 marzo del 1963, nel quale un Dc3 e' precipitato nei pressi di Sora, e quello del Fokker F-28 avvenuto a Torino il primo gennaio del 1974.
    (Adnkronos)

    ROMA, 11 FEB - E' stata rinviata al 16 gennaio 2003 l'udienza della Corte dei Conti sulla richiesta di risarcimento di 27 miliardi di lire ad una trentina di militari coinvolti a vario titolo nell'inchiesta sulla strage di Ustica per le spese sostenute per il recupero della carlinga dell'aereo. La procura ha infatti ritenuto di chiedere un rinvio lungo per attendere la sentenza di primo grado del processo penale che e' in corso davanti alla terza Corte d'Assise di Roma. La procura della magistratura contabile aveva ritenuto che se i militari avessero fornito fin dall'inizio le giuste indicazioni, gli inquirenti non avrebbero avuto necessita' di fare recuperare nel corso delle indagini la carlinga dell'aereo: i costi quindi vanno addebitati ai responsabili. Tra i militari chiamati a rispondere davanti alla Corte dei Conti ce ne sono alcuni gia' usciti dall'inchiesta o perche' il reato e' caduto in prescrizione o perche' e' intervenuto un proscioglimento. Fabrizio Gallo, l'avvocato di uno dei militari citati (che all'epoca aveva 19 anni, era militare di leva ed e' uscito dall'inchiesta) ha ritenuto ingiusto che per definire la posizione davanti alla magistratura contabile debba passare ancora tanto tempo per coloro che con il processo non hanno nulla a che vedere e si e' riservato di promuovere un'azione nei confronti della procura della Corte dei Conti.
    (ANSA)
    -----------------------------------------------------------------------------------------------------Esclusivo:Un militare in pensione racconta cosa accadde quella notte:Un missile del furioso duello nei cieli fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico caduto sulla Sila abbattè il DC9 Itavia
    BATTAGLIA AEREA POI LA TRAGEDIA
    "La tragedia di Ustica fu causata da una battaglia aerea fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico precipitato sui monti della Sila. Non è forse tutta la verità, ma è certo la verità". Parla per la prima volta G.S. un maresciallo ora in pensione addetto al controllo del traffico aereo sui confini dei Paesi alleati, in servizio quella notte del 27 giugno 1980 allo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), il quartiere generale NATO situato ad una sessantina di chilometri da Bruxelles: Il "cervello" dell'Alleanza Atlantica.


    Preferisce che non si faccia il suo nome: "Credo che vari servizi segreti siano curiosi di identificarmi -dice - e se ancora non ci sono riusciti non voglio facilitar loro il lavoro".

    Si tratta del maresciallo che chiamò "Telefono giallo" durante la trasmissione che Augias dedicò al "Caso Ustica". Siamo riusciti a rintracciarlo.

    "Augias mi fece parlare poco in quell'occasione - dice - perché quando mi chiese in modo perentorio se potevo dirgli cosa era successo quella notte, io risposi di no. Diedi però delle indicazioni precise, che interessarono il giudice Priore, in seguito. Non potevo fare altrimenti, allora.Un militare che, come me, ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e all'Alleanza Atlantica è obbligato a tenere fede a quel giuramento ancora per due anni dopo aver lasciato il servizio. Nel frattempo non ci saranno più "prove". I codici (Scramble) cambiano ogni due mesi. Una registrazione, un nastro, se si vuole, scompare in trenta secondi".

    "Io quella notte entrai in servizio alle 24, quando erano trascorse oltre tre ore dagli attimi fatali. In sala operativa notai una strana agitazione. Mi resi subito conto che il quartiere generale era mobilitato. Mi dissero che c'era stato un incidente che ci riguardava. Allo SHAPE era arrivato in elicottero il Su.C.Eur., il comandante supremo delle forze NATO in Europa. Non ricordo se in quel momento fosse il generale Alexander Haig o il generale Rogers. Allo SHAPE , infatti, qualsiasi "movimento" militare riguardi lo spazio dei Paesi alleati deve essere tempestivamente comunicato.

    Così avvenne anche quella sera.

    Il mio compito era proprio quello di controllare il traffico aereo sui Paesi della NATO. L'"equipaggio", cioè l'equipe, è composto in genere da personale di tutti i Paesi Alleati. Qualche italiano che era in servizio il turno precedente al mio e che certo avrà visto tutto, c'è".

    Ma lei, maresciallo, ha dati tali che le hanno consentito di maturare una versione della tragedia?

    "Si. E per quel che mi riguarda sono certo che quella notte le cose siano andate proprio così: il satellite americano (ma anche i sovietici ne hanno uno analogo, quindi anche loro sanno tutto) ha rilevato il decollo dalla Libia di un aereo diretto nell'area mediterranea. Scatta allora una procedura semplicissima. Il Sac (Strategic Air Command), che noi chiamiamo "la Casa Bianca in volo", ordina il decollo di due Tomcat . Gli intercettori, di solito, partono dalla base NATO più vicina. In Sicilia ci sono Marsala e Sigonella. Ambedue le basi però sono sprovviste di Tomcat, gli unici caccia in grado di battere tecnicamente i Mig 23. I Tomcat si trovano a bordo di una portaerei americana in navigazione nel mediterraneo. E' da qui, che decollano i due intercettori.

    Tra l'altro in aria, quella sera, c'erano anche due Atlantic francesi, aerei in grado di scandagliare il mare metro per metro, alla ricerca di sommergibili. Ma per quel che ne so nella vicenda non hanno avuto ruoli particolari. I due intercettori si avvicinano all'aereo e comunica allo SHAPE il relativo "SCRAMBLE". Ciò è importante, perché riduce le responsabilità dell'Aeronautica Italiana, essendo lo SCRAMBLE un codice segreto traducibile solo dallo SHAPE.

    L'Aeronautica italiana, quindi, anche se "vede" sul radar le tracce , non sa in realtà di "cosa" o di "chi "si tratti. Sa solo che, a quel punto, il compito di difesa dello spazio aereo viene assolto dalla NATO. Non interviene neanche".

    "Allo SHAPE si traduce lo "SCRAMBLE". Si identifica un Mig 23 libico e, dopo i rituali "inviti" ed "avvertimenti" se ne ordina l'abbattimento.

    Inizia così un war game aereo tra gli intercettori americani e l'aereo nemico. Ma fin qui, badiamo bene, non c'è gran chè di eccezionale. Di queste battaglie se ne facevano tante, in quel periodo di tensione con Gheddafi. Specie sul Golfo della Sirte. Quel mare è pieno di carcasse di Mig abbattuti dagli americani. Solo che, quella maledetta notte, per motivi misteriosi, o solo per sfuggire ai Tomacats, il pilota si portò oltre il Canale di Sicilia, sulla rotta del DC 9 Itavia, o comunque nelle sue vicinanze.

    Un missile, che non so se sparato da uno dei due caccia americani o dallo stesso Mig, sarà stato attratto dall'enorme calore dell'aereo di linea. E fu la tragedia. I due Tomcats hanno poi fatto fuori l'aereo , precipitato sulla Sila, e sono rientrati sulla portaerei. Le cose, per quel che mi riguarda, credo proprio siano andate così".

    Ma Marsala, anche se non sapeva per via dello "SCRAMBLE", chi fossero gli artefici di questo war game, almeno le tracce sul radar le avrà pur viste, no?

    "Certo. Quelle tracce si trovano nel famoso pezzo di nastro mancante. Quella notte a Marsala, lo so per certo, è atterrato un aereo militare, venuto per sequestrare proprio quelle registrazioni.

    Rimangono molti interrogativi. Intanto: quale poteva essere la missione del Mig libico?

    "Non lo so. Credo che fosse la "solita". Come ho già detto in quel periodo ci arrivavano spesso allo SHAPE "SCRAMBLE" da decodificare. Molto spesso si trattava di Mig libici che arrivavano in modo provocatorio fino quasi a Pantelleria. Gheddafi, come si ricorderà, rivendicava come proprio lo spazio aereo sul golfo della Sirte. Ma gli americani non erano d'accordo. O magari il Mig poteva essere un diversivo per consentire ai libici qualche particolare manovra".

    E la storia che quella notte si aspettasse Gheddafi per farlo fuori?

    "Io posso dire del traffico aereo sui Paesi alleati. Non su chi stava su questi aerei. Una cosa però è certa: il Mig 23 è un monoposto. E nessuno avrebbe mai potuto pensare che a pilotarlo ci fosse un Gheddafi così imbecille da avventurarsi da solo nei cieli controllati palmo a palmo dalla NATO".

    Perché, se è andata come dice lei, si è creata questa serie di bugie ed omissioni?

    "Perché l'Italia ha fatto un patto di alleanza che vieta a tutti i Membri di divulgare informazioni militari. Non poteva venir meno a questo patto. Si è limitata a dire: "l'Aeronautica Italiana in questa faccenda non c'entra". In fondo è la verità. Almeno parte della verità. Solo se venisse sciolto il segreto militare che vincola le Forze armate NATO, sapremmo esattamente cos'è accaduto. Se togliessero questo segreto, vedrebbe quanti militari sarebbero felici di togliersi questa "spina dal cuore", come l'ha definita Cossiga.

    Ma il clima è ancora tanto rovente. Si figuri che un avvocato di parte civile, che difende i familiari delle vittime della strage, mi ha detto che il giornalista Purgatori, protagonista del film "Il muro di gomma" non ha potuto presenziare ad una conferenza sulla questione perché il suo direttore lo avrebbe diffidato dall'occuparsi ancora del caso.

    Se il clima è ancora questo, dopo dodici anni, se ci sono tali pressioni, allora la verità forse non verrà mai fuori. Tutta, almeno".

    Till-News ricordi di Nino Tilotta


    http://italy.indymedia.org/news/2003/02/167855.php
    http://italy.indymedia.org/news/2003/02/168883.php

    hai proprio raggione,sono un sognatore,
    ma un sognatore che ha anche il coraggio di sognare ad occhi aperti in questo mondo di ottusi !!!

    Alcuni siti da visitare:vi invito a cercare in rete ed a publicare anche vou qualcosa su Ustica,il Cemresig ecc ...
    1° articolo http://www.stragi80.com/ustica/rasse...vari/lora.html

    L'ORA Mercoledì 12 Febbraio 1992 - La verità su Ustica
    Esclusivo/ Un militare in pensione racconta cosa accadde quella notte
    BATTAGLIA AEREA POI LA TRAGEDIA
    Un missile del furioso duello nei cieli fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico caduto sulla Sila abbattè il DC9 Itavia
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    di NINO TILOTTA
    "La tragedia di Ustica fu causata da una battaglia aerea fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico precipitato sui monti della Sila. Non è forse tutta la verità, ma è certo la verità". Parla per la prima volta G.S. un maresciallo ora in pensione addetto al controllo del traffico aereo sui confini dei Paesi alleati, in servizio quella notte del 27 giugno 1980 allo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), il quartiere generale NATO situato ad una sessantina di chilometri da Bruxelles: Il "cervello" dell'Alleanza Atlantica.

    Preferisce che non si faccia il suo nome: "Credo che vari servizi segreti siano curiosi di identificarmi -dice - e se ancora non ci sono riusciti non voglio facilitar loro il lavoro".

    Si tratta del maresciallo che chiamò "Telefono giallo" durante la trasmissione che Augias dedicò al "Caso Ustica". Siamo riusciti a rintracciarlo.

    "Augias mi fece parlare poco in quell'occasione - dice - perché quando mi chiese in modo perentorio se potevo dirgli cosa era successo quella notte, io risposi di no. Diedi però delle indicazioni precise, che interessarono il giudice Priore, in seguito. Non potevo fare altrimenti, allora.Un militare che, come me, ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e all'Alleanza Atlantica è obbligato a tenere fede a quel giuramento ancora per due anni dopo aver lasciato il servizio. Nel frattempo non ci saranno più "prove". I codici (Scramble) cambiano ogni due mesi. Una registrazione, un nastro, se si vuole, scompare in trenta secondi".

    "Io quella notte entrai in servizio alle 24, quando erano trascorse oltre tre ore dagli attimi fatali. In sala operativa notai una strana agitazione. Mi resi subito conto che il quartiere generale era mobilitato. Mi dissero che c'era stato un incidente che ci riguardava. Allo SHAPE era arrivato in elicottero il Su.C.Eur., il comandante supremo delle forze NATO in Europa. Non ricordo se in quel momento fosse il generale Alexander Haig o il generale Rogers. Allo SHAPE , infatti, qualsiasi "movimento" militare riguardi lo spazio dei Paesi alleati deve essere tempestivamente comunicato.

    Così avvenne anche quella sera.

    Il mio compito era proprio quello di controllare il traffico aereo sui Paesi della NATO. L'"equipaggio", cioè l'equipe, è composto in genere da personale di tutti i Paesi Alleati. Qualche italiano che era in servizio il turno precedente al mio e che certo avrà visto tutto, c'è".

    Ma lei, maresciallo, ha dati tali che le hanno consentito di maturare una versione della tragedia?

    "Si. E per quel che mi riguarda sono certo che quella notte le cose siano andate proprio così: il satellite americano (ma anche i sovietici ne hanno uno analogo, quindi anche loro sanno tutto) ha rilevato il decollo dalla Libia di un aereo diretto nell'area mediterranea. Scatta allora una procedura semplicissima. Il Sac (Strategic Air Command), che noi chiamiamo "la Casa Bianca in volo", ordina il decollo di due Tomcat . Gli intercettori, di solito, partono dalla base NATO più vicina. In Sicilia ci sono Marsala e Sigonella. Ambedue le basi però sono sprovviste di Tomcat, gli unici caccia in grado di battere tecnicamente i Mig 23. I Tomcat si trovano a bordo di una portaerei americana in navigazione nel mediterraneo. E' da qui, che decollano i due intercettori.

    Tra l'altro in aria, quella sera, c'erano anche due Atlantic francesi, aerei in grado di scandagliare il mare metro per metro, alla ricerca di sommergibili. Ma per quel che ne so nella vicenda non hanno avuto ruoli particolari. I due intercettori si avvicinano all'aereo e comunica allo SHAPE il relativo "SCRAMBLE". Ciò è importante, perché riduce le responsabilità dell'Aeronautica Italiana, essendo lo SCRAMBLE un codice segreto traducibile solo dallo SHAPE.

    L'Aeronautica italiana, quindi, anche se "vede" sul radar le tracce , non sa in realtà di "cosa" o di "chi "si tratti. Sa solo che, a quel punto, il compito di difesa dello spazio aereo viene assolto dalla NATO. Non interviene neanche".

    "Allo SHAPE si traduce lo "SCRAMBLE". Si identifica un Mig 23 libico e, dopo i rituali "inviti" ed "avvertimenti" se ne ordina l'abbattimento.

    Inizia così un war game aereo tra gli intercettori americani e l'aereo nemico. Ma fin qui, badiamo bene, non c'è gran chè di eccezionale. Di queste battaglie se ne facevano tante, in quel periodo di tensione con Gheddafi. Specie sul Golfo della Sirte. Quel mare è pieno di carcasse di Mig abbattuti dagli americani. Solo che, quella maledetta notte, per motivi misteriosi, o solo per sfuggire ai Tomacats, il pilota si portò oltre il Canale di Sicilia, sulla rotta del DC 9 Itavia, o comunque nelle sue vicinanze.

    Un missile, che non so se sparato da uno dei due caccia americani o dallo stesso Mig, sarà stato attratto dall'enorme calore dell'aereo di linea. E fu la tragedia. I due Tomcats hanno poi fatto fuori l'aereo , precipitato sulla Sila, e sono rientrati sulla portaerei. Le cose, per quel che mi riguarda, credo proprio siano andate così".

    Ma Marsala, anche se non sapeva per via dello "SCRAMBLE", chi fossero gli artefici di questo war game, almeno le tracce sul radar le avrà pur viste, no?

    "Certo. Quelle tracce si trovano nel famoso pezzo di nastro mancante. Quella notte a Marsala, lo so per certo, è atterrato un aereo militare, venuto per sequestrare proprio quelle registrazioni.

    Rimangono molti interrogativi. Intanto: quale poteva essere la missione del Mig libico?

    "Non lo so. Credo che fosse la "solita". Come ho già detto in quel periodo ci arrivavano spesso allo SHAPE "SCRAMBLE" da decodificare. Molto spesso si trattava di Mig libici che arrivavano in modo provocatorio fino quasi a Pantelleria. Gheddafi, come si ricorderà, rivendicava come proprio lo spazio aereo sul golfo della Sirte. Ma gli americani non erano d'accordo. O magari il Mig poteva essere un diversivo per consentire ai libici qualche particolare manovra".

    E la storia che quella notte si aspettasse Gheddafi per farlo fuori?

    "Io posso dire del traffico aereo sui Paesi alleati. Non su chi stava su questi aerei. Una cosa però è certa: il Mig 23 è un monoposto. E nessuno avrebbe mai potuto pensare che a pilotarlo ci fosse un Gheddafi così imbecille da avventurarsi da solo nei cieli controllati palmo a palmo dalla NATO".

    Perché, se è andata come dice lei, si è creata questa serie di bugie ed omissioni?

    "Perché l'Italia ha fatto un patto di alleanza che vieta a tutti i Membri di divulgare informazioni militari. Non poteva venir meno a questo patto. Si è limitata a dire: "l'Aeronautica Italiana in questa faccenda non c'entra". In fondo è la verità. Almeno parte della verità. Solo se venisse sciolto il segreto militare che vincola le Forze armate NATO, sapremmo esattamente cos'è accaduto. Se togliessero questo segreto, vedrebbe quanti militari sarebbero felici di togliersi questa "spina dal cuore", come l'ha definita Cossiga.

    Ma il clima è ancora tanto rovente. Si figuri che un avvocato di parte civile, che difende i familiari delle vittime della strage, mi ha detto che il giornalista Purgatori, protagonista del film "Il muro di gomma" non ha potuto presenziare ad una conferenza sulla questione perché il suo direttore lo avrebbe diffidato dall'occuparsi ancora del caso.

    Se il clima è ancora questo, dopo dodici anni, se ci sono tali pressioni, allora la verità forse non verrà mai fuori. Tutta, almeno".
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    2° articolo http://www.mclink.it/personal/MC9494/ustica.htm

    La strage di Ustica: per non dimenticare...


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    Questa pagina intende essere un piccolo contributo alla memoria. Non dobbiamo smettere di pretendere la verità.
    Aggiungo la mia voce a quella di quanti -in questi lunghi anni- non hanno smesso di credere nella giustizia, di pretendere che si faccia luce. Che la verità, a 19 anni dalla strage, venga finalmente fuori. Che i colpevoli (chi la strage la ha provocata e chi ha coperto la verità) siano puniti.


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    Caro diario...
    Caro diario sono felice, oggi è il 26 giugno 1980 e sono stata promossa. EVVIVA!!!!! (ho tredici anni) Mamma e Papà sono molto orgogliosi di me, mi hanno promesso da mesi che il loro regalo per la promozione sarà portarmi con loro in Sicilia. EVVIVA!! Ce l'ho fatta e non vedo l'ora di fare il mio primo viaggio in aereo, anche per i miei genitori è la prima volta. Oggi ho telefonato a mia cugina a Palermo, le ho detto che fra qualche giorno ci vedremo, anche la nonna è contentissima e non vede l'ora, ed anch'io sono impaziente di fare questo viaggio. Caro diario oggi 26 giugno 1980 c'è stato un cambiamento nel programma. La mamma ha detto che siccome non ha trovato posto in aereo, partono solo loro due con la speranza di poter trovare due biglietti, promettendomi un nuovo regalo al ritorno. UFFA!!! Non è giusto! Sono arrabbiatissima! Non voglio un altro regalo. Ho pianto tutto il pomeriggio, ma le mie lacrime sono servite solo a far partire la mamma molto triste. Le sue parole per consolarmi sono state: "tu devi badare alla famiglia perché sei la più giudiziosa". UFFA! Mamma mi ha tradita, non è stata di parola. Non si fanno promesse se poi non si mantengono. Io voglio il regalo promesso. Voglio volare con Mamma e Papà. Oggi 27 sono partiti, nel pomeriggio hanno telefonato per dire che l'aereo partiva in ritardo, colevano parlare con me, ero così arrabbiata che non sono andata al telefono. Caro diario oggi 28 giugno 1980 non credetrai a quello che ti dirò ora: la Mamma e il Papà non hanno ancora telefonato per dire che sono arrivati. Qui sono tutti agitati. Non credo a quello che sento, dicono che l'aereo è scomparso!! NO! Non è possibile, non può succedere niente di brutto ai miei genitori. Io sono la piccola di casa. Ma perché a casa nostra c'è sempre il dottore e mi mandano sempre a comprare la camomilla? Perché i miei fratelli e mia sorella piangono sempre? Perché la TV fa vedere sempre quelle immagini nel mare? Sono tutte finte, come dice sempre la Mamma! Se potessi sentirla al telefono la Mamma mi tranquillizzerebbe. Mi sento morire. I miei fratelli sono partiti a cercare Mamma e Papà. Sono due giorni che tengo le dita incrociate, qui sono tutti disperati, ma io no, perché so che Mamma e Papà torneranno molto presto. C'è un via vai di parenti, amici che ci opprimono, piangono. Non sanno che lo fanno inutilmente, perché non è vero niente, Mamma e Papà torneranno da me, perché non lascerrebbero mai la propria piccola qui sola. I miei genitori mi vogliono troppo bene per abbandonarmi. Tornate presto vi prego. Caro diario mi stanno facendo credere a questa realtà, ma io tengo forte le mie dita incrociate, quello che sto passando non te lo so descrivere. Mi riempio di pizzicotti per svegliarmi da questo incubo che non finisce mai. Papà, Mamma dove siete andati a finire? Perché mi lasciate così sola... In famiglia c'è tensione, non so più se chiamarla famiglia, ora non è rimasto niente della mia meravigliosa famiglia. Solo il dolore regna fra noi e fa continuare i nostri giorni. Oh Dio, che sta succedendo a noi tutti? Perché hai voluto questo? Chi ha voluto e permesso tutto questo? Perché delle persone fanno queste cattiverie? Perché devono esistere questi sbagli e far soffrire così la gente? Caro diario oggi sono andata nella casa dove ero così felice con i miei genitori, £e così vuota, spoglia, lugubre ed ho cominciato a sognare ad occhi aperti. Vedo Mamma e Papà scendere dall'auutobus con delle grandi valige, entrare in casa, salire le scale ed io precipitarmi ad abbracciarli! Oh Signore ti ringrazio!! Non mi stacco più da loro, non mi voglio più svegliare, portatemi via con voi vi prego. Ho pianto tanto, tanto, urlato più forte che potevo, avrei voluto farli scendere da quel maledetto aereo che me li aveva portati via. Sono stanca, nauseata, ho paura che impazzirò o forse pazza lo sono già. Vorrei farla finita. Mamma, Papà perché non mi avete portato via con voi? Io non riesco più a vivere! Caro diario sono strastufa, non ce la faccio più, ora ti saluto, vado a dormire, spero che i miei sogni mi portino via con loro. Anno 1990. Da quel triste momento di dieci anni fa tutti mi hanno sempre detto che ero fortunata ad essere così piccola e che quindi non soffrivo più di tanto, ma non sanno che quando la speranza muore la vita non ha più senso. Quella bambina è cresciuta, ora ha ventitré anni, ed ancora non sa che senso dare a questa sua sofferenza.
    Linda Lachina (da Ustica - La via dell'ombra)

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    Finalmente sul web la pagina curata da Luigi Di Stefano (Perito di Parte Civile Itavia nell'istruttoria del procedimento sulla Strage di Ustica)! Contiene molte immagini interessanti.
    http://www.coloseum.com/ustica/

    "Der Grosse Liren", racconto semiserio che spiega perche` ci sono voluti 17 anni.
    http://www.coloseum.com/autori/

    USTICA - Documenti e Riferimenti.
    http://www.cdc.polimi.it/~tmig0023/ustica.htm

    Banca dati della memoria.
    http://www.clarence.com/memoria/

    Testimonianza di G.Sinigaglia al processo sulla strage Ustica.
    http://www.cdc.polimi.it/~tmig0023/usticags

    Dossier Ustica: le immagini.
    http://www.italink.com/ustica/

    Un sito dedicato alle investigazioni sull'incidente del volo TWA 800. Evidenzia alcune similitudini con la tragedia del DC-9 Itavia.
    http://www.webexpert.net/rosedale/tw...le/default.htm
    ------------------------------------------------------------------------
    3° articolo http://www.misteriditalia.com/ustica/audizioni/

    4° articolo http://italy.indymedia.org/news/2002...ment.php#35774

 

 

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