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    Superpol
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    Predefinito Congresso PD: le mozioni a confronto

    Ceccanti fa quello che avrei voluto fare io: mettere a confronto le 3 mozioni e individua 7 punti in cui c'e' differenza tra le 3 mozioni

    http://www.pietroichino.it/?p=4675

    SEI PUNTI PER CERCARE LE DIFFERENZE TRA LE MOZIONI FRANCESCHINI, BERSANI E MARINO

    Analisi a cura di Stefano Ceccanti

    Nota metodologica previa: la mozione Franceschini è sostanzialmente la trascrizione del suo intervento di presentazione della candidatura, per Marino la mozione non differisce significativamente dal discorso, invece per Bersani ci sono scarti molto significativi tra il discorso di presentazione all’Ambra Jovinelli e la mozione finale, pertanto si indicheranno rispettivamente come Bersani 1 e Bersani 2 sui punti in cui differiscono e si sottolineeranno le differenze più forti. L’ordine di presentazione l’ho scelto a posteriori perché le mozioni Franceschini e Marino sono pressoché identiche (tranne la differenza sulle coppie di fatto tra Dico e Civil partnership, dove invece sono pressoché identiche la Franceschini e la Bersani) segue la Bersani 1 che è molto lontana da entrambe e la Bersani 2 che riduce sensibilmente le distanze.


    1. La forma partito del Pd: sovrani solo gli iscritti o anche gli elettori?


    Franceschini: iscritti ed elettori

    “Mettiamo un po’ d’ordine nelle regole ma non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del Pd, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l’elezione degli organi territoriali, affiancando a loro gli elettori, da chiamare nei momenti delle grandi scelte, com’è certamente l’elezione di un segretario nazionale. Non alziamo barriere. Gli elettori del Pd non sono estranei, sono parte di noi. Sono quelli che arrivano nelle grandi mobilitazioni civili, che ci sostengono nelle campagne elettorali, che riempiono le piazze e i comitati. Ecco perché difendo questo equilibrio e perché penso che le primarie del 25 ottobre saranno un altro momento importante per noi e per la democrazia italiana. Io voglio un partito solido. Ma fare un partito solido nel 2009 non significa rispolverare i modelli di cinquant’anni fa.”

    Marino: iscritti ed elettori

    “Un partito che abbia una direzione politica chiara, frutto della partecipazione dei suoi aderenti e dei suoi sostenitori…. Un partito che sappia coniugare strumenti moderni e antiche modalità di relazione, che sappia rinnovare un messaggio di coinvolgimento, di partecipazione, di apertura alla società.”

    Bersani 1: iscritti

    “La sovranità appartiene agli iscritti che, sulla base di regole, la delegano in determinate occasioni agli elettori.”

    Bersani 2: iscritti ed elettori

    “La sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto. Le primarie per l’elezione del segretario nazionale richiedono nuove regole ispirate a due criteri: non devono trasformarsi in un plebiscito e non possono essere distorte da altre forze politiche.
    Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione. L’albo degli elettori deve essere effettivamente pubblico e certificato.”

    (Nota su un aspetto non chiaro del Bersani 2: l’Albo è già pubblico e certificato, renderlo tale effettivamente può significare due cose molto diverse, o invitare ad attuare lo Statuto o chiudere l’Albo qualche giorno prima del voto, nel qual caso la partecipazione degli elettori sarebbe drasticamente limitata e la discontinuità col Bersani 1 sarebbe allora minima).

    2. Il Pd nel sistema politico: partito di centrosinistra o di sinistra?

    Franceschini: centrosinistra


    “Non torneremo indietro, ad un centro-sinistra col trattino, basato su una divisione di compiti nel raccogliere consenso o nel rappresentare pezzi di società e che circoscriva la nostra capacità espansiva. Solo ipotizzarlo significa dichiarare fallita l’esperienza del Pd, che è nato proprio sul superamento di quella divisione di compiti e significa non avere capito che quello schema si trascina forse in pezzi di classe dirigente ma non esiste più da tempo nel nostro popolo. Un unico popolo fin da prima che nascesse il Partito democratico.”

    Marino: centrosinistra

    “Un partito aperto sul Paese e naturalmente aperto sul centrosinistra. Un partito che guardi all’esterno, che si prenda cura degli elettori di tutto lo schieramento progressista, che apra con loro un confronto, che miri a rappresentarli il più possibile.”

    Bersani 1: sinistra

    “Io parlo di un Partito Democratico che vuole interpretare ed estendere l’area del centrosinistra con il profilo di un partito popolare, un partito di una sinistra democratica e liberale”

    Bersani 2: sinistra ma anche centrosinistra


    Il Pd e tutto il centrosinistra devono lavorare con serietà e impegno, consapevoli che tanti elettori votano a destra perché ancora non percepiscono un’alternativa…Come hanno saputo fare i democratici americani. Noi siamo un partito dell’uguaglianza secondo l’ispirazione del cattolicesimo democratico e della sinistra democratica e liberale.

    3. Il retroterra sociale del Pd: con tutti selezionando sulla base del programma o autolimitazione al lavoro dipendente con limitate aperture?

    Franceschini: con tutti sulla base del programma

    “Per noi il mondo del lavoro di oggi è fatto insieme da lavoratori e imprenditori. E gli imprenditori non hanno smesso, come è stato detto, di essere nostri nemici per diventare nostri amici se rispettano le regole. Gli imprenditori sono una parte del mondo del lavoro e una parte di noi democratici.”

    Marino: con tutti sulla base del programma


    “Il Partito Democratico deve darsi una cultura economica autonoma… Occorre prendere sul serio, al Nord come al Sud, la società a imprenditoria diffusa: una società a imprenditorialità diffusa è un valore perché porta le persone ad auto organizzarsi responsabilmente nel lavoro come nella vita sociale, nella famiglia e nell’associazionismo.”

    Bersani 1: aperti ai non dipendenti purché in regola


    “Bisogna che ci diciamo, molto semplicemente, che un imprenditore privato, cooperativo, artigiano, commerciante che sta nelle regole fa pienamente parte del nostro progetto, è un protagonista del nostro progetto!”

    Bersani 2: aperti a tutti i lavori

    Noi siamo il partito dei lavori e dei ceti produttivi. Vogliamo tornare nei luoghi in cui si fatica e si produce, ascoltare chi intraprende e chi rischia in proprio…. Vogliamo parlare a chi il lavoro non ce l’ha o convive con insopportabili forme di precariato. Vogliamo contrastare ogni forma di sfruttamento e insicurezza, così come la conservazione corporativa di privilegi e monopoli.”

    4. Quale sistema politico: Bipolare o multipolare?

    Franceschini: bipolare


    “Non torneremo nemmeno indietro a scelte politiche né accetteremo leggi elettorali che spostino a dopo il voto la scelta delle alleanze, sottraendo ai cittadini il diritto di conoscerle e sceglierle prima.”

    Marino: bipolare

    “Occorre una legge elettorale che stabilizzi il bipolarismo, che ridia ai cittadini, attraverso i collegi uninominali, la possibilità di scelta dei propri rappresentanti”

    Bersani 1: lo decidiamo con gli altri oppositori (che lo vogliono multipolare)

    “La legge elettorale dovrà essere coerente con la forma di governo, dovrà evitare quindi ogni ritorno al proporzionalismo puro e perseguire un buon equilibrio fra rappresentanza, stabilità, governabilità, muovendosi nell’ambito di un bipolarismo nel quale l’elettore pretende di avere visibilità del quadro di alleanze e della loro stabilità. Questo equilibrio si può ottenere attraverso sistemi misti, ma la chiave politica è questa: la misura di questo equilibrio dovrà essere ricercato dialogando con tutte le forze politiche e parlamentari interessate a opporsi ai rischi di deformazione della democrazia, insiti nel modello della destra.”

    Bersani 2: lo decidiamo con chi lo vuole bipolare

    “Sul piano istituzionale noi scegliamo un modello parlamentare rafforzato in alternativa a formule più o meno mascherate di presidenzialismo, una legge elettorale chiara e non stravolgente l’architrave costituzionale, da elaborare in collaborazione con chi crede ad un bipolarismo maturo che renda l’elettore determinante nella scelta degli eletti e del governo.”

    5. Le coalizioni: con perno il Pd o rifacimenti dell’Unione?

    Franceschini: Pd come perno

    “Non torneremo a quella stagione delle coalizioni frammentate e litigiose, costruite con l’unico collante del nemico. Quel tipo di coalizione che ha sempre colpevolmente coperto la qualità dell’azione dei governi di centrosinistra. Formeremo una alleanza che dia agli italiani la garanzia di un programma condiviso e realizzabile. Credibile non solo per vincere ma anche per poi riuscire a governare. E difenderemo i principi del bipolarismo e dell’alternanza tanto faticosamente conquistati.”

    Marino: Pd perno

    “Un partito che abbia un forte respiro maggioritario, che costruisca le proprie alleanze a partire dal proprio profilo e da quello che vuole per il Paese, non in base alla convenienza elettorale o al mero esercizio politicista di cui abbiamo avuto fin troppi esempi in questi anni.”

    Bersani 1: riorganizzare il campo degli oppositori a partire dall’autonomia di ciascuno

    “L’originaria ispirazione dell’Ulivo non può essere rimossa, né vivere solo in una chiave evocativa, perché non è infatti esaurita la questione sostanziale dell’incontro fra tutte le culture, le esperienze politiche e progressiste ancora oggi divise. E, tuttavia, questo non può essere un compito esaustivo; si deve accompagnare all’esigenza di riconoscere l’autonomia e la responsabilità di altre forze del Centrosinistra e dell’opposizione e di tracciare i primi passi politici per una riorganizzazione del campo dell’alternativa. Da soli non si può fare nulla.”

    Bersani 2 : si parte dai vincoli di programma

    La vocazione maggioritaria non significa rifiutare le alleanze, ma, al contrario, renderle possibili, perché costruite nella chiarezza, sulla base di vincoli programmatici.


    6. Laicità: per tutti un metodo di dialogo con decisioni interne a maggioranza (cambia solo il tipo di riconoscimento delle coppie di fatto, che equivale ai dico nelle mozioni Franceschini e Bersani, che è più radicale in quella Marino, equivalendo di fatto al matrimonio omosessuale)

    Franceschini: rispetto dei diversi orientamenti sessuali (allusione ai Dico)


    “Ci aspetta alla Camera il lavoro sul testamento biologico. Ci ascolteremo, dialogando. Ma alla fine decideremo la posizione del partito. Rispetteremo fino in fondo chi non si sentirà di condividerla, ma decideremo. Sarà il modo più onesto di interpretare la laicità del nostro partito e di rispettare il principio intoccabile della laicità dello stato. Quello che sta scritto nella nostra Costituzione e che appartiene a tutti noi, laici e cattolici del PD. Lo hanno detto molto chiaramente i 60 parlamentari cattolico- democratici nella lettera con cui due anni fa hanno spiegato il rapporto tra la loro scelta di fede e la laicità nelle scelte politiche e parlamentari. La laicità, dunque, oggi è la garanzia della libertà di tutti, credenti in una fede o non credenti, nello spazio pubblico, nei loro diritti civili. E non si può pensare ad un baluardo più solido, a difesa dello Stato laico, di un grande partito come il PD…

    Partiamo da principi condivisi, e in particolare dalla consapevolezza che ogni persona va rispettata nel suo orientamento sessuale e nelle sue scelte di vita. “

    Marino: per le civil partnerhip ingles
    i
    “La laicità è un metodo: significa affrontare ogni questione con rigore e con la massima obiettività possibile, nell’interesse generale e non di una parte sola. Significa non porsinel dibattito pensando di possedere la verità o di avere ragione a priori. Significa saper ascoltare le ragioni altrui e avere l’umiltà e l’intelligenza di confrontarsi anche con chi lapensa nella maniera opposta. Significa lasciarsi sempre prendere dal dubbio che l’altro può avere ragione. Infine laicità significa che quando si considera chiuso il dibattito, e si è presa una decisione nell’interesse di tutti, si accetta quella decisione sentendosi vincolati e sostenendola con onestà….
    Standard europei per laicità e diritti
    Introdurre una norma antidiscriminatoria che preveda una percentuale minima di genere del 40% nelle Istituzioni e nei Consigli di Amministrazione. Approvare la legge sul Testamento Biologico. Approvare una legge sulle unioni civili, sull’esempio delle civil partnership britanniche. Approvare una legge sull’omofobia. Consentire a singole persone di essere valutati al fine dell’adozione con il rigore che la legge già oggi richiede alle coppie”
    Nota: per capire cosa sono le civil partnership si vada al sito dell’Arcigay, sono destinate solo a persone dello stesso sesso e “il loro contenuto è quasi coincidente” (come recita tale sito) col matrimonio eterosessuale. Ciò comporta in particolare “gli stessi diritti” in materia di adozione.

    Bersani: allusione ai Dico
    Il principio di laicità è la nostra bussola, la via maestra di una convivenza plurale. La laicità si nutre di rispetto reciproco e di neutralità – che non significa indifferenza - della Repubblica di fronte alle diverse culture, convinzioni ideali, filosofiche, morali e religiose. È anche impegno per la loro salvaguardia, promozione del dialogo interculturale e interreligioso, mutuo apprendimento: purché, naturalmente, tutti accettino un comune spazio pubblico di confronto e incontro nel quale gli unici principi non negoziabili siano quelli della Costituzione italiana e della Carta dei diritti dell’Uomo. In questo spirito i democratici hanno formulato proposte di legge largamente condivise sulle convivenze civili, sul testamento biologico e sulla libertà religiosa, che vanno rilanciate senza tentennamenti in Parlamento e nel Paese.”

    7. Superamento del dualismo del mercato del lavoro
    Franceschini
    “… ammortizzatori per tutelare il reddito e favorire il reimpiego, sostegno ai redditi da lavoro e da pensioni che soffrono la crisi”

    Bersani: il contratto a stabilità crescente è la direzione in cui muoversi
    “… superare il dualismo del mercato del lavoro, che colpisce soprattutto i giovani, aprendo dei processi univoci di inserimento e di stabilità nel lavoro”
    Marino: flexsecurity
    La flessibilità, caratteristica inevitabile del lavoro nella nostra modernità, non va considerata come una disgrazia. Quello che i giovani temono sono disoccupazione e precariato privo di regole, percepiscono l’iniquità di un mercato del lavoro che vede gomito a gomito lavoratori protetti e lavoratori talvolta privi anche di diritti elementari quali la malattia, la maternità, le ferie. Una flessibilità bilanciata, quindi, è il nostro valore per regolare il mercato del lavoro: contratti a tempo indeterminato che consentano un rapporto continuativo e tendenzialmente stabile con il datore di lavoro; salario minimo e garanzie di reddito come protezione per chi perde il lavoro; formazione continua per aumentare il proprio bagaglio e il proprio valore professionale.

  2. #2
    Superpol
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    notare che Bersani ha un certo slittamento tra il discorso e la mozione, il che non e' il massimo per uno che dovrebbe guidare il partito senza ambiguita'

    Io comunque se ho tempo in questi due giorni faccio la "sinottica" sulla scuola, che e' un tema che mi interessa.

    Sarebbe interessante se anche altri si scegliessero un tema e lo confrontassero nelle tre mozioni.
    Potremmo cosi' costruirci una sorta di vademecum da mettere sul sito

  3. #3
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    Metapapero ha scritto:
    notare che Bersani ha un certo slittamento tra il discorso e la mozione, il che non e' il massimo per uno che dovrebbe guidare il partito senza ambiguita'

    Io comunque se ho tempo in questi due giorni faccio la "sinottica" sulla scuola, che e' un tema che mi interessa.

    Sarebbe interessante se anche altri si scegliessero un tema e lo confrontassero nelle tre mozioni.
    Potremmo cosi' costruirci una sorta di vademecum da mettere sul sito
    Idea interessante, ma sotto le ferie dubito che si riesca a trovare gente disponibile.

    Possiamo organizzare il tutto per l'ultima settimana di agosto, quando dovremmo di nuovo essere tutti a pieno regime.

  4. #4
    Superpol
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    MarcoGhiotti ha scritto:
    Metapapero ha scritto:
    notare che Bersani ha un certo slittamento tra il discorso e la mozione, il che non e' il massimo per uno che dovrebbe guidare il partito senza ambiguita'

    Io comunque se ho tempo in questi due giorni faccio la "sinottica" sulla scuola, che e' un tema che mi interessa.

    Sarebbe interessante se anche altri si scegliessero un tema e lo confrontassero nelle tre mozioni.
    Potremmo cosi' costruirci una sorta di vademecum da mettere sul sito
    Idea interessante, ma sotto le ferie dubito che si riesca a trovare gente disponibile.

    Possiamo organizzare il tutto per l'ultima settimana di agosto, quando dovremmo di nuovo essere tutti a pieno regime.
    si potrebbe fare poco a poco.
    Io comunque vedo di mettere in piedi quello sulla scuola prima di (ri) partire per le vacanze

  5. #5
    Maria Di Donna Presidente
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    a me Bersani non sembra così contraddittorio,onestamente.Dopodiché...

  6. #6
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    Bravi, proprio una cosa del genere cercavo. Vedo se posso fare una sintesi su Lavoro ed Alleanze politiche, due temi a me carissimi per la scelta del candidato a cui dare il voto.
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  7. #7
    Superpol
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    Danilo Emme ha scritto:
    Bravi, proprio una cosa del genere cercavo. Vedo se posso fare una sintesi su Lavoro ed Alleanze politiche, due temi a me carissimi per la scelta del candidato a cui dare il voto.
    l'ha gia' fatto ceccanti, magari cercati un argomento non taccoato da lui

  8. #8
    Superpol
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    infame ha scritto:
    a me Bersani non sembra così contraddittorio,onestamente.Dopodiché...
    Bersani 1: riorganizzare il campo degli oppositori a partire dall’autonomia di ciascuno

    “L’originaria ispirazione dell’Ulivo non può essere rimossa, né vivere solo in una chiave evocativa, perché non è infatti esaurita la questione sostanziale dell’incontro fra tutte le culture, le esperienze politiche e progressiste ancora oggi divise. E, tuttavia, questo non può essere un compito esaustivo; si deve accompagnare all’esigenza di riconoscere l’autonomia e la responsabilità di altre forze del Centrosinistra e dell’opposizione e di tracciare i primi passi politici per una riorganizzazione del campo dell’alternativa. Da soli non si può fare nulla.”

    Bersani 2 : si parte dai vincoli di programma

    La vocazione maggioritaria non significa rifiutare le alleanze, ma, al contrario, renderle possibili, perché costruite nella chiarezza, sulla base di vincoli programmatici.



    Prima vuole rifare l'ulivo, poi se ne esce con la vocazione maggiortaria...

  9. #9
    Maria Di Donna Presidente
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    ...specificando però che questa non significa rifiutare le alleanze,ma giusto il contrario.
    Dài,su.

  10. #10
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    Predefinito Re:Congresso PD: le mozioni a confronto

    Dal mio blog

    http://ilmetapapero.wordpress.com/20...hini-e-marino/


    Riprendendo l'iniziativa di StefanoCeccanti di una lettura sinottica delle tre mozioni dei candidati segretari del PD ho pensato di confrontare i loro testi su un tema cruciale per il nostro paese e particolarmente sentito nel centrosinistra: la scuola.

    La lettura sinottica del tema scuola nelle tre mozioni dei candidati segretari al congresso PD non si presenta agevole, data anche la profonda differenza nell’organizzazione delle 3 mozioni: strutturate, anche se per argomenti diversi, e tutto sommato concise quelle di Marino e di Bersani, discorsiva e notevolmente più lunga quella di Franceschini

    La prima cosa che salta agli occhi è la differenza con cui il tema e’ trattato: una decina di righe su un testo di 14 pagine per Bersani; tre, quattro brani nella mozione di Franceschini lunga 40 pagine, tra cui una citazione di Victor Hugo quasi all’inizio del testo, per complessivamente una pagina; un paragrafo e svariate citazioni in quella di Marino, lunga 25 pagine.

    Tutti e tre i candidati parlano di autonomia, merito e valutazione, ritengono la scuola necessaria per l’integrazione e per la mobilità sociale, la vedono infine come motore del paese. Tuttavia su questi temi hanno accenti diversi.

    Tutti e tre omettono l’aggettivo pubblica e non parlano di scuole private, che pure è un argomento “caldo”.

    Notevole anche la quasi assenza di ogni riferimento a ragazzi e studenti. Bersani riesce a non nominarli neppure, Marino lo fa di striscio e l’unico che li cita è Franceschini, quasi a voler dire che gli studenti siano un oggetto e non un soggetto nella discussione sulla scuola.

    Manca pure ogni accenno diretto alla pseudo-riforma Gelmini (e forse e' meglio cosi') , ma certo non gli spunti di polemica indiretta, come l'enfasi sulle risorse da parte di Franceschini o la visione della centralita' della scuola nel nostro paese come nella mozione Marino.


    Infine nessuno dei tre parla dei precari della scuola.

    Passiamo ora ad analizzare le peculiarità nei singoli programmi



    Bersani
    Il Paese chiede molto alla scuola italiana. È chiamata ad aiutare la mobilità sociale, a mantenere unito il Sud e il Nord, a coltivare e praticare l’accoglienza degli immigrati, a rilanciare l’educazione permanente, a ripensare l’insegnamento tecnico per adeguarlo ai modi di produzione contemporanei.

    Per questo bisogna anche aiutare la scuola a cambiare: lontana dalle burocrazie ministeriali e ricca di autonomie, pronta a riconoscere i meriti, capace di valutare i progressi raggiunti rispetto ai livelli di partenza, generosa nel restituire motivazione civile e professionale ai docenti. Scuola, università e ricerca sono la prima fonte di energia per il Paese.
    L’impostazione di Bersani è quella classica del centrosinistra: scuola come elemento unificante del paese, inteso come tessuto sociale. Bersani pesca a piene mani dal vecchio programma dell’Unione: formazione permanente, motivazione dei docenti, puntare sull’insegnamento tecnico. L’impressione che ne ricavo è tuttavia quella di una certa freddezza, di un compitino svolto con diligenza e nulla più.
    Franceschini
    O come ci ricordano le parole di Victor Hugo che stanno incise nel marmo di uno degli ingressi della Sorbona: "Aprire una scuola è chiudere una prigione".

    Potenziamento degli obblighi/diritti di formazione, da quella di base a quella professionale e continua, rafforzamento dei contenuti formativi dell’apprendistato, che deve diventare lo strumento essenziale per la transizione tra scuola e lavoro; fondo per la dotazione di capitale per i giovani.
    La creatività e i talenti si sviluppano a cominciare dalla scuola.

    Per questo occorre investire di più in educazione, a cominciare dalla prima infanzia e poi ai vari livelli della scuola, fino alla formazione permanente.

    Servono più risorse, non tagli.

    Risorse che tengano conto dei bisogni, ma anche della qualità dell’insegnamento per stimolare tutti, insegnanti e studenti a migliorare, per responsabilizzare ciascuno a mettere a frutto il tempo preziosissimo della scuola.

    La scuola è un luogo di servizio, di apprendimento e di responsabilità, non un parcheggio.

    Vogliamo una scuola autonoma, responsabile e valutabile nei risultati.

    Una scuola aperta al mondo esterno, non chiusa su se stessa, che favorisce la crescita sia delle conoscenze sia delle esperienze.

    Una scuola aperta e moderna deve investire nelle nuove tecnologie, insegnare la confidenza con i nuovi mezzi tecnologici pc, programmi, internet, da cui nascono nuove professioni.

    Occorre anche rilanciare le scuole dell’arte e le facoltà connesse alla cultura, all’arte, alla sua conservazione e recupero ed insieme ad esse anche le facoltà scientifiche.

    Il criterio del merito, associato a quello del dovere, deve riguardare in primo luogo la scuola e le università, gli studenti e le loro famiglie.

    Ma deve poi riguardare anche la progressione di carriera dei docenti e deve diventare il criterio per il trasferimento di risorse da parte dello Stato alle singole università, con certificazione di qualità in base a parametri europei.

    Solo praticando i principi del merito, dell'innovazione, della responsabilità, siamo credibili nel pretendere più autonomia alla nostra scuola e alla ricerca, nel chiedere maggiori investimenti in questi settori per portarli ai livelli di qualità necessari a competere nel mondo, a ridare prospettive ai giovani e a formare la futura classe dirigente del paese.

    Puntare sulla qualità significa puntare sull'eccellenza, sulla parte alta della filiera produttiva, dove contano di più la creatività e il capitale umano.

    Significa investire in conoscenza.

    Scuola, scuola, scuola e poi università, ricerca, innovazione, cultura
    L’intervento di Franceschini è un classico intervento a braccio, appassionato ma forse un po’ confusionario qua e là. Tuttavia è chiaro l’accento sulle risorse necessarie,sul merito e sulla valutazione, Per Franceschini quello sulla scuola e’ un investimento necessario a fornire/formare creatività e eccellenze al paese.

    Marino
    Avere a cuore la democrazia significa investire oggi in maniera strategica sulla scuola e sulla ricerca scientifica.

    Una scuola inclusiva e di qualità è un nostro obiettivo fondamentale. Tra tutti i paesi europei l’Italia è uno di quelli in cui il ceto sociale di appartenenza e il livello di scolarità dei genitori più influenzano la potenzialità dello studente. Le scuole invece devono tornare a svolgere il proprio ruolo sociale e di integrazione (anche di bambini e ragazzi stranieri), assolvendo ad una funzione generale di crescita dei territori

    Il cambiamento deve riguardare anche funzione pubblica, scuola e università: in assenza di un numero di grandi imprese capaci di fare massa critica in settori cruciali quali la ricerca, l’innovazione e l’internazionalizzazione, occorrono amministrazioni pubbliche e università innovative.

    Va promossa, inoltre, una cultura dei risultati e della valutazione. Ci vuole trasparenza, soprattutto, e ciò vale anche per le risorse pubbliche: gli italiani hanno diritto di sapere nel dettaglio in che modo vengono spese le imposte che pagano.

    Rispondere alle difficoltà di imprese e persone non solo reagendo alle emergenze ma investendo sui tempi lunghi (scuola, università, ricerca, green economy, grandi investimenti) e in una cornice internazionale

    Promuovere politiche di accoglienza e di integrazione, che, a partire dalla scuola, diano fondamento all’idea Costituzionale di cittadinanza “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”.

    Promuovere un sistema degli appalti verdi in tutte le forniture della Pubblica Amministrazione e un piano scuola nazionale, per mettere in sicurezza le nostre scuole, per promuovere tra I giovanissimi la cultura della sostenibilità e dare impulso all’edilizia di qualità.
    La scuola e la mobilità sociale

    Promuovere l’eccellenza e contrastare la dispersione scolastica, con una scuola flessibile e capace di personalizzare i propri obiettivi, inclusiva e di qualità.

    Aumentare l’autonomia finanziaria e organizzativa delle scuole, sia per quanto riguarda la definizione dell’offerta formativa, sia per quel che riguarda il reclutamento, le carriere e la retribuzione degli insegnanti: autonomia e valutazione devono muoversi di pari passo, per consentire agli operatori della scuola, dal ministro agli insegnanti, di verificare la bontà delle scelte da loro effettuate.

    Stimolare la mobilità sociale restituendo alla scuola una funzione sociale e di sviluppo dei territori.
    La mozione Marino è quella in cui appare più evidente la centralità della scuola, cardine della nostra democrazia. Ed è anche l’unica in cui c’e’ un minimo di analisi della situazione scolastica del nostro paese, nonché l’unica che prospetti un obiettivo concreto (il piano scuola) ed è anche l'unica che dedica un paragrafo al tema. Pur condividendo con le altre mozioni i temi di cui abbiamo detto all’inizio, tuttavia il tema dell’autonomia è spinto molto più a fondo fino a prefigurare un reclutamento e una progressione di carriera gestiti dalle single scuole, classici cavalli di battaglia della destra e quindi possibili forieri di polemiche e di scontro.

    Riassumendo, a mio parere, i tre candidati condividono una medesima visione della scuola, anche se ne declinano lati diversi. Tuttavia mentre Marino ne fa uno dei pilastri portanti della sua mozione, tale preminenza non mi appare nelle mozioni Franceschini, forse sfavorita da una struttura molto discorsiva, ne’ tantomeno in quella di Bersani in cui la scuola appare come un qualcosa di cui si deve parlare, senza molta anima.

    Rimangono tuttavia alcune pesanti omissioni: il ruolo della scuola pubblica e di quella privata e quello degli studenti

 

 
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