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Votate anche qui: http://www.legnostorto.com/node.php?id=3615


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DOCUMENTI - L'intervento di Frattini al Senato - http://www.legnostorto.com/node.php?id=3613
L’Ulivo continua a spaccarsi, ma il Parlamento approva l’invio degli italiani in Iraq -
http://www.legnostorto.com/node.php?id=3614
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L’Ulivo continua a spaccarsi, ma il Parlamento approva l’invio degli italiani in Iraq
Il Parlamento ha dato il via libera alla mozione della Casa delle Libertà sulla missione umanitaria in Iraq. In questo modo un contingente italiano partirà alla volta di Baghdad. Oltre alla mozione della maggioranza è stata approvata anche la mozione Andreotti-Colombo favorevole all’invio di militari in Iraq per “supporto logistico e sicurezza”. Bocciate le mozioni presentate dall’opposizione. Da segnalare che, pur non ricevendone il voto favorevole, la mozione della maggioranza ha avuto il benestare di Ds e Margherita che si sono astenuti.
3.000 UOMINI per FERMARE LE VIOLENZE - Dovrebbero essere circa 3000 gli uomini che parteciperanno alla missione umanitaria in Iraq dell’Italia. Tra questi anche unità per il disinquinamento batteriologico e chimico e per la bonifica dagli ordigni, unità della Marina Militare con cacciamine per lo sminamento e carabinieri con compiti di tutela e di polizia militare.
L’INTERVENTO DI FRATTINI AL SENATO Si è trattato di un voto per aiutare il popolo iracheno in difficoltà.
Molto efficace il discorso di Frattini che ha evidenziato il valore umanitario della missione, un voto chiesto per aiutare il popolo iracheno in difficoltà che non può attendere le decisioni di politicanti seduti comodamente in poltrona o tra i banchi dei parlamenti europei e dell’Onu. L’immobilismo, la lentezza nell’assunzione di decisioni, costituiscono pericoli ancor più gravi di uno stato di anarchia. Occorre intervenire subito per ripristinare la legalità e l’ordine pubblico. Questo gli italiani andranno a realizzare –LS –
Il ministro degli Esteri Frattini, nel suo intervento al Senato, ha affermato che “bisogna fermare la violenza che segna questa fase post liberazione dell’Iraq”. Il ministro ha fornito un quadro della grave situazione che contraddistingue il Paese con corruzione, clientelismo, mercato nero, violenze e saccheggi e una dilagante criminalità.
L’ULIVO SI SPACCA ANCORA - La coesione dell’Ulivo è nulla, gli appelli all’unità ed alla creazione di una nuova piattaforma programmatica costituiscono propositi del tutto infondati. Le forze che compongono l’Ulivo sono sempre più divise, incompatibili. Ma resteranno insieme per ragioni meramente elettorali, incapaci di proporre un’alleanza credibile.
In sostanza l’ala moderata della coalizione vota una propria risoluzione (che peraltro consente anch’essa di utilizzare i nostri soldati per distribuire aiuti umanitari, purché ci si prodighi per dare loro quanto prima copertura internazionale) e evita di contrastare esplicitamente quella della Casa delle libertà. Lo fa non votando al Senato e astenendosi alla Camera sul testo del centrodestra. Ma lo fa anche (per lo meno a Montecitorio) incassando l’astensione della maggioranza su una parte della propria mozione e riuscendo quindi a farla approvare. L’ala antagonista della coalizione d’opposizione boccia invece senza indugi il documento di maggioranza e si astiene su quello del resto dell’Ulivo.
Insomma al di là dei tentativi di minimizzare l’accaduto torna a riproporsi la frattura fra chi è sempre e comunque contro l’esecutivo e chi invece non se la sente di dirgli no anche quando le sue richieste sono relativamente ragionevoli.
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Classico esempio di disinformazione fornito da Ost e compagni di merende su LegnoMarcio....Originally posted by Österreicher
..... Oltre alla mozione della maggioranza è stata approvata anche la mozione Andreotti-Colombo favorevole all’invio di militari in Iraq per “supporto logistico e sicurezza”. Bocciate le mozioni presentate dall’opposizione.....
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Disinformazione?Originally posted by Dario
Classico esempio di disinformazione fornito da Ost e compagni di merende su LegnoMarcio....
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io pur essendo in antitesi politica con la linea di questo forum sono favorevole alla missione in iraq.
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Cossiga sembra di parere opposto. Dice che la storia dell'intervento umanitario è una palla. In realtà sono mandati là per fare la guerra, e se del caso sparare sui manifestanti come stanno facendo ora i marines.Originally posted by benfy
io pur essendo in antitesi politica con la linea di questo forum sono favorevole alla missione in iraq.
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«IL PRESIDENTE BERLUSCONI, CHE ORA HA OTTIMI RAPPORTI CON ME, SI E’ CONVINTO DI ESSERE IL CONTE DI CAVOUR»
«I nostri soldati? A guardia dei pomodori pelati»
Cossiga: l’Italia è entrata in guerra e non lo sa, violata la Costituzione
17/4/2003
ROMA L’ITALIA è entrata in guerra e non lo sa. E il presidente del Consiglio si è convinto di essere Cavour. Silvio Berlusconi conte di Macherio».
Presidente Cossiga, il premier potrebbe trovare riduttivo questo accostamento.
«Sbaglierebbe. Intanto Cavour era l’uomo più ricco del Piemonte. Fu accusato dalla sinistra di conflitto d’interessi. Si scontrò con un Papa. Aveva lo stesso rapporto di Berlusconi con le donne. E, da capo del governo di un piccolo paese, partecipò a una guerra ben più seria di questa, in Crimea, per portare al tavolo della pace una manciata di morti...».
Quasi tutti di colera.
«...se non fossi reduce da una lieve affezione polmonare, direi che oggi ci potrebbe venire in aiuto la Sars. Insomma, Cavour riuscì là dove ha fallito Mussolini. Ora ci riprova Berlusconi marchese di Arcore. Mandando tremila uomini nella nuova Crimea, l’Iraq».
A proteggere aiuti umanitari.
«Ho seguito in diretta il dibattito alle Camere, e ho vissuto tre diversi stati d’animo. Il primo, di grande ilarità, nel vedere riprodotto nella solenne aula del Senato non il parlamento subalpino ma un angolo dei Quartieri spagnoli di Napoli. In cui era in corso il gioco delle due carte, che portavano rispettivamente il volto mio, fautore della tesi dell’illegittimità della guerra e dell’invio dei nostri militari, e quello ben più giovanile e bonaccione di Berlusconi».
E chi teneva il banco?
«La timida figura di Frattini, che pareva il figlio malnato di una famiglia di contrabbandieri...».
Presidente, sta parlando del capo della diplomazia italiana.
«...Cui, per la sua pochezza fisica, fosse stato affidato null’altro se non il gioco delle due carte».
Non erano tre?
«Sì. La terza avrebbe dovuto recare il volto del capo dello Stato. Che però non c’è voluto entrare neanche stavolta».
Ma perché il dibattito le è parso una finzione?
«Una cosa surreale. L’Italia, dopo essersi rifiutata di intervenire al fianco degli angloamericani, invia soldati per sfamare gli iracheni. Ora, in Iraq ci sono 250 mila uomini, che hanno vinto una guerra in due settimane. E noi pensiamo ci sia bisogno dei carabinieri per proteggere quattro pacchi di pasta e due scatole di pomodori pelati, ovviamente napoletani?».
Quindi, dopo l’ilarità?
«Senso di grandezza. Un paese che viene dopo l’Irlanda per produzione industriale procapite, che è precipitato al 15° posto tra le potenze economiche, che dopo la Grecia ha le forze armate più deboli dell’intera Europa occidentale, interviene per far fronte a esigenze alimentari che né l’America, né la Gran Bretagna, né le Nazioni Unite sono in grado di soddisfare? Con l’intenzione dichiarata di ricostruire l’Iraq, strade, aeroporti, ferrovie? Di fronteggiare armi chimiche e batteriologiche che non ci sono? Da qui un profondo abbattimento».
Perché?
«Ho creduto che sullo scranno del governo si agitasse un abusivo, entrato in Senato senza che il presidente Pera se ne fosse accorto (cosa che non mi avrebbe meravigliato). Un abusivo cui anche la cosiddetta opposizione ha dato credito. Poi sono rientrato in me stesso, e mi sono persuaso di assistere a una grande operazione di politica estera. Compiuta da Silvio Berlusconi conte di Macherio e marchese di Arcore. Come Cavour in Crimea».
Che ha trovato un suo Rattazzi?
«Certo: nella persona di Fassino, cui dovrebbe essere assegnato un titolo nobiliare».
Non si vede un Costantino Nigra.
«Certo non può esserlo il figlio malnato di contrabbandieri dei Quartieri spagnoli...».
Presidente, sia serio.
«Sono serissimo. In questa crisi il premier si è mosso con accortezza, combinando il pacifismo e l’antiamericanismo degli italiani, in particolare del mondo cattolico, con i consueti atti di furberia. E’ bene però ricordargli che a Ginevra, città della Svizzera francese, sono state siglate convenzioni che si applicano a tutti i conflitti tra e dentro gli Stati. In base a tali convenzioni, da ieri l’Italia è potenza belligerante, e, nel momento in cui il primo soldato italiano metterà piede in Iraq, diventerà potenza occupante. I nostri militari, che saranno sicuramente all’altezza dei loro colleghi, non vanno a proteggere le scatole di pomodori pelati; vanno a dare manforte a un esercito di occupazione. Dovranno fronteggiare la resistenza irachena. Il terrorismo. I contrasti interni tra gli sciiti, tra sciiti e sunniti, tra iracheni e curdi, tra curdi e turchi, quindi tra alleati e turchi. Senza che nessuno se ne sia accorto, da paese prima neutrale, poi non belligerante, l’Italia è diventata belligerante, e diventerà occupante. Violando la Costituzione. E con tutti i proble
mi che ne conseguono».
Quali problemi?
«I militari sono preoccupati, perché non sanno ancora se il generale Franks avrà solo il controllo o anche il comando operativo sulle nostre truppe. In questo secondo caso non soltanto fini e mezzi, ma anche gli ordini per raggiungerli saranno stabiliti dagli americani. L’altro problema saranno le regole di ingaggio. Che con ogni probabilità saranno identiche a quelle dei marines».
Sono due giorni che a Mosul i marines sparano sulla folla.
«E i militari italiani dovranno sparare sulla folla. A meno che non si nascondano in una moschea dopo averla riempita di scatole di pomodori pelati e non dichiarino di essere schierati in loro difesa».
Il governo ha individuato nell’ambasciatore Armellini il coordinatore dell’attività di assistenza.
«Una delle solite invenzioni italiane, che non tiene conto del fatto che la responsabilità del governo dell’Iraq spetta alle potenze occupanti. Per entrare ed esercitare qualunque funzione occorre l’autorizzazione dei comandi del governo di fatto angloamericano. Mi meraviglia tale ignoranza dei principi del diritto internazionale, e in particolare dell’ultima convenzione di Ginevra».
Far parlare suo figlio alla Camera a nome di Forza Italia per sostenere l’intervento in Iraq è stata una stilettata contro di lei?
«Non so se fosse questa l’intenzione di Berlusconi; in tal caso, ha fallito. Nel suo partito nessuno può alzare lo sguardo verso di lui. Nella mia famiglia, mio figlio può alzarsi e contraddirmi».
E rilasciare un’intervista al giornale della famiglia Berlusconi dal titolo: «Non sono comunista come mio padre». Che effetto le ha fatto?
«Sono grato a Berlusconi anche di questo. Mai Piersilvio avrebbe potuto dire così del padre, o Paolo del fratello».
Quindi i suoi rapporti con il premier attraversano una fase favorevole?
«Favorevolissima. I rapporti sono di amicizia reciproca e di particolare affetto da parte sua: grazie al mio appello tv è stato infatti ritrovato il suo cane. Pierfido».


cossiga può dire quello che vuole io resto favorevole io quando mi faccio un opinione su un determinato fatto non guardo a chi la dice ma analizzo il fatto per conto mio.
dopo il fatto di avere tra i miei amici diversi compagni inglesi mi influenza questo è indubbio.
e comunque come ricordano sempre loro i comunisti polacchi hanno venduto il carbone ai conservatori mentre i minatori erano in sciopero e questo ha favorito i conservatori.


Che ci vadano e che ci rimangano per sempre![]()


Il fatto è che non solo ha detto ciò che voleva, il Cossiga, ma l'ha anche argomentato.Originally posted by benfy
cossiga può dire quello che vuole io resto favorevole io quando mi faccio un opinione su un determinato fatto non guardo a chi la dice ma analizzo il fatto per conto mio.
dopo il fatto di avere tra i miei amici diversi compagni inglesi mi influenza questo è indubbio.
e comunque come ricordano sempre loro i comunisti polacchi hanno venduto il carbone ai conservatori mentre i minatori erano in sciopero e questo ha favorito i conservatori.
Bah, sarà un saddamita anche lui, ormai qua i pollisti ragionano solo così, con le solite spanne.