ABBIATEGRASSO "PARROCCHIA S. STEFANO ARCIDIACONO E PROTOMARTIRE VIA CARLO MARIA MAGGI N° 76 - TEL. 029466957"

ORE 10,00 ore e Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo
ORE 18,00 veglia con benedizione dei rami di palma, olivo e altre piante


" PER CONFERMARE LA FEDE NELLA COMUNE RISURREZIONE, PRIMA DELLA TUA PASSIONE, HAI RISUSCITATO LAZZARO DAI MORTI, O CRISTO DIO: NOI DUNQUE, COME I FANCIULLI, PORTANDO I SIMBOLI DELLA VITORIA GRIDIAMO A TE, VINCITORE DELLA MORTE: "OSANNA NEL PIU' ALTO DEI CIELI, BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE".


Nella risurrezione di Lazzaro il Signore Dio ci da l'anticipazione della sua Risurrezione quale seguito della sua Morte.
Cristo Risurrezione e Vita.
La Risurrezione di Cristo, dalla quale discende la nostra certezza di Risurrezione individuale è, certamente, la maggiore, se non la più completa teofania del Regno che viene, poichè in essa si concretizza la certezza che ogni uomo è chiamato e recuperato al Regno stesso, Regno che è, senza possibilità alcuna di smentita il luogo naturale di ciascun uomo.
Iniziamo, quindi, questa settimana che ci farà ripercorrere il cuore della salvezza, partendo dalla Risurrezione per, passando ( e dico passando non fermandoci ) attraverso la morte tornare alla Risurrezione.
Ora Lazzaro se pur riportato in vita è tornato alla morte, Cristo Risorto è vittorioso della morte, unico mezzo per poterci reinserire nel progetto d'eterna gioia e di godimento di Dio che era nella "mente" del Padre sin dalla nostra creazione.
Prepariamoci a ripercorrere un cammino, di riflesione anche sul dolore, sulla passione, sulla morte, ma guardiamo con fermezza e con certezza al punto d'arrivo, alla Risurrezione di Cristo, alla sua vittoria sulla morte, alla nostra certezza di Risurrezione e di vittoria sul male del mondo.
Se Adamo morì a causa del peccato (Gen 3,22-23), si doveva che Colui che si caricò del peccato (Is 52,13-53,12; Gv 1,29.36) assumesse anche la morte (Fil 2,6-11; Rom 8,3; Gal 3,13; 2 Cor 5,21).
Voglio lasciarvi, fratelli e figli diletti in Cristo, non con una certezza, spesso data per scontata, ma che noi tutti abbiamo difficoltà a comprendere per la nostra umana pochezza ma con un quesito perchè, almeno per me, questo è il tempo dei quesiti, e quindi delle riflessioni.
"Beati quanti avranno poi creduto ma non videro" (cf. Gv 20,29)
Ed io riesco a CREDERE (a credere veramente non perchè così è, così mi è stato insegnato...) senza vedere? O in questa settimana tra canti e preghiere POSSO VEDERE?
Nicola ( Tommaso del terzo millennio )