Un rapporto sulle collusioni dell'esercito inglese Polizia e esercito collusi con gli omicidi lealisti [Il Manifesto - 18/4/2003]
NORD IRLANDA Un rapporto di tremila pagine, quasi tutte secretate, prova la collaborazione dei governi inglesi
ORSOLA CASAGRANDE
LONDRA
Soltanto quindici delle oltre tremila pagine che lo compongono saranno rese pubbliche. Il rapporto del capo della metropolitan police, John Stevens, sulla collusione tra forze di sicurezza inglesi e paramilitari lealisti nella guerra nel nord Irlanda resterà dunque segreto. Ieri Stevens ha consegnato al capo della polizia nordirlandese (ex Ruc, oggi Psni) Hugh Orde le quindici paginette che saranno anche a disposizione del pubblico: vi si legge che membri della Ruc e dell'esercito inglese hanno collaborato insieme al più grande gruppo paramilitare lealista, Uda (Ulster Defence Association) negli omicidi di alcuni cattolici. Il caso più noto è quello dell'avvocato Pat Finucane assassinato davanti alla sua casa di Belfast da uno squadrone della morte dell'Uda nel 1989. Per la famiglia del giovane legale non c'è alcun motivo di soddisfazione: «Il rapporto - dice il figlio di Finucane, Michael - non rivela nulla di nuovo. Ancora una volta si cerca di fare passare l'idea della mela marcia e di nascondere la verità: quella della collusione è stata una scelta politica precisa da parte del governo britannico». Se il rapporto, come pare, sosterrà la linea dell'analisi per individuare che cosa non ha funzionato nelle 6 contee e come si possono evitare in futuro simili problemi, allora non si avrà mai la verità. Perché nel nord Irlanda ha funzionato tutto benissimo. «La politica inglese nel nord - dice ancora Michael Finucane, anche lui avvocato - è stata sempre quella di incrementare la potenzialità assassina dei paramilitari lealisti. Come? Passando informazioni sui possibili obiettivi, passando armi, guidando chi avrebbe commesso materialmente questi omicidi verso obiettivi selezionati. In questo modo - insiste Finucane - il governo si sarebbe liberato dei suoi nemici, naturalmente senza apparire come mandante. Una politica semplice. E semplicemente agghiacciante».
L'omicidio di Pat Finucane è «soltanto un esempio di quanto il governo inglese fosse disposto a fare per raggiungere il suo obiettivo». Finucane non è la sola vittima. La lista è lunghissima e arriva fino all'omicidio di un'altra avvocata, Rosemary Nelson (dilaniata da una bomba attaccata sotto la sua macchina) nel 1999 a Largan. Nonostante i depistaggi è sempre stato chiaro che in quell'attentato la collusione tra i paramilitari lealisti che misero la bomba e la polizia era più di un sospetto. Ma nemmeno per Rosemary Nelson ci sarà, come nel caso di Finucane, una inchiesta pubblica. Almeno non per il momento.
Il capo della polizia londinese Stevens che ha cominciato il suo lavoro di indagine sulla collusione tra forze di sicurezza e lealisti nel 1989, ha riferito delle difficoltà incontrate soprattutto con agenti di polizia e ufficiali dell'esercito britannico, che si sono dimostrati particolarmente ostili alle indagini. La cosa più importante del rapporto è che Stevens dice chiaramente che «l'omicidio di Pat Finucane poteva essere impedito». Non lo fu. Perché uno dei ruoli che la premier Margaret Thatcher assunse durante gli anni del conflitto nel nord Irlanda fu quello di controllare personalmente le attività della più segreta delle unità interne all'esercito inglese, la Force Research Unit (Fru). Attraverso le attività della Fru la Gran Bretagna fu responsabile del commissionamento dell'omicidio di cittadini nelle sei contee. Secondo le testimonianze di membri della Fru, tutti i dettagli delle attività dell'unità, compresi gli omicidi, venivano passati a Margaret Thatcher e al gabinetto dei ministri. Sono circa duecento vittime della collusione tra stato inglese e paramilitari lealisti.
Uno degli ufficiali dell'esercito inglese (in tutto gli accusati sono una ventina, tra esercito e polizia) citato da Stevens è Gordon Kerr. Alla fine degli anni `80 Kerr era l'ufficiale capo della Force research unit. In quel periodo il governo inglese riorganizzò e armò i paramilitari lealisti nordirlandesi. Grazie ad una rete di agenti, Gordon Kerr e gli uomini della Fru scelsero obiettivi, fornirono intelligence e organizzarono omicidi. La giustificazione per queste attività era la «guerra ai terroristi dell'Ira». Lo scorso dicembre Stevens interrogò Kerr (che nel frattempo era stato promosso ad attachè militare a Pechino) e decise di avere prove sufficienti per incriminarlo. A questo punto che è intervenuto il ministero della difesa che ha inviato Kerr nel Golfo. Sembra che il suo nuovo ruolo sarà quello di portare davanti alla giustizia i membri del regime iracheno che saranno accusati di crimini contro l'umanità.
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