Prosegue la nuova telenovela tra Usa e Siria.
A muovere nuove accuse a Damasco questa volta è stata la Cnn, secondo cui il capo dello spionaggio del governo di Saddam Hussein, Faruk Hikhazi, si troverebbe nello stato al confine con l’Iraq da martedì scorso.
Fonti di Damasco, citate dall’emittente, hanno ammesso che l’ex capo dello spionaggio iracheno ha effettivamente chiesto il visto di ingresso nel Paese, ma hanno assicurato che gli è stato negato.
Nel frattempo, continuando a parlare di “crisi”.
Fonti del Dipartimento di Stato hanno precisato che non c’è ancora una data precisa per la visita in Siria ventilata mercoledì dal segretario di Stato americano, Colin Powell, onde cercare di stemperare le tensioni tra i due Paesi. La motivazione ufficiale è che la missione potrebbe inquadrarsi nell’ambito di un più ampio viaggio nel Vicino Oriente, ma nemmeno di quest’ultimo sono stati fissati i tempi e lo stesso itinerario. Questo fatto potrebbe essere di cattivo presagio per lo sviluppo futuro delle relazioni fra i due Stati.
A riguardo proprio ieri, il ministro degli Esteri siriano, Faruq al-Shara, dal Cairo ha lanciato delle affermazioni che dimostrano che gli Stati Uniti hanno a che con un Paese che non manifesta, al momento, alcun timore reverenzilae nei confronti della superpotenza.
La Siria, infatti, non consentirà le ispezioni Onu sui suoi arsenali per confutare le accuse statunitensi di essere in possesso di armi di sterminio.
Un atto che potrebbe preludere ad altro braccio di ferro simile a quello tra Corea del Nord e Usa.
Il Paese ha comunque assicurato il suo impegno insieme al resto del mondo per liberare il Vicino Oriente dalle armi di sterminio, in linea con la sua recente proposta in seno alle Nazioni Unite.
Il delicato tema delle ispezioni sul disarmo nel Paese è stato affrontato dal ministro degli Esteri siriano, a margine dei colloqui con il presidente egiziano Hosni Mubarak.
Ai cronisti che gli chiedevano se Damasco consentirà le ispezioni, il ministro ha risposto: “No, la Siria non consentirà alcuna ispezione. Insieme ai suoi fratelli arabi e tutti gli Stati del mondo, parteciperà soltanto agli sforzi per trasformare il Vicino Oriente in un’area priva di armi di sterminio”. A ben vedere, la Siria aveva detto di essere disponibile alle ispezioni, solo nel caso in cui anche gli arsenali di Israele venissero passati al setaccio. Ipotesi assai remota.




Rispondi Citando