Azz che nome...sarà contenta Halexandra

Correre da soli? Bossi vara lo "schema Mao"


Il Senatùr, fedele al motto "marciare divisi per colpire uniti", spiazza gli alleati: "Non siamo la stessa cosa. D’ora in poi andremo sempre da soli al primo turno".
di Luca Gelmini

ROMA - Lo schema d'attacco collaudato da Bossi per le amministrative è chiarissimo. La Lega va da sola al primo turno, al secondo si vedrà. Il motto, liberamente ispirato al pensiero maoista, è "marciare divisi per colpire uniti". Così si è deciso di fare a Vicenza, Treviso e Brescia, col beneplacet di Berlusconi. Ma non basta. Incurante dei mal di pancia che sta facendo venire al resto della Casa delle libertà (ieri si è dimesso anche il coordinatore azzurro del Veneto), un Bossi, nella versione moderna di grande timoniere, si spinge oltre fino ad annunciare che "lo schema Mao" farà scuola, ovvero che "d’ora in poi faremo sempre così, da soli al primo turno e insieme agli alleati al secondo".

La conferma dell’investimento che la Lega fa sulle elezioni di maggio arriva durante un comizio a Brescia di ieri sera, per lanciare il candidato lumbard Galli alla poltrona di sindaco. Bossi sferza la platea, spalleggiato dai ministri Maroni e Castelli. Tutti concordi nel dire che la Leonessa d’Italia sarà un test politico vitale per il Carroccio, e per la sua spinta riformatrice nel governo di Roma. Per questo la lista per il Consiglio comunale sarà aperta da Castelli, e comprenderà anche il capogruppo alla Camera, Alessandro Cè, e il sottosegretario bresciano Daniele Molgora.

Proprio il Guardasigilli va al nocciolo del problema. “Correre da soli? E’ una scelta coraggiosa". Anzi: "Senza nulla togliere agli alleati, una rivoluzione così epocale la può fare solo la Lega".

Poi tocca al Senatùr tracciare la strategia, e al dilà delle cannonate alla sinistra “salottiera” che è “passata coi poteri forti" colpisce la fermezza con cui difende soluzione bresciana. Talmente valida da riproporre anche per il futuro. "Può darsi - sostiene il leader del Carroccio - che andare divisi al primo turno sia il modo per impedire alla sinistra di vincere al primo colpo”. Anzi, “in futuro andrà proprio così: soli al primo turno, insieme agli alleati al secondo. Anche perché non è vero che siamo proprio la stessa cosa".

Frase che forse sta già facendo tremare i polsi al Cavaliere, costretto a far ingoiare diversi rospi ai suoi per soddisfare le richieste della Lega. Ci pensa dunque Cè a gettare secchiate d’acqua sul fuoco. ”Sempre da soli? Sì Bossi l’ha detto, ma una decisione ufficiale non è stata ancora ratificata. E assicuro fin d’ora che dove correremo senza gli alleati non faremo una campagna elettorale conflittuale, sarebbe una follia”.

Il capogruppo leghista non si nasconde però dietro un dito. La Lega ha scommesso forte sul voto, confidando su previsioni elettoralistiche anche rosee. In quest’ottica differenziarsi dal resto della truppa diventa più che una necessità, un fatto naturale. E per contarsi può fare gioco anche trasformare la tornata amministrativa in una sorta di “primarie” della Cdl. ”Rispetto all’Udc, An o Forza Italia siamo entrati a far parte della coalizione in una seconda fase, e sulla base di un programma elettorale molto preciso. La Lega - chiosa Cè - è un partito nato sul territorio e per questo rivendichiamo un radicamento al Nord". E da soli, sono convinti in via Bellerio, si fa più strada che in compagnia.

(18 APRILE 2003, ORE 14:00, aggiornato alle 160)