Mandato da Pauler Venerdì, 18 aprile 2003, 15:24 uur.
L’annuncio di Fini sul piano del Governo contro le droghe: scomparirà la tolleranza per uso personale

Negli ultimi mesi in televisione si è visto un proliferare di messaggi di stampo “terroristico” (nel senso che vogliono ingenerare ansia e terrore negli spettatori) lanciati a tutto campo sulla lotta al fumo e su tutto quanto riguardi la nostra salute. Le ragioni alla base di questi messaggi sono ovviamente la necessità di trasmettere ai cittadini informazioni volte a evidenziare la pericolosità derivante dall’assunzione di certi alimenti o prodotti. Gli strumenti e i modi che si sono scelti ci lasciano tuttavia interdetti e preoccupati per una nascente volontà di “imposizione” dei comportamenti. Non mangiare, non bere, non fumare, non rientrano più nella sfera delle libere ed autonome scelte individuali, ma si propongono come imposizione da parte dello stato salutista che vuole il “benessere” dei propri “figli”. La cosa ancor più sconvolgente, poi, sta nel fatto che per perseguire questi obiettivi si trasmettono informazioni del tutto infondate e scientificamente non provabili e ci vengono proposte come verità inattaccabili.

Da tempo Forces, l’associazione nata per combattere la disinformazione in tema di lotta al fumo, si batte contro il completo controllo dell'informazione. Ed è una battaglia contro una delle più abiette forme di corruzione istituzionale, in cui sono coinvolti i media e gran parte dell’apparato sanitario, volti al totale controllo del comportamento delle masse incluso, per ammissione di Sirchia stesso, IL CONDIZIONAMENTO DELLA CULTURA. Il fatto poi che l’antifumo/antigrasso eccetera si sia espanso a livello mondiale serve a dare un’idea della gravità della situazione, e della potenza illimitata dei colossi farmaceutici, la cui disinformazione è arrivata al midollo delle strutture sanitarie e politiche. Se non accettiamo in pieno questa allibente realtà ed i terribili pericoli sociali che ne derivano - inclusa l’eliminazione della libertà di stampa, di scelta, e la monopolizzazione dell’informazione di massa - non avremo mai sufficiente motivazione per reagire con la necessaria forza per fermare questo fenomeno (che sta avendo successo dove dittatori hanno fallito), e continueremo a lottare contro irrilevanze, mancando il bersaglio.

La conferma, poi, che ci si trovi dinanzi ad un governo sempre meno liberale ci proviene direttamente dal vicepremier Gianfranco Fini, che a Vienna, alla riunione della commissione delle Nazioni Unite per la lotta agli stupefacenti, ha illustrato quali sono i cardini della nuova legge italiana contro la tossicodipendenza. Scomparirà la tolleranza per l'uso personale di droga, verrà cancellata la distinzione tra droghe pesanti e leggere. Sanzioni quindi più pesanti sia amministrative (sospensione della patente, del passaporto, del permesso di soggiorno) che penali. Sarà al contrario prevista una dose massima tollerabile, da stabilire "scientificamente" a seconda delle sostanze consumate.

Queste norme saranno presentate in consiglio dei ministri a metà maggio, modificando così del tutto la legge Jervolino-Vassalli, e indicando un'inversione di tendenza anche rispetto al referendum del 1993.

Si è deciso di intraprendere una politica repressiva molto forte e pericolosa anche contro l’uso di sostanze i cui effetti non sono certo paragonabili a quelli delle droghe pesanti.Lo stesso Fini ha affermato che si tratta di "un mutamento dell'atteggiamento dello Stato non nei confronti dell'abuso ma dell'uso stesso”.

Fini ha anche spiegato che"le sanzioni potranno essere annullate dall'avvio di un percorso di recupero, con la sospensione della pena per la condanna fino a 6 anni". Inoltre, aggiunge, la riduzione delle tabelle delle sostanze stupefacenti a due - "quelle naturali e quelle sintetiche" - eliminerà "di fatto la distinzione tra droghe pesanti e leggere".

Sempre più lo Stato si propone come il Grande Fratello che è pronto ad aprire le sue braccia verso chi “accetta” un percorso di recupero modificando il proprio stile di vita, che probabilmente non denota nemmeno uno stato di dipendenza, assimilandolo a quello voluto dallo Stato-padrone.
Insomma si moltiplicano sempre più i segnali preoccupanti circa il pericolo di una forma di indottrinamento che si allontana da un sistema di responsabilizzazione degli individui nell’assunzione delle proprie scelte, che pur devono restare libere e indipendenti. Quel che sorprende ancor di più è che simili proposte vengono fatte da un governo che dovrebbe avere una forte matrice liberale di fondo, che evidentemente è ormai del tutto evaporata.

Paolo Carotenuto
http://www.legnostorto.com/node.php?id=3670