13. ALFA
Prima di venderci ci vogliono
spremere ancora per bene
La FIAT deve fare soldi. Prima di vendere gli stabilimenti alla General Motors, o a qualche altro, deve tagliare i rami secchi e spremere il più possibile quelli che vanno ancora bene.
Così mentre taglia a Mirafiori e a Termini Imerese, negli altri stabilimenti cerca il sistema per far lavorare di più gli operai. Mentre licenzia, spreme più lavoro agli operai che restano.
Ad Avellino e a Melfi introduce una nuova turnistica per utilizzare di più gli impianti.
A Pomigliano vuole introdurre gli stessi tempi di lavorazione che utilizza a Melfi: il famigerato TMC2.
Nel frattempo, con la 147 che tira, aumentano già adesso i tempi di saturazione. Vuole produrre di più già ora e abituare gli operai ad un nuovo peggioramento delle condizioni di lavoro.
Chi sulla 147 non sostiene i nuovi carichi di lavoro, o protesta, viene punito, la stessa cosa avviene per chi si ammala.
E’ un’avvisaglia di quello che succederà quando sarà applicato il nuovo metodoTMC2.
I sindacati ufficiali oggi stanno zitti, domani tratteranno con l’azienda il nuovo peggioramento delle condizioni di lavoro.
Operai dobbiamo reagire!
Qui di soldi non si parla mai, ma l’aumento della fatica è sempre all’ordine del giorno.
No ai provvedimenti disciplinari!
No ai tagli di giorni di salario!
Basta con l’aumento dei ritmi!
Associazione per la Liberazione degli Operai
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14. OPERAIO BELGA
Communiqué en solidarité avec Antonio Moya, ouvrier de Opel-Belgique
Cher compagnon,
Nous sommes des ouvriers, delegués et militants de plusieurs ousines d’Italie (Innse-Presse, Marelli-Borletti, Siemens, Ansaldo, Fiat New Holland, Filati Novara, ex-Falk, ex-Riva Calzoni, etc).
Nous, qui combattons tous les jours les patrons dans les ousines, sommes avec ta lutte contre l’arrogance de la direction de Opel-Belgique, qui avait licencé un ouvrier combattif.
Le patronat, en chaque ousine, et dans chaque pays est contre les ouvriers combattifs parce que sont un symbole rappresentatif par les autres ouvriers.
Le patronat a niveau international est en crise et licence millier de ouvriers dans les ousines avec la collaboration de les gouvernements .
Les ouviers en tous les pays, pour resister, doit etablir une liaison entre eux-meme.
Les ouvrier doit créer unè organisation politique indipendent a niveau international, pour construire une societé sans patrons, sans l’esclavage du travail salarié ouvrier.
Solidarieté ouvrier avec le compagnon Antonio Moya, ouvrier de Opel-Belgique
Rome, 16 Avril 2003
Redaction de Rome de Operai Contro-aslo
E mail : operaicontroroma@yahoo.it
Comunicato di solidarietà con Antonio Moya, operaio della Opel-Belga
Caro compagno,
Noi siamo operai, delegati e militanti di diverse fabbriche italiane (Innse-Presse, Marelli-Borletti, Siemens, Ansaldo, Fiat New Holland, Filati Novara, ex-Falk, ex-Riva Calzoni, etc).
Noi, che combattiamo i padroni tutti i giorni nelle fabbriche, siamo con la tua lotta contro l’arroganza della direzione della Opel-belga, che ha licenziato un operaio combattivo.
Il padronato, in ogni fabbrica, e in ogni paese è contro gli operai combattivi perché sono un simbolo rappresentativo per gli altri operai.
Il padronato a livello internazionale è in crisi e licenzia migliaia di operai nella fabbriche con la collaborazione dei governi.
Gli operai in tutti i paesi, per resistere devono stabilire un legame tra loro.
Gli operai devono creare una organizzazione politica indipendente a livello internazionale, per costruire una società senza padroni, senza la schiavitù del lavoro salariato.
Roma, 16 aprile 2003
Redazione di Roma di Operai Contro-aslo
www.operaicontro.org




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