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Riad, 19 apr 2003 - 09:25
Iraq, paesi confinanti chiedono ritiro Usa
Dalla riunione dei ministri degli esteri dei paesi confinanti dell'Iraq (con l'aggregazione di Egitto e Bahrain) è uscita stanotte la richiesta che Stati Uniti e Gran Bretagna ritirino le loro truppe d'invasione, e che sia allestito rapidamente un governo rappresentativo a Baghdad.
Nella dichiarazione congiunta diramata stanotte, i ministri partecipanti "sottolineano l'obbligo incombente alle potenze occupanti a ritirarsi dall'Iraq, in forza della quarta Convenzione di Ginevra, ed a consentire agli iracheni di esercitare il loro diritto all'auto-determinazione".
La dichiarazione è stata letta dal ministro degli esteri saudita, principe Saud al-Feisal alla conclusione della riunione, cui hanno partecipato i capi delle diplomazie di Arabia Saudita, Iran, Giordania, Kuwait, Turchia e Siria (tutti paesi confinanti con l'Iraq), più Egitto e Bahrain (quest'ultimo nella veste di presidente di turno della Lega Araba).
Il principe Feisal ha sottolineato che le forze d'invasione non hanno alcun diritto legittimo di struttare il petrolio dell'Iraq, e che le sanzioni delle Nazioni Unite potranno essere abrogate solo quando l'Iraq disporrà di un governo legittimo.
"Adesso l'Iraq è sotto una potenza occupante - ha detto Feisal - e qualsiasi richiesta di abrogazione delle sanzioni dovrà essere formulata quando ci sarà un governo legittimo che rappresenti il popolo, e che possa adempiere ai suoi doveri lavorando per l'abrogazione delle sanzioni".
I ministri partecipanti alla conferenza, ha proseguito Feisal leggendo la dichiarazione congiunta dopo la conclusione dei lavori, "affermano che il popolo iracheno deve amministrare e governare da sè il proprio paese, e qualsiasi sfruttamento delle sue risorse naturali deve essere conforme alla volontà del legittimo governo iracheno e del suo popolo".
I ministri sottolineano, nella dichiarazione congiunta, il loro impegno per l'integrità territoriale dell'Iraq, ed esprimono l'aspettativa del "rapido insediamento di un governo iracheno pienamente rappresentativo, in base ad una costituzione da convenire".
I ministri hanno affrontato anche la questione delle accuse statunitensi alla Siria: di avere ospitato esponenti del regime iracheno sconfitto; di avere accettato dall'Iraq armi di sterminio trafugate di nascosto; e di produrre armi chimiche.
La conferenza ha inoltre appoggiato l'iniziativa siriana al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, intesa a trasformare il Medio oriente in una zona libera da armi di sterminio. (red)




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