L'associazione Amici d'Israele Onlus parteciperà alla manifestazione
del 25 Aprile 2003, anniversario della Liberazione, portando uno
striscione in memoria della Brigata Ebraica, che contribuì alla
Liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Tutti gli amici di Israele sono invitati a partecipare e a portare
una bandiera israeliana o uno stemma della Brigata Ebraica.

Punto di ritrovo:

Davanti al Planetario
Giardini di Porta Venezia
Milano

ore 14:30

Organizzato da: Amici d'Israele Onlus. Per informazioni:
info@amicidisraele.org
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25 APRILE 2003

FESTA DELLA LIBERAZIONE

RICORDO DALLA BRIGATA EBRAICA

Piazza Venezia (lato Colonna Traianea), ore 16

Aderiscono il Comune di Roma, la Comunità Ebraica Romana e Italia-Israele.
Sono stati invitati il Sindaco di Roma, on. Walter Veltroni e il Rabbino
Capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni.
Nel corso della cerimonia sarà piantato un ulivo di Gerusalemme.

Per maggiori informazioni: balaamroma@yahoo.it
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http://www.opinione.it/4.attualita/a...-03_buffa3.htm

Una brigata ebraica liberò l’Emilia dai nazi-fascisti

di Dimitri Buffa

Alzi la mano, compreso il sottoscritto, quanti sapevano dell’esistenza di
una brigata partigiana composta solo da cittadini ebrei che partecipò
attivamente alla resistenza liberando metà dell’Emilia Romagna?
Nel giorno della memoria dell’Olocausto, tra studenti corrotti da libri di
testo come il Camera Fabietti, non sarà inutile ricordare questo aneddoto
della storia della liberazione. Gli ebrei sotto il mandato britannico in
Palestina chiesero ripetutamente dallo scoppio della II Guerra Mondiale di
partecipare ai combattimenti con proprie truppe e con un proprio corpo di
ufficiali.
Questa richiesta venne ripetutamente ostacolata e soltanto nel 1944, per
volontà personale di Winston Churchill, nacque ufficialmente la Brigata
Ebraica inquadrata dal parlamento britannico all’interno dei “buffs”,
reggimento inglese composto prevalentemente da truppe non inglesi.
Si trattava in realtà di un battaglione di fanteria corazzata composto da
5000 effettivi.
Dopo la costituzione e un periodo di addestramento in Egitto, l’unità fu
fatta sbarcare a e risalì la penisola italiana lungo il versante adriatico.
La Brigata Ebraica fu impegnata in furiosi combattimenti in Romagna lungo la
zona d’operazioni corrispondente allo sfondamento della Linea Gotica, e in
particolare operò nella Valle del Senio, vicino a Imola, dove portò a
termine uno dei pochi assalti frontali di tutto il fronte italiano con le
baionette sguainate.
Questo scontro fu una delle battaglie più cruente e sanguinose di tutta la
campagna d’Italia e a tutt’oggi non sono stati ancora identificati con
certezza i luoghi dove si sono registrate le perdite più numerose.
Per commemorare tutti i caduti di questa operazione, è stata posta
un’apposita lapide presso il cimitero militare di Piangipane. La Brigata
Ebraica ha poi attivamente partecipato alla Liberazione delle più importanti
città della Romagna, tra le quali Ravenna, Faenza, Russi, Cotignola,
Alfonsine e Imola.
Della Brigata facevano parte anche alcuni paracadutisti, che vennero
lanciati oltre le linee nemiche dei rispettivi paesi d’origine, affinché
organizzassero la resistenza, in particolare tra gli ebrei.Tra questi
combattenti, si sono registrate numerose imprese di grande eroismo. Molti
componenti di questo particolare reparto furono catturati, torturati e
uccisi, come accadde ad Enzo Sereni, fondatore del Kibbutz Givat Brenner,
uno dei più importanti in Israele.
Con il termine delle operazioni militari la Brigata ebraica si impegnò
nell’opera di assistenza agli orfani e agli ebrei scampati all’Olocausto che
volevano andare in Israele. Quest’opera fu svolta prevalentemente alle
frontiere Nord-Est d’Italia, nella zona del valico del Tarvisio, dove
venivano accolti i profughi e si organizzavano materialmente i trasporti
verso lo Stato di David. Molti membri della Brigata Ebraica, infine,
estesero la propria zona di accoglienza e assistenza fino al Nord Europa.
Nel dopoguerra sono state innumerevoli le storie di viaggi verso la Terra
Promessa da parte degli ebrei (il più famoso tra i quali è forse quello
della nave Exodus). Probabilmente però il primo viaggio di questo tipo fu
quello della nave Fede a La Spezia, il 19 aprile 1946, con le truppe inglesi
che cercarono strenuamente di evitare la partenza dell’imbarcazione per
rimpatriare i superstiti in Germania.
Gli uomini della Brigata Ebraica organizzarono la protesta attraverso uno
sciopero della fame dei profughi ammassati sulla nave alla fonda nel porto.
La cittadinanza italiana s’indignò a tal punto per il divieto, tanto da
costringere le autorità Alleate a far partire la nave, che intanto era stata
rinominata Dov Hos, per Israele.
In Italia a distinguersi tra gli ufficiali responsabili di questo corpo
armato ci fu soprattutto Johanan Peltz, che negli scorsi giorni è stato
ospite a Bologna dell’Associazione Italia - Israele e del Partito radicale
locale, non di certo dei comunisti che inondano di retorica ogni anno il
giorno in cui si commemora l’entrata dei russi ad Auschwitz (27 gennaio
1945).
Peltz era arrivato in Israele nel 1935 da Kielce in Polonia, dove gli era
stata negata l’ammissione all’Università perché era ebreo. Al secondo anno
all’Università di Haifa lasciò gli studi per entrare nella polizia a
cavallo.
Ferito a una gamba mentre combatteva dei terroristi arabi vicino al Mar
Morto (esistevano già all’epoca quando Arafat neppure era nato o quasi), fu
costretto a dimettersi dal servizio.
Nonostante questo, dopo l’inizio della seconda guerra mondiale insistette
per arruolarsi nell’esercito inglese, dove divenne ufficiale con il grado di
sottotenente. Più tardi fu assegnato al reggimento di fanteria “buff” e poi
alla Brigata Ebraica.
Sulle rive del Senio (vicino a Bologna), Peltz guidò i suoi uomini in un
assalto con le baionette sguainate in una delle rarissime battaglie alla
luce del giorno di tutta la Seconda Guerra Mondiale. Per questo fu promosso
capitano. Inviato al confine di Tarvisio fu assegnato al controllo dei
profughi di guerra che arrivavano in Italia dall’Est Europa, tra i quali vi
erano moltissimi ebrei sopravissuti all’Olocausto. I membri della Brigata si
attivarono quindi per recuperare gli orfani e i profughi e mandarli in
Israele. Johanan Peltz comandò un battaglione nella settima brigata
dell’esercito israeliano nella guerra d’indipendenza del 1948, e concluse la
sua carriera nell’esercito come ufficiale istruttore.