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Elementi decorativi a forma di svastika (tetraskeles)
Finestra gotico catalana
Quel cartiglio in pietra nella facciata del duomo che si vede nella foto risale ad un periodo della storia di Messina, esattamente il Venerdì Santo del 1397, quando c'era ancora il ghetto ebraico.
Ebbene, in quel giorno, che coincideva con una festività ebraica, un giovane intonò il Salve Regina, gli ebrei interpretarono come una provocazione quel canto, pertanto catturarono il ragazzo, prima lo processarono a mo' di parodia del Cristo, lo bastonarono e infine lo crocifissero, ma il sangue che sgorgava dal suo corpo non cessava mai e quindi decisero di gettarlo in un pozzo, ma il sangue continuava ad uscire così misteriosamente copioso che invase le strade e attirò l'attenzione delle guardie.
Immediatamente la notizia fece il giro della Sicilia e ne fu informata la regina Isabella che risiedeva a Palermo questa ordinò che i criminali avessero le teste mozzate e collocate sui muri della sinagoga come monito, soprattutto, per tutte le comunità straniere. Una lapide di pietra con incise le parole Signum perfidorum Judaeorum fu posta accanto alla macabra esposizione.
Successivamente a perenne testimonianza di quella nefandezza la lapide fu murata nella facciata della Cattedrale... ed eccola nella foto, con tutti i segni delle intemperie e del tempo.







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