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Molte ragazze squillo dell'Est diventeranno presto cittadine Ue. Ecco come i diversi paesi si stanno preparando. Ad accoglierle.
Sdoganate da una sentenza della Corte di giustizia europea, che due anni fa giudicò la prostituzione un'attività economica come le altre, le lucciole di molti paesi dell'Est (Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia...) saranno presto cittadine Ue a tutti gli effetti.
Libere, insomma, come tutti di circolare dentro i confini del mercato comune.
E con gli stessi diritti di risiedere e lavorare ovunque.
L'ingresso nel club dei 10, e dal 2007 dei 12, nuovi soci è dunque destinato a cambiare qualcosa anche nel mondo della prostituzione. Del resto, già il caso finito a Lussemburgo aveva creato un primo varco.
La storia, cominciata quando la polizia di Amsterdam aveva negato il visto a sei squillo dell'Est, bollando la prostituzione come «una forma di lavoro socialmente inaccettabile», era finita con la diversa decisione dei giudici.
Che avevano ritenuto la prostituzione un'attività commerciale come tutte «attraverso la quale il fornitore soddisfa, in cambio di una retribuzione, una richiesta del beneficiario senza produrre o cedere beni materiali». Conclusione della Corte: come qualsiasi lavoratrice autonoma, anche le libere professioniste del sesso a pagamento potevano esercitare legalmente il mestiere dove questo fosse consentito.
Tanto più ora. Di fatto, le porte aperte dal 2004 rappresentano una buona occasione per sottrarsi al racket, che tiene in pugno le ragazze dopo averle fatte entrare clandestinamente nei paesi Ue. Chi è a favore della regolamentazione saluta l'evento positivamente.
«Di sicuro, questo darà una bella spallata alla criminalità» commenta Carla Corso del Comitato italiano per i diritti civili delle prostitute. «Ogni anno migliaia di giovani donne sono reclutate in questi paesi da trafficanti senza scrupoli che le fanno entrare clandestinamente e poi le sfruttano senza pietà».
Ma sarà davvero così? Le forze di polizia preferiscono non sbilanciarsi: difficile, al momento, fare previsioni. «La criminalità organizzata è molto flessibile: si adegua presto ai cambiamenti. Come facciamo a sapere che cosa succederà?» spiega il direttore dell'unità italiana di Europol, Antonio Gagliardo. «Di certo si allargheranno i confini da controllare. E, probabilmente, la testa di ponte si sposterà un po' più verso Est».
Da anni l'Europa orientale è diventata uno dei bacini principali per il reclutamento delle squillo. In concorrenza con i più lontani paesi di Asia, Caraibi e Africa, che presentano maggiori rischi e maggiori costi. Un business redditizio che divide il Continente in tre sponde: paesi fornitori, paesi di transito e, infine, quelli di arrivo. Secondo l'Interpol, dal mercato del sesso si ricavano ogni anno almeno 5-7 miliardi di dollari e ciascuna donna ne vale 120-150 mila.
Alle spalle delle giovani tristi storie fotocopia. Attratte dal miraggio di una vita migliore con false promesse di lavori regolari, le ragazze si ritrovano invece a passare le frontiere di nascosto, per poi finire, clandestine, nelle mani di sconosciuti protettori. Per lo più in strada. Sulla carta, dunque, la possibilità di recidere il legame fra immigrazione clandestina e sfruttamento c'è. Ma bisognerà vedere che cosa succederà nei paesi ex sovietici, ancora fuori dall'Ue, che stanno diventando il nuovo fronte del reclutamento.
Per chi fa il mestiere in proprio, la vita sarà un po' più facile. Chiunque potrà recarsi a pieno titolo in un paese Ue ed esercitare, là dove è permesso. Prevedibile, dunque, uno spostamento delle squillo verso i paesi con legislazioni più permissive, come Olanda e Germania (vedere riquadro). Che, pur senza risolvere del tutto il problema, per primi hanno imboccato la via della regolamentazione, inquadrando la prostituzione come attività lavorativa.
Qualcosa forse cambierà nelle località di confine, come per esempio Dresda, dove finora il fenomeno quasi non esisteva per la concorrenza a prezzi stracciati di Polonia e Repubblica Ceca.
Così pure negli eros center delle città tedesche (a partire dalla capitale delle luci rosse, Amburgo) oggi frequentati in prevalenza da prostitute asiatiche. O ad Amsterdam, dove la legalizzazione dell'industria del sesso ha tagliato fuori le clandestine. E una sorpresa, azzarda qualcuno, potrebbe riservarla la Slovenia.
Che, dopo l'ingresso nell'Ue, aspira a diventare la Las Vegas d'Europa grazie alle sue numerose case da gioco. Destinate a concentrare, insieme ad altre forme di divertimento, anche quella vecchissima del sesso.
Da: http://www.panorama.it/europa/unione...-A020001018616




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