e figurati se non s'intrometteva.....


L'opera di mediazione del premier, su impulso del Vaticano, ha successo: la Chiesa ortodossa disponibile ad un incontro per discutere del viaggio del Pontefice in terra russa.


ROMA - Silvio Berlusconi lo ha dichiarato pubblicamente: il governo italiano sta facendo tutti gli sforzi possibili per avvicinare la chiesa ortodossa russa e quella cattolica, tra cui restano ancora profonde visioni. E a quanto pare l'opera di mediazione messa in atto da Palazzo Chigi, "su impulso della Santa Sede", ha convinto anche la Chiesa ortodossa russa che si è detta pronta oggi a considerare favorevolmente un eventuale incontro fra il patriarca Alessio II e il primo ministro italiano come da quest'ultimo auspicato.

Il portavoce del Patriarcato Igor Vizhanov ha oggi detto all'Ansa che finora nessuna richiesta ufficiale per un colloquio con Alessio è stata avanzata dal governo italiano, ma se lo sarà "penso che il Patriarca potrà incontrarsi con il premier italiano"

Vizhanov ha tuttavia aggiunto che quello che la Chiesa ortodossa si aspetta da Berlusconi è che cerchi di persuadere la Santa Sede a compiere "passi concreti" per la soluzione dei problemi con gli ortodossi, a cominciare da quelli del "proselitismo cattolico" e della Chiesa in Ucraina occidentale.

"Non so quanto un possibile incontro fra il Patriarca e Berlusconi possa aiutare a risolvere i contrasti fra le nostre Chiese" ha detto Vizhanov chiedendosi "perché il Vaticano non si rivolga direttamente a noi".

Vizhanov ha anche criticato il modo in cui il Vaticano ha diffuso l'ipotesi di una sosta papale in Tatarstan, durante il prossimo viaggio in Mongolia, per restituire la famosa icona della Madonna di Kazan. "Abbiamo saputo della cosa dai mass media - ha detto il portavoce - non abbiamo ricevuto nessun messaggio di nessun tipo da Roma e il nunzio apostolico con cui ci siamo incontrati recentemente non ce ne ha fatto neppure parola". Il Patriarcato ha definito "assolutamente improbabile" una fermata di Karol Wojtyla in Tatarstan e il Cremlino ha detto di non saperne nulla. Un portavoce ufficiale della repubblica autonoma del Tatarstan ha detto che il presidente Mintimer Shaimiev è pronto ad accogliere il papa ma è necessario il consenso del Patriarcato e del Cremlino.

(21 APRILE 2003, ORE 15:00)