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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Giustizia: le toghe aprono alla "immunità"

    dal quotidiano IL GIORNALE

    " il Giornale del 24/04/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    Le toghe aprono all'immunità per il premier
    Magistratura indipendente: se il processo è considerato un problema politico, meglio affrontarlo

    --------------------------------------------------------------------------------

    "Basta con le vie traverse: se il processo che coinvolge Silvio Berlusconi è considerato un problema politico si affronti apertamente, con gli strumenti della politica: ad esempio, riproponendo l'immunità parlamentare o con altre soluzioni equivalenti. Questo, assumendosi tutte le responsabilità e tutti i rischi, dal giudizio degli elettori alle critiche dell'opposizione". Antonio Patrono, ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati e segretario generale di Magistratura indipendente spiega la tesi sostenuta nel documento con il quale la corrente moderata presenta il suo programma, in vista delle elezioni che chiamano alle urne 9 mila magistrati, l'11, 12 e 13 maggio. Dottor Patrono, Mi di fatto afferma che legiferare sull' immunità parlamentare o su altri provvedimenti che alcuni definiscono "ad personam" non può essere un tabù per il parlamento.E cosi "Noi partiamo da una premessa: le riforme sulla giustizia approvate o proposte finora dalla maggioranza sono negative. E poiché, sempre più apertamente, si dichiara che esse sono in gran parte condizionate dal processo che riguarda il presidente del Consiglio, pensiamo che se questo si considera un problema politico si sarebbe dovuto risolverlo chiaramente, invece di procedere per vie traverse con riforme di carattere generale che peggiorano lo stato dell'amministrazione della giustizia".
    Tre sono le strade che indicate: autorizzazione a procedere, amnistia e sospensione dei processi fino alla scadenza dei mandati. Una vale l'altra? "È un problema politico che deve essere risolto dai politici". Il presidente di Unicost, Ettore Ferrara, sembra in sintonia su questo punto. Ma va oltre: si dice contrario all'amnistia e favorevole alla rivisitazione dell'articolo 68 della Costituzione e alla sospensione dei processi alla spagnola. "Su proposte del genere ognuno, come cittadino, ha diritto alla sua opinione. Come magistrati ci interessa che siano comunque conformi a uno stato democratico. Quel che ci importa soprattutto è invece che cessino le riforme sbagliate e che si cerchino soluzioni davvero efficienti. Per questo, il nostro programma e propositivo e prospetta, in un'ottica di collaborazione, decine di soluzioni diverse da quelle in discussione per fl processo penale, civile e minorile e per l'ordinamento giudiziario". Nel 2002 anche l'allora vicepresidente del Csm Giovanni Verde propose di sospendere i giudizi con gravi ripercussioni politiche e di reintrodurre l'autorizzazione a procedere. "Evidentemente, Verde aveva già compreso anche nelle sfumature la delicatezza e le implicazioni del problema politico".
    "

    Saluti liberali

  2. #2
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    Dai dai dai che ce la facciamo, forse, a salvarlo.

    Saluti liberali.

    NB Io sono d'accordo: diamogli sta immunità e che vada fuori dai maroni che il suo obiettivo l'ha raggiunto.

  3. #3
    Alessandra
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    Molte delle riforme in tema di giustizia mi vedono d'accordo, ma questa storia della modifica dell'art. 68 della Costituzione pro Berlusconi mi allibisce. Il punto dal quale non si deve nè si può prescindere è il seguente. Quando una persona, chiunque essa sia, decide di candidarsi alla Presidenza del Consiglio, se poi vince le elezioni, e governa, si presuppone che governando uno Stato, accetti di questo Stato anche tutti gli altri poteri, e quindi, sia il potere legislativo che quello giudiziario. Qualunque riforma, anche la più sbagliata, non può prescindere dalla consapevolezza che il sistema che si governa sia per principio migliorabile ma certamente non azzerabile, perchè altrimenti non si sarebbe scelto di governare uno Stato ma si sarebbe dovuta scegliere la strada della lotta allo Stato. Invece, tutto ciò che lo riguarda e lo tocca, in particolare modo i magistrati, sono secondo l'ottica di Berlusconi, da azzerare totalmente. Indipendentemente dal motivo per cui il capo del Governo vuole tale azzeramento, il tutto si rivela preoccupante per il semplice motivo che ancora secondo me, Berlusconi non ha capito cosa significa governare un Paese, al di là del fatto che poi lo si governi bene o male.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    Originally posted by Alessandra
    Molte delle riforme in tema di giustizia mi vedono d'accordo, ma questa storia della modifica dell'art. 68 della Costituzione pro Berlusconi mi allibisce. Il punto dal quale non si deve nè si può prescindere è il seguente. Quando una persona, chiunque essa sia, decide di candidarsi alla Presidenza del Consiglio, se poi vince le elezioni, e governa, si presuppone che governando uno Stato, accetti di questo Stato anche tutti gli altri poteri, e quindi, sia il potere legislativo che quello giudiziario. Qualunque riforma, anche la più sbagliata, non può prescindere dalla consapevolezza che il sistema che si governa sia per principio migliorabile ma certamente non azzerabile, perchè altrimenti non si sarebbe scelto di governare uno Stato ma si sarebbe dovuta scegliere la strada della lotta allo Stato. Invece, tutto ciò che lo riguarda e lo tocca, in particolare modo i magistrati, sono secondo l'ottica di Berlusconi, da azzerare totalmente. Indipendentemente dal motivo per cui il capo del Governo vuole tale azzeramento, il tutto si rivela preoccupante per il semplice motivo che ancora secondo me, Berlusconi non ha capito cosa significa governare un Paese, al di là del fatto che poi lo si governi bene o male.

    Le leggi di tutti gli Stati democratici e di Diritto, proprio perchè si fondano sul principio della divisione di poteri, stabiliscono delle prerogative a tutela dei Libero Parlamento e/o del Governo, che sono state parti integranti della Costituzione della Repubblica Italiana fino a non molto tempo or sono, quando furono cancellate all'interno di un clima "rivoluzionario" e comunque straordinario, determinato da una concomitanza di circostanze storico-politico e dall'emergere conseguente di patologie evidenti del sistema. Ricordo che i padri costituenti vollero quelle prerogative e le difesero (Togliatti in primis) perchè avevano ben presente la delicatezza della democrazia e dei suoi meccanismi, e ben sapevano quanto fosse non difficile a dei vincitori di pubblico concorso, magari in epoca fascista, interferire con il potere politico usando la funzione giurdizionale in modo improprio, con quel fumo di persecuzione che altri legislatori di altri Stati, avevano previsto nei loro ordinamenti ben prima di quello italiano.
    Si deve senz'altro evitare che l'immunità sia intesa in modo arbitrario o eccessivo, e che torni essere cagione di abuso ed impunità. L'equilibrio e difficile, ma il problema c'era prima di Berlusconi e ci sarà pure dopo, tenuto anche conto della politizzazione evidente e persino ufficiale di una parte.... molto attiva della Magistratura. Il fatto che anche dei magistrati autorevoli inizino a ragionarci è buon segno. Berlusconi o NON Berlusconi.

    Saluti liberali

  5. #5
    Alessandra
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    Originally posted by Pieffebi
    Le leggi di tutti gli Stati democratici e di Diritto, proprio perchè si fondano sul principio della divisione di poteri, stabiliscono delle prerogative a tutela dei Libero Parlamento e/o del Governo, che sono state parti integranti della Costituzione della Repubblica Italiana (...omissis)
    Queste prerogative già ci sono, oltretutto l'art. 68 è stato modificato neanche da tanto, tutto sta tenere ben distinte le prerogative dall'impunità.

  6. #6
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    Quanto basta..... per mettere le sorti di un governo, qualsiasi governo, nelle mani di un pugno di togati, qualsiasi pugno di togati. In Italia dove magistrati d'accusa e giudicanti credono che Andreotti sia un assassino perchè il delitto...sarebbe stato commesso nel suo interesse. Figuriamoci se fosse ancora il Presidente del Consiglio. Altro che impunità...si tratta di difesa dello Stato Democratico.

    Shalom!!!

  7. #7
    Alessandra
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    Originally posted by Pieffebi
    Quanto basta..... per mettere le sorti di un governo, qualsiasi governo, nelle mani di un pugno di togati, qualsiasi pugno di togati. In Italia dove magistrati d'accusa e giudicanti credono che Andreotti sia un assassino perchè il delitto...sarebbe stato commesso nel suo interesse. Figuriamoci se fosse ancora il Presidente del Consiglio. Altro che impunità...si tratta di difesa dello Stato Democratico.

    Shalom!!!
    Se ci mettessimo ad elencare le aberrazioni giudiziarie non basterebbero milioni di 3d, aberrazioni che non coinvolgono solo politici (minima parte), ma soprattutto cittadini. E tutto questo perchè le leggi sono tantissime ma quelle fatte bene si contano senza troppe difficoltà. Non si evitano queste aberrazioni parando il proprio sederino con l'impunità ed immunità varie. Il Governo ha bisogno di immunità per governare? Con lo stesso ragionamento, si dovrebbe dire che il semplice cittadino ha bisogno di altrettante immunità per governare la famiglia. Da sempre sono a favore delle garanzie, ma non c'è una sottile differenza tra queste e volerla fare franca e pulita quando così non è, la differenza è abissale.

  8. #8
    SENATORE di POL
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    La Democrazia funziona perchè il governo è scelto dai cittadini, se lo scelgono i giudici o qualunque altro non è più democrazia. Un errore giudiziario che investe una famiglia investe un numero limitato di persone. E' una tragedia, soprattutto se doloso, ma è un fatto limitato negli effetti. Un errore giudiziario che abbatte un governo vanifica il voto di milioni di cittadini, li scippa, e incide sul destino di un'intera nazione. La differenza è sul piano pratico enorme.

    Shalom!!!

  9. #9
    Alessandra
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    Originally posted by Pieffebi
    La Democrazia funziona perchè il governo è scelto dai cittadini, se lo scelgono i giudici o qualunque altro non è più democrazia. Un errore giudiziario che investe una famiglia investe un numero limitato di persone. E' una tragedia, soprattutto se doloso, ma è un fatto limitato negli effetti. Un errore giudiziario che abbatte un governo vanifica il voto di milioni di cittadini, li scippa, e incide sul destino di un'intera nazione. La differenza è sul piano pratico enorme.

    Shalom!!!
    L'obiezione non regge, per il semplice motivo che in nessun modo i giudici potrebbero scegliere un governo proprio perchè c'è la democrazia. Ma, a parte questo, onde evitare in un colpo solo sia la *tragedia familiare* che la *tragedia nazionale*, proprio il Governo di un Paese dovrebbe utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per cambiare certe legislazioni, se non vanno bene, e non dovrebbe utilizzare la legislazione per evitare, solo per sè, di subirla.

  10. #10
    SENATORE di POL
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    Il governo "è scelto dai giudici" quando dovessero succedere su scala nazionale, seppure in forme ovviamente diversi, fatti con effetti come quelli , già gravissimi e intollerabili per una democrazia liberale, accaduti al governo regionale abruzzese anni fa. Un'intera giunta arrestata e quindi "deposta" da un'iniziativa giudiziaria rivelatasi infine totalmente inconsistente. I cittadini che l'avevano votata scippati dalla loro scelta sovrana senza motivo.
    Se si vuole la divisione di poteri, e Dio sa bene quanto occorra, non la si può volere a senso unico. La divisione dei poteri funzione in tutti i sensi, e fu concepita in origine soprattutto per proteggere il Libero Parlamento dall'arbitrio dei Tribunali, e i Tribunali dalle interferenze arbitrarie dei Governi. In questione non sta la persona dell'eletto ma la protezione della sua funzione, la protezione del diritto di chi lo ha scelto. L'equilibro tra immunità e NON impunità non è facile, ma deve e può essere cercato e trovato. Attualmente non esiste più. Regna il possibile arbitrio.
    L'ultima tua frase mi torva concorde. Infatti si sarebbe dovuto proporre subito una riforma organica della giustizia e una riforma della materia dell'immunità, senza legiferare a sprazzi sulla base di motivazioni contigente. Ciò nondimeno i problemi sollevati sussistono e continueranno a sussistere se non saranno affrontati e risolti. Ormai anche taluni giudici sembra se ne stiano accorgendo.

    Saluti liberali

 

 
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