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    Predefinito Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

    Come già feci l' anno passato su di un altro forum, in occasione della festa della Liberazione pubblico alcune lettere tratte dal libro "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana" edito da Einaudi. Suggerisco al nostro presidente del Consiglio la lettura del libro, cosa che, tra l' altro, non gli costerebbe manco un cent visto che la casa editrice è di sua proprietà. Capirebbe finalmente che alla Resistenza alla tirannide parteciparono tutti gli italiani. Comunisti e socialisti certo, ma anche cattolici di destra e di sinistra e perfino monarchici come Edgardo Sogno. Solo i fascisti si astennero ma son scusati: loro erano già impegnati dall' altra parte. Mi rifiuto di pensare che Silvio Berlusconi non partecipi alle celebrazioni del 25 aprile perché ha simpatie neofasciste.
    Ma non si sa mai, da quest' uomo c' è da aspettarsi tutto il peggio possibile.
    Buona lettura!


    LUIGI MASCHERPA, contrammiraglio
    nato a Genova il 18-4-1893
    torturato e poi fucilato a Parma il 14-5-1944 dalla Guardia Nazionale Repubblicana

    Frida mia,
    sii forte e coraggiosa. Iddio ti proteggerà. Ti abbraccio con tutta l' anima e con te mia madre, i miei fratelli, la nonna, tutti.
    Prega per me nelle tue preghiere come io dall' alto, dove Dio vorrà mettermi, ti seguirò sempre. Ti lascio un nome intemerato che ha una sola colpa: aver amato la Patria!
    Addio Fida mia, perdonami dei dolori, di tutti i dolori che ti ho dato nella vita.
    Il padre, Abate De Vincentis, mi ha assistito fino all' ultimo, ti dirà di me.
    Coraggio ancora Frida mia Iddio ti farà sopportare tutto. Un ultimo bacio terreno del tuo
    Luigi

    TOMMASO MASI, contadino
    nato a Castelnuovo B. il 10-2-1925
    fucilato a Siena il 13-3-1944 dalla GNR

    Cari genitori e famiglia,
    datevi coraggio ormai mi era destinata non si scancella io vi chiedo perdono che rimarrete dispiacenti.
    Cari genitori ora vi dico addio ci rivedremo in paradiso ora baci a tutta la famiglia.
    per fortuna mi ha sistito il mio capellano
    il vostro figliolo
    Tommaso

    ALDO MEI, sacerdote
    nato a Lucca il 5-3-1912
    fucilato a Lucca il 4-8-1944 dai tedeschi

    Babbo e Mamma,
    state tranquilli, sono sereno in quest' ora solenne. Solamente ho amato come mi è stato possibile. Son condannato a morte:
    1° per aver protetto e nascosto un giovane giudeo a cui volevo salvare l' anima
    2° per aver amministrato i sacramenti ai partigiani, e cioè per aver fatto il prete.
    Lascio il breviario a mio fratello Natalino. Ad Americo e agli altri carissimi tutti di casa non ho in questo momento solenne nulla da lasciare all' infuori di un immenso amore.
    Non piangete o mamma cara, non piangete amatissimo babbo; presto ci rivedremo e godremo il gaudio ineffabile del cielo fuori dagli spaventi di questa lacrimosissima terra.
    A rivederci vi dico, inviandovi un bacio e una benedizione
    vostro Aldo

    FRANCO BALBIS, capitano d' artiglieria
    nato a Torino il 16-10-1911
    torturato e fucilato a Torino il 5-4-1944 assieme ad altri 7, dalla GNR

    Mamma adorata,
    è il tuo Franco che torna a te nel momento supremo per porgerti il suo bacio e per vivere sempre in ispirito nel tuo abbraccio.
    E' questo il tuo figlio a cui hai dato, con la vita, il tuo sangue, il tuo cuore, la tua anima.
    Mi hai allevato nella fede, nell' amore, nella rettitudine, nell' onestà.
    Ti ringrazio mamma cara, per tutto quello che hai fatto per me e ti chiedo oggi perdono per quanto ti ho fatto di male, per i dolori e le ansie che ti ho procurato.
    Mamma colla tua forza d' animo, vincendo momenti difficili della vita, mi fosti sempre d' esempio e di guida; ti chiedo lo sforzo supremo, oggi, di fare altrettanto: non disperarti completamente e rimani serena.
    Iddio terrà conto del tuo sacrificio. Il più grande tormento della mia nuova vita sarebbe quello di sapere che, per causa mia, tu non potessi aver pace.
    Nel momento supremo il tuo nome sarà nel mio cuore e sul mio labbro. Ti abbraccio e ti stringo a me per sempre nella vita e per la morte e mi è bello pensare che arriverò a Dio col tuo perdono e col tuo bacio
    tuo Franco

    LUIGI PIEROBON, studente
    nato a Cittadella (Pd) il 12-4-1922
    fucilato il 12-4-1944 a Padova dalle Brigate nere con altri 12

    A mamma e papà,
    nell' ultimo momento un bacio caro, tanto caro. Ho appena fatto la SS Comunione. Muoio tranquillo. Il Signore mi accolga tra i suoi in cielo. E' l' unico augurio che mi faccio. Pregate per me.
    Saluto tutti i fratelli, Paolo Giorgio, Fernanda,Giovanni, Alberto, Giuliana. Saluto lo zio Giovanni, tutti gli zii e le zie.
    Un bacio a tutti.
    Il padre qui presente che mi assiste vi dirà i miei ultimi desideri.
    Un bacio caro
    Luigi Pierobon

    LUCIANO PRADOLIN, insegnante
    nato a Tramonti di S. (Ud) il 28-2-1921
    fucilato a Udine l' 11-2-1945 con altri 22 dai fascisti

    Carissimo Rino,
    come vedi tutte le speranze sono svanite. Questa è la sorte di quelli che hanno un idea.
    Ma è proprio fatale che tutti coloro che hanno un ideale debbano fare questa fine?
    O miseri, o codardi figlioli, cosi dice ormai il Leopardi.
    Unica cosa che mi sostiene è la fede in Dio e la sicurezza che la mia copscienza è pura e che il mio ideale è sacro.
    Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me, lo so che mi volevi bene e io altrettanto
    ciao
    Luciano

    GIANCARLO PUECHER PASSAVALLI. dottore in legge
    nato a Milano il 23-8-1923
    torturato e fucilato all' isola d' Elba il 21-12-1943 dalle Brigate nere
    Figlio di Giorgio, deportato al campo di Mauthausen e ivi deceduto.

    Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e ai miei compagni. Iddio mi ha voluto...accetto con rassegnazione il suo volere.
    Non piangetemi ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono.
    Viva l' Italia.
    Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia mamma che mi educò e mi protesse per i vent' anni della mia vita.
    L' amavo troppo la mia Patria: non la tradite, e voi tutti giovani d' Italia seguite la mia vita e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale.
    Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l' uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia.
    A te Papà l' imperituro grazie per ciò che mi permettesti di fare e mi concedesti.
    Gino e Gianni siano degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita.
    I martiri convalidano la fede in un Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà.
    Baci, Giancarlo

    DOMENICO QUARANTA, studente, tenente di complemento
    nato a Napoli il 3-10-1920
    seviziato e fucilato dai tedeschi con altri 5 a Cairo Montenotte il 16-4-1944

    Carissimi,
    sono morto facendo il mio dovere fino all' ultimo. Avrei desiderato continuare a servire la mia Patria e il mio Re, ma se Dio cosi ha voluto significa che il mio sacrificio valeva più della mia opera futura. Sono quindi contento di aver donato alla Grande Madre il mio corpo, come donai a te Mamma fin dal primo vagito. la mia anima immacolata acciocché Tu la custodissi cosi come Essa da oggi custodirà in eterno i miei resti mortali.
    Sono fiero di aver lottato con le armi in pugno per la gloria del mio Re, come lottai sui libri per dare a Te, mio amatissimo Babbo, quelle soddisfazioni che avrebbero dovuto ricompensare le amarezze e i sacrifici patiti per me.
    A Te Mamma resta il mio spirito che in te vivrà, fin che Tu vivrai; a te Babbo ho dato la più grande soddisfazione, l' orgoglio di poter dire mio figlio è caduto per la libertà della Patria.
    Il dolore che proverete per la mia fine sarà inenarrabile, lo so.
    Sono il vostro unico figlio, l' unico scopo della vostra vita!
    Avete spiati i miei primi passi, mi avete guidato, mi avete sorretto; e di ciò vi ho sempre espressa la mia gratitudine sconfinata, vi ho sempre ammirati, vi ho sempre adorati.
    Consolate però questo dolore col pensiero che vostro figlio ha mantenuto il suo giuramento di fedeltà.
    Nella vita si giura una sola volta.
    Io giurai di essere fedele al Re e di combattere per il bene della Patria. Ciò ho fatto e ne sono fierissimo.
    I miei ultimi pensieri sono stati per la Patria, per il Re, e per Voi.
    I mie ultimi baci sono stati per il Santo Tricolore e per Voi.
    Addio
    Mimmo

    GIUSEPPE SALMOIRAGO, commerciante
    nato a Varallo Sesia il 15-5-1903
    fucilato senza processo a Vico Canavese con altri 6 il 15-10-1944
    dai tedeschi

    Cara moglie e bambine,
    non piangete e siate orgogliose del vostro caro marito e padre.
    A 18 anni feci 18 mesi di carcere e ora a 41 do la mia vita per il miop ideale e per la libertà della nostra patria.
    Vi mando il mio ultimo saluto, il mio forte abbraccio, a te moglie mia cara, alla piccola Iucci e a te cara Adriana;
    falle tanto coraggio alla mamma
    vostro padre e marito
    Giuseppe Salmoirago

    REMO SOTTILI, vicebrigadiere dell' Arma dei Carabinieri
    nato a Reggello (Fi) il 23-8-1911
    imprigionato dai fascisti della Muti, inviato in Germania fugge dal campo di lavoro presso Monaco. Catturato e fucilato senza processo con altri due compagni di fuga il 29-8-1944

    Liliana cara,
    in fretta e furia ti posso scrivere queste righe dopo tanto silenzio.
    Per molto tempo certamente non ci vedremo perché sono in carcere.
    Fatti quindi coraggio, non avvilirti, sii forte e trova conforto nei due bimbi che hai con te. Cerca di cusotodirli meglio che puoi e che pensino al babbo lontano.
    Ti amo tanto Liliana. Baci a te e ai bimbi, al babbo e alla mamma.
    Ciao, prega per me che ne ho bisogno
    Tuo Remo

    VITTORIO TASSI, carabiniere
    nato il 1-5-1903 a Radicofani (Si)
    comandante partigiano
    torurato e fucilato dai tedeschi il 17-6-1944 presso Chianciano

    Cara Olga,
    oggi 17 alle ore 7, fucilati innocenti. La mia salma si trova di qua dal fiume di qua dalla scuola o cantoniera dove sta Albegno.
    Cara Olga ti raccomando i nostri figli confortali e vogliali bene quanto gliene volevo io.
    Come ti ripeto tu puoi prendere la mia salma anche a mezzogiorno di quest' oggi stesso, io mi son tanto raccomandato ma è stato impossibile intenerire questi cuori.
    Perdonami se qualche volta sono stato cattivo con te ma ti faccio presente che ti ho sempre voluto tanto bene.
    tuo Vittorio

    GUERRINO SBARDELLA, tipografo
    nato a Colonna (Roma) il 4-1-1916
    condotto il 2-2-1944 a Forte Bravetta per esser fucilato.
    Poiché il plotone della PAI (Polizia Africa italiana) spara a terra, viene ucciso con un colpo alla nuca da un ufficiale tedesco.

    Mia adorata moglie,
    ti scrivo pochi istanti prima di morire chiedendoti perdono per questo grande dolore che ti reco, perdonami e prega per l' anima mia. Insegna ai miei figli a pregare per me il Signore Misericordioso.
    Baciami tutti i giorni i miei bambini dicendo loro quanto bene gli abbia voluto e amali anche per me.
    Ricordati che io ti ho amata e morrò amandoti
    Tanti baci dall' anima mia
    Guerrino

    IRMA MARCHIANI, casalinga
    nata a Firenze il 6-2-1911
    fucilata a Pavullo da plotone tedesco il 26-11-1944

    Mia adorata Pally,
    sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno.
    Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nome della nostra famiglia.
    Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto.
    Ora sono qui...fra poco non sarò più, muoio sicura di aver fatto quanto era possibile affinché la libertà trionfasse.
    Baci, baci dal tuo e vostro paggetto
    Irma
    p.s. vorrei essere seppellita a Sestola.

    ------------------------------------------------------------------------------------
    Gianni Guelfi

  2. #2
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    Ricordi molto male, il forum era questo...
    http://www.politicaonline.net/forum/...hlight=lettere

  3. #3
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    In tanti ormai provano a confondere i Liberatori con gli oppressori, i democratici con i fascisti, i liberali con i gassatori di ebrei...

    Ma non c'è storia. Anzi la storia c'è stata ed ha dato il suo verdetto. Che per nostra fortuna é stato la Liberazione.

    La colonna partigiana che vide mio nonno entrare a Milano dai laghi lo fece tra due ali di folla festante, e mentre Pertini si occupava di mantenere l'ordine pubblico utilizzando i militari dell'esercito italiano (tra cui ci sarebbe stato l'altro mio nonno se non fosse morto pochi mesi prima sotto le bombe alleate), nelle piazze la gente poteva riassaporare dopo venti anni e forse come non mai, il profumo della primavera e della libertà.

    È quel giorno che oggi si festeggia, e che ci ha permesso di essere liberi ed indipendenti come mai in passato.

    W la Resistenza, W la Liberazione, W l'Italia Liberata!

  4. #4
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    Ma quale profumo di primavera.
    E' stata una guerra civile con orrori e crudeltà.
    I veri intellettuali onesti aborrono il 25 Aprile.
    Quale festa vi può essere in una data che ricorda spargimenti di sangue?

    I Veri liberali non festeggiano.
    Testimoniano la libertà con il silenzio.

  5. #5
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    E' inutile che fai dietrologia sediziosa.
    Io non m'identifico proprio con nessuno.
    Mangio libri di popper per colazione e non prendo lezioni da nessuno.
    Festeggio a modo mio, stando in silenzio.
    Cordiali saluti
    DucadeiFalchi

  6. #6
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    I morti, tantissimi, i lutti, le privazioni c'erano eccome ma quel 25 aprile fu la data in cui il Popolo Italiano riuscì a far cadere quell'orrore che le causava e che opprimeva gli italiani da venti anni.

    La Festa del 25 aprile può essere vissuta in silenzio, scelta rispettosa e rispettabile. Io preferisco, se ne ho la possibilità, scendere in piazza accanto alle associazioni partigiane. Quei nonnetti, chi con la sciarpa, chi con il foulard, chi con la tromba, rappresentano ancora l'Italia che si è liberata, e stare accanto a loro è il modo che ritengo migliore per festeggiare la Liberazione.

    Definire la Liberazione una guerra civile è riduttivo e non pone bene i termini dello scontro: da una parte i fascisti e i nazisti dall'altra i democratici. Hanno vinto la guerra i secondi e ci hanno regalato la Democrazia.

  7. #7
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    Predefinito

    Grazie PFB di aver corretto il mio errore ricordandomi che il forum dove avevo già postato quel messaggio è proprio questo.
    Apprezzo anche che tu ci abbia spiegato a chiare lettere cosa sono l' antisemitismo, l' antisionismo e l' antigiudaismo.
    Ora finalmente sappiamo che siamo liberi di criticare apertamente la politica guerrafondaia di Sharon, basta stare attenti a non dargli del semita del giudeo o del sionista. Cosa che del resto io non ho mai fatto.

    Mi fa altresi piacere che Frà Dolcino abbia riconosciuto un suo avo tra i nominativi del mio post.
    Hai ragione Marco, la libertà è l' unico bene per il quale val la pena combattere.
    Ecco, in un altra lettera del libro, cosa scrisse alla famiglia Pietro Benedetti, 41 anni, militante del PCI, poco prima di essere fucilato: "Amate la libertà e ricordate che questo bene deve eser pagato con continui sacrifici, qualche volta con la vita"

    cordiali saluti ad entrambi

    gianni guelfi

 

 

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