«Articolo 18, il referendum non è la via giusta». La Cgil però orientata a votare sì
di Felicia Masocco


La Cgil si orienta a dire sì al referendum per l’estensione dell’articolo 18 alle imprese con meno di 16 dipendenti. Di ufficiale non c’è nulla, a decidere sarà il direttivo convocato per il 6 e il 7 maggio, ma nel corso di una riunione di segreteria è stato il leader Guglielmo Epifani ad esprimere un’indicazione in tal senso. O meglio: a proporre al resto della segreteria di presentarsi davanti al «parlamentino» con la proposta di appoggiare il referendum ottenendo il consenso di cinque membri, più i due di «Lavoro e società» tra i promotori della consultazioni, mentre altri cinque propenderebbero per uno sbocco diverso.

Non è stata una decisione facile per Epifani che resta convinto che la via legislativa resti la via maestra e che il referendum è uno strumento sbagliato, che divide: ed è quanto avrebbe premesso parlando ai suoi. Per poi arrivare alla conclusione che schierarsi per il sì potrà dare più forza alle quattro proposte di legge presentate dalla Cgil. Un sì per le riforme, dunque, il filo conduttore è questo. Nonostante le diversità di posizioni la discussione è stata serena e anche tra i segretari fautori del sì non mancano argomenti diversi.

Se ne riparlerà ancora il 5 maggio in una nuova riunione di segreteria in cui si porterà a conclusione la discussione iniziata oggi. Quindi il direttivo per la decisione finale che, verosimilmente, verrà presa a maggioranza.

Numerose le categorie che, più o meno apertamente, si sono già schierate per il sì: i metalmeccanici della Fiom sono schierati fin dal primo giorno e hanno anche raccolto le firme, orientati allo stesso modo sono gli alimentaristi della Flai, una decisione analoga è attesa dal Pubblico impiego e dalla scuola. A queste dovrebbero aggiungersi i Trasporti. Inoltre l’appoggio al referendum verrebbe anche da importanti strutture territoriali, come l’Emilia Romagna, la Lombardia, la Toscana, il Lazio, la Campania, la Puglia e da molte Camere del lavoro cittadine. Si attendono conferme, ovviamente, voti formali ancora non ce ne sono stati.

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