Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Quando gli USA contribuirono al massacro dei Cattolici messicani

    Quando gli USA contribuirono al massacro dei Cattolici messicani

    Nazareno Padellaro, un biografo di Papa Pio XII, scriveva: "Nessuna pietà
    per le vittime del Messico: tutta la pietà per quelle dei tedeschi. E finta
    pietà per le vittime dei russi: quest'ultimi, infatti, troppo disturbano i
    capitalisti, perchè non siano denunziati alle anime timorate" (³Pio XII²,
    SAIE, Torino 1956, pag. 108).

    Il Padellaro si riferisce alla persecuzione dei Cattolici in Messico, negli
    anni ¹20, condotta dal governo massonico di quel Paese con l¹aperto sostegno
    degli USA (cfr. Paolo Gulisano, ³Cristeros! L¹insorgenza cattolica popolare
    in Messico, 1926-1929², Il Cerchio, Rimini 1996). I contadini messicani,
    chiamati Cristeros perchè insorsero contro la tirannide massonica in nome di
    Cristo Re, ricordarono l¹eroismo degli Insorgenti antigiacobini della
    Vandea, del Tirolo e degli Stati preunitari italiani.

    A proposito dell¹insorgenza antimassonica dei Cristeros, Don Luigi Ziliani,
    nel libro: ³Messico martire. Storia della persecuzione. Eroi e Martiri di
    Cristo Re² (Roma 1938, Anonima Libreria Cattolica Italiana), dopo aver
    riportato una dichiarazione del Presidente Teodoro Rooevelt: ³L¹assorbimento
    dell¹America latina è difficile finchè sarà cattolica², commentava: «Il
    Messico è la prima muraglia che gli Stati Uniti vogliono abbattere per
    inondare l'America latina colla loro civiltà del dollaro. Nessuna meraviglia
    che massoneria e protestantesimo si siano collegati per sostenere Calles
    nella sua opera assassina della Chiesa e della Patria».
    Il sacerdote riportava poi una dichiarazione del senatore repubblicano Hiram
    Johnson, del gennaio 1929: ³Io penso che gli Stati Uniti non devono essere
    un brodo di coltura per gl¹incapaci ed i vili delle altre nazioni. Noi non
    abbiamo bisogno di lavoratori, ma soltanto di servitori².
    A queste parole, don Ziliani rispondeva con un impeto che certamente si
    discosta dal ³politicamente corretto² dei nostri giorni: «Questo è parlare
    chiaro. L'ideale americano dunque è di mettere le manette a tutte le altre
    nazioni, che devono produrre solo servitori per gli Stati Uniti. Per questi
    adoratori del dollaro noi tutti siamo dei paria, che devono servire,
    contenti delle briciole buttate a terra dalle tavole dei ricchi epuloni.
    (?) I superuomini americani sono andati più in là. Il Congresso dei National
    Foreign Trade tenuto a Los Angeles nel giugno 1930 ha dichiarato il suo
    programma di assorbimento nettamente imperialista: ³E¹ venuto il tempo per
    gli uomini di affari che hanno visioni nette, di unirsi per trasferire
    all¹emisfero occidentale la supremazia industriale, economica, culturale,
    che va scomparendo dalla vecchia Europa².
    Nientemeno! Quei mercanti di grassi, di lubrificanti, di carne in conserva e
    di legacci per scarpe hanno pretese intellettuali, e si preparano alla
    successione di Europa data per moribonda. Quei re del grano, dell¹acciaio,
    del petrolio e delle automobili alzano i tacchi e montano in cattedra. Tutta
    quella gente che sa di sapone e di corda, vuole spostare l¹asse della
    civiltà latina, e per questo cristiana, con una semplice leva elettrica.
    Bisogna prenderli sul serio? Quella sarebbe una civiltà di pazzi. E¹ certo
    però che oggi la dottrina di Monroe: ³L¹America per gli americani² sta
    elaborandosi nella nuova formula: ³tutta l¹America e tutto il mondo per il
    Nord America². Nella loro insaziabile voracità gli Stati Uniti sono convinti
    che mangeranno tutto, perché è la loro ora. Poi verrà sicuramente l¹ora
    dell¹indigestione».
    Con la complicità degli Stati Uniti, i massoni che governavano il Messico
    sterminarono migliaia di cattolici messicani, tra cui innumerevoli sacerdoti
    fucilati dalle truppe rivoluzionarie, come Padre Michele Pro; la Chiesa
    Cattolica in Messico conobbe le stesse tribolazioni patite durante la
    Rivoluzione Francese in Europa. Ovviamente l¹olocausto del cattolicesimo
    messicano è stato dimenticato dalla cultura ufficiale; come scriveva
    Padellaro, ³Nessuna pietà per le vittime del Messico: tutta la pietà per
    quelle dei tedeschi; e finta pietà per le vittime dei russi².

    VIVA CRISTO RE!


    "Centro studi Giuseppe Federici"
    via Sarzana 86 - 47828 San Martino dei Mulini (RN)
    Tel. 0541.758961 - Fax 0541.757231
    E-mail: centrostudi.federici@libero.it
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Morire in nome di Cristo Re



    la persecuzione del governo messicano contro la Chiesa



    Un famoso adagio del Centro America così recita: “Povero Messico, così lontano da Dio, e così vicino agli Stati Uniti”. In realtà, a Dio il Messico è sempre stato più vicino di tante nazioni occidentali. Ma è purtroppo vero che i suoi 2.600 chilometri di frontiera in comune con l’impero del dollaro hanno sempre segnato la spogliazione dell’antica identità ispanica del Messico. Gli Yankees si appropriarono del Texas, dell’Arizona, della California e del Nevada, rapinandoli ai loro vicini, riuscendo persino a passare per “liberatori”. In realtà essi esercitavano nei territori a loro soggetti ancora la schiavitù, che il cattolico Messico odiava ed aveva abolita da tempo.

    Le motivazioni dell’espansionismo colonialista yankee erano certamente economiche (il Texas dotato di grandi risorse per essere adeguatamente sfruttato dal capitalismo del Nord doveva essere tolto al Messico) , ma non mancavano quelle religiose che si evidenziano in un odio radicato, venato da sfumature razziste, del protestantesimo nord-americano contro il cattolicesimo messicano.

    I novanta anni che separano Fort Alamo dalla rivolta dei Cristeros sono contrassegnati dalla opprimente interferenza statunitense nella vita politica messicana, al punto che si può dire che non vi sia stata caduta o ascesa di un sol uomo politico che non fosse stata pianificata a Waschington. Elemento decisivo del cambio della guardia a Città del Messico era ed è un esercito di vocazione golpista, totalmente nelle mani delle logge. Un esercito costituito al 40% da ufficiali, dei quali 90% iniziato in massoneria. Mario Appelius, il noto giornalista radiofonico italiano, scriveva nel 1920: “In Messico non c’è il bolscevismo…il Messico è in questo momento un potenziale della II internazionale social-massonica governato da un Herriot nelle vesti di un generale messicano.”

    Non è del resto da sottacere il fatto che le logge messicane avevano ed hanno come loro occulti referenti i Grandi Maestri di quelle statunitensi, alle quali è del resto affiliata la maggioranza dei banchieri, dei diplomatici e dei Presidenti (come è il caso di Bush e Clinton). Nel 1926, a capo del Messico c’è una terna di massoni: Calles, Obregon e Marones. Costoro, d’accordo con pescicani come Morgan e diplomatici come Morrow, decidono di rivoluzionare il Modus vivendi tradizionale del popolo messicano.

    Produttore di materie prime e ricco petrolio, minerali e produttori agricoli, il Messico viene stretto in una morsa economico –militare dagli USA che riescono a succhiare enormi quantità di petrolio a prezzi stracciati e addirittura ad esportare i loro cereali in uno Stato già esuberante di produzione agricola. In cambio di questo incredibile sfruttamento, gli Yankees offrono ai generali massoni ogni tipo di assistenza logistica e bellica per tener salde le loro poltrone.

    Il programma di Calles è infatti molto esplicito: “Il mio programma è costruttivo e logico - egli afferma – in ogni caso non sarà mai ostile alla proprietà e al capitale”. Si può ben capire, quindi, perché gli affaristi stranieri salutano la sua ascesa come “la roccia di bronzo su cui riposano l’ordine e la pace” e perché l’ambasciatore americano Sheffield lo giudichi il miglior Presidente dopo Portfirio Diaz. Il giudizio, poi, diventa apologetico quando Calles straccia le precedenti disposizioni di Huerta in materia di protezionismo petrolifero, con la concessione agli USA di un uno sfruttamento semigratuito delle risorse messicane.

    Nel 1925 Calles sborsa ai banchieri americani tutte le obbligazioni, impegnandosi in un opera di vigile tutela degli interessi yankee in Messico, che, del resto, era attuata d’intesa col grande capitale messicano rappresentato da Pani, Manuel Tellez, Montes de Oca. Del Pari, il rappresentante ufficiale degli USA, Morrow, altro non è che un agente dichiarato di Morgan. Egli instaura col confratello Calles un’amicizia personale inossidabile, al punto che Vasconcelos battezza Morrow col titolo di “proconsole”. Ed è Morrow a giocare un ruolo essenziale nel conflitto politico-religioso che si va espandendo con la rivolta dei Cristeros.

    Al riguardo in un interessante libro di Huges Keraly, un certo Pablo dice all’autore del volume: “Senza gli Stati Uniti d’America, i Messicani oggi avrebbero potuto usufruire di un governo cattolico, sorto dall’insurrezione cristera, Avremmo un Messico prospero e autosufficiente. Gli Americani non hanno voluto. Essi hanno i loro piedi (compresi quelli militari) nella bilancia di una Rivoluzione di agitatori sanguinari e corrotti, Le loro motivazioni non erano soltanto ideologiche. Il Messico esangue è un eccellente terreno di caccia per gli affaristi, i banchieri, i re del petrolio. I Messicani vivono ogni giorno in silenzio questa umiliazione”.

    Nel settembre 1927, Luis Bustos così scrive ai dirigenti della Lega Nazionale per la Difesa della Libertà Religiosa di Città del Messico: “Gli Stati Uniti non ammettono e non ammetteranno mai che il movimento contro l’attuale regime sia di carattere cattolico: al punto che né i prelati americani, né i cattolici, né i potenti banchieri o petrolieri gli porteranno il minimo aiuto. Qualunque sia il sentimento degli uomini che occupano la Casa Bianca, costoro dovranno sottomettersi ai riflessi anticattolici dell’enorme maggioranza dei cittadini americani”.

    L’anticattolicesimo yankee si esplica chiaramente nei tre anni eroici della Cristiana, quando né un fucile né una cartuccia riescono a passare la frontiera in direzione della guerriglia . Al contrario, al governo di Calles perviene tutto l’appoggio militare possibile da parte di Waschington: camions, battelli, treni interi carichi di armi e munizioni partivano dagli Stati Uniti per rifornire le truppe di Calles, coadiuvante da piloti e carristi.

    Mons. Josè de Jesusu Manriquez il 13/2/1929 scrive dal suo esilio : ”Nessuno deve stupirsi che i Liberatori cattolici non abbiano ancora trionfato, dal momento che essi non combattono soltanto contro le orde della tirannia, ma anche contro la potente Nazione del nord e tutta l’armata anticristiana che pretende di finirla col cattolicesimo messicano”.

    Tre anni prima, mons. Curley, arcivescovo di Baltimora aveva scritto: “Carranza e Obrebon hanno regnato nel Messico grazie all’appoggio di Waschington. Le mitragliatrici che hanno aperto il fuoco, qualche settimana fa, contro il clero e i fedeli di San Luis Potosi eranoi mitragliatrici nordamericane. I fucili che erano stati utilizzati contro le donne a Città del Messico, per profanare la Chiesa della Sacra Famiglia, provenivano dal nostro paese. Siamo noi, grazie al nostro governo, ad armare gli assassini professionisti di Calles, a sostenerli in questo abominevole piano teso a distruggere l’idea stessa di Dio nel Cuore di milioni di ragazzi messicani.”

    L’arcivescovo di San Antonio, Mons. Drossaerts, è ancora più esplicito: “Non abbiamo forse appoggiato l’odioso Carranza? Non abbiamo sostenuto quel vecchio bandito di Pancho Villa? Non abbiamo elevato alla Presidenza della Repubblica Alvaro Obregon? Non ci stiamo comprando l’amicizia di Calles procurandogli gli aerei con i quali bombarda oggi gli er0oi che muoiono per la loro fede nello Stato di Jalisco?…E’ lo schiacciante potere degli Stati Uniti che porta un sostegno illimitato ai bolscevichi messicani invitando il suo ambasciatore ad onorare Calles, sorvegliando scrupolosamente le proprie frontiere per proibire la più alla piccola cassa di munizioni di cadere nelle mani degli eroi che lottano per il oro onore e per la libertà.”

    “Yankee, io muoio per colpa tua” gridani i soldati di Cristo Re. Ma dietro gli yankees vi sono le ombre dei fratelli delle logge e, purtroppo, della gran maggioranza dei vescovi.

    Il Messico è oggi il solo Paese del mondo occidentale in cui ai sacerdoti cattolici sia vietato di indossare l’abito talare. D’altro canto al potere in Messico è rimasto , sino a pochi mesi or sono, il partito fondato da Calles alla fine degli anni Venti. Il che significa che la tradizione laico-massonica non è mai venuta meno i settant’anni di gestione dello Stato.

    E’ dal 1911 che l’anticlericalismo comincia ad essere codificato. Nel 1917 la Costituzione Rivoluzionaria, ancor oggi in vigore, accentra nelle mani dello Stato ogni forma aggregativi: vengono eliminati ogni corpo intermedio e gli stessi sindacati cattolici. Ma è a partire dal ’24 che l’anticattolicesimo assume un carattere apocalittico. Da quel momento, il chiodo fisso di Calles e dei suoi fautori interni ed esterni è quello di fare a pezzi la Chiesa e la sua Dottrina Sociale. A fucilate impongono quella forma agraria di tipo “cittadino” che rovina il mondo rurale. Poi impongono una educazione ultra-laicista, per non dire autenticamente atea, alle scuole che devono essere “statali, gratuite e obbligatorie”. Si passa poi all’azione diretta contro la Chiesa e il culto, al punto che è vietato salutarsi con il classico Adios in quanto allusione filo-religiosa. Il generale Ortiz, noto macellaio callista, fa fucilare un soldato perché portava al collo, sotto la camicia, una medaglia con la Vergine di Guadalupe.

    Una legge del 28/2/25 a Tabasco proibisce l’esercizio del ministero ai sacerdoti non in possesso dei seguenti requisiti: 1) Essere Tabascheno o Messicano di nascita; 2) Aver più di 40 anni; 3) Aver fatto gli studi di ogni grado presso le scuole (atee) dello Stato; 5) Essere sposati; 6) non aver subito alcun procedimento giudiziario.

    Nell’estate del ’26 gli sgerri di Calles affiggono sulle porte delle Chiese la seguente ordinanza: art. 1) 50 pesos d’ammenda e 1 anno di prigione per chi fa suonare la campane di una Chiesa; art. 2) stessa pena per chi insegna a pregare i propri figli; art. 3) stessa pena per chi sarà sorpreso a conservare santini religiosi; art. 4) idem per chi porta medagliette religiose su di sé. E così di seguito si no all’art. 30).

    La legge del 14/6/26 è il colpo finale: espulsione delle congregazioni religiose, inventario e confisca dei beni ecclesiastici, messa fuorilegge di ogni tipo di organizzazione non controllata dallo Stato ed, infine, stato giuridico dei sacerdoti quali dipendenti dallo Stato. E’ la Costituzione civile del Clero di giacobina memoria. Per chi non ubbidisce c’è la tortura e la morte.

    La reazione cattolica si muove allora su due binari ben precisi, d’accordo con la Gerarchia: 1) il boicottaggio economico; 2) la sospensione del culto religioso.

    Il governo reagisce con una violenza senza limiti. Decine di militanti cattolici vengono assassinati. La guerra civile è inevitabile. La parola, per i cattolici, è alle armi, in una guerra in difesa di sé stessi e della Religione. E mentre in clero tentenna, i valorosi della Crociati della Cristiada combattono e muoiono in nome di Cristo Re.

    Le Gerarchie intanto, calpestando ogni senso di dignità e lealtà, dopo l’assassinio di vescovi e preti, ordina ai sacerdoti di non aderire alle formazioni dei Cristeros e ai parroci di campagna di trasferirsi in città. Solo 110 preti su 3.500, disobbediscono e raggiungono i Crociati, che vanno al combattimento ed alla morte forti del solo sacramento battesimale. Gli uomini della Brigata Quintanar così rispondono al vicario episcopale che chiede loro di farsi evangelicamente sgozzare: “Senza il vostro permesso e senza il vostro ordine, ci siamo lanciati in questa lotta benedetta per la libertà religiosa. Ed è senza il vostro permesso ed il vostro ordine che noi la proseguiremo fino alla vittoria o alla morte. Viva Cristo Re! Viva la Vergine di Guadalupe! Viva il Messico!”.

    Dopo tre anni di battaglie, i Crociati sono ormai vittoriosi sul piano militare. I governativi sono in rotta e la loro sconfitta definitiva è vicinissima. Ed è allora che si consuma uno dei tradimenti più infamanti della storia, quello per cui il Papa dovrebbe chiedere scusa ai cattolici messicani, invece che agli ebrei.

    Pio XI cerca a tutti i costi un accordo con i massoni e gli americani. Il suo legato apostolico, Mos. Crespi, moltiplica le concessioni agli assassini anticristiani senza ottenere nulla in cambio. Il 21/6/29, il Vaticano , nonostante le vittorie militari dei cattolici, fa un passo mortale e sigla i famigerati Arreglos con Calles, tesi a porre fine alla Cristiana, svendendo letteralmente i Crociati alla massoneria. Inizia così la grande mattanza contro i guerriglieri di Cristo Re. Sorgono le colonne neo-giacobine dei Defanatizzatori, che riempiono cesti di vimini con le teste tagliate dei cattolici . Al grido ci “Viva Satana nostro padre” sono finalmente liberi di vendicare la morte del loro colonnello Mano Nera, ucciso in combattimento dai Cristeros mentre urla “Via il Demonio!”. Nel giro di qualche settimana cinquemila Cristeros vengono massacrati.

    Grazie alla diplomazia vaticana, la “questione cattolica” in Messico la sua soluzione finale.

    Pino Tosca
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito




    COMANDATI DELL'ESERCITO DI CRISTO RE





    PUGNALE D'ORDINANZA NELL'ESERCITO DEI CRISTEROS
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    I "cristeros" messicani (1926-1929)

    di Oscar Sanguinetti



    1. Per una civiltà cattolica iberoamericana

    La rivolta dei cristeros inizia nel 1926 e si conclude, anche se non definitivamente, nel 1929. E cristeros deriva da Cristos Reyes, i "Cristi-Re", come gli avversari definivano con intento spregiativo gli insorti cattolici che combattevano al grido di "Viva Cristo Re!", riprendendo il tema della regalità di Cristo, all'epoca molto popolare e in sintonia con l'enciclica sull'istituzione della festa di Cristo Re Quas primas, pubblicata nel 1925 da Papa Pio XI (1922-1939).

    Nel Messico, nei secoli seguenti la scoperta e la conquista dell'America, era avvenuta una feconda fusione fra cattolicesimo e cultura indigena. La civiltà iberoamericana, una miscela di elementi senza eguali nel tempo e nello spazio, vi aveva dato frutti di grande originalità in tutti i campi, compresi quelli delle arti figurative e della musica. All'inizio del secolo XX questa cultura, con una religiosità luminosa, pubblica, sopravvive ancora, anche se allo stato residuale e subalterno, nei ceti popolari e rurali, mentre le classi alte e il ceto politico e intellettuale hanno ampiamente assorbito le idee illuministiche e liberali. Dagli inizi del secolo alla guida della repubblica presidenziale federale messicana, per lo più a seguito di colpi di Stato e di guerre civili, si era avvicendata una serie di generali o di despoti, espressione della fazione di volta in volta vincente all'interno dell'unico e intoccabile establishment massonico e laicista, prevalso nella seconda metà dell'Ottocento. Quando scoppia l'insurrezione cattolica è al potere un generale, Plutarco Elías Calles (1877-1945), che pratica una politica rigidamente "modernizzatrice" - il suo partito si autodefinisce "rivoluzionario istituzionale" -, filostatunitense e con simpatie per il nascente socialismo latinoamericano. Questa politica porta il governo messicano a inasprire la lotta contro la Chiesa, vista non solo come centro sovranazionale di diffusione dell'"oppio del popolo" - secondo il cliché laicista - ma pure come bastione della conservazione e come ostacolo al latente totalitarismo statale. Il regime di Calles si differenzia dai precedenti per lo stile, il pugno di ferro, lo spirito da scontro epocale che egli ostenta, anche personalmente, nel realizzare la sua politica e che gli varrà, fra i cattolici, il nomignolo di "Nerone".



    2. Il conflitto fra Stato e Chiesa

    Nel 1917 il governo di Venustiano Carranza (1859-1920) vara una costituzione fortemente laicistica, che però non viene mai applicata. Nel 1926 il Governo Calles ordina ai governatori dei diversi Stati di emanare decreti volti a far applicare il dettato costituzionale in materia di disciplina dei culti. Essi prevedevano, di fatto, la radicale separazione fra Chiesa e Stato, la completa scristianizzazione dei luoghi pubblici - tribunali, scuole, e così via -, l'esproprio totale degli edifici di culto e dei seminari, la proibizione dei voti e degli ordini religiosi, la trasformazione del clero in un corpo di funzionari statali e il "numero chiuso" per lo stesso clero, che doveva essere messicano di nascita, sancendo così l'espulsione dei missionari stranieri. Nel 1925 il Governo, mentre favorisce la diffusione delle missioni protestanti nordamericane, tenta anche - ma invano, a causa della reazione dei cattolici -, di dar vita a una Chiesa Nazionale separata da Roma. Le violenze poliziesche seguenti il tentativo di applicare la nuova disciplina antiecclesiastica, in vigore dal 31 luglio 1926, generano immediatamente la reazione del mondo cattolico, che dà vita a una Lega Nazionale di Difesa della Libertà Religiosa. L'episcopato messicano, in sintonia con la Segreteria di Stato vaticana, retta dal card. Pietro Gasparri (1852-1934), dopo diversi tentativi, falliti, di resistenza legale non violenta - scioperi, boicottaggi e petizioni popolari -, ritiene di reagire alla escalation del terrorismo governativo con un provvedimento inusitato e clamoroso: in segno di protesta sospende completamente l'esercizio del culto pubblico. L'atto, senz'altro legittimo, si rivela però imprudente perché non teneva conto della determinazione degli ambienti governativi di andare fino in fondo nell'affermare il proprio controllo sulla Chiesa - anche se prove in questo senso non erano mancate negli anni precedenti - e, soprattutto, sottovalutava l'impatto che la sospensione del culto avrebbe avuto sul vissuto popolare quotidiano, specialmente dei più umili. Infatti, la cultura del popolo, profondamente nutrita di Bibbia e di leggende religiose, caratterizzata da una forte tensione escatologica, vivacizzata da un'intensa e diffusa pratica devozionale, interpretava consuetamente gli avvenimenti all'interno di categorie che si potrebbero definire "mistiche" e "apocalittiche". Anche la persecuzione di Calles viene dunque letta come l'abbattersi di un flagello biblico, e con altrettanto spirito apocalittico nasce nel popolo la convinzione che occorra reagire, come i fratelli Maccabei, impugnando le armi per ripristinare la giustizia violata.



    3. L'insurrezione

    Fin dai giorni immediatamente seguenti la sospensione del culto, in più di uno Stato, iniziano ad accendersi focolai di sollevazione. La Santa Sede si oppone alla rivolta armata, l'episcopato non la promuove né l'appoggia. Il mondo cattolico ufficiale - la Lega Nazionale di Difesa della Libertà Religiosa - persiste nell'azione di resistenza legale, che viene repressa con ancora maggiore asprezza: i federali non fanno distinzioni troppo sottili fra cristeros e circoli di Azione Cattolica, il che provoca innumerevoli martiri, particolarmente fra il clero. Il più noto è il sacerdote gesuita Miguel Agustín Pro (1891-1927), beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 25 settembre 1988.

    Dall'agosto del 1926 i focolai di rivolta diventano un incendio che divampa in quasi tutti gli Stati della federazione. Comunità intere si sollevano in massa. Clan familiari e confraternite laicali si danno alla macchia sulle montagne, da dove attaccano le truppe federali e le formazioni irregolari filogovernative, i cosiddetti "agraristi". Lo scontro è fin da subito violentissimo. Contro i ribelli - che gli avversari disprezzano come esseri subumani -, numerosi ma male armati e privi d'inquadramento militare, il Governo mobilita le truppe migliori dell'esercito nazionale, inclusa l'aviazione. Cionostante, i cristeros, forti dell'appoggio popolare e praticando la guerriglia, infliggono gravi perdite ai federali e aumentano, passando a controllare e ad amministrare aree sempre più vaste del territorio nazionale, in particolare nella parte centro-meridionale del paese, negli Stati di Durango, Morelia, Jalisco, Zacatecas, Michoacan, Veracruz, Colima e Oaxaca. Un salto di qualità si ha quando, nel 1927, la guida dell'esercito cristero - che conta circa ventimila uomini - viene presa dall'ex generale federale Enrique Gorostieta Velarde (1891-1929), che aderisce inizialmente alla rivolta più per spirito anticonformista che per convinzione religiosa, ma che maturerà in consapevolezza, prima di essere ucciso a tradimento, in combattimento, il 2 giugno del 1929. Fra il 1927 e il 1928 gli insorti sono in grado di affrontare l'esercito federale in vere e proprie battaglie campali, con impiego dell'artiglieria e della cavalleria. Gli aiuti ai combattenti provengono dalla rete creata dalle famiglie, dalle confraternite e dalle organizzazioni di soccorso. In questa sanguinosa guerra clandestina si distinguono le brigate paramilitari femminili, intitolate a santa Giovanna d'Arco (1412-1431). Il clero - i vescovi, tranne due o tre, sono fuggiti all'estero e i sacerdoti vivono nella clandestinità - è pressoché assente fra i combattenti, che devono supplire alla mancanza dei sacramenti con la preghiera, soprattutto con la recita del rosario e dei salmi e con la devozione ai santi patroni. Alla fine del 1928 per i federali comincia a profilarsi il fantasma di una sconfitta sul campo: non riescono più a sostenere il peso della guerra civile su tanti fronti e, soprattutto, sembrano stanchi del terrore su vasta scala, che hanno scatenato contro il loro stesso popolo. Grandi battaglie hanno luogo agli inizi del 1929 - la maggiore è quella di Tepatitlán, nello Stato di Jalisco, il 19 aprile - e il movimento cristero, che conta circa cinquantamila combattenti, è molto vicino alla vittoria.



    4. Gli "Arreglos" e la "Segunda"

    Davanti alle crescenti difficoltà di domare l'insorgenza, il Governo fa balenare la possibilità di una tregua e i vertici cattolici, che non comprendono la guerra dei cristeros e sono sempre rimasti in spasmodica attesa di un segno di buona volontà da parte dell'avversario, raccolgono subito il segnale e accordi, del tutto informali, gli Arreglos, vengono frettolosamente sottoscritti il 22 giugno 1929, con l'attenta e determinante regìa della Segreteria di Stato vaticana, e il culto pubblico riprende. Per la Chiesa e per la popolazione questo costituisce un indubbio sollievo, ma per la sollevazione armata significa la fine.

    Venuto meno il generale consenso popolare, costretti a cedere le armi e a tornare ai propri villaggi, i cristeros si trovano immediatamente esposti alla vendetta, anche privata, dei federali, dal momento che gli Arreglos non contenevano nessuna garanzia a salvaguardia dei combattenti. Mentre la Chiesa non ricupera la sua libertà e, anzi, continua a essere perseguitata, la repressione nei confronti dei combattenti cristiani - soprattutto dei capi e dei quadri -, per lo più contadini, continua ininterrottamente, almeno fino agli anni 1940. Così i cristeros, dopo una ripresa disperata della rivolta fra il 1934 e il 1938 - la cosiddetta Segunda -, quasi scompaiono, talora fisicamente, dalla storia del paese: restano ancora oggi, indomiti, alcuni piccoli nuclei di reduci che pubblicano un periodico, David. Nonostante l'oggettivo appeasement, fra Stato e Chiesa permangono strascichi latenti di quella guerra mai vinta e mai persa, fra i quali può forse venire inquadrata la "misteriosa" uccisione, il 24 maggio del 1993, del card. Juan Jésus Posadas Ocampo (1926-1993), arcivescovo di Guadalajara.

    La guerra dei cristeros, gloriosa e sfortunata, costata dalle settanta alle ottantacinquemila vite umane, sembra essere considerata tanto dalla Chiesa quanto dallo Stato messicani un malaugurato incidente di percorso nel processo di ralliement fra Chiesa e mondo moderno, sì che ricerche storiche, come quella fondamentale dello storico e sociologo francese Jean Meyer, negli anni 1960, hanno incontrato non pochi ostacoli. In realtà, si tratta di una pagina di storia complessa e ancora non del tutto chiarita - a proposito della quale le animosità, soprattutto laicistiche, non si sono ancora placate -, ma altamente significativa. Sul piano storico, siamo di fronte a un episodio dello scontro plurisecolare, nella sua versione armata e popolare, fra la Modernità, con i suoi processi di secolarizzazione delle culture e delle istituzioni politiche a fondamento religioso, e tali culture, pur residualmente di stampo sacrale tradizionale. Sul piano politico, la "lezione messicana" contribuisce all'elaborazione di una nuova strategia della Rivoluzione nei confronti dei cattolici, quella della "mano tesa".



    --------------------------------------------------------------------------------


    Per approfondire: vedi una prima ricostruzione, nel mio La Chiesa e le insorgenze popolari controrivoluzionarie, in AA. VV, Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, a cura di Franco Cardini, 3a ed., Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 1995, pp. 373-407 (pp. 396-401), che fa stato dei risultati della ricerca dello storico e sociologo francese Jean Meyer, da lui stesso condensati nel suo contributo Quando la storia è scritta dai vincitori. Insurrezione vandeana e rivolta dei cristeros messicani: due sollevazioni popolari escluse dalla storia ufficiale e dalla memoria nazionale, in AA. VV., La Vandea, trad. it., Corbaccio, Milano 1995, pp. 234-246; e nell'intervista Messico 1926-1929. La guerra dei "cristeros", a cura di Alver Metalli, in 30 Giorni nella Chiesa e nel mondo, anno VIII, n. 5, maggio 1990, pp. 56-61; vedi pure la rievocazione del padre comboniano Fidel González Fernández, Messico martire, in Litterae Communionis. Rivista mensile di Comunione e Liberazione, anno XX, marzo 1993, pp. 48-50; e Idem, A causa mia, ibid., anno XX, aprile 1993, pp. 50-52; nonché l'intervista della pittrice messicana Dolores Ortega, Il potere e la gloria, a cura di Stefano Maria Paci, in 30 Giorni nella Chiesa e nel mondo, anno XI, n. 3, marzo 1993, pp. 66-70.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

Discussioni Simili

  1. Il massacro di shimabara e l'onore dei samurai cattolici
    Di Sùrsum corda! (POL) nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 08-02-14, 04:42
  2. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 31-08-10, 15:53
  3. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 10-11-08, 19:38
  4. Quando i Cattolici parlavano da Cattolici....
    Di Daltanius nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-04-08, 07:27
  5. a quando il massacro mediatico di follini?
    Di Arthur nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 24-02-07, 12:05

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito