Quando gli USA contribuirono al massacro dei Cattolici messicani
Nazareno Padellaro, un biografo di Papa Pio XII, scriveva: "Nessuna pietà
per le vittime del Messico: tutta la pietà per quelle dei tedeschi. E finta
pietà per le vittime dei russi: quest'ultimi, infatti, troppo disturbano i
capitalisti, perchè non siano denunziati alle anime timorate" (³Pio XII²,
SAIE, Torino 1956, pag. 108).
Il Padellaro si riferisce alla persecuzione dei Cattolici in Messico, negli
anni ¹20, condotta dal governo massonico di quel Paese con l¹aperto sostegno
degli USA (cfr. Paolo Gulisano, ³Cristeros! L¹insorgenza cattolica popolare
in Messico, 1926-1929², Il Cerchio, Rimini 1996). I contadini messicani,
chiamati Cristeros perchè insorsero contro la tirannide massonica in nome di
Cristo Re, ricordarono l¹eroismo degli Insorgenti antigiacobini della
Vandea, del Tirolo e degli Stati preunitari italiani.
A proposito dell¹insorgenza antimassonica dei Cristeros, Don Luigi Ziliani,
nel libro: ³Messico martire. Storia della persecuzione. Eroi e Martiri di
Cristo Re² (Roma 1938, Anonima Libreria Cattolica Italiana), dopo aver
riportato una dichiarazione del Presidente Teodoro Rooevelt: ³L¹assorbimento
dell¹America latina è difficile finchè sarà cattolica², commentava: «Il
Messico è la prima muraglia che gli Stati Uniti vogliono abbattere per
inondare l'America latina colla loro civiltà del dollaro. Nessuna meraviglia
che massoneria e protestantesimo si siano collegati per sostenere Calles
nella sua opera assassina della Chiesa e della Patria».
Il sacerdote riportava poi una dichiarazione del senatore repubblicano Hiram
Johnson, del gennaio 1929: ³Io penso che gli Stati Uniti non devono essere
un brodo di coltura per gl¹incapaci ed i vili delle altre nazioni. Noi non
abbiamo bisogno di lavoratori, ma soltanto di servitori².
A queste parole, don Ziliani rispondeva con un impeto che certamente si
discosta dal ³politicamente corretto² dei nostri giorni: «Questo è parlare
chiaro. L'ideale americano dunque è di mettere le manette a tutte le altre
nazioni, che devono produrre solo servitori per gli Stati Uniti. Per questi
adoratori del dollaro noi tutti siamo dei paria, che devono servire,
contenti delle briciole buttate a terra dalle tavole dei ricchi epuloni.
(?) I superuomini americani sono andati più in là. Il Congresso dei National
Foreign Trade tenuto a Los Angeles nel giugno 1930 ha dichiarato il suo
programma di assorbimento nettamente imperialista: ³E¹ venuto il tempo per
gli uomini di affari che hanno visioni nette, di unirsi per trasferire
all¹emisfero occidentale la supremazia industriale, economica, culturale,
che va scomparendo dalla vecchia Europa².
Nientemeno! Quei mercanti di grassi, di lubrificanti, di carne in conserva e
di legacci per scarpe hanno pretese intellettuali, e si preparano alla
successione di Europa data per moribonda. Quei re del grano, dell¹acciaio,
del petrolio e delle automobili alzano i tacchi e montano in cattedra. Tutta
quella gente che sa di sapone e di corda, vuole spostare l¹asse della
civiltà latina, e per questo cristiana, con una semplice leva elettrica.
Bisogna prenderli sul serio? Quella sarebbe una civiltà di pazzi. E¹ certo
però che oggi la dottrina di Monroe: ³L¹America per gli americani² sta
elaborandosi nella nuova formula: ³tutta l¹America e tutto il mondo per il
Nord America². Nella loro insaziabile voracità gli Stati Uniti sono convinti
che mangeranno tutto, perché è la loro ora. Poi verrà sicuramente l¹ora
dell¹indigestione».
Con la complicità degli Stati Uniti, i massoni che governavano il Messico
sterminarono migliaia di cattolici messicani, tra cui innumerevoli sacerdoti
fucilati dalle truppe rivoluzionarie, come Padre Michele Pro; la Chiesa
Cattolica in Messico conobbe le stesse tribolazioni patite durante la
Rivoluzione Francese in Europa. Ovviamente l¹olocausto del cattolicesimo
messicano è stato dimenticato dalla cultura ufficiale; come scriveva
Padellaro, ³Nessuna pietà per le vittime del Messico: tutta la pietà per
quelle dei tedeschi; e finta pietà per le vittime dei russi².
VIVA CRISTO RE!
"Centro studi Giuseppe Federici"
via Sarzana 86 - 47828 San Martino dei Mulini (RN)
Tel. 0541.758961 - Fax 0541.757231
E-mail: centrostudi.federici@libero.it




Rispondi Citando
