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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito RINASCITA di oggi: 25 aprile 1945 - 25 aprile 2003: 58 anni di occupazione americana

    Credo sia opportuno sfruttare lo spazio di questo forum della Destra Radicale per fare un pò di pubblicità ad un quotidiano che la merita veramente: RINASCITA.

    Il numero di oggi titola:

    25 APRILE 1945 - 25 APRILE 2003: 58 ANNI DI OCCUPAZIONE AMERICANA. IERI L'ITALIA E L'EUROPA, OGGI IL MEDIO ORIENTE. LA 'LIBERAZIONE' CONTINUA.

    Con vicino diverse dichiarazioni del Togliatti del periodo interbellico che inneggia all'amerika e agli amerikani come liberatori e portatori di libertà nel mondo.

    Seguono altri articoli:
    "Liberazione: oggi più che mai impossibile festeggiarla",
    "Ecco cosa significa 25 aprile",
    "Il giorno in cui i VILI si proclamano EROI",
    "Le radiose giornate",
    "Finiamola con il mito del 25 aprile",
    "Dal colonialismo al colonialismo",
    "Il razzismo atlantico",
    "I reggimenti nazionali nell'esercito tedesco",
    "I ghetti e l'antisemitismo non sono stati inventati nel XX secolo",
    "L'olocausto diventa una fede, il revisionismo un crimine",
    "La farsa di Norimberga. I vincitori giudicano i vinti",
    "La giustizia addomesticata",
    "Le amnesie dell'occidente capitalista",
    "I massacri comunisti perdonati. 120 milioni di morti senza giustizia".

    Che dite? Vale la pena di spenderci un euro?

    http://www.rinascita.info/

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  2. #2
    socialismo tricolore
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    “Liberazione” Oggi più che mai impossibile festeggiarla
    | Giovedì 24 Aprile 2003 - 185 | di Paolo Emiliani |

    Il 25 aprile è una festa nazionale assai gradita agli italiani. Questo perché cade in coincidenza con i primi veri tepori primaverili e perché concretizza un’ottima occasione di ponte con l’altra festività del periodo, il 1° maggio.
    I proprietari delle seconde case, spesso senza riscaldamento, ne approfittano per la prima vacanza della stagione, per gli altri rimane sempre fava e pecorino consumati nella gita fuori porta.
    Motivi veri per festeggiare, per farne una vera festa nazionale come il 14 luglio dei francesi, proprio non ce ne sono.
    Ce n’erano di più il 4 novembre, nel ricordo della vittoria del 1918, ma quella festa fu soppressa, insieme ad altre, sacrificate a vantaggio di feste religiose, così come pretendeva la lobby delle tonache dentro e fuori il Parlamento italiano. Anche quella fu, in fondo, vittoria dimezzata, ma certamente pesarono i voleri della Confindustria che si lamentava per le troppe festività e quelli di Oltretevere che difendeva i suoi santi patroni: non certamente l’umiliazione di un trattato che costrinse gli italiani coraggiosi a progettare l’impresa fiumana.
    Torniamo al 25 aprile: chi dovrebbe festeggiarlo?
    Certamente la Democrazia Cristiana un tempo ed oggi i suoi eredi. Senza l’appoggio degli invasori americani non avrebbero di sicuro conquistato il potere. I governanti post bellici arrivarono a Montecitorio a bordo delle jeeps yankee e con la benedizione della Casa Bianca, che scomodò persino la mafia per creare un ambiente favorevole alla “nuova democrazia”.
    La cosa più strana è invece che i più nostalgici del 25 aprile sono proprio coloro che non dovrebbero affatto troppo esultare per quell’evento: i post comunisti.
    Anche loro riuscirono a “liberare” le città italiane dal nazifascismo (come sono soliti dire) solo grazie al determinante appoggio delle truppe di invasione, ma il Pci di Togliatti aveva in mente ben altri progetti per l’Italia, che non erano certo un governo cinquantennale della Dc, ma piuttosto una repubblica di modello sovietico.
    Invece Yalta si abbatté anche sui progetti del Migliore, consegnando l’Italia al blocco occidentale e lasciando nel cassetto e dentro arsenali gelosamente e amorevolmente custoditi per decenni le armi che sarebbero dovute servire per la rivoluzione comunista.
    Una rivoluzione che non sarebbe certamente potuta decollare con un esercito di occupazione americano in Italia. I partigiani comunisti erano poi poche migliaia (le pensioni dell’Inps ai partigiani sono un’altra cosa) e potevano mettere in atto solo qualche attentato di stampo gappista, non certamente affrontare sul campo il nemico.
    Questo lo aveva fatto l’esercito della Rsi, quasi un milione di combattenti forse male armati, ma certamente ben organizzati, ben guidati ed animati da indomabile coraggio.
    La Rsi difese fino in fondo l’onore ed i confini della Patria, i partigiani si limitarono in fondo a seguire l’esercito di invasione, ma festeggiarne le gesta è un’altra cosa.
    Veniamo ai giorni nostri.
    Poiché in Italia le consultazioni elettorali si tengono solitamente in primavera, non è raro che il 25 aprile cada nel periodo di campagne elettorali. Il 2003 non fa eccezione ed anche se questa volta si tratta di un turno “minore” amministrativo, il suo significato politico nazionale è rilevantissimo.
    Anche se poi i media stanno in tutti i modi cercando di spegnere gli echi della guerra in Iraq, considerata “terminata” alla maniera “afgana”, non c’è dubbio che proprio le posizioni assunte dai partiti nel corso della crisi bellica e, soprattutto, della sua preparazione, possano risultare determinanti per il voto alle prossime elezioni.
    Ed ecco che questa volta più che mai torna utile o imbarazzante questa famosa ricorrenza del 25 aprile.
    Le sinistre, che compatte (si fa per dire) hanno marciato per la pace, ma si sono ritrovate in ordine sparso quando si è trattato di condannare apertamente gli Usa e prendere posizione a fianco del popolo iracheno aggredito, oggi hanno più di un motivo di imbarazzo nel festeggiare la liberazione italiana”.
    Se infatti è invasione quella portata avanti in Iraq dagli atlantici, se è invasione quella sionista in Palestina, come può essere liberazione l’annientamento della sovranità nazionale italiana nel 1945?
    La favola della liberazione dal fascismo è potuta resistere ogni ragionevole limite di decenza solo grazie alle manipolazioni della storia, ma la sinistra proprio perché ha sempre considerato “cattivo” anche Saddam Hussein, ma non per questo l’Iraq meritava l’annientamento, come può oggi giustificare la riduzione dell’Italia allo stato coloniale solo perché guidata dall’allora cattivissimo Benito Mussolini?
    La “liberazione” dell’Iraq non è differente da quella subita dall’Italia. O la sinistra smette di festeggiare il 25 aprile oppure deve smettere di gracchiare sulla questione irachena, di fatto sempre affrontata con troppa ipocrisia.
    La ricorrenza italiana ha però un potere taumaturgico sulle malridotte fila dell’elettorato di sinistra.
    Incapaci di produrre un’ideologia, appiattiti su un liberismo falsamente “progressista”, filo atlantici e filo sionisti possono fare quadrato solamente su temi ormai virtuali come l’antifascismo.
    Sì, virtuali, perché il fascismo è finito in quell’aprile di 68 anni fa.
    Il fascismo che vogliono esorcizzare è spesso vuoto nostalgismo che si esorcizza da solo oppure è genuino socialismo nazionale ed in questo caso non è esorcizzabile, perché troppo forte è la sua carica ideale, troppo rivoluzionaria la sua proposta sociale ed economica, troppo dirompente la sua collocazione nella sinistra nazionale, quella unica che forse ha oggi diritto di chiamarsi sinistra in uno scenario politico fatto di solo centro.
    Ma questa sinistra istituzionale, imbelle e traditrice, cerca nella magica pozione chiamata 25 aprile la soluzione ai suoi malanni: l’unica capace di richiamare all’unità il suo popolo. Unità trasformata in valore, proprio per l’assenza imbarazzante di qualsiasi valore ideale.
    Così, mentre il fascistissimo Pavolini socializzava le imprese italiane oggi la sinistra si autocelebra nelle vergognose trattative, più o meno sottobanco, realizzate con gli imprenditori finanzieri per svendere il patrimonio industriale italiano al capitale straniero.
    L’Italia prima del 25 aprile 1945 socializzava la Fiat e faceva entrare i lavoratori nelle scelte decisionali dell’azienda.
    L’Italia “liberata” dagli americani vede invece i lavoratori Fiat in cassa integrazione e la borsa gioire per gli annunci di Umberto Agnelli all’assemblea della Ifi, la finanziaria di famiglia, che danno più vicina la General Motors alla proprietà della antica industria automobilistica torinese.
    Ma la sinistra ha bisogno di fascisti (veri o presunti) per poter essere antifascista, così ha inventato il fascista Berlusconi ed il 25 aprile diventa giorno di mobilitazione (fava e pecorino permettendo) contro il governo.
    Berlusconi che fascista non è, anzi è sicuramente un antifascista doc, nel senso più padronale del termine, celebrerà così la ricorrenza in lungo e in largo, per allontanare il sospetto di fascismo dalla sua persona.
    In quanto ad Alleanza Nazionale, certamente qualche suo illustre leader fino a qualche anno fa la notte del 24 andava in giro ad attaccar manifesti con l’effige di Mussolini, ma ora non ricorda né quando né perché e festeggia da filo americano purissimo tutte le liberazioni possibili: dell’Italia, dell’Iraq e anche quelle prossime venture, fosse anche della repubblica di san Marino.
    Qualche problema in più per la sinistra diessina che ormai vede nel nome “aprile” un demone peggiore del fascismo, perché incarna l’associazione del suo principale nemico interno: Sergio Cofferati.
    Così Fassino e D’Alema probabilmente festeggeranno solo la festa del 25.
    E Cofferati solo quella di Aprile.
    La sinistra italiana del nulla politico è capace di dividersi anche così.

  3. #3
    socialismo tricolore
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    Il giorno in cui i vili si proclamano eroi
    | Giovedì 24 Aprile 2003 - 187 | |

    L’8 settembre 1943 la nostra Patria morì per alto tradimento, il 25 aprile fu sepolta dalla crudeltà e vigliaccheria di molti suoi figli.
    Da allora in questa terra bellissima e sfortunata non c’è stata più pace. La nostra Patria è diventata terreno di battaglia di tutti i servizi segreti e palesi di mezzo mondo. La nostra storia calpestata, la nostra cultura annientata e il nostro onore di popolo sotterrato.
    Una mistificazione feroce della verità ha voluto far passare per liberazione una sconfitta militare e la schiavitù di un intera nazione per liberazione.
    Questa presunta liberazione si festeggia ogni anno il 25 aprile ricordandone le gesta. Unica nazione al mondo a celebrare una guerra persa e a festeggiare una terribile guerra civile.

    Una mattina mi son svegliato:

    Niente prigionieri:
    Ecco il testo dattiloscritto su carta intestata “Comitato Liberazione Nazionale” circolare segreta: “ Disposizioni sul trattamento da usarsi contro il nemico… Gli appartenenti alle Brigate Nere, alla Folgore, Nembo, X Mas e tutte le truppe volontarie, sono considerati fuorilegge e condannati a morte. Uguale trattamento sia usato anche ai feriti di tali reparti. In caso che si debbano fare prigionieri per interrogatori ecc. il prigioniero non deve essere tenuto in vita oltre le tre ore.
    Il numero dei partigiani della 24esima ora scesi in piazza dopo il 25 aprile aumentò di quattro o cinque volte quello dei partigiani che già operavano. I rancori personali, la sete di vendetta, le rapine ebbero il sopravvento. A Oderzo fu massacrata la compagnia anziani del battaglione “Bologna”. I 600 adolescenti del btg “Mussolini” che avevano combattuto contro le orde di Tito per 15 mesi finirono tutti nelle foibe che si riempirono di migliaia di italiani. Fu un massacro sistematico eseguito a freddo con lo scopo dichiarato di sopprimere la comunità italiana. In molti casi i partigiani entrarono negli ospedali, trascinarono giù dal letto i feriti e li trucidarono davanti a parenti ed amici. Dal palazzo di giustizia di Milano dove erano stati ammassati gli arrestati che S. Vittore non poteva più contenere, in una sola notte furono portate fuori e uccise oltre 300 persone. Si continuò per molte notti. Molti fascisti e capireparto finirono negli altiforni. Il Po fu per molti giorni rosso di sangue e gonfio di cadaveri

    Dai “Diari di guerra di un italiano a Londra”
    (C.M.Franzero):
    E il 30 aprile venne la notizia che Mussolini era stato trucidato. Dapprima le notizie furono molto confuse; si seppe soltanto che il cadavere di Mussolini e quello di Claretta e di numerosi gerarchi erano stati esposti al ludibrio della folla a Milano, in Piazzale Loreto, e che erano accadute scene orrende. La barbara uccisione di Mussolini suscitò a Londra un immenso raccapriccio; furono espressi giudizi molto severi sul popolo italiano. L’impressione per la morte di Mussolini non fu cancellata dalla notizia per la morte di Hitler. La sera del I maggio la BBC cercò di esaltare i “grandi antifascisti” di Milano ma fra il pubblico io sentivo dire che autori della macabra carneficina dovevano essere stati degli agenti sovietici. E per molti giorni i giornali furono pieni di lettere di disgusto per la barbara uccisione di Mussolini. Chi ci rimetteva era sempre l’Italia e il popolo italiano.:
    Il periodo d.c. Popolo e Libertà 10-2-1949:

    Una mattina mi son svegliato o bella ciao o bella ciao o bella ciao...

    28 giugno 1945: Nella Testorio, moglie di Armando Testorio, fucilato al forte Bravetta si uccise gettandosi da una finestra dello stabile di via Lamarmora 81. Accanto al corpo fu trovata una lettera: “IL 27 giugno 1945 raggiungo mio marito al di là. Mai più nessuno potrà fucilarmelo, mai più nessuno potrà dividerci. In ciò i signori comunisti sono impotenti. E voi, ministro Togliatti, che fino all’ultimo siete voluto essere vigliacco come tutti i vostri degni compari allungando inutilmente lo spasimo di due vite che vivevano l’una per l’altro, possiate essere maledetto. A me spetta l’eterna felicità, egli mi attende. Desidero che siano rispettati tutti i desideri di mio marito e che vengano con me le foto del nostro adorato bambino e quella dell’uomo che la mia vita ha amato. A morte il comunismo.

    o bella ciao, o bella ciao, ciao, ciao

    13 maggio 1945 ospedale pschiatrico di Vercelli
    Nella notte si mandarono a prelevare 75 prigionieri di guerra (soldati della RSI) a un campo di concentramento di Novara per trasferirli all’ospedale dove per un intera notte furono torturati e seviziati finchè, vicini a morire, non vennero definitivamente sgozzati e poi gettati sotto un autocarro che passò ripetutamente su morti e moribondi.

    Una mattina mi son svegliato ed ho trovato l’invasor

    La strage del carcere di Schio, dove la sera del 6 luglio 1945 centinaia di arrestati, maschi e femmine, e non tutti fascisti, furono ammucchiati per ogni piano in una stanza e collettivamente massacrati da squadre di partigiani che continuarono a sparare coi loro mitra sui mucchi di cadaveri fino ad esaurire i caricatori. Eccidio in massa che farà dire al comandante americano Dunlop:
    che mai prima d’ora il nome d’Italia era caduto tanto in basso” e che: “la città di Schio ricorderà con vergogna ed orrore questa spaventosa notte” (Oggi 19-10-1952)

    O partigiano portami via, o bella ciao o bella ciao o bella ciao ciao ciao:

    Il 28 aprile 1945 strage di Rovetta. 43 giovani, (il più giovane di 15 anni il più anziano 21), tutti della Divisione Tagliamento, prigionieri di guerra, prelevati e passati per le armi in massa da una banda di partigiani della Val d’Iseo sotto gli occhi del parroco del paese.

    O partigiano portami via che mi sento di morir:

    8 giugno 1945 strage del carcere di Ferrara: fatti uscire dalle celle e ammucchiati in corridoio, 17 prigionieri furono finiti dai mitra dei partigiani. 12 alpini della Monterosa fatti prigionieri a Torino il 26 aprile 1945, portati a Pieja d’Asti, lasciati tre giorni digiuni e il 29 fucilati in una valle detta Vallunga.

    E se io muoio da partigiano o bella ciao ciao ciao:

    Strage di Graglia: il II reparto arditi ufficiali attestato a Cigliano, ricevuto il 26 aprile 1945, l’ordine di resistere per proteggere truppe italo-tedesche in ripiegamento da Torino verso la Valtellina si arrendeva solo la sera del 27, esaurite le munizioni. Veniva portato di tappa in tappa a piedi fino al santuario di Graglia (26 ufficiali e 7 donne) dove veniva massacrato il 2 maggio.

    E se io muoio da partigiano tu mi devi seppellir:

    La strage della corriera della morte: 11 maggio una colonna di 38 profughi, partiti da Savona il 25 aprile e poi fermati ed internati nelle carceri di Alesandria, venne trasferita ad Altare, e di lì verso Cadibona, dove in località Madonnetta venivano tutti allineati su una scarpata e trucidati.Il 12 maggio 1945 otto giovani fratelli, i fratelli Govoni, a Pieve di Cento venivano portati in una stalla e uccisi a colpi di zappa e roncola.

    Seppellirai sotto un bel fiore o bella ciao o bella ciao o bella ciao:

    Strage di Imola: nella piazza centrale di Imola il 27 maggio furono linciati 12 militi di quella città che i locali partigiani erano andati a prelevare in camion al carcere come prigionieri di guerra;ad alcuni di loro furono cavati gli occhi con un ferro da calze da una partigiana, altri ebbero pestato il cranio sotto gli scarponi. Gli stessi partigiani avevano fatto fuori il giorno prima sei famigliari di quei militi sfollati a Cologna Veneta.

    E tutti quelli che passeranno o bella ciao ciao ciao:

    Strage di Ba: il 28 aprile dieci prigionieri,chiusi in una casetta a Zinola, venivano sterminati con una mitragliatrice, dopo che erano già stati trascianti e pubblicamente seviziati per le strade di Ba. Tra i morti fu trovata l’unica donna di 17 anni, più volte violentata e con una bottiglia conficcata nel ventre.

    e tutti quelli che passerano diranno che bel fiore:

    Le stragi della Valtellina: 13 prigionieri fucilati il 5 maggio a Buglio in Monte, 11 giustiziati lo stesso giorno a Castione, 8 ad Ardonne Masino, mentre dal campo di concetramento di val Masino venivano prelevati e trucidati quotidianamente i militari arrestati e portati lì. Un giorno di maggio furono contati 82 cadaveri che venivano portati via su un camion e così via di seguito fino a contare in Valtellina 607 prigionieri inermi, giustiziati senza processo.

    è queto il fiore del partigiano morto per la libertà:

    Strage di fascisti, o militari o civili, segnalate da ogni parte del Nord. Strage di donne: 31 trucidate a Savona 25 a Modena, 5 della stessa famiglia a Carpi, alla Casa Rossa, tra esse una vecchia ammazzata a letto con un colpo in bocca. 71 giustiziate a Bologna, tra cui alcune in stato interesante , 8 a Genova più di cento a Milano, una di Varese violentata e seppellita viva. Decine di ausiliarie violentate e gettate nel Po.

    seppellirai sotto l’ombra di un bel fior:

    Di loro tutti, dei loro poveri resti innominati, si colmeranno le fosse anonime in centinaia di piccoli cimiteri e difficilmente la riesumazione, quando vi fu, rivelò nomi o consentì almeno un conteggio. Furono massacrati docenti e lavoratori, vecchi e bambini in un orgia di crudeltà senza limite. Il numero di questi morti fu assai alto. Nessuno li contò mai nè mai nessuno ha pagato per queste stragi. Al “Campo 10” del cimitero milanese di Musocco riposano i resti di centinaia di assassinati nelle “radiose giornate dell’insurrezione del 25 aprile”, molti dei quali figurano ancora sconosciuti. Nell’ultimo mezzo secolo nessun rappresentante del governo della Repubblica Italiana è mai stato presente alle onoranze di questo o di altri cimiteri, militari o civili. Le massime autorità dello Stato presenziano, invece, ogni anno, alle cerimonie militari e civili in memoria dei partigiani caduti e delle vittime delle rappresaglie. Anzi: festeggiano al Quirinale.

    Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta
    Dal contromemoriale di Bruno Spampanato)

    Sotto l’Himalaya.
    Il 26 aprile 1946 nel recinto n. 3 fu allestita una mostra. La baracca convegno fu divisa in due parti ed in una di queste il pittore Benedetto creò un sacrario, con legno, vetro e vecchia tela. Fra gli ufficiali si trovarono delle fotografie che fissavano vari momenti della vita italiana dal lontano 1915 al 1945. In ognuna di queste figurava Mussolini. Tutta la storia italiana di 30 anni fu allineata intorno intorno. Ultima fotografia quella di Piazzale Loreto, una grande immagine dei morti distesi al suolo, ritagliata da un giornale anglo-indiano: In fondo alla baracca ardeva uno straccio imbevuto di petrolio, dentro una scatoletta di latta. La mattina del 26 aprile 1946, tutto il campo 25 si radunò, militarmente inquadrato come al solito nel campo della conta del recinto 2B.
    Indossava i pantaloni lunghi di tela, la sahariana di tela con il grado in latta dorata appuntato al petto, il casco coloniale: l’uniforme del campo. Gli ufficiali della M.V.S.N. indossavano la camicia nera sotto la sahariana. Gli altri la camicia kaki. Il comandante dl campo ordinò l’attenti. Poi chiamò Benito Mussolini, caduto nella guerra contro l’Inghilterra. Quindi ancora attenti per un minuto. Gli inglesi uscirono dalla baracchetta del campo della conta in cui avevano i loro uffici: salutarono.
    Poi, per tre notti, gli ufficiali del campo 25 sfilarono ad uno ad uno davanti alle fotografie. Fu di notte perchè gli inglesi ufficialmente dovevano ignorare la cosa.
    Ma non la ignoravano. A sud del campo 25 esisteva un campo truppa. I soldati, tutti i soldati, vennero a mettersi in coda per sfilare. Dovendo i visitatori procedere in fila indiana l’attesa era lunga. Ufficiali e soldati attendevano in silenzio per ore. Poi passavano davanti alle fotografie in silenzio, e la cosa durò tre notti. Nel buio e nella folla passarono di nascosto alcuni venuti dai campi”cooperatori”.
    Dell’elmo di Scipio s’é cinta la testa
    ”Il ghetto d’Italia dischiuso è per tutti. Al popol d’Italia chi un calcio vuol dar?
    (Giosuè Carducci)

    Non si può in una storia di Italia liberata ignorare alcuni crudeli particolari, anche se rappresentano una pagina oscura per una Nazione considerata madre della cristianità e tale rivendicata da liberatori indigeni e stranieri.
    Il 25 aprile si festeggia la liberazione dell’Italia.

    (dal Contromemoriale di Bruno Spampanato):

    ”Il giornalista del “Meridiano d’Italia” Enrico De Boccardi registrò gli episodi più terrificanti della”liberazione” di quel comune. Di ufficiale c’è un dato: la commissione Medica Militare dell’Ospedale del Celio di Roma accertò, essa sola, per Esperia circa 700 casi di violenza carnale. De Boccardi forniva a sua volta dati raccolti e documentati sul posto: lo stupro di una 84enne (Rosa Moretti). Ma il medico di Monticelli dott. Palumbo dichiarava al giornalista che i marocchini passavano indifferentemente dalle vecchie alle bambine. Nella sua frazione s’era registrato lo stupro di una bambina di nove anni. Le stesse circostanze venivano confermate dal dott. Peragalli, di Esperia Inferiore: due donne non avevano resistito alle violenze subite ad opera di numerosi marocchini, soccombendo sotto la brutale bestialità dei soldati; altre erano impazzite, come Spiriti Emilia.
    Il contagio s’era diffuso rapidamente nel paese (550 casi di blenorrogia e 20 di lue).
    Nemmeno gli uomini erano stati risparmiati: massacrato il vecchio Achille Di Cuffa che tentava di difendere le figlie, ucciso il messo esattoriale, Assante Luigi, che difendeva le sorelle, seviziato e fatto fuori l’arciprete vicario foraneo, don Alberto Terrili, postosi a scudo dei sacri arredi della chiesa; quest’ultima sacrilega vicenda era stata descritta dal parroco di Esperia Superiore presente ai terribili fatti. Ma non fu questo il solo oltraggio fatto alla religione:devastata la chiesa di S.Maria Maggiore a Esperia Superiore.
    Lì ai santi erano stati bucati gli occhi e poi le statue accomodate attorno a un tavolo come per giocare a carte.Altro saccheggio alla chiesa di Esperia Inferiore dove il parroco, don Alberto D’Averio, raccontato lo scempio fatto dai marocchini e dai francesi degli arredamenti sacri, aggiungeva d’aver potuto salvare solo un calice di nessun valore ma sufficente tuttavia a dir messa. Nella valle del Liri, ad Ausonia, a Pico a Pastena come a Pontecorvo, il giornalista De Boccardo aveva potuto raccogliere testimonianze di ogni genere su distruzioni più massicce come su altre violenze su altri omicidi. Un marito fu sgozzato mentre inutilmente cercava di proteggere la moglie: Saredelli di Pontecorvo..
    Agostino Perrella ebbe la moglie finita sotto i suoi occhi. Un sacerdote di Pico, don Antonio Grossi, vide i suoi parrocchiani ammazzati perchè difendevano le loro consorti. A quanto potette accertare il De Boccardi tra i reparti che più si distinsero nelle atrocità fu il X Tabor, che aveva a capo il comandante Poule-Desbarens.
    Da un altra inchiesta giornalistica del “Secolo d’Italia” del 30-8-55 si appresero altri particolari: una fanciulla dodicenne posseduta 42 volte, e che al ventesimo marocchino era già morta, non cessando con questo la violenza usatale dagli altri, e di una sessantenne fatta segno alle violenze di una ventina di marocchini e poi da loro lapidata. Un altro servizio giornalistico del “Roma” 25-4-52 portò alla luce altri episodi orribili, come quello della ragazza legata crocefissa prima di passare sotto la violenza dei soldati e così morta, stessa fine che sarebbe spettata alla sorella. Questo succedeva a Pico.
    A Monticelli invece 153 donne risultavano “marocchinate”e il 20% leutiche.
    Ognuno di quei paesi della valle del Liri conservò quei tremendi segni della guerra anche se tra quella povera, disgraziata gente di campagna si ignoravano i nomi dei generali francesi responsabili d’aver promesso e dato in premio le donne delle terre invase ai propri soldati: gen. De Montsabart, comandante della terza divisione algerina, gen. Guillome, comandante della seconda divisione marocchina, gen De Hessedin, comandante della quarta divisione marocchina e infine il comandante del corpo di spedizione, gen Juin, autore di questo volantino fatto stampare in arabo e distribuito alle sue truppe: “Miei cari soldati, oltre questi monti c’è una terra grande, ricca di donne, di vino e di case. Se riuscirete ad arrivarci, tutto sarà vostro per 50 ore.
    Non c’è famiglia che non fu martoriata e tutte vissero tanto orrore con dignità nella pietà e nel rispetto della gente del luogo. A difendere quelle terre e quella gente c’erano solo i btg. ”Barbarigo” e ”Nembo” della X Mas e furono decimati dopo aver inflitto al nemico perdite enormi.
    Unica vendetta a tanto affronto. Ai francesi, marocchini e nordafricani, non fu permesso di sfilare per Roma. E il Papa, Pio XII, si rifiutò di ricevere in udienza il gen. Jiun.
    Nessun tribunale, militare o civile, ha condannato o perseguito questi assassini violentatori. Nessuno partigiano, e pur ce n’erano a migliaia con le truppe anglo-americane-, accorsi ansiosi di essere liberati, alzò un solo dito per difendere le italianissime ed innocenti genti della valle del Liri.

  4. #4
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    TRISTI STORIE.....
    MA ANCORA PIù TRISTE E COLPEVOLE è L'AVER FATTO ALTRETTANTO PER PRIMI SOSTENENDO DI VOLER PORTARE LA NOSTRA CIVILTà DI UOMINI SUPERIORI A CHI NON CE LA CHIEDEVA
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  5. #5
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    In Origine Postato da cciappas
    TRISTI STORIE.....
    MA ANCORA PIù TRISTE E COLPEVOLE è L'AVER FATTO ALTRETTANTO PER PRIMI SOSTENENDO DI VOLER PORTARE LA NOSTRA CIVILTà DI UOMINI SUPERIORI A CHI NON CE LA CHIEDEVA
    Se ti riferisci all'esperienza coloniale allora mi trovi perfettamente d'accordo. Ciò non toglie che non esiste il male assoluto ed il bene assoluto, e molte cose date per assodate riguardo il secondo conflitto mondiale dovrebbe essere riviste con occhio critico.

  6. #6
    socialismo tricolore
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    In Origine Postato da Antonello
    Ringrazia la Resistenza che ti consente di scrivere su questo forum. Con il fascismo, il comunismo o il nazismo saresti ancora a chiedere il permesso di andare al cesso.....
    Eh si, hai notato inoltre che non ci sono più nemmeno le mezze stagioni?

  7. #7
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    Predefinito

    In Origine Postato da Re Travicello
    Se ti riferisci all'esperienza coloniale allora mi trovi perfettamente d'accordo. Ciò non toglie che non esiste il male assoluto ed il bene assoluto, e molte cose date per assodate riguardo il secondo conflitto mondiale dovrebbe essere riviste con occhio critico.
    ======
    NON SONO SOLO LE GUERRE COLONIALI.. SONO ANCHE QUELLE SCATENATE CONTRO FRANCIA YUGOSLAVIA, ALBANIA , GRECIA AL SEGUITO DI HITLER....CONTRO GENTE CIOè CHE NON CI AVEVA FATTO NIENTE . SOLO PER SETE DI BOTTINO...
    LA GUERRA SCATENATA DA TUOI NONNINI L'AVETE PERSA.. BASTA CHIUSO..... COSA ANDATE A RIVANGARE E A CERCARE VENDETTE??
    NE VOLETE FAR SCATENARE UN'ALTRA CERCANDO SCUSE STUPIDE???
    NON VI STANCATE MAI DI ROMPERE LE BALLE AL PROSSIMO... ????PERCHè NON PROVATE A D AUTOEVIRARVI SE VI PIACE GIOCARE CON I PUGNALI???
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

 

 

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