Ormai conclusa, con il facile e scontato successo degli angloamericani (stante la nettissima superiorità tecnologica e numerica), la criminale aggressione contro l'Iraq e Saddam Hussein, si ritorna a parlare dei fatti di casa nostra. Nel corso della guerra il panorama italiano è stato desolante, da una parte lo squallido e ripugnante servilismo filo-americano del governo di centro-destra sempre pronto ad avallare gli assurdi pretesti addotti dagli americani per invadere l'Iraq, dall'altra i cortei pacifisti di una "sinistra" pseudo anti-americana nella forma ma non nella sostanza, che ha avuto via libera stante la quasi totale assenza di iniziative dei movimenti nazional-rivoluzionari che avrebbero dovuto invece essere in prima fila contro questa guerra per motivazioni di ordine storico e ideologico. I bombardamenti anglo-americani sull'Iraq ricordano i bombardamenti terroristici contro l'Italia, la Germania, il Giappone del '43-'45.
L'antiamericanismo della "sinistra" ha la catena misurata, non si può andare oltre le colonne d'Ercole dell'antifascismo (non si possono esaltare contemporaneamente gli americani come "liberatori" dal nazifascismo e finanziatori delle brigate partigiane e osteggiarli come "liberatori" dell'Iraq di Saddam Hussein, novello Hitler) sarebbe bastato un atteggiamento più deciso in senso anti-americano da parte dell'area per fare esplodere queste contraddizioni: invece si preferiscono gli scontri con i Centri sociali che sono funzionali al sistema perché perpetuano la logica degli opposti estremismi. Esiste purtroppo una forte divaricazione fra quanto scritto nei giornali della cosiddetta "destra radicale" e quanto viene attuato nella prassi politica. In Italia quasi nessuno si è accorto della forte avversione dei movimenti nazional-popolari alla politica di totale subordinazione ai diktat dell'"amico" Bush.
A peggiorare le cose contribuisce anche l'assoluto silenzio mediatico nei nostri confronti. Da ciò driva la necessità di realizzare intese (non solo elettorali) fra i movimenti per compensare le reiproche defaillances poiché nessuno dei movimenti di area può illudersi di perseguire il benché minimo risultato politico senza agire in stretto collegamento con gli altri movimenti, considerati la mancanza di colloquio con le masse e lo sparuto numero di militanti che li caratterizza.
Le tematiche esposte da riviste e giornali di Area, quali Rinascita, Avanguardia, l'Uomo Libero, Orion, Sentinella d'Italia etc., di per sé molto valide, circolano in un ambito ristrettissimo e restano sconosciute ai più.
Il punto dolente resta questo, riusciamo a far giungere le nostre argomentazioni alle masse solo in minima parte e quando ci riusciamo queste restano del tutto indifferenti.
Bisogna individuare le cause dell'assenza del consenso delle masse alle tematiche nazionalrivoluzionarie.
Per ovviare almeno in parte a questo inconveniente occorrerebbe stampare in centinaia di migliaia di copie su questi tre argomenti: revisionismo sull'olocausto, origini della seconda guerra mondiale, elencazione dei crimini compiuti dagli USA.
Loris Malagoli




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