ELEZIONI: RADICALI, REGOLAMENTO ILLEGITTIMO

(RadioRadicale.it, 24Apr - 11:41) - La ripartizione dei tempi penalizza le liste che si presentino da sole e non aggregate in coalizione

Dura presa di posizione di Radicali Italiani contro il regolamento attuativo varato dalla Commissione di Vigilanza per la disciplina delle consultazioni elettorali amministrative regionali, comunali e provinciali.

La denuncia dei radicali è affidata ad una nota di Marco Beltrandi, della direzione nazionale: "Fra gli elementi di illegittimità si segnala per assoluta gravità, la previsione, a partire dalla scadenza del termine della presentazione delle candidature e fino a 48 ore prima del voto, di riservare il 50% del tempo ai partiti politici e alle liste che presentano candidati per le assemblee legislative degli enti politici territoriali, mentre l’altro 50% è riservato alle “coalizioni” che presentano candidati a sindaco di Comune o a Presidenza di provincia o Regione".

"Ciò significa - spiega Beltrandi - che qualora una lista unica presenti candidati sia per l’elezione delle assemblee legislative, sia per la presidenza degli enti politici territoriali, si vede per questo automaticamente esclusa dal 50% del tempo della campagna elettorale, senza che la legge 28/2000 preveda alcunchè a riguardo, ed un regolamento di attuazione non può prevedere misure che alterano quanto disposto dalla legge".

"Tali regolamenti - denuncia l'esponente radicale - alterano la competizione elettorale, penalizzando d’ufficio una delle possibilità di presentazione alla competizione elettorale prevista dalla legge vigente".

"Va poi osservato - prosegue Beltrandi - come nella fase che precede la presentazione delle candidature, i regolamenti introducono una ripartizione dei tempi fra soggetti aventi diritto sulla base della consistenza di ciascuno di essi nelle assemblee legislative di riferimento, principio che contrasta con la parità di tempi tra i soggetti aventi diritto prescritta dalla legge 28/2000 ( art.2, commi 1 e 3), come la stessa Vigilanza ha riconosciuto per il periodo non elettorale approvando il relativo nuovo regolamento il 18 dicembre 2002".

"Se parità di tempi deve valere in periodo non elettorale, essa deve valere a maggior ragione in periodo elettorale; tanto più - conclude la nota - che le tribune politiche a cui partecipano soggetti dotati di diverso tempo di parola sono scarsamente fruibili dal pubblico."

(RRRS)

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