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  1. #1
    Pasdar
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    Predefinito Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra

    Premetto che il titolo è il medesimo dell'articolo e che con "destra" essi intendono chiunque abbia a cuore la Famiglia, la Comunità locale, la Sicurezza e la Patria.





    http://www.sinistracomunista.it/inde...le&id=922:capi


    Capire la destra


    I compagni di Carrara*

    La sinistra, nelle sue difficoltà, divisioni e disorientamento attuali, deve porsi seriamente di fronte al problema dell’evoluzione delle destre, perché non solo queste sono vincenti sul piano elettorale - si prevede che alle prossime elezioni faccia il pieno di voti, aumentando i già moltissimi che ha - ma stanno vincendo anche sul piano culturale. Non si sente più parlare di solidarietà e giustizia sociale, il razzismo è diventato mentalità comune condivisa, l’egoismo individuale e l’arrivismo permeano l’intera società e sono diventati pane quotidiano anche per una parte dei lavoratori che utilizzano sì la Cgil per difendere il loro posto di lavoro, ma votano poi, senza problemi, Berlusconi o Lega.

    Di contro, c’è una sinistra sempre più debole e divisa, inerte e incapace di reagire, ma anche di capire, tanto che in buona parte si dimostra incerta e ammiccante di fronte al populismo e alla demagogia delle destre. Così è nel Pd, nei socialisti e nel Movimento per la Sinistra.
    Le destre, che sembrano essere riuscite con successo a unificarsi, sono molto abili nel mutare continuamente e nell’adattare la loro tattica demagogica, non senza contraddizioni, a tutte le situazioni, con grande spregiudicatezza, cavalcando tutto e il contrario di tutto. Alcuni esempi: la riduzione sistematica e programmata dei diritti fondamentali assieme alla proclamazione della libertà; l’affermazione dei valori del sistema democratico assieme alla sua riduzione a caricatura e alle proposte bonapartiste e di regime di Berlusconi che considera il parlamento un impaccio per i suoi piani di potere; il taglio drastico dei posti di lavoro assieme alla promessa spropositata dell’aumento del loro numero; la soppressione dei contratti nazionali di lavoro assieme alle dichiarazioni che esiste un problema sociale dei redditi. Le destre sono sempre più camaleontiche e il fascismo che sta nel loro dna, assume continuamente forme e connotati differenti, come del resto avvenne in Europa durante il ventennio: tra fascismo italiano, nazismo, franchismo, regime dell’ammiraglio Horty, organizzazioni delle Croci di ferro di Codreanu e le altre forme minori delle destre europee c’erano forti differenze, ma il loro elemento unificante, il loro comune denominatore, era la negazione delle organizzazioni politico-sociali e delle forme democratiche dello stato moderno e quindi la limitazione e negazione delle libertà e dei diritti umani. Tutto questo avveniva allora con un ampio consenso da parte dei popoli a cui veniva tolta la libertà. Certo oggi, almeno per ora, perché non c’è da giurarci, non ci si può rivolgere alle masse con la rozzezza culturale e ideologica di allora.

    Le leggi razziali del ‘38 non sono all’ordine del giorno, anche se il razzismo si diffonde con molta più virulenza di allora. Le destre sanno di dover raggiungere le masse con una più sofisticata elaborazione culturale. Così non ripropongono il Mito della razza di Rosemberg o i Protocolli dei savi di Sion, ma un razzismo più sofisticato e culturalista: ognuno ha la sua cultura e identità per cui ognuno deve restarsene a casa propria e se, per forza e necessità vuole venire a casa nostra dovrà sposare le nostra cultura e farsi assimilare. Questa sembra essere oggi la maggiore capacità delle destre: mescolare e confondere principi, idee culture elaborate a sinistra, con una prassi assolutamente di destra. Ne sono maestri indiscussi personaggi come Fini o la Mussolini che passano da dichiarazioni apparentemente rispettose dei diritti fondamentali, della democrazia e perfino della giustizia sociale, alla propaganda securitaria e razzista, al revisionismo storico, alla condanna della storia dell’intera sinistra a cominciare dalla Resistenza e dall’antifascismo, fino alle proposte di unificare in un unico ordine indistinto e sotto al “tricolore” sia i fascisti che gli antifascisti, saloini e partigiani, carnefici e vittime, sostenitori del nazismo e morti per la libertà.

    Del resto la conquista di un’egemonia culturale da parte delle destre avvenne anche nel ‘21-22, quando non solo furono smantellate le organizzazioni del movimento operaio, ma molti dei sindacalisti (per non dire dei politici democratici e liberali) disorientati, passarono al fascismo come D’Aragona, i sorelliani e per restare a noi, a Carrara, gli anarchici del Piastròn e tanti altri. Oggi il bersaglio e l’obiettivo finale di questo attacco camaleontico delle destre è la Costituzione nata dalla Resistenza che passo dopo passo, tra apparenti fughe in avanti di Berlusconi e timidi altolà di Fini, viene sgretolata assieme alla convivenza democratica ed alle conquiste sociali degli ultimi 40 anni almeno. La stessa definizione del nuovo partito delle destre, come partito degli italiani, non lascia dubbi sulla volontà di dividere il paese tra buoni e cattivi: chi è italiano deve anche essere berlusconiano, gli altri non sono neanche italiani e quando sarà possibile, non c’è da farsi illusioni, verranno ridotti al silenzio, come al tempo del fascio. La limitazione progressiva del diritto di sciopero, la proposta di tagliare i dibattiti in parlamento e di far votare solo i capigruppo, le leggi elettorali che cancellano le minoranze, l’eliminazione delle preferenze nelle elezioni parlamentari, il controllo totale dell’informazione da parte della maggioranza con qualche concessione di accesso all’opposizione di sua maestà, delineano un paese sempre più dominato da un regime autoritario e antidemocratico nel quale resta solo una democrazia virtuale a fare compagnia allo sciopero virtuale, ai diritti sociali virtuali, alla libertà virtuale. Dove per virtuale deve intendersi ciò che non disturba l’attuazione dei piani di dominio personale e di arricchimento dell’attuale padrone delle ferriere. Ne sono la dimostrazione l’attacco ormai diretto e frontale alla Cgil, rea di voler conservare, pur tra tante debolezze opportunistiche, un minimo di conflittualità sociale; l’attacco agli studenti che hanno messo in moto un movimento di opposizione che nonostante tutto, dura nel tempo; l’attacco e la repressione violenta di quanti vogliono opporsi alle prepotenze, alle violenze e alle ronde paramilitari fasciste, agli inceneritori, alle centrali nucleari, alla guerra e a questa deriva autoritaria di cui non si vede la fine e che sarebbe illusorio considerare momentanea, perché è strutturale e destinata a durare anche grazie alla crisi economica. Siamo di fronte a una strategia che opera su piani differenti in modo spregiudicato, utilizzando anche la violenza spicciola, le paure securitarie alimentate ad arte, la mancanza di futuro per tutti, ma in particolare per i giovani, la crisi economica e finanziaria attuale, di cui certo non sono responsabili i lavoratori, per ridisegnare le istituzioni e i rapporti di forza nella società, a tutto vantaggio di ristrette élite privilegiate e prepotenti. Bisogna riconoscere che questa strategia delle destre è stata sottovalutata per molti suoi aspetti, da parte della sinistra. Prova di questa difficoltà di comprensione, la risposta dell’allora direttore di Liberazione Sansonetti, durante un dibattito avvenuto a Pisa qualche tempo fa: ad una domanda su come valutasse la spregiudicatezza del presidente della Camera Fini, disse che bisognava saper intervenire e assumere le contraddizioni dell’avversario. Evidentemente non si rendeva conto che le dichiarazioni di Fini, sul fascismo, i diritti del parlamento, la laicità, non aprivano come una contraddizione all’interno delle destre, perché al contrario ne allargavano apparentemente l’offerta ideologico-politica, ma apparivano come contraddizioni all’interno delle sinistre, andando ad occupare surrettiziamente posizioni (trincee, verrebbe voglia di dire) e disorientandole. Non siamo di fronte a contraddizioni delle destre ma a una strategia articolata e di lunga durata di fronte alla quale bisogna mettersi nel condizione di capire a fondo al fine di costruire un fronte democratico e antifascista (mia considerazione: democratico quanto negli anni Settanta?).

    *Massimo Gianfranceschi, Sergio Angeloni, Nando Giannerelli, Giulia Severi, Gabriele Della Zoppa, Maria Rasetto, Elena Zatteroni, Iacopo Simi, Giorgio Lindi, Roberto Severi, Luciano Caleo
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  2. #2
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    Va beh è la solita filastrocca da molti anni.
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  3. #3
    .
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    Predefinito Riferimento: Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra


  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra

    non è il popolo che ha abbandonato la sinistra, sono i dirigenti di sinistra che hanno abbandonato il popolo, cosa significa fronte antifascista quando AN entra nel PDL ?

    un fronte antifascista deve innanzitutto combattere il governo berlusconi, che sta togliendo ogni libertà al popolo

    come mussolini abolisce il diritto di sciopero, e limita quello di manifestazione , lascia via libera alle ronde , piene di esaltati razzisti, modifica la costituzione in senso fascista e lascia via libera ai fascisti (ignorando la costituzione) , le posizioni sono troppo deboli , invece di accusare una restaurazione fascista, seppur con mezzi moderni parlano senza poi fare niente

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra

    la destra italiana è particolare, non è liberista anzi è stra-statalista : lo era il fascismo, lo era la DC e lo è il PDL quindi nulla a che vedere con le criticabili ma comunque differenti dottrine reganiane e tacheriane.
    la destra italiana si basa (ma anche la SX) su luoghi comuni populisti, basati su presupposti dogmi di valori quali la famiglia, la patria, la sicurezza, non che non siamo importanti anzi lo sono tali che dovrebbero essere patrimonio di tutti e non di una parte politica.
    dal punti di vista economico non ha calmierato la spesa pubblica, anzi la aumentata.

    comunque la Dx italiana vince per la nullità della controparte (e per le televisioni)

  6. #6
    Pasdar
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    Predefinito Riferimento: Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra

    d'altronde ogni Destra che sia tutt'ora DESTRA si basa su Dio, Patria, Famiglia, Sicurezza e Assistenza.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  7. #7
    Stalinismo Berlusconiano
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    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    la destra italiana è particolare, non è liberista anzi è stra-statalista : lo era il fascismo, lo era la DC e lo è il PDL quindi nulla a che vedere con le criticabili ma comunque differenti dottrine reganiane e tacheriane.
    la destra italiana si basa (ma anche la SX) su luoghi comuni populisti, basati su presupposti dogmi di valori quali la famiglia, la patria, la sicurezza, non che non siamo importanti anzi lo sono tali che dovrebbero essere patrimonio di tutti e non di una parte politica.
    dal punti di vista economico non ha calmierato la spesa pubblica, anzi la aumentata.

    comunque la Dx italiana vince per la nullità della controparte (e per le televisioni)


    Altra vagonata di puttanate.
    Il centrodestra è antistatalista nei limiti della compatibilità con un paese complesso come l'Italia. Il buon Giulio sta cercando di tenere in piedi la baracca senza alzare le tasse ai cittadini. E non è poco in un periodo come questo. Le riforme della P.A. e della scuola sono gia partite. Le altre partiranno. Il caso Alitalia è stato sicuramente gestito in maniera statalista e mi girano i coglioni ancora adesso ma non c'erano molte alternative visto che i sindacati avevano fatto fallire la trattativa con Air France.

    Luoghi comuni tipo? Intendi luoghi comuni come quelli di chi dice che gli elettori del centrodestra sono tutti analfabeti che guardano Mediaset da mattina a sera? Oppure di chi sostiene che noi di centrodestra siamo tutti evasori?
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra

    il problema della sinistra non è cme vede la destra.
    E' che vede solo la destra.
    Completamente privi di introspezione e gioco forza di produrre alcunchè di politicamente significativo.
    E' un momento così, con persone così.
    Prima o poi si affaccerà a sx un politico o più politici con i controcazzi e in molti saremo pronti a votarlo/i.
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra

    Citazione Originariamente Scritto da Verteidiger Visualizza Messaggio
    Che insalata russa di banalità, luoghi comuni ed idiozie belle e buone.
    Beh se questo è il loro livello di analisi, la destra può dormire sonni tranquilli per molto tempo ancora...

    Ma poi che c'entra il fascismo con la destra oggi al potere? Il fascismo era socialismo nazionale, quindi un po' di destra e un po' di sinistra. Un centro insomma...

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Capire la destra, come i rossi vedono il centrodestra

    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio
    il problema della sinistra non è cme vede la destra.
    E' che vede solo la destra.
    Una delle cose più giuste che abbia mai visto scritto in questi thread. In queste poche parole si condensano gli errori di tutta una parte politica negli ultimi venti anni. Errori che si ripropongono periodicamente, perchè periodicamente le stesse persone si alternano al timone di quella forza che dovrebbe fare "la sinistra" in Italia.

    Andare oltre, su questo forum, è inutile, dato che è una discussione che semmai interessa chi si sente di sinistra, non chi si sente l'opposto. E che chi si sente di sinistra ha fatto tante (forse troppe) volte, senza mai avere la forza o il coraggio, o la possibilità di arrivare a delle conclusioni.

    La vera differenza, oggi, non la fa destra o sinistra, la fanno onesti e farabutti. E la classe politica italiana, al 99% è composta dai secondi, per una semplice ragione: se sei onesto e vuoi fare politica, ti sbattono fuori (oppure ti viene un ribrezzo tale delle cose che vedi che scappi da solo).

    PS: vista la lista di oscene candidature pidielleine alle europee, come elettori convinti di destra pensanti, un po vi compatisco... vi fanno fare il lavoro sporco. Quindi non preoccupatevi troppo delle mostruosità che succedono a sinistra, perchè il voto a Mastella tocca a tutti, prima E poi. Saluti.

 

 
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