Nell'articolo che Vattimo dedica a lui, oggi sull'Unità, ci sono tre parole essenziali per descrivere il divo Ferrara:
intelligenza, sofismi,nevrosi.
Di lui dice Vattimo: "nevrotico che trasforma le sue giustificatissime insoddisfazioni personali in risentimento contro il mondo"
Vattimo non lo ritiene particolarmente intelligente, io sì. Un'intelligenza vivace e aggressiva che si serve di logica agile e, quando i conti non tornano, di sofismi pazzeschi per propinare tesi altrimenti inaccettabili da persone di buon senso.
Riguardo alla nevrosi ne abbiamo avuto una convincente dimostrazione durante l'ultimo incontro con Fassino, che, a tratti, si è risolto in un vero psicodramma. Un colloquio a due in cui Ferrara cercava di demolire le tesi di Fassino solo per convincere sè stesso di avere fatto le scelte migliori ovvero più giuste, mica le più convenienti. Ma non sempre ci riusciva e allora si arrovellava e smaniava scontrandosi con la logica finalmente fredda e lucida del nostro esile piemontese " bugia nen" che non demordeva. Alla fine il dialogo si era talmente incartato che è intervenuto Sofri a dare una gomitata dialettica al suo sparring partner e a riportare il confronto in termini a cui tutti potessero partecipare, magari comprensibili anche per gli utenti de La 7.
Con D'Alema è andata diversamente perchè lo rispetta come avversario e lo teme sul piano dialettico. L'incontro è terminato alla pari mentre con il gracile Fassino, certo di dominarlo, si è scoperto e lasciato matare.
Ed è successo che il Davide Fassino ha dominato il Golia Ferrara.




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