…e parallele.
Lei ha trascorso molti anni della sua vita accanto al più grande statista della storia moderna – sono parole di un giudice- Lei ha giocato un ruolo importante nella lotta di liberazione, ma a un certo momento qualcosa è andato storto, invece “lei doveva rappresentare un esempio”.
Ieri, mentre Zinnie Mandela ascoltava le parole del giudice del tribunale di Pretoria, George Galloway, nella sua casa di vacanze in Algarve (Portogallo) dove stava scrivendo un libro sull’Iraq, veniva a sapere dal Christian Science Monitor che, secondo documenti ritrovati in una casa di Baghdad di proprietà del figlio di Saddam, Qusay, sei pagamenti iracheni che lo riguardano avrebbero raggiunto, dal luglio 1992 a gennaio 2003, la cifra complessiva di 10 milioni di dollari.
Zinnie è stata condannata a cinque anni di prigione, dei quali uno sospeso con la condizionale, perché riconosciuta colpevole di frode e furto. Il processo che la riguarda è durato nove mesi, e le responsabilità che le hanno contestato sono quelle di aver usato il buon nome della Lega delle donne dell’African National Congress per ottenere fidi bancari personali fino a 120 mila dollari, e sistemata la figlia Zinzi. Cose che la “madre della nazione” assolutamente non doveva fare.
Per Galloway le inchieste sono appena iniziate. Secondo documenti dei servizi segreti iracheni il deputato laburista, il duro e puro che aveva sempre elogiato “il coraggio e la forza” di Saddam contro i lupi Blair e Bush, ha ricevuto finanziamenti da Baghdad, anche tramite la sua associazione caritatevole, nata per curare all’estero una bambina irachena ammalata.
Il C.S.M rincara la dose: le tre più recenti autorizzazioni di pagamento, che coprono il periodo aprile 2000- gennaio 2003, per un totale di tre milioni di dollari, sarebbero avvenute in cambio “della posizione coraggiosa del Galloway contro i nemici dell’Iraq, e per l’opposizione all’interno della Camera dei Comuni contro le oltraggiose bugie sul popolo iracheno”.
L signora Mandela ha ascoltato impassibile la sentenza, è uscita in silenzio dal tribunale e ha scritto una lettera per dire che si dimette da tutte le sue cariche, in Parlamento e nel partito.
Galloway, veterano delle querele, grazie alle quali ha già acquistato una Mercedes e la villa lusitana, ne ha annunciate altre. Nega tutto. Non esclude che “terze persone dell’organizzazione” possano aver tratto illeciti vantaggi.
Nella intervista concessa al Guardian dopo giorni di silenzio ha detto che sono “bugie di fantastiche proporzioni”.
Durante l’intervista si è fatto fotografare indossando una t-shirt scura con il simbolo dell’African National Congress di Mandela.
saluti




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