Ieri ho postato quell'articolo di quell'assessore & affini indagati in Regione per truffa ai danni della stessa........oggi per Angiolino riservo questa chicca e gli dico che se non hanno il coraggio di tagliare i rami marci nel loro partito, non può pretendere che io almeno nel mio Veneto non continui a considerarli il peggio della vecchia politica, che il Follini invece di star lì a fare il buon samaritano, che lasci lavorare e prendere le decisioni del caso al governo, senza cercare mediazioni che non servono a niente, se non ad apparire agli occhi della popolazione dei deboli, e che venga in Veneto a sistemare le cose all'interno del suo movimento che tra l'uno e l'altro ci rimettiamo tutti.....ma si sa si preferisce guardare ai toni e alle sguaiate del Bossi.....![]()
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Battaglia per cacciare Gottardo
L'Udc riscopre la questione morale e si rivolge a Follini
Ma l'ex sindaco di Padova ha la maggioranza del partito
di Renzo Mazzaro
VENEZIA. Il più lungo congresso della storia politica mondiale è in corso nel Veneto. Lo sta tenendo l'Udc, Unine democratica di centro, nata dalla fusione di Cdu, Ccd e De. Un'assise estenuante, con 384 delegati, che è iniziata sabato 3 maggio all'Hotel Alfa di Vicenza e terminerà domenica 18. Uno pensa: avranno requisito l'hotel, forse bivaccheranno nei corridoi, magari prenderanno il sole nel piazzale, ma cosa avranno da dirsi di così interminabile? E chi paga il conto? Non sarà mica come ai tempi della Dc, quando si leggeva di amnesie collettive dei congressisti che se ne andavano convinti che pagasse Pantalone?
Niente di tutto questo: dopo il primo giorno, i delegati sono tornati a casa. Ognuno continua il congresso per conto suo. Si ritrovano domenica prossima per votare il nuovo segretario. Due settimane di riflessione, per prendere una delle decisioni più sofferte di cui si abbia mai avuto cognizione: confermare il segretario che c'era prima. Peraltro candidato unico, finora. Si tratta di Settimo Gottardo, ex sindaco di Padova ed ex parlamentare, sul quale una lettera anonima, spedita a tutti i delegati, ha aperto uno squarcio di verità che nessuno sospettava, benché i giornali ne scrivano da almeno dieci anni: Gottardo era coinvolto assieme ad Antonio Testa nel processo per le tangenti del nuovo tribunale di Padova e nel 2001 ha patteggiato 1 anno e 7 mesi. Può un partito serio farsi guidare da un segretario con questi scheletri nell'armadio? Colpiti dall'improvvisa novità, Anna Maria Leone ed Ettore Peretti, parlamentari di Verona, hanno scritto una lettera aperta ai vertici dell'Udc: «Il congresso regionale ha sancito una profonda spaccatura sulla questione morale che inutilmente abbiamo cercato, senza clamore, di superare, evitando agli iscritti l'umiliazione e la mortificazione di far nascere il nuovo partito con il marchio indelebile della stagione di tangentopoli (...) Una storia da dimenticare, quella di una certa Dc degli anni '80, indegna erede di quella precedente, spazzata via dai magistrati e dagli elettori e, prima ancora, dall'insipienza della sua classe dirigente». Parole vibranti di sdegno e chi conosce Anna Maria Leone, per due legislature consigliere regionale, sa che con lei l'ironia è fuori posto.
«Ora questa classe dirigente, bocciata dalla storia prima ancora che dalla magistratura, vuol diventare il riferimento dell'Udc del Veneto - insiste la lettera -. Come possiamo essere interlocutori credibili della società veneta? (...) Un partito che nasce così, nasce sterile. Noi vogliamo impedirlo. Per questo non ci saranno mediazioni o cedimenti. E' una battaglia politica che condurremo dall'interno del partito, con la convinzione che solo nel rinnovamento, senza scorciatoie e senza furbizie, sta la sola nostra possibilità di essere protagonisti credibili».
Segue la richiesta a Marco Follini, neo-segretario nazionale dell'Udc, di sospendere l'iscritto Settimo Gottardo per indegnità morale. Oggi si riunisce a Roma la commissione di garanzia dell'Udc per esaminare la faccenda, aggravata, si fa per dire, da altri due ricorsi: 5 delegati su 384 non hanno ricevuto la convocazione; al momento dell'apertura dei lavori non è stata fatta la verifica della gente in sala. Pare che anche su questo ci sia poco da scherzare.
Gottardo, che ne ha viste di peggiori, si fa due conti: «Dalla mia parte ci sono 3 consiglieri regionali su 5: Bozzolin, Piccolo e De Boni, contro Braghetto e Silvestrin; 3 parlamentari su 5: Bergamo, D'Agrò e Gaburro, contro Leone e Peretti; 5 segretari provinciali su 7, esclusi solo Rovigo e Padova. E' vero che in giunta regionale siamo 0-2: De Poli e Padoin sono di là. Ma è uno schieramento amplissimo, il 70% del partito, che poggia ovviamente su un'ipotesi politica: avere un rapporto politico paritario dentro la Casa delle libertà e non essere più solo un cespuglio. Questo comporta tante cose, come ben si capisce». Esempio a caso: che la ricandidatura a presidente di Giancarlo Galan è tutta da discutere? «Ovvio». Allarmato da questa ipotesi, il presidente della Regione sarebbe andato a Roma mercoledì 7 maggio a fare pressioni su Follini. «Figurarsi se ho tempo anche per l'Udc - ribatte invece Galan - come se non mi bastassero le grane di Forza Italia».
E la questione morale? «Quella è archeologia - risponde Settimo -. L'anno scorso il problema non esisteva, lo tirano fuori adesso perché non sanno come scardinare questa maggioranza. Io ho patteggiato nel 2001 perché il processo di primo grado, durato 9 anni, è stato annullato in appello e avrei dovuto ricominciare tutto da capo. Ma il patteggiamento non è una condanna. Chiedetelo agli avvocati». Ha ragione lui.




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Nobis ardua


