Ottava richiesta di ricusazione da parte di Previti che riesce a guadagnare ancora qualche giorno.
Che palle sto pollista. Veramente pesante.
Sabato 26 Aprile 2003, 153
Imi-sir: Dopo Tre Anni Ancora Attesa Per Verdetto
(ASCA) - Roma, 26 apr - Nessun atto finale oggi per il processo Imi-Sir. Alle 11 di questa mattina era prevista l'apertura dell'udienza con il successivo ingresso in camera di consiglio per la sentenza dei giudici della IV sezione del tribunale di Milano. Ma all'ultimo momento e' stata presentata dal principale imputato, Cesare Previti, istanza di ricusazione (l'ottava in ordine di tempo) nei confronti del collegio presieduto da Paolo Carfi'. Quindi tutto rimandato a martedi' prossimo, 29 aprile, alle 15. Un processo lungo tre anni, avviato l'11 maggio 2000, le cui indagini partono pero' dal 1995, con le prime dichiarazioni verbalizzate di Stefania Ariosto. E i cui incartamenti arrivano davanti al gup Alessandro Rossato, per la lunghissima udienza preliminare, il 29 giugno 1998. Un processo che ha visto confluire in un unico procedimento - tra ricusazioni dei giudici, richieste di astensione del pm, varie eccezioni, questioni di legittimita' costituzionale, richieste di rimessione - due distinti processi: quello Imi-Sir, cominiciato appunto l'11 maggio 2000, e quello per il Lodo Mondadori, avviato il 28 gennaio 2001. Processi unificati, non senza polemiche, perche' gli imputati sono in pratica gli stessi. Nei processi si parla di due sentenze che sarebbero state comprate: quella che riconobbe 1.000 miliardi di lire di risarcimento alla Sir di Nino Rovelli da parte dell'Imi e quella che annullo' il lodo arbitrale che aveva dato ragione a Carlo De Benedetti nel contenzioso con Silvio Berlusconi per il controllo della Mondadori. Oltre a Previti sono, tra gli altri, imputati per corruzione in atti giudiziari, gli avvocati Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, gli ex giudici Vittorio Metta, Renato Squillante e Filippo Verde, la vedova Rovelli, Primarosa Battistella. Per quanto riguarda Imi-Sir si parla di 66 miliardi di lire arrivati a Previti, Pacifico e Acampora. L'accusa sostiene che fu il costo per comprare la sentenza, la difesa afferma che si trattava semplicemnete del pagamento di parcelle. Per il Lodo Mondadori invece tutto parte dalle disponibilita' miliardarie trovate sui conti esteri del giudice Squillante. E dai 400 milioni di vecchie lire che l'ex giudice Metta, secondo l'accusa, avrebbe avuto da Pacifico (a sua volta soldi avuti da Previti) e versati come caparra per l'acquisto di una casa. Secondo la Procura di Milano il prezzo pagato per annullare il Lodo Mondadori.




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