ULIVO = COALIZIONE DIVISA SU TUTTO!
SULLA POLITICA ESTERA , SULLA POLITICA INTERNA..ORA PURE SUI REFERENDUM
DOPO IL SI AL REFERENDUM DELL'ETERNO DESIDERATO ( BERTINOTTI) DA PARTE DEI VERDI E DEI COMUNISTI ITALIANI ECCO LA POSIZIONE DEI DS
Referendum, i Ds: "Rendiamolo inutile"
La segreteria della Quercia ha deciso: "Non cadremo nella trappola tesa da Berlusconi e Confindustria, renderemo inutile la consultazione". "Non significa libertà di voto", specifica Fassino.
di Fe. Al.
ROMA - "Referendum trappola", "referendum dannoso", e dunque "deve essere reso inutile". Come? Facendo mancare il quorum. Ma questo lo dirà ufficialmente il prossimo organismo dirigente convocato, forse, anche dopo le amministrative del 25 e 26 maggio.
La segreteria Ds non mette nero su bianco una decisione sulla consultazione del 15 giugno, ma non lascia libertà di voto, ci tiene a dirlo il segretario Piero Fassino, aprendo la riunione. "Non cadiamo nella trappola ordita da Berlusconi e dal gruppo dirigente di Confindustria nella quale si è infilata una sinistra radicale - dice Pierluigi Bersani, responsabile economico della Quercia al termine della segreteria - Abbiamo altre priorità a cominciare dalle elezioni amministrative".
Una decisione per non decidere? I diessini si dicono convinti che la loro posizione rappresenti la parte maggioritaria del Paese, delle imprese e dei lavoratori. "Questa consultazione non corrisponde ai problemi della gente, né risolve la tutela dei diritti dei lavoratori - continua Bersani - come si fa a non parlare per due anni dei nuovi lavori? Questo referendum è dannoso e dobbiamo renderlo inutile. Ci si deve mettere a lavorare intorno ai problemi veri. Nei prossimi giorni incontreremo le associazioni d'impresa e i sindacati e di confronteremo con l'Ulivo per capire come rendere utile la nostra posizione".
Parole, queste ultime che si spiegano soltanto se, come spiegano in casa diessina, si vede una possibilità di ricondurre il "no" ufficiale della Margherita, in una possibile posizione che tenda a far fallire il voto del 15 giugno. E infatti il coordinatore nazionale della Margherita, Dario Franceschini: "Mi pare un buon passo avanti - ha spiegato - perché non è più la semplice libertà di voto, ma un giudizio politico negativo sul referendum e sul suo esito. La Margherita - ha sottolineato Franceschini - ha sempre avuto una posizione contraria e quindi questo orientamento può avvicinare utilmente le nostre posizioni". Posizione contraria riconfermata dall'ufficio di presidenza riunito stamattina.
Bersani comunque rifiuta l'accusa di indecisione. "Il nostro non è imbarazzo, ma una posizione politica. Quale altro partito ha convocato un organismo dirigente sul tema? Non intendiamo cadere in questo pressing".
Cesare Damiano, responsabile del lavoro della Quercia, sostiene che un "sì" avrebbe conseguenze negative e che il "no" sarebbe una risposta inadeguata alle esigenze del lavoro: "Abbiamo presentato le nostre proposte in Parlamento, chiediamo che siano immediatamente discusse e non invertiamo le nostre priorità".
Così i Ds, mentre Bertinotti vede ormai vicino il raggiungimento del quorum e la Cgil si prepara a una difficile discussione per la prossima settimana. Epifani, che ha per ora schierato la sua organizzazione per il "sì", ha ricevuto una missiva dallo Sdi milanese: non torniamo su posizioni massimaliste. La Cisl e la Uil, invece, ufficializzeranno insieme il 13 maggio. La confederazione di via Lucullo ha infatti spostato la direzione convocata per il 9.
O MEGLIO DI UNA PARTE DEI DS IL CORRENTONE VOTERA' SI E ASPETTIAMOCI COFFERATI
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