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Kronos
ROMA - Il caso "Annozero" non si chiude. Anzi: d'intesa con il ministro Claudio Scajola, il viceministro viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani ritiene di dover aprire «una fase istruttoria ai sensi dell'art. 39 del contratto di servizio, in base al quale il ministero ha l'obbligo di curare la corretta attuazione del contratto stesso. Nell'ambito del potere di verifica previsto da tale articolo, che consente al ministero di chiedere in qualsiasi momento alla Rai informazioni, dati e documenti utili si terrà un incontro fra ministero e i vertici Rai».
POSSIBILE L'INTERVENTO DI AGCOM - «Al termine di tale procedura - spiega una nota del ministero -, in virtù del potere d'impulso conferito dalla legge al ministero, si valuterà se richiedere l'intervento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per l'applicazione delle sanzioni previste, ai sensi dell'art 48 del Testo unico della radiotelevisione, in caso di violazione degli obblighi di servizio imposti alla Rai. Sanzioni che possono arrivare fino ad un 3 per cento del fatturato dell'azienda».
SCHIFANI: «INFORMAZONE ATTENTA AL BUON GUSTO» - La Rai è «un servizio pubblico» e come tale «è tenuta a dare ai cittadini un'informazione, una critica politica sempre attenta al buon gusto e a quello che interessa effettivamente». Quindi, secondo il presidente del Senato Renato Schifani, «niente gossip e niente cattivo gusto: quello che mi preoccupa è che l'imbarbarimento della politica si stia spostando anche sul mezzo televisivo».
DIPIETRO: «INTERROGAZIONE SU SCAJOLA» - «La vicenda di "Annozero" fa comprendere in tutta la sua gravità lo stato della democrazia in Italia. Tutti i ministri obbedienti al loro padrone, Silvio Berlusconi, continuano ad attaccare la trasmissione calpestando ruoli e regole. I pochi spazi di libera informazione del servizio pubblico radiotelevisivo sono sotto assedio, come avviene nei peggiori regimi». Lo afferma, in una nota, il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «Per queste ragioni - conclude - l'Italia dei Valori ha già predisposto, e lunedi presenterà sia un'interrogazione sull'operato del ministro Scajola, sia una mozione che impegni il Governo a rispettare il pluralismo dell'informazione».
26 settembre 2009