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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito La Spagna pesta in carcere i cittadini, paese tornato al Franchismo con Aznar

    Testimonianza inviata dai prigionieri politici baschi Bittor Goñi e Jesús mari Etxeberria dal carcere spagnolo di Valdemoro


    errepresioahandi.jpg0qxjm1.jpg, JPG image, 105x105

    Il giorno 06.03.2003, dopo che cinque di noi prigionieri politici avevamo esibito cartelli per protestare contro la morte dei famigliari di Juankar Balerdi (prigioniero politico i cui famigliari sono morti in un incidente stradale durante un viaggio per far visita al loro congiunto, N.d.T.), ci hanno messi in una stanza e, un’ora dopo, sono entrati 20 carcerieri con manganelli e manette e ci hanno buttati contro il muro e a terra, per portarci, infine (Etxeberria e Goñi) in celle di punizione, fra spintoni, botte, minacce e insulti.

    Mentre si portavano via Goñi, ammanettato con le braccia dietro la schiena, picchiandolo, lui ha chiesto rispetto. Come risposta si è sentito dire che “l’unico rispetto che bisogna portarti è tirarti un colpo, a te e poi a tutta la tua famiglia”.

    Dopo aver passato più di un mese sopportando la loro villania e abusi di autorità in isolamento, arriva in sezione un prigioniero sociale che provoca chiunque parli alle finestre. Insulta e minaccia di piantare una coltellata a chiunque esca all’aria.

    Quando si accorge ci siamo anche noi due baschi, gli insulti e le minacce arrivano a noi. Due giorni a ripetere le stesse cose. Noi, non abbiamo neppure risposto.

    Per questo, quando un giorno vediamo che improvvisamente entra nel nostro gabbione, dove trascorriamo l’aria, e sentiamo le sue minacce di rissa, lo portiamo fuori senza che nessuno lo danneggi, ma le guardie, sorprendentemente, in due secondi sono scese dal pianerottolo e dall’ufficio e ci hanno rinfacciato il nostro comportamento.

    Mentre spiegavamo loro cosa stava accadendo con questa persona, non hanno voluto acoltare e ci hanno ordinato di uscire dal gabbione, quando erano trascorsi solo 15 minuti delle quattro ore d’aria che ci spettano.

    Ci siamo rifiutati, dato che non era successo nulla e stavamo tutti bene. Allora se ne vanno e, dopo cinque minuti, quando nemmeno ce l’aspettavamo, arrivano in cortile dieci secondini che, immediatamente, ci ammanettano e ci colpiscono forte su tutto il corpo. A strattoni, ci trascinano su, fino alle celle, nudi dalla cintola in giù, e in cella tornano a picchiarci.

    Siamo rimasti più di una settimana accasciati sulla branda, con forti dolori e pieni di sangue. I medici, quando si sono fatti vedere, non hanno neppure badato a noi. Hanno ignorato le ferite ed i forti dolori al collo, alla schiena e alle spalle. Per le ferite, abbiamo dovuto insistere cinque giorni per avere delle garze e un po’ di “betadine”. Per avere qualcosa per le contusioni muscolari c’è voluta una settimana.

    I medici sembrano autentici macellai usciti dai film sui campi di concentramento nazisti. Il vicedirettore medico è un assente che non risponde né alle domande, né alle richieste.

    Un giorno, volevano auscultare Goñi nel corridoio oscuro che da sulla sua cella, chiedendogli che si denudasse davanti ad un capannello di 10 secondini e un infermiere che sembrava il fratello di Ynestrillas (capo di un gruppuscolo neonazista spagnolo, noto per violenze e provocazioni soprattutto contro la sinistra basca, N.d.T.).
    Queste ed altre situazioni si verificano tuttora in questa sezione di punizione, ma la cosa più curiosa è che col passare del tempo e grazie alle informazioni ricevute da altri detenuti in questa sezione, ci siamo resi conto che tutto era stato preparato apposta per impartirci un pestaggio, dato che è stato confermato che vari detenuti avevano parlato con la stessa guardia, il giorno precedente il pestaggio, delle minacce del detenuto di cui abbiamo parlato prima e dell’accanimento contro i baschi.

    Sempre il giorno precedente il pestaggio, volevano privarci di un’ora d’aria e ci siamo rifiutati di rientrare, così i secondini già ci avevano lanciato un avvertimento e se n’erano andati sbattendo la porta. Lo stesso giorno del pestaggio abbiamo anticipato una borroka (lotta, N.d.T.) preparata per tre giorni dopo, per protestare contro la nostra situazione di isolamento, ingiustificata ed illegale.

    Ora abbiamo solo ciò che indossiamo, una radio e qualche libro. Facciamo i nostri bisogni per terra e li spargiamo sulle pareti della cella e anche in sezione.

    Buttiamo il cibo “eccedente” nell’ingresso della cella, il vassoio dalla finestra. Abbiamo boicottato il water e realizzato scritte con la nostra merda, contro l’isolamento, la tortura ed i pestaggi di prigionieri/e.

    Non facciamo la doccia, né ci cambiamo gli indumenti. È per questo che i secondini ci hanno lasciati vari giorni senza uscire all’aria, senza poter telefonare, ci hanno separati e ci fanno andare in cortile uno alla volta, non ci vediamo, né possiamo parlare con nessuno. La corrispondenza non arriva e non parte. È per questo che ci hanno privati dei miserabili 50 minuti settimanali di attività sportiva.

    Perché è la loro impotenza. Perché stiamo vincendo. Perché non sanno cosa fare con la nostra resistenza di merda. Perché le loro scarpe la stanno spargendo per tutta la sezione. Perché la combattono con tonnellate di candeggina che fa loro venire mal di testa ed irrita i loro occhi. Perché dal terzo giorno di protesta essi portano le mascherine e noi non ne abbiamo bisogno. Perché i turni, che prima erano di due giorni e mezzo, ora sono di un giorno. Perché le mosche cominciano a dare fastidio e l’odore gli arriva in ufficio.

    Perché abbiamo l’appoggio dei prigionieri sociali e questo li scoccia. Perché non si azzardano a perquisirci, né noi, né le nostre celle. Perché più di tre di loro hanno vomitato quando hanno aperto le nostre celle. Perché il vento ci ha aiutato a spargere migliaia di frammenti di giornali e riviste che fanno saltare i sensori dell’allarme. Perché puzzano e non sanno da dove viene l’odore del boicottaggio. Perché questa borroka si potrebbe estendere ad altre carceri. E perché li vinceremo. Dovranno tirarci fuori da qui, quando non ce la faranno più.

    Sebbene sia vero che sia i secondini, sia i medici hanno la colpa del nostro isolamento e tortura, come pure delle gravi conseguenze del pestaggio, vogliamo mettere bene in chiaro che gli autentici colpevoli sono il Partido Popular (PP), il Partido Socialista Obrero Español (PSOE), il Partito Nazionalista Basco (PNV), Eusko Alkartasuna (EA), Izquierda Unida-Ezker Batua (IU-EB): alcuni per mettere in pratica la dispersione dei prigionieri politici baschi, altri per appoggiarla e/o non fare nulla per risolvere il problema.

    Signorini del PNV, EA, IU-EB, le vostre pacchette di incoraggiamento sulla spallabruciano la nostra pelle irritata. I vostri elisir e unguenti da baraccone sono una ciarlataneria a buon mercato che serve solo ad intascare voti di sprovveduti e ingannati.

    Se voi siete un governo (riferimento al tripartito PNV-EA-IU che governa la Comunità Autonoma Basca, N.d.T.), siete solo un giogo. Ma non ci ingannerete in nessun Aberri Eguna (Giorno della Patria Basca, celebrato recentemente, N.d.T.), con la storiella del “Vengono a dare la caccia a noi”. Eh, Arzallus (segretario del PNV, N.d.T.)? quelli che “non vogliamo essere servi della Spagna” siamo noi, noi che stiamo nelle sue fauci incarcerati, torturati, repressi, messi al bando, intercettati, censurati, nudi, ammanettati e con il sacchetto sulla testa (in riferimento alla frequente tortura che consiste nel portare il prigioniero al limite del soffocamento con un sacchetto infilato sul capo, N.d.T.) e… Piantatela con i sorrisini e le pacchette, che vi puzzano le ascelle!

    Un saluto a tutti/e i/le prigionieri/e politici dello Stato spagnolo e francese e specialmente a voi che vi trovate nelle celle di punizione.

    www.gara.net

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    NUOVA AGGRESSIONE DI GARZON ALLA SINISTRA BASCA: NOVE ARRESTI FRA I RAPPRESENTANTI DELLA DISCIOLTA BATASUNA E MEMBRI DELL’ASSEMBLEA DEGLI ELETTI NELLE ISTITUZIONI BASCHE

    Fonte: El Mundo (edizione on line)

    Bilbao

    La Polizia Nazionale spagnola ha arrestato nelle province basche di Bizkaia, Gipuzkoa, Araba e in Navarra nove persone legate a Batasuna e Udalbiltza (Assemblea degli eletti nelle Istituzioni del Paese Basco). Fra gli arrestati si trova Lander Etxebarria, portavoce presso il municipio di Bilbao della formazione della Sinistra indipendentista messa fuori legge. Le sedi di Udalbiltza di Bilbao e Vitoria sono state messe sotto sequestro.

    Gli agenti hanno perquisito anche il municipio di Astigarraga, alla presenza della sindaca Elixabette Laburu, di Batasuna.

    Lander Etxebarria è stato arrestato presso il suo domicilio di Bilbao da agenti incappucciati che si sono impossessati anche di diversi documenti.

    Il portavoce di Sozialista Abertzaleak (nome del gruppo consiliare della Sinistra indipendentista dopo la messa fuori legge di Batasuna) è stato condotto dalla sua casa alla sede di Udalbiltza di Bilbao.

    Sempre a Bilbao sono state arrestate Miriam Campos e Leire Iroyaga, rispettivamente responsabili delle relazioni internazionali e della tesoreria di Udalbiltza. Anch’esse sono state condotte presso la sede dell’istituzione basca che è stata sigillata dopo una minuziosa perquisizione.

    Gli ultimi arrestati sono Karmele Urbitzondo, impiegata di Udalbiltza e capolista della piattaforma elettorale della Sinistra indipendentista per le prossime elezioni nella località di Urnieta (Gipuzkoa) e Eider Kasanova, capolista a Barakaldo (Bizkaia) e membro di Udalbiltza.

    In Navarra sono stati arrestati Oscar Goñi, consigliere comunale di Batasuna nella località di Vera de Bidasoa e josé Manuel Jurado. Arrestato anche Larraiz Sanzberro Arakama, consigliera di Euskal Herritarrok al municipio di Oiartzun (Gipuzkoa) ed impiegata amministrativa in Udalbiltza.

    A Vitoria è stato arrestato José Enrique Bertotra, portavoce di Sozialista Abertzaleak, poi condotto alla sede di Udalbiltza del capoluogo di Araba. Terminata la perquisizione, gli agenti hanno sigillato gli uffici.

    Fonti delle Forze di Sicurezza dello Stato hanno comunicato all’agenzia si notizie EFE che l’operazione è ancora in corso ed è legata l dossier relativo a Ekin-Segi, organizzazioni disarticolate in diverse azioni poliziesche dirette dal giudice del Tribunale Speciale spagnolo noto come Audiencia Nacional, Baltasar Garzón.

  3. #3
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    Predefinito Re: La Spagna pesta in carcere i cittadini, paese tornato al Franchismo con Aznar

    In Origine Postato da yurj
    Testimonianza inviata dai prigionieri politici baschi Bittor Goñi e Jesús mari Etxeberria dal carcere spagnolo di Valdemoro


    errepresioahandi.jpg0qxjm1.jpg, JPG image, 105x105

    Il giorno 06.03.2003, dopo che cinque di noi prigionieri politici avevamo esibito cartelli per protestare contro la morte dei famigliari di Juankar Balerdi (prigioniero politico i cui famigliari sono morti in un incidente stradale durante un viaggio per far visita al loro congiunto, N.d.T.), ci hanno messi in una stanza e, un’ora dopo, sono entrati 20 carcerieri con manganelli e manette e ci hanno buttati contro il muro e a terra, per portarci, infine (Etxeberria e Goñi) in celle di punizione, fra spintoni, botte, minacce e insulti.

    Mentre si portavano via Goñi, ammanettato con le braccia dietro la schiena, picchiandolo, lui ha chiesto rispetto. Come risposta si è sentito dire che “l’unico rispetto che bisogna portarti è tirarti un colpo, a te e poi a tutta la tua famiglia”.

    Dopo aver passato più di un mese sopportando la loro villania e abusi di autorità in isolamento, arriva in sezione un prigioniero sociale che provoca chiunque parli alle finestre. Insulta e minaccia di piantare una coltellata a chiunque esca all’aria.

    Quando si accorge ci siamo anche noi due baschi, gli insulti e le minacce arrivano a noi. Due giorni a ripetere le stesse cose. Noi, non abbiamo neppure risposto.

    Per questo, quando un giorno vediamo che improvvisamente entra nel nostro gabbione, dove trascorriamo l’aria, e sentiamo le sue minacce di rissa, lo portiamo fuori senza che nessuno lo danneggi, ma le guardie, sorprendentemente, in due secondi sono scese dal pianerottolo e dall’ufficio e ci hanno rinfacciato il nostro comportamento.

    Mentre spiegavamo loro cosa stava accadendo con questa persona, non hanno voluto acoltare e ci hanno ordinato di uscire dal gabbione, quando erano trascorsi solo 15 minuti delle quattro ore d’aria che ci spettano.

    Ci siamo rifiutati, dato che non era successo nulla e stavamo tutti bene. Allora se ne vanno e, dopo cinque minuti, quando nemmeno ce l’aspettavamo, arrivano in cortile dieci secondini che, immediatamente, ci ammanettano e ci colpiscono forte su tutto il corpo. A strattoni, ci trascinano su, fino alle celle, nudi dalla cintola in giù, e in cella tornano a picchiarci.

    Siamo rimasti più di una settimana accasciati sulla branda, con forti dolori e pieni di sangue. I medici, quando si sono fatti vedere, non hanno neppure badato a noi. Hanno ignorato le ferite ed i forti dolori al collo, alla schiena e alle spalle. Per le ferite, abbiamo dovuto insistere cinque giorni per avere delle garze e un po’ di “betadine”. Per avere qualcosa per le contusioni muscolari c’è voluta una settimana.

    I medici sembrano autentici macellai usciti dai film sui campi di concentramento nazisti. Il vicedirettore medico è un assente che non risponde né alle domande, né alle richieste.

    Un giorno, volevano auscultare Goñi nel corridoio oscuro che da sulla sua cella, chiedendogli che si denudasse davanti ad un capannello di 10 secondini e un infermiere che sembrava il fratello di Ynestrillas (capo di un gruppuscolo neonazista spagnolo, noto per violenze e provocazioni soprattutto contro la sinistra basca, N.d.T.).
    Queste ed altre situazioni si verificano tuttora in questa sezione di punizione, ma la cosa più curiosa è che col passare del tempo e grazie alle informazioni ricevute da altri detenuti in questa sezione, ci siamo resi conto che tutto era stato preparato apposta per impartirci un pestaggio, dato che è stato confermato che vari detenuti avevano parlato con la stessa guardia, il giorno precedente il pestaggio, delle minacce del detenuto di cui abbiamo parlato prima e dell’accanimento contro i baschi.

    Sempre il giorno precedente il pestaggio, volevano privarci di un’ora d’aria e ci siamo rifiutati di rientrare, così i secondini già ci avevano lanciato un avvertimento e se n’erano andati sbattendo la porta. Lo stesso giorno del pestaggio abbiamo anticipato una borroka (lotta, N.d.T.) preparata per tre giorni dopo, per protestare contro la nostra situazione di isolamento, ingiustificata ed illegale.

    Ora abbiamo solo ciò che indossiamo, una radio e qualche libro. Facciamo i nostri bisogni per terra e li spargiamo sulle pareti della cella e anche in sezione.

    Buttiamo il cibo “eccedente” nell’ingresso della cella, il vassoio dalla finestra. Abbiamo boicottato il water e realizzato scritte con la nostra merda, contro l’isolamento, la tortura ed i pestaggi di prigionieri/e.

    Non facciamo la doccia, né ci cambiamo gli indumenti. È per questo che i secondini ci hanno lasciati vari giorni senza uscire all’aria, senza poter telefonare, ci hanno separati e ci fanno andare in cortile uno alla volta, non ci vediamo, né possiamo parlare con nessuno. La corrispondenza non arriva e non parte. È per questo che ci hanno privati dei miserabili 50 minuti settimanali di attività sportiva.

    Perché è la loro impotenza. Perché stiamo vincendo. Perché non sanno cosa fare con la nostra resistenza di merda. Perché le loro scarpe la stanno spargendo per tutta la sezione. Perché la combattono con tonnellate di candeggina che fa loro venire mal di testa ed irrita i loro occhi. Perché dal terzo giorno di protesta essi portano le mascherine e noi non ne abbiamo bisogno. Perché i turni, che prima erano di due giorni e mezzo, ora sono di un giorno. Perché le mosche cominciano a dare fastidio e l’odore gli arriva in ufficio.

    Perché abbiamo l’appoggio dei prigionieri sociali e questo li scoccia. Perché non si azzardano a perquisirci, né noi, né le nostre celle. Perché più di tre di loro hanno vomitato quando hanno aperto le nostre celle. Perché il vento ci ha aiutato a spargere migliaia di frammenti di giornali e riviste che fanno saltare i sensori dell’allarme. Perché puzzano e non sanno da dove viene l’odore del boicottaggio. Perché questa borroka si potrebbe estendere ad altre carceri. E perché li vinceremo. Dovranno tirarci fuori da qui, quando non ce la faranno più.

    Sebbene sia vero che sia i secondini, sia i medici hanno la colpa del nostro isolamento e tortura, come pure delle gravi conseguenze del pestaggio, vogliamo mettere bene in chiaro che gli autentici colpevoli sono il Partido Popular (PP), il Partido Socialista Obrero Español (PSOE), il Partito Nazionalista Basco (PNV), Eusko Alkartasuna (EA), Izquierda Unida-Ezker Batua (IU-EB): alcuni per mettere in pratica la dispersione dei prigionieri politici baschi, altri per appoggiarla e/o non fare nulla per risolvere il problema.

    Signorini del PNV, EA, IU-EB, le vostre pacchette di incoraggiamento sulla spallabruciano la nostra pelle irritata. I vostri elisir e unguenti da baraccone sono una ciarlataneria a buon mercato che serve solo ad intascare voti di sprovveduti e ingannati.

    Se voi siete un governo (riferimento al tripartito PNV-EA-IU che governa la Comunità Autonoma Basca, N.d.T.), siete solo un giogo. Ma non ci ingannerete in nessun Aberri Eguna (Giorno della Patria Basca, celebrato recentemente, N.d.T.), con la storiella del “Vengono a dare la caccia a noi”. Eh, Arzallus (segretario del PNV, N.d.T.)? quelli che “non vogliamo essere servi della Spagna” siamo noi, noi che stiamo nelle sue fauci incarcerati, torturati, repressi, messi al bando, intercettati, censurati, nudi, ammanettati e con il sacchetto sulla testa (in riferimento alla frequente tortura che consiste nel portare il prigioniero al limite del soffocamento con un sacchetto infilato sul capo, N.d.T.) e… Piantatela con i sorrisini e le pacchette, che vi puzzano le ascelle!

    Un saluto a tutti/e i/le prigionieri/e politici dello Stato spagnolo e francese e specialmente a voi che vi trovate nelle celle di punizione.

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    Lo sai quanta gente del PNV hanno ammazzato i tuoi "repressi"?
    Lo sai quanti poliziotti dell'Ertzaintza hanno assassinato?
    E tra i più di 800 morti di ETA (di cui HB è il braccio politico punto e basta si può raccontare tutte le panzane che si vuole) sai quanti sono i bambini?
    Sai quanti giornalisti, scrittori, intellettuali (antifrasnchisti tra l'altro) vivono scortati perchè ETA o uomini di HB hanno detto che sono nemici del popolo?
    Lo sai quanta gente ogni hanno deve andare via da Euskadi per lo stesso motivo?
    Nei Paesi Baschi i repressi sono quelli che impediscono nelle zone dove sono più forti a chi non la pensa come loro di vivere, fare politica, accompagnare a scuola i figli senza scorta.
    Obbligano l' Ertzaintza la loro polizia, nata con una forte identità antifranchista ad andare in giro coperta da un passamontagna per difendersi dai mille occhi di HB-ETA.

    Il PNV senza ammazzare nessuno ha già ottenuto per Euskadi la più ampia autonomia d'Europa, e adesso sta trattando per il trasferimento di 35 competenze previste dagli accordi e non ancora ottenute in via definitiva.
    Il PNV è il vero partito della libertà di EUSKADI HB è solo il complice di una banda di assassini che hanno provocato la militarizzazione dei Paesi baschi.

    Con ciò non si vuole assolutamente giustificare la loro messa fuori legge che provocherà ancora più sangue e odio
    Questi sono i repressi

    I tuoi repressi sono quelli che

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: La Spagna pesta in carcere i cittadini, paese tornato al Franchismo con Aznar

    In Origine Postato da piemont
    Lo sai quanta gente del PNV hanno ammazzato i tuoi "repressi"?
    Lo sai quanti poliziotti dell'Ertzaintza hanno assassinato?
    E tra i più di 800 morti di ETA (di cui HB è il braccio politico punto e basta si può raccontare tutte le panzane che si vuole) sai quanti sono i bambini?
    Sai quanti giornalisti, scrittori, intellettuali (antifrasnchisti tra l'altro) vivono scortati perchè ETA o uomini di HB hanno detto che sono nemici del popolo?
    Lo sai quanta gente ogni hanno deve andare via da Euskadi per lo stesso motivo?
    Nei Paesi Baschi i repressi sono quelli che impediscono nelle zone dove sono più forti a chi non la pensa come loro di vivere, fare politica, accompagnare a scuola i figli senza scorta.
    Obbligano l' Ertzaintza la loro polizia, nata con una forte identità antifranchista ad andare in giro coperta da un passamontagna per difendersi dai mille occhi di HB-ETA.

    Il PNV senza ammazzare nessuno ha già ottenuto per Euskadi la più ampia autonomia d'Europa, e adesso sta trattando per il trasferimento di 35 competenze previste dagli accordi e non ancora ottenute in via definitiva.
    Il PNV è il vero partito della libertà di EUSKADI HB è solo il complice di una banda di assassini che hanno provocato la militarizzazione dei Paesi baschi.

    Con ciò non si vuole assolutamente giustificare la loro messa fuori legge che provocherà ancora più sangue e odio
    Questi sono i repressi

    I tuoi repressi sono quelli che
    Non vi sono patrioti "buoni" e patrioti "cattivi". Vi è chi cerca di ottenere, leccando il culo alpadrone e chi questa prassi la rifiuta in nome del diritto del popolo a decidere sovranamente.

    Chi sceglie di lottare per la patria sa a che cosa va incontro e ciò nonostante si impegna nella lotta con coraggio e sacrificio. Gli altri, i "moderati", quando non sono sotto sotto rinnegati e/o traditori, stanno ad aspettare, a guardare dalla finestra.

    In ogni caso non v'è dubbio che AZNAR è un aguzzino fascista, non per niente è così amico del Nano edell'AmeriKa!

    VIVA LA LOTTA ARMATA DEL POPOLO BASCO! VIVA L'ETA E BATASUNA!

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: La Spagna pesta in carcere i cittadini, paese tornato al Franchismo con Aznar

    In Origine Postato da sosunturzos
    Non vi sono patrioti "buoni" e patrioti "cattivi". Vi è chi cerca di ottenere, leccando il culo alpadrone e chi questa prassi la rifiuta in nome del diritto del popolo a decidere sovranamente.

    Chi sceglie di lottare per la patria sa a che cosa va incontro e ciò nonostante si impegna nella lotta con coraggio e sacrificio. Gli altri, i "moderati", quando non sono sotto sotto rinnegati e/o traditori, stanno ad aspettare, a guardare dalla finestra.

    In ogni caso non v'è dubbio che AZNAR è un aguzzino fascista, non per niente è così amico del Nano edell'AmeriKa!

    VIVA LA LOTTA ARMATA DEL POPOLO BASCO! VIVA L'ETA E BATASUNA!
    Il PNV non ha mai leccato il culo a un cazzo di nessuno.
    Hanno fatto gli indipendentisti seri cioè hanno ottenuto a suon di ricatti e prove di forza sempre più poteri per il governo basco da Madrid, hanno creato e finanziato le iskatolas (scuole dove si insegna l'euskera) creato l'Ertzaintza etc..
    Hanno poi amministrato bene questi poteri facendo di Euskadi un paese avanzato economicamente e con servizi pubblici di alto livello.
    Adesso con la dichiarazione di Soberania (mossa in parallelo con la Catalunya) stanno andando verso la definitiva indipendenza dalla Spagna tenendo ovviamente conto delle relazioni economiche che esistono fra i 2 paesi che devono essere mantenute per reciproco interesse.
    Il PNV è in rissa continua con Aznar ma non reagisce ammazzando la gente, ma con i fatti concreti.
    Non come quella manica di stronzi di Batasuna che disprezzano, attaccano e insultano la polizia basca urlandogli "cipayo".

    Comunque non vanno messi fuori legge questo è poco ma sicuro.

    Gora Euskadi askatuta

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: La Spagna pesta in carcere i cittadini, paese tornato al Franchismo con Aznar

    In Origine Postato da piemont
    Il PNV non ha mai leccato il culo a un cazzo di nessuno.
    Hanno fatto gli indipendentisti seri cioè hanno ottenuto a suon di ricatti e prove di forza sempre più poteri per il governo basco da Madrid, hanno creato e finanziato le iskatolas (scuole dove si insegna l'euskera) creato l'Ertzaintza etc..
    Hanno poi amministrato bene questi poteri facendo di Euskadi un paese avanzato economicamente e con servizi pubblici di alto livello.
    Adesso con la dichiarazione di Soberania (mossa in parallelo con la Catalunya) stanno andando verso la definitiva indipendenza dalla Spagna tenendo ovviamente conto delle relazioni economiche che esistono fra i 2 paesi che devono essere mantenute per reciproco interesse.
    Il PNV è in rissa continua con Aznar ma non reagisce ammazzando la gente, ma con i fatti concreti.
    Non come quella manica di stronzi di Batasuna che disprezzano, attaccano e insultano la polizia basca urlandogli "cipayo".

    Comunque non vanno messi fuori legge questo è poco ma sicuro.

    Gora Euskadi askatuta
    Ma guarda quante conquiste pacifiche questo PNV! Ammesso che sia vero, immagino che le avrebbe conseguite anche se non fossero esistiti l'ETA r BATASUNA......

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: La Spagna pesta in carcere i cittadini, paese tornato al Franchismo con Aznar

    In Origine Postato da sosunturzos
    Ma guarda quante conquiste pacifiche questo PNV! Ammesso che sia vero, immagino che le avrebbe conseguite anche se non fossero esistiti l'ETA r BATASUNA......
    questo è infatti il noccilo del problema: il PNV ha ottenuto quello che ha ottenuto perchè PNV o grazie alla tripla via (partito moderato, partito estremista e lotta armata)?
    E los tesso vale per la Catalogna? se in Euskadi non ci fosse stato un esercito violento come l'ETA, madrid avrebbe fatto le stesse concessioni al Barcellona, per dimostrare che la lotta armata era perdente?

    Certo la violenza è deprecabile ma se guardiamo per esempio alla corsica, vediamo che a volte la violenza è l'unica arma per farsi ascoltare.


    saluti padani

  8. #8
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    Concordo con la "filosofia" degli interventi precedenti, anche se aborro la parte sulla violenza.

    La violenza dell'Eta, parte dalla repressione franchista di una zona che non ha mai rinunciato alle sue idee socialiste. Lo Stato Spagnolo, ha continuato con la repressione e l'escalation (meccanismo per cui nessuna delle due parti fa un passo indietro) ha fatto il resto.

    Il problema è: il PNV, perseguendo una linea moderata, che tipo di indipendenza ha ottenuto? La gente non ha più votato per HB per un motivo semplice: era una strada che dal punto di vista pratico non porta a nulla.

    Ma questo non significa che i programmi che i cittadini vogliono vedere applicati non siano quelli di HB, cioè più socialismo.

    Nella spagna del neofranco Aznar, può sembrare una bestemmia, la libertà DAPPERTUTTO è sempre più compressa e le proprielegittime idee, tacciate di filoterrorismo dalle istituzioni.

    Tutto ciò è INACCETTABILE, la logica israeliana domina anche in Europa, ci sono i morti di serie a e serie b, le istituzioni autorizzano degli omicidi.

    Tutte cose già viste in Israele e che si ripetono qui e in Iraq.

    Ormai basta dire "ci hanno tirato le pietre" per giustificare tutto.

 

 

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