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    Predefinito Oggi è San Pio V: il Papa di Lepanto!

    LEPANTO:
    La Lega Santa contro i Turchi





    I Turchi avevano vinto:

    - nel 1389 nel Kossovo contro i serbi;

    - nel 1396 a Nicopoli contro i crociati guidati dal re d'Ungheria;

    - nel 1414 a Negroponte contro i veneziani;

    - nel 1417 a Valona;

    - nel 1418 a Girocastro;

    - nel 1430 a Salonicco contro i veneziani;

    - nel 1453 a Costantinopoli mettendo fine all'Impero Bizantino;

    - nel 1462 a Lesbo contro i genovesi;

    - nel 1463 contro i greci dell'Impero di Trebisonda;

    - nel 1463 contro i bosniaci a Jace;

    - nel 1480 a Otranto contro gli italiani;

    - nel 1521 a Belgrado contro gli ungheresi;

    - nel 1522 a Rodi contro i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme;

    - nel 1527 a Mohacs contro gli ungheresi;

    - nel 1571 a Cipro contro i veneziani.

    Nel 1529 avevano assediato gli austriaci a Vienna.

    Nella seconda metà del secolo XVI i Turchi dominavano la Grecia, l'Albania, la Serbia, la Bosnia, l'Ungheria, la Transilvania, la Moldavia e la Valacchia.

    La vittoria della Lega Santa a Lepanto fu un evento d'importanza simile alla battaglia di Poitiers. Nel 732 vennero fermati gli Arabi, nel 1571 vennero fermati i Turchi.

    Ancora una volta la spada dell'Islam era stata spezzata dall'Occidente.



    Località: Lepanto (Grecia)

    Epoca degli avvenimenti: 1571 d.C.




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    La Lega Santa

    Il 20 maggio 1571 venne firmata la Lega Santa contro i Turchi. Vi aderirono il regno di Spagna, la repubblica di Venezia, lo Stato Pontificio, le repubbliche di Genova e di Lucca, i Cavalieri di Malta, i Farnese di Parma, i Gonzaga di Mantova, gli Estensi di Ferrara, i Della Rovere di Urbino, il duca di Savoia, il granduca di Toscana.

    Le spese erano divise in sei parti: tre erano a carico della Spagna, due di Venezia e una del papa.

    La Lega era stata fermamente voluta da Pio V, Michele Ghislieri, nato ad Alessandria nel 1504, povero pastore di pecore, frate domenicano, inquisitore. Divenuto papa nel 1566 riformò rigorosamente la Curia e la città di Roma. Combatté l'eresia protestante in tutta Europa.

    La flotta cristiana

    Il comando militare della flotta venne affidato a Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratellastro del re di Spagna Filippo II.

    Suoi luogotenenti furono:

    - Marcantonio Colonna, comandante della flotta pontificia.

    - Sebastiano Venier, comandante della flotta veneziana.

    I preparativi si protrassero a lungo e la flotta si poté riunire a Messina solo il 24 agosto.

    La flotta era costituita da:

    - 104 galee sottili sotto il comando della Repubblica di Venezia; 54 erano con equipaggi provenienti da Venezia, 30 da Creta, 7 dalle Isole Ionie, 8 dalla Dalmazia, 5 da città di terraferma.

    - 6 galeazze sotto il comando della Repubblica di Venezia. Le galeazze erano munite di 40 o più cannoni, in grado di sparare palle da 13 chilogrammi in coperta e da 23 chilogrammi da sottocoperta. Si trattava di vere e proprie fortezze galleggianti.

    - 36 galee sotto il comando del re di Spagna con equipaggi di Napoli e Sicilia.

    - 22 galee sotto il comando del re di Spagna con equipaggi di Genova; si trattava di navi prese a nolo dal finanziere Gian Andrea Doria.

    - 12 galee mandate da Cosimo I dei Medici, armate ed equipaggiate dai Cavalieri dell'ordine pisano di Santo Stefano

    - 12 galee dello Stato Pontificio, concesse dai veneziani ed armate ed equipaggiate a spese del papa.

    - 3 galee dei Cavalieri di Malta.

    In totale 195 tra galee e galeazze.

    Gli equipaggi erano scarsi e costituiti essenzialmente da cristiani volontari e forzati. La penuria costrinse a mettere solo 3 uomini per remo.

    La truppa era costituita da:

    - 20.000 soldati a spese della Spagna;

    - 5.000 militari al soldo di Venezia;

    - 2.000 soldati pagati dallo Stato Pontificio;

    - 3.000 volontari provenienti da tutta la Cristianità.

    Complessivamente circa 30.000 uomini.

    Sulle galee e sulle galeazze vennero imbarcati 1815 cannoni.

    Le galee veneziane erano in buono stato, ma con pochi soldati. Don Giovanni d'Austria vi fece imbarcare 4.000 soldati italiani e spagnoli.

    La flotta cristiana salpò il 16 settembre dirigendosi verso Corfù. Le navi esploratrici confermarono che la flotta turca era nei pressi del golfo di Lepanto.

    La flotta turca minaccia l'Italia

    I Turchi fin da febbraio avevano allestito una flotta di 250 galee e 100 navi da rifornimento e supporto.

    I costruttori delle galee erano abili carpentieri rinnegati, che il Sultano ricompensava molto bene. Molti dei capitani delle navi erano anch'essi greci o veneziani rinnegati. Gli equipaggi non avevano grande esperienza. I rematori erano cristiani catturati e ridotti in schiavitù.

    Il comandante della flotta era Mehemet Alì Pascià.

    Parte della flotta andò a sostenere l'assedio di Famagosta a Cipro.

    Un'altra parte della flotta si diresse verso Creta. 3.000 contadini cretesi furono uccisi. Ma l'ammiraglio veneziano Marcantonio Querini riuscì a respingere l'attacco e i Turchi si dovettero allontanare.

    Veleggiarono verso Zante (odierna Zakynthos) e Cefalonia (odierna Kefallenia), dove catturarono 7.000 cristiani e li misero a remare sulle loro galee.

    Poi le galee turche si diressero verso l'Adriatico.

    I Turchi si impadronirono di Durazzo (odierna Durres), Valona (odierna Vlore), Dulcigno (odierna Ulcinj), Antivari (odierna Bar), Lesina (odierna isola di Hvar), attaccarono Curzola (odierna isola di Korcula).

    Intanto le 80 galee del corsaro Uluj Alì attaccarono Zara e altre città della Dalmazia. Uluj Alì, chiamato anche Occhiali, era un pescatore calabrese rinnegato, divenuto dey di Algeri.

    Kara Hodja, un altro corsaro devastò il golfo di Venezia. Il rombo del cannone si udiva da piazza S. Marco.

    Anche Corfù, ad eccezione del castello, venne conquistata dai musulmani.

    A giugno il sultano Selim II, detto "L'ubriacone", ordinò che la flotta si fermasse a Lepanto (odierna Naupaktos; bizantina Epachthos) in una piccola baia tra il golfo di Corinto e quello di Patrasso. Arrivarono i rinforzi da Negroponte (odierna isola Eubea): 2.000 spahis e 10.000 giannizzeri.

    La flotta divenne una minaccia permanente. Da Lepanto la flotta turca avrebbe potuto attaccare la costa italiana in qualsiasi momento.

    Prima della battaglia

    Il 5 ottobre la flotta cristiana si fermò nel porto di Viscando, non lontano dal luogo della battaglia di Azio. C'era nebbia e un forte vento. Le galee non potevano prendere il mare.

    Un brigantino portò la notizia della caduta di Famagosta (in turco Famagusta; in greco Ammocosthos) e dell'orribile fine inflitta dai musulmani a Marcantonio Bragadin, il senatore veneziano comandante la fortezza.

    Il 1° agosto i veneziani si erano arresi con l'assicurazione di poter lasciare l'isola di Cipro. Mustafà Lala Pascià, il comandante turco che aveva perso più di 52.000 uomini nell'assedio, non mantenne la parola. I soldati veneziani furono imprigionati e incatenati ai banchi delle galee turche.

    Venerdì 17 agosto Bragadin venne scorticato vivo di fronte ad una folla di musulmani esultanti. La pelle di Bragadin venne riempita di paglia. Il manichino fu innalzato sulla galea di Mustafà Lala Pascià insieme alle teste di Alvise Martinengo e Gianantonio Querini. I macrabri trofei furono poi inviati a Costantinopoli, esposti nelle strade della capitale ottomana ed infine portati nella prigione degli schiavi.

    Il comportamento dei musulmani accrebbe la voglia di combattere dei cristiani.

    I soldati della Lega Santa sapevano che la battaglia era decisiva per la Cristianità. In caso di sconfitta le coste di Italia e Spagna sarebbero rimaste esposte agli attacchi dei musulmani. L'Islam era pronto a colpire il cuore dell'Occidente. Roma era in pericolo.

    Lo schieramento della flotta cristiana

    Domenica 7 ottobre Giovanni d'Austria fece schierare le proprie navi in formazione serrata. Non più di 150 metri separavano le galee.

    Venne costituita una formazione a croce.

    Al centro si pose Giovanni d'Austria con 64 galee. La sua nave ammiraglia era la Real. A fianco si pose l'ammiraglia del comandante veneziano Sebastiano Venier, una cui nipote era stata ridotta in schiavitù nell'harem di Costantinopoli. Sull'ammiraglia pontificia era Marcantonio Colonna. Sull'ammiraglia di Savoia il conte Provana di Leynì. Sull'ammiraglia di Genova Ettore Spinola. Due galeazze furono poste davanti al centro della flotta.

    L'ala sinistra venne affidata principalmente ai veneziani sotto il comando di Agostino Barbarigo. Al lato più estremo, più esposto ai tentativi di aggiramento, si pose Marcantonio Querini. Davanti alle galee veneziane furono inviate due galeazze al comando di Antonio e Ambrogio Bragadin, parenti del senatore scorticato vivo.

    All'ala destra si schierarono galee e combattenti di diverse nazionalità, sotto il comando del genovese Gian Andrea Doria. Erano presenti anche molti volontari tra cui l'italiano Alessandro Farnese, il francese Crillon, l'inglese Sir Thomas Stukeley, l'esiliato Giacomo IV, duca di Naxos. Due galeazze veneziane furono poste davanti al settore sinistro.

    La retroguardia venne posta sotto il comando di Santa Cruz con tre galee dei Cavalieri di Malta.

    Lo schieramento dei Turchi

    I Turchi si disposero a mezzaluna.

    Vennero schierate 274 navi da guerra, di cui 215 galee.

    I musulmani avevano 750 cannoni.

    Il centro turco, al comando diretto di Mehmet Alì Pascià, era costituito da 96 galee. Di fronte ai veneziani era Muhammad Saulak, detto anche Maometto Scirocco, governatore dell'Egitto, con 56 galee.

    Uluj Alì, il rinnegato Occhiali, con 63 galee e galeotte, era di fronte a Gian Andrea Doria, che a Tripoli era dovuto fuggire di fronte al corsaro.

    Una forte riserva, comandata da Amurat Dragut, era dietro la linea delle galee turche.

    Mehmet Alì Pascià era a bordo della Sultana, su cui sventolava il vessillo verde su cui era stato scritto 28.900 volte a caratteri d'oro il nome di Allah.

    La battaglia

    La flotta cristiana bloccò l'ingresso del golfo di Lepanto. I musulmani, obbedendo all'ordine impartito dal sultano Selim II, accettarono la battaglia.

    Con un rumore assordante iniziarono l'avvicinamento suonando timpani, tamburi, flauti. Il vento era a loro favore.

    La flotta cristiana era nel più assoluto silenzio.

    Quando le flotte giunsero a tiro di cannone i cristiani ammainarono tutte le loro bandiere e Giovanni innalzò lo stendardo con l'immagine del Redentore crocifisso. Una croce venne levata su ogni galea e i combattenti ricevettero l'assoluzione secondo l'indulgenza concessa da Pio V per la crociata.

    Il vento improvvisamente cambiò direzione. Le vele dei Turchi si afflosciarono e quelle dei cristiani si gonfiarono.

    Giovanni d'Austria puntò diritto contro la Sultana. Il reggimento di Sardegna diede l'arrembaggio alla nave turca che divenne il campo di battaglia. I musulmani a poppa e i cristiani a prua. Al terzo assalto i sardi arrivarono a poppa. Giovanni venne ferito ad una gamba. Mehmet Alì Pascià venne ucciso da un colpo di archibugio.La Sultana si arrese. Alle due del pomeriggio Giovanni poté riprendere il controllo della flotta.

    Muhammad Saulak era riuscito ad aggirare il fianco sinistro. Agostino Barbarigo fu attaccato da otto galee turche contemporaneamente. Barbarigo, ferito ad un occhio da una freccia, dovette cedere il comando a Federico Nani. Sei galee veneziane furono affondate. Muhammad Saulak stava per prevalere. Ma improvvisamente i rematori cristiani si sollevarono dai banchi di schiavitù e con le catene si gettarono sulle scimitarre dei loro aguzzini. I veneziani ripresero il sopravvento. Muhammad Saulak venne ucciso.

    All'ala destra Uluj Alì e Gian Andrea Doria manovravano per trovarsi in posizione di vantaggio. Alessandro Farnese con i suoi 200 uomini conquistò una galea turca. Diego di Urbino, comandante della Marquesa, ordinò a Miguel Cervantes di aggirare una galea con una scialuppa. Cervantes fu ferito due volte, al petto e alla mano.

    Sia il Doria che Uluj Alì, prima della battaglia, avevano tentato di dissuadere i loro comandanti dal dare battaglia. Nessuno dei due voleva mettere a rischio le proprie navi. Uluj Alì manovrò per aggirare l'ala destra dello schieramento. Doria spostò le sue galee verso destra per fermare i Turchi, lasciando aperto un varco tra il centro e l'ala destra. Giovanni ordinò al Doria di ricompattare lo schieramento, ma Uluj Alì fu veloce a infilarsi nel varco improvvisamente apertosi con le sue galee corsare.

    Uluj Alì, con il vento in poppa, aggredì da dietro la Capitana, la nave ammiraglia dei Cavalieri di Malta, al cui comando era Pietro Giustiniani, priore dell'Ordine. La Capitana venne circondata da sette galee. Uluj Alì catturò il vessillo dei Cavalieri di Malta, fece prigioniero Giustiniani, che era stato ferito sette volte, e prese a rimorchio la Capitana.

    L'ammiraglio Santa Cruz intervenne con la retroguardia. Il capitano Ojeda, al comando della galea Guzmana, raggiunse la Capitana, l'abbordò e la riconquistò. Uluj Alì fu costretto ad abbandonare la preda. Con una quindicina di galee e di galeotte fuggì, si nascose nelle isole dei dintorni, si impadronì di una lenta galea veneziana, la Bua, e si diresse verso Costantinopoli.

    Alle 4 del pomeriggio i Turchi erano stati completamente sconfitti. I pochi superstiti si ritirarono verso l'interno del golfo.

    Le perdite dei Turchi

    80 galee turche furono affondate. 117 furono catturate. 27 galeotte furono affondate e 13 catturate.

    I Turchi persero 30.000 uomini tra morti e feriti. Altri 8.000 furono fatti prigionieri.

    Vennero liberati 15.000 cristiani che erano stati ridotti in schiavitù e incatenati ai banchi delle galee.

    Le perdite della Lega Santa

    I cristiani persero 15 galee, ebbero 7.650 morti e 7.780 feriti.

    S. Maria delle Vittorie sull'Islam

    Pio V stabilì che il 7 ottobre fosse un giorno festivo consacrato a S. Maria delle Vittorie sull'Islam.

    Gregorio XIII trasferì la festa alla prima domenica del mese di ottobre con il nome di Madonna del Rosario.

    Pio V venne proclamato santo da Clemente XI il 22 maggio del 1712.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Der Wehrwolf

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    RICORDIAMO LEPANTO: LA BATTAGLIA CHE SALVO' L'EUROPA

    7 Ottobre, il giorno che salvò l'Occidente

    Poitiers, Lepanto e Vienna. Tre grandi vittorie, splendide e sanguinose. Tre vittorie dell'Occidente, tre vittorie della Cristianità. Tre vittorie contro un mondo di volta in volta arabo o musulmano, ferocemente aggressivo, ma anche giovane, forte e spavaldo. Un mondo però che ogni volta, e proprio nel cuore dell'Europa, si è infranto contro il valore degli Europei, decisi a non cedere la propria terra fino all'estremo sacrificio. Europei ancora in possesso di amore per la propria terra, di Fede, di istituzioni politiche e religiose che non li avevano abbandonati, come da troppo tempo accade oggi. Istituzioni che li spronavano anzi, con Re, Papi e Imperatori. Un Europa, in tre epoche distanti tra loro anche mille anni, nella quale gli Europei accorsero volontariamente, popolo e signori, a difendere la propria civiltà e la propria Religione. Un'epoca nella quale la Cristianità non confondeva ancora la Carità, una virtù Teologale, con una solidarietà che ne è oggi la caricatura: rifugio sentimentale di chi è Disposto a sacrificare la propria civiltà per un egoistico bisogno di apparir buono a sé stesso. Un'epoca nella quale gli intrighi politici, per quanto spietati e interessati come lo sono oggi, trovavano un limite in un sistema di valori superiori, di fronte ai quali ogni sacrificio veniva accettato con entusiasmo. L'Europa difendeva il suo modello di civiltà, si direbbe oggi. Sì, ma difendeva anche il suo sangue, le sue chiese, le sue monarchie e repubbliche. Forse non siamo meno coraggiosi dei nostri avi, auguriamocelo almeno. Ma abbiamo perso ogni riferimento a qualsiasi cosa di superiore, abbiamo smarrito il senso di appartenenza a un popolo, ne abbiamo smarrito il giusto orgoglio. Abbiamo smarrito il normale senso di vivere la religione, abituati da secoli di propaganda illuminista e peggio a ritenere la Fede un relitto del Medioevo. Né siamo più capaci di pensarci membri di una comunità. Una vera comunità, con delle radici e una storia che abbiano plasmato noi e che ci vive accanto facendoci amare gli uni gli altri, perché questi riconosciamo simili a noi, perché in essi vediamo noi stessi, i nostri figli e i nostri genitori. L'occidente di oggi conosce solo disanimate comunità indotte dall'ideologia, tanto più vaste quanto insulse, dove ognuno, prigioniero dell'incomunicabilità cui è costretto, si ripiega su sé stesso. Solo e individualista come la dimensione della vita al giorno d'oggi. Però abbiamo il libero mercato: la libertà di vendere e comprare qualunque cosa a chiunque e da chiunque. La libertà di dimenticare storia, tradizioni e religioni per costellare le nostre città di orribili negozi tutti uguali, di essere condannati a vedere i nostri soldi aumentare o diminuire di valore a seconda di quel che accade alla Borsa di New York, o Tokio o chissà dove. Abbiamo persino letto dei sacerdoti chiamare alla difesa d'Europa in nome della difesa del libero mercato. La battaglia dell'Occidente deve quindi essere una battaglia contro sé stesso, o contro chi lo ha ridotto in questo modo. Bisogna riempire il vuoto delle nostre anime coi valori della Tradizione. A quei profeti dei listini di borsa ha risposto Bossi sul Messaggero del 1 ottobre: l'Islam, oggi come oggi, è forte perché ha più valori di noi. Non si accorre a Poitiers, a Lepanto o sotto le mura di Vienna per il libero mercato, né per gli interessi delle multinazionali. Sono necessari coraggio e un amore tanto più profondo quanto più disinteressato. Carlo Martello, San Pio V, Prinz Eugen ne sono gli eroici simboli; ma dietro di sé, essi ebbero tutta la Fede e il Sangue della Nostra Europa. Per riempire i ranghi delle loro file servono questi valori.



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    La flotta turca fu affondata dalla coalizione cattolica formata da pontifici, imperiali, veneziani, genovesi, Cavalieri di Malta e di S. Stefano.

    Lepanto 1571: quando l'unione fece la forza
    La vittoria dell'Occidente dopo quattro ore di furiosa battaglia nel Golfo di Patrasso (di Al. Or.)

    Fra i molti dipinti di Paolo Veronese che vi sono a Venezia nelle Gallerie dell'Accademia, ve n'è uno che raffigura, in alto, sopra una cortina di nuvole, San Pietro, San Rocco, Santa Giustina e San Marco che implorano la Vergine affinché conceda la vittoria alla flotta che è raffigurata al disotto, mentre combatte con delle navi turche, contro le quali un angelo lancia delle frecce incendiarie. Questo dipinto era un tempo a Murano, a sinistra dell'altare del Rosario nel Duomo e, dipinto probabilmente nel 1572, era un ex-voto, che Veronese dipinse per Pietro Giustinian, l'anziano membro del Maggior Consiglio che da quella battaglia era tornato vittorioso. La battaglia di Lepanto. 430 anni orsono, all'alba del 7 di ottobre 1571, la flotta della Lega Cristiana entrava nel Golfo di Patrasso. Dopo 4 ore di furiosi combattimenti, di terribili corpo a corpo combattuti sui ponti delle imbarcazioni, le navi cattoliche avrebbero colto quella vittoria per la quale i turchi sarebbero stati esclusi per sempre dal Mediterraneo occidentale.

    I TURCHI A CIPRO
    La guerra era stata dichiarata a Venezia dai Turchi all'inizio dell'anno precedente: ma all'intimazione di abbandonare Cipro, la Serenissima aveva risposto con un netto rifiuto. La resistenza veneziana, sotto il comando di Nicolò Dandolo, fu tenace, ma non fu possibile evitare lo sbarco e, nonostante le fortificazioni di Nicosia, ancora oggi visibili, fossero appena state innalzate, e la lunga ed eroica difesa sostenuta soprattutto da Romagnoli e Marchigiani, la città fu presa il 9 settembre 1570.

    "IN HOC SIGNO VINCES"
    La minaccia turca era stata chiaramente compresa in tutta la sua gravità da uno dei più grandi Papi che la storia della Chiesa ricordi: San Pio V. Egli si era messo all'opera già all'indomani della dichiarazione di guerra turca, e non tralasciò nulla per creare quell'alleanza di principi e uomini cristiani che sbarrò la strada agli Ottomani. Nacque così la prima Lega Cristiana a capo della quale il Papa pose il già famoso Marcantonio Colonna Duca di Paliano, che l'11 giugno 1570 ricevette dalle sue mani la nomina a Prefetto e Capitano Generale insieme con lo stendardo raffigurante sul fondo di Damasco rosso il Crocifisso tra gli apostoli Pietro e Paolo; in alto il motto "In hoc signo vinces". Si trattava ora di convincere a soccorrere Venezia le altre potenze dell'epoca e in particolare Filippo II, i cui interessi fatalmente contrastavano a quelli di Venezia, che era di fatto l'unico stato libero della penisola. Egli possedeva infatti i reami di Na poli, Sicilia e Sardegna e controllava Genova, il Piemonte e la Toscana. Gli Interessi di Spagna e Venezia collidevano in particolare in Lombardia. Qui Milano, Lodi, Como e Pavia erano in mano a Filippo, mentre Bergamo e Brescia, con Vicenza e Verona, erano domini veneziani. Il Re di Spagna tratteneva così Toscana, Genova e il ducato di Savoia dall'intervenire. E' singolare che questo compito toccasse a un Papa che molto meno di tanti altri ebbe interesse a assumere impegni militari, a dimostrazione del fatto che quando la necessità lo impone, alla preghiera e al digiuno possono essere uniti i cannoni.

    UN PAPA VOLUTO DA SAN CARLO
    Il conclave nel quale era stato eletto, che fu il capolavoro diplomatico di San Carlo Borromeo, ebbe luogo nel 1565, l'anno al quale si possono far risalire gli antefatti di Lepanto. Turchi e barbareschi si gettarono in quell'anno su Malta per scacciarne, come già avevano fatto da Rodi, i Cavalieri dell'Ordine Ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme, che avevano di recente ottenuto l'isola da Carlo V. 500 navi e 50.000 uomini, tra giannizzeri della guardia e corsari di Dorghut Pascià, il leggendario corsaro che perse la vita decapitato da una palla di cannone, assalirono Malta. 700 Ospitalieri, sostenuti da una sprovveduta ma tenace popolazione, riuscirono a resistere fino all'arrivo delle navi spagnole che costrinsero i Turchi a togliere l'assedio. L'anno seguente però, Genova perdette l'isola di Chio: le chiare intenzioni ottomane erano a questo punto evidenti e l'attacco a Cipro ne fu la logica conseguenza. Pio V non risparmiò alcuna energia per dar vita a quella Lega che infine comprese, oltre naturalmente a Venezia, che sostenne anche lo sforzo maggiore, la Spagna di Filippo II, la Repubblica di Genova, il ducato di Savoia, gli "uomini neri", come erano chiamati dai Turchi gli Ospitalieri di San Giovanni, e il Granducato di Toscana, con in particolare i Cavalieri del Sacro Militare Ordine Marittimo di Santo Stefano Papa e Martire.

    "UOMINI NERI" CONTRO PIRATI
    L'ordine che era stato creato da Cosimo I de' Medici, proprio per combattere la pirateria nel Tirreno, e autore, in questo e nel secolo successivo, di straordinarie imprese in tutto il Mediterraneo. Infine Lucca, Mantova, Parma, Urbino e Ferrara. Il 5 agosto 1571 cadde l'ultimo baluardo veneziano a Cipro: Famagosta. Il generale Marcantonio Bragadin, che ne era capitano, l'aveva difesa disperatamente per mesi. Ingannato da Alì Pascià, che gli aveva concesso una resa con onore, una volta consegnata la città fu preso e gli furono mozzati naso e orecchie. Fu quindi torturato per 11 giorni e infine scuoiato vivo il 17 agosto, sulla Piazza di Famagosta, mentre la splendida cattedrale gotica di San Nicolò era trasformata in moschea. La sua pelle fu riempita di paglia e trasportata a Costantinopoli. L'urna che la contiene si trova a Venezia, nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, il Pantheon delle glorie della Serenissima, dove giunse nel 1596 dopo essere stata avventurosamente trafugata dall'arsenale di Costantinopoli.

    LA CRISTIANITÀ TUTTA UNITA
    Le navi cristiane si riunivano nel frattempo a Messina. Erano 208 galere, vale a dire vascelli a remi e a vela armati con artiglieria pesante sulla piattaforma anteriore e leggera sui fianchi. Il grosso della flotta era costituito dalla squadra veneziana: 105 vascelli al comando del vecchio generale da mar Sebastiano Venier; quindi la squadra di Filippo II Re di Spagna, comandata da Gian Andrea Doria, con 81 navi di cui 14 spagnole; la squadra pontificia schierava 12 navi ed il suo generale Marcantonio Colonna Duca di Paliano era vice comandante dell'intero schieramento. Tre navi erano genovesi, tre dei Cavalieri di Malta e tre addirittura del Ducato di Savoia. Comandante generale era Don Giovanni d'Austria, fratello del Re di Spagna, che aveva ricevuto a Napoli dalla mani del Cardinal Granuela il bastone del comando e il nuovo stendardo: un ricco drappo di seta cremisina con l'immagine del Redentore in croce. Complessivamente 50.000 soldati, archibugieri e corsaletti, e 13.000 marinai. Fra loro anche corsi, tedeschi e 6000 valloni, l'eroico popolo pronto in ogni epoca a difendere l'Europa dai suoi nemici. Le forze cattoliche avevano soprattutto 1800 cannoni, i quali fecero la differenza coi 750 dei Turchi, poco superiori per il numero di navi e in grado di schierare un numero equivalente di uomini.

    DUE FLOTTE CONTRO
    Il 16 settembre l'Armata Cristiana usciva dal porto di Messina dirigendosi a Corfù. Qui ricevette la notizia che la flotta turca era entrata nel golfo di Lepanto. Si riprese il mare la notte sul 4 per fermarsi presso Cefalonia il 5. Trascorse il 6, finché verso le sette di sera la flotta turca uscì dal golfo. Le flotte si incontrarono all'imboccatura del golfo di Patrasso verso la prima ora di sole della domenica sette ottobre. Dopo mezzogiorno Doria girò il bordo al largo dando l'impressione di fuggire. Al tiro che gli fu rivolto rispose Don Giovanni col cannone di corsia accettando così la battaglia. Furono abbassate tutte le bandiere dei Principi e dei Capitani, tranne quella di Colonna, mentre la Reale spiegò il grande stendardo della Lega e quello della Beata Vergine. Don Giovanni percorse la linea della battaglia, quindi, suonate le trombe, si diede a danzare di gioia sul ponte della Reale. Intanto Gesuiti, Domenicani, Francescani e quanti Preti erano presenti sulle galee, benedicevano le armi cristiane. Più tardi molti di loro le avrebbero a propria volta furiosamente impugnate. I turchi si gettarono sulle navi cristiane mal governando l'artiglieria; intanto la capitana del Papa investì quella turca, mentre era a sua volta investita da quella del Pascià Pertaù. In un indescrivibile furore, mentre la battaglia pareva ormai più terrestre che navale, lo stendardo cristiano restavo intatto e non una sola freccia giungeva a lacerarlo. Don Giovanni e Colonna combatterono davanti a tutti per tre ore invadendo la reale turca. Infine giunsero 400 soldati freschi che irruppero per prua e per fianco. Alì Pascià fu ucciso, sterminati i giannizzeri e, scesa la mezzaluna, prendeva il vento lo stendardo di Gesù Crocifisso. All'ala sinistra era la squadra gialla, quella veneziana. Il loro valore si riassume in quello di Agostino Barbarigo che li capitanava. Ricevuta ben presto una freccia nell'occhio destro, non abbandonò il ponte, e tra i tormenti della ferita mortale continuò a dirigere le operazioni finché 54 delle 56 navi che lo avevano attaccato non furono prese. Scese allora dal ponte e, strappatasi di sua mano la freccia dall'occhio, dopo aver avuto notizia della vittoria, morì rendendo grazie a Dio. All'ala destra Andrea Doria continuava a rifiutare il combattimento. La galea Fiorenza e la San Giovanni del Papa lo abbandonarono e si volsero insieme contro il nemico sostenendo insieme alla squadra azzurra l'assalto di Uluds Alì. Numerosi morirono i cristiani ma le sorti generali della battaglia erano decise. La capitana di Malta fu presa da Alì, il Pascià calabrese di Algeri, che fece sgozzare sul ponte 36 cavalieri, mentre quasi tutti i Cavalieri di S. Stefano morirono sulla Fiorenza del Papa.

    QUATTRO ORE DI FUOCO
    La battaglia era durata poco più di quattro ore. Erano morti 40.000 turchi e solo 25 galee furono salve. La potenza navale ottomana era finita per sempre. San Pio V, che aveva trascorso le ore della battaglia in preghiera dinanzi all'effigie della Madonna della Salute, nella Chiesa di S. Maria Maddalena, stabilì in segno di ringraziamento alla Vergine al 7 ottobre la festività di Santa Maria della Vittoria che fu estesa da Clemente XI a tutta la Cristianità e definitivamente fissata al 7 ottobre da Leone XIII.



    --------------------------------------------------------------------------------


    Pio V, papa milite della fede (di Al. Or.)
    Il clima di grande santità nel quale Michele Ghislieri, nel 1566, fu eletto Papa, fu quello delle costituzioni emanate da Pio IV: esse prevedevano la clausura assoluta e i 53 cardinali elettori la rispettarono pienamente. Fu San Carlo Borromeo a perorare particolarmente l'elezione di questo cardinale domenicano, che era stato recentemente sollevato dall'incarico di Inquisitore generale. Dopo una parentesi come Vescovo di Mondovì, rimaneva a Roma, dove viveva solitario e penitente, allontanato dal Vaticano e malato al punto da essere prossimo a morire. Antonio Ghislieri era nato a Bosco, nel Ducato di Savoia, nella diocesi di Tortona, il 17 gennaio 1504. Entrò nel convento domenicano di Vigevano a soli 14 anni, per entrare nell'Ordine dei Frati Predicatori col nome di Michele. Si recò quindi allo Studio di Bologna, la vera patria da dove la sua famiglia era stata esiliata tre generazioni prima, dove in breve divenne Lettore di Logica, Filosofia e Teologia. Ordinato a 24 anni, predicò numerose Quaresime nel Capitolo Provinciale della Lombardia. Fu quindi chiamato al duro ufficio di Inquisitore, dapprima a Pavia e quindi a Como, dove, scomunicato il Vicario e il Capitolo, fu aggredito e si salvò a stento. Inquisì ancora il Vescovo di Bergamo, ma non volle mai deporre l'abito domenicano per paura d'esser riconoscibile come inquisitore. Giunse quindi a Roma come Commissario del Sant'Uffizio, rifiutò dapprima il vescovado, e fu eletto Cardinale col titolo di Santa Sabina e nome di Cardinale Alessandrino. Anche quando fu eletto Sommo Inquisitore perseverò con i consueti zelo e ostinazione, sempre vestito da frate tranne nelle occasioni pubbliche, quando vi era obbligato. Fu quindi adorato come Sommo Pontefice, e incerto se accettare la tiara, gli fu miracolosamente suggerito di accettarla. I digiuni e la preghiera che gli erano abituali, si intensificarono. Si vestì degli abiti del Pontefice precedente, ma sempre con gli indumenti domenicani al di sotto. Dormiva solo alcune ore e su di un pagliericcio. Pellegrinava per le chiese di Roma, scalzo e a capo scoperto. Nel governo della Corte prescrisse la medesima austerità che usava con se stesso. Contro le eresie fu inflessibile e attivo: mandò milizie in Francia perché combattessero gli Ugonotti, e eventi miracolosi accompagnarono quelle lotte, scomunicò Elisabetta regina d'Inghilterra e prescrisse che gli Ebrei potessero risiedere esclusivamente a Roma. Aprì ancora numerose strade e costruì acquedotti, e insieme con le ordinanze per migliorare la moralità del popolo di Roma, istituì la Congregazione dell'Indice. Ma, oltre alla Lega Cristiana vittoriosa a Lepanto, applicando la riforma ecclesiastica secondo i canoni del Concilio di Trento, pubblicò nel 1568 quell'immutabile "Missale Romanum", il più grande monumento che abbia lasciato, l'unico vero mezzo con cui celebrare il Sacrificio di Cristo. Morì il 1 maggio 1572, senza aver mai commesso un peccato mortale, come riportarono i suoi confessori. Beatificato da Clemente X, fu santificato nel 1710 da Clemente XI.

    Da "LA PADANIA"
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Predefinito

    Ugolino Giugni S. Pio V, il Papa della S. Messa e di Lepanto 100 E. 8,40
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Lightbulb Re: Oggi è San Pio V: il Papa di Lepanto!

    5 MAGGIO 2018: Quinto giorno di Maggio Mese Mariano, Secondo giorno della novena di preparazione al 13 Maggio, Solennità della Beata Vergine Maria di Fatima, DA RECITARSI DAL 4 AL 12 MAGGIO; SAN PIO V, PAPA E CONFESSORE…



    «5 MAGGIO SAN PIO V, PAPA E CONFESSORE.»
    "Dom Guéranger, L'anno liturgico - San Pio V, papa e confessore"
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - San Pio V, papa e confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-5mag.htm

    "Bolla Quo primum tempore"
    Bolla Quo primum tempore
    http://www.unavox.it/doc15.htm

    «UNA VOCE ITALIA - La Costituzione apostolica "Quo primum tempore" di san Pio V (uvn n° 11-12, 1972)»
    UNA VOCE ITALIA - La Costituzione apostolica "Quo primum tempore" di san Pio V (uvn n° 11-12, 1972)
    http://www.unavoce-ve.it/unavoce-ita...rimum_1972.htm





    Maggio mese di Maria: 5° giorno - Il giudizio di Dio
    http://www.stellamatutina.eu/maggio-...aria-5-giorno/



    https://www.radiospada.org/wp-conten...-di-Fatima.pdf
    "13 Maggio Beata Vergine Maria di Fatima.
    Novena di preparazione DA RECITARSI DAL 4 AL 12 MAGGIO.
    Ogni giorno si termina con un’Ave Maria e l’invocazione Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi.”



    http://www.agerecontra.it/2017/05/il...mese-di-maria/
    “Il Santoriale del mese di Maggio, il mese di Maria di Padre Romualdo Maria Lafitte
    Ecco il santorale per il mese di Maggio. Santo mese di Maria. Fate ogni giorno qualcosa in onore suo per questo mese. Lei non dimentica mai ciò che abbiamo fatto per lei, e ce lo rende sempre, soprattutto all’ora della nostra morte.”




    Don Floriano Abrahamowicz stasera 5 maggio 2018 alle ore 19.30 a Paese (TV) celebrerà, nel primo sabato del mese, la SANTA MESSA nel rito (e nel giorno della festa) di SAN PIO V:


    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php





    "San Pio V - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/san-pio-v/
    «5 maggio, San Pio V, Papa e Confessore (Bosco Marengo, 17 gennaio 1504 – Roma, 1º maggio 1572).

    “Adesso, Pontefice santo, ascolta i voti della Chiesa militante, i cui destini furono, per qualche tempo, affidati alle tue mani. Anche morendo, implorasti per lei, in nome del Salvatore risuscitato, la protezione contro i pericoli, ai quali era ancora esposta. Vedi come ai nostri giorni in quale stato ha ridotto quasi l’intera cristianità il dilagare dell’errore. Per far fronte a tutti i nemici che l’assediano, la Chiesa non ha più che le promesse del suo divin fondatore; gli appoggi visibili le mancano tutti assieme; non le restano più che i meriti della sofferenza e le risorse della preghiera. Unisci le tue suppliche alle sue, dimostrandoci, così, che sèguiti sempre ad amare il gregge del Maestro. Proteggi a Roma la cattedra del tuo successore, esposta agli attacchi più violenti ed astuti. Prìncipi e popoli cospirano contro il Signore e contro il suo Cristo. Allontana i flagelli che minacciano l’Europa, così ingrata verso la Madre sua, così indifferente agli attentati commessi contro colei a cui tutto deve. Illumina i ciechi, confondi i perversi; ottieni che la fede illumini finalmente tante intelligenze smarrite, che scambiano l’errore per la verità, le tenebre per la luce. In mezzo a questa notte così buia e così minacciosa, i nostri sguardi, o santo Pontefice, discernono le pecorelle fedeli: benedicile, sostienile e ne accresci il loro numero. Uniscile al tronco dell’albero che non può perire, affinché esse non siano disperse dalla tempesta. Rendile sempre più fedeli verso la fede e le tradizioni della santa Chiesa che è la loro unica forza, in mezzo a questo dilagare dell’errore che minaccia di tutto asportare. Conserva alla Chiesa il sacro Ordine nel quale tu fosti elevato a così alti destini; moltiplica nel suo seno quelle generazioni di uomini potenti in opere e parole, pieni di zelo per la fede e per la santificazione delle anime, quali noi ammiriamo nei suoi Annali, quali noi veneriamo sugli altari. Finalmente ricordati, o Pio, che sei stato il Padre del popolo cristiano, e seguita ad esercitare ancora questa prerogativa sulla terra, per mezzo della tua potente intercessione, fino a che sia completo il numero degli eletti”.»


    «San Pio V. Il Papa della S. Messa e di Lepanto - e-commerce di Sodalitium
    San Pio V. Il Papa della S. Messa e di Lepanto - e-commerce di Sodalitium

    SAN PIO V, IL PAPA DELLA SANTA MESSA E DI LEPANTO - Intervista a Don Ugolino Giugni.»
    https://gloria.tv/video/iHakHNv3ax4A3zDqVkPHymWkg

    San Pio V. Intervista a don Ugolino Giugni - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-pio-v/

    http://www.sodalitiumshop.it/WebRoot...F2/CoppioV.jpg









    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Pio quinto, dell’Ordine dei Predicatori, Papa e Confessore, che si riposò in Dio nel primo giorno di questo mese. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo Papa, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Pio quinto possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ee&oe=5B5A1D82
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    5 maggio. San Pio V. Illuminate i ciechi, confondete i perversi; ottenete che la fede illumini finalmente tante intelligenze smarrite, che scambiano l'errore per la verità, le tenebre per la luce. Ricordatevi, o Pio, che siete stato il Padre del popolo cristiano, e seguitate ad esercitare ancora questa prerogativa sulla terra, per mezzo della vostra potente intercessione, fino a che sia completo il numero degli eletti.»








    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    5 mai : Saint Pie V, Pape (1504-1572) :: Ligue Saint Amédée
    “5 Mai : Saint Pie V, Pape (1504-1572).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._San_Pio_V.jpg





    Bulle "Quo Primum tempore" de Sa Sainteté le Pape Pie-V sur la célébration du Saint Sacrifice de la Messe






    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “5 MAGGIO 2018: SAN PIO V, PAPA E CONFESSORE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ab&oe=5B8AEF1A





    https://www.radiospada.org/2018/05/v...do-duca-dalba/
    “Nota di Radio Spada; continua oggi, nella festa di San Pio V, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici.”
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=696&ssl=1





    “Il 5 maggio 1045 Papa Gregorio VI Graziani viene esaltato al Sommo Pontificato.”





    https://www.radiospada.org/2014/10/m...e-parte-prima/
    "[MONTINIANA] Messa di San Pio v e Novus Ordo: le gravi differenze (seconda parte)"

    «(…) Il 13 luglio 1570, Sua Santità Pio V emanò la famosa Bolla di promulgazione del Messale tridentino, Quo Primum
    , la versione definitiva della Santa Messa che faceva tesoro del grande patrimonio liturgico rafforzatosi nei secoli, dalla primigenia liturgia dei cristiani perseguitati al tempo dell’Imperatore alla grande opera di Papa Gregorio. Quasi profeticamente, intuendo i futuri tentativi dei perniciosissimi protestanti ed affini di distruggere il Sacrificio della Messa, San Pio V concluse la Bolla con l’anatema nel nome di Dio e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a chiunque avesse tentato di “attentare” all’integrità del Messale che con quel documento veniva promulgato per la Chiesa universale. (…)»
    https://www.radiospada.org/2014/12/m...seconda-parte/
    "[MONTINIANA] Messa di San Pio v e Novus Ordo: le gravi differenze (seconda parte)"
    https://www.radiospada.org/tag/novus-ordo/
    https://www.radiospada.org/2018/03/latino-prima-lingua/

    https://www.radiospada.org/tag/santa-messa/


    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=218&ssl=1








    https://forum.termometropolitico.it/...san-pio-v.html
    https://forum.termometropolitico.it/...i-lepanto.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-v-papa-2.html




    Dom Guéranger, L'anno liturgico - San Pio V, papa e confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-5mag.htm





    Onore e gloria eterna a San Pio V, il Papa della Santa Messa, della festa del Santo Rosario e dell’eroismo guerriero per la difesa della Chiesa Cattolica!!! Ad maiorem Dei gloriam!!!
    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #6
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    Lightbulb Re: Oggi è San Pio V: il Papa di Lepanto!

    1 MAGGIO 2019: SANTI FILIPPO E GIACOMO, APOSTOLI E SAN GIUSEPPE ARTIGIANO PATRONO DEI LAVORATORI; INIZIO DEL MESE DI NOSTRA SIGNORA, LA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA…
    Anniversario anche della morte di SAN PIO V, PAPA e Confessore (Bosco Marengo, 17 gennaio 1504 – Roma, 1º maggio 1572), la cui festa liturgica ricorre il 5 maggio…
    Il 1° maggio è tradizionalmente la Festa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo; Papa Pio XII nel 1955 però volle cristianizzare la laicista e socialcomunista “festa del lavoro” del 1° maggio istituendo appunto, per quel giorno, la memoria liturgica di San Giuseppe artigiano.




    «DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
    IN OCCASIONE DELLA SOLENNITÀ DI SAN GIUSEPPE ARTIGIANO* Piazza San Pietro - Domenica, 1° maggio 1955.»
    https://w2.vatican.va/content/pius-x...-giuseppe.html


    «San Giuseppe, patrono dei lavoratori, 1 maggio.»
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm


    «PREGHIERA A SAN GIUSEPPE ARTIGIANO Composta da Papa Pio XII.

    O glorioso Patriarca San Giuseppe, umile e giusto artigiano di Nazareth, che hai dato a tutti i cristiani, ma specialmente a noi, l'esempio di una vita perfetta nel lavoro assiduo e nell'ammirabile unione con Maria e con Gesù, assistici nella nostra fatica quotidiana, affinché anche noi, artigiani cattolici, possiamo incontrare in essa il mezzo efficace di glorificare il Signore, di santificarci e di essere utili alla società in cui viviamo, ideale supremo di tutte le nostre azioni.
    Ottienici dal Signore, o nostro protettore amatissimo, l'umiltà e la semplicità di cuore; l'amore al lavoro e a coloro che sono in esso nostri compagni; la conformità ai disegni divini nei travagli inevitabili di questa vita e la gioia per sopportarli; la coscienza delle nostre responsabilità; lo spirito di disciplina e di preghiera; la docilità e il rispetto verso i superiori; la fraternità verso i nostri pari; la carità ed l'indulgenza con i dipendenti. Accompagnaci nei momenti prosperi, quando tutto ci invita a gustare onestamente i frutti delle nostre fatiche; ma sostienici nelle ore tristi, quando sembra che il cielo si chiuda sopra di noi e che perfino gli strumenti del lavoro si ribellino nelle nostre mani.
    Fa' che, a tua imitazione, teniamo fissi gli occhi nella nostra Madre Maria, tua sposa dolcissima, che in un cantuccio della tua modesta bottega filava silenziosa, abbozzando sulle sue labbra il più soave sorriso, e che non allontaniamo mai lo sguardo da Gesù, che si affannava con Te sul tuo banco di carpentiere, affinché possiamo condurre sulla terra una vita pacifica e santa, preludio di quella eternamente felice che speriamo in cielo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    (3 anni di indulgenza, Pio XII, 11 marzo 1958).»



    https://www.santodelgiorno.it/san-giuseppe-lavoratore/
    “Martirologio tradizionale (1° maggio): Solennità di san Giuseppe Lavoratore, Sposo della beata Vergine Maria, Confessore, Patrono dei lavoratori.”
    https://www.santodelgiorno.it/foto/santo3266big.jpg







    http://www.stellamatutina.eu/
    1° maggio ? Festa di san Giuseppe lavoratore ? Stellamatutina.eu ? Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/1-maggi...pe-lavoratore/
    "1° maggio – Festa di san Giuseppe lavoratore.

    O San Giuseppe, padre putativo di Gesù e sposo purissimo di Maria, che a Nazareth hai conosciuto la dignità e il peso del lavoro, accettandolo in ossequio alla volontà del Padre e per contribuire alla nostra salvezza, aiutaci a fare del lavoro quotidiano un mezzo di elevazione; insegnaci a fare del luogo di lavoro una ‘Comunità di persone’, unita dalla solidarietà e dall’amore; dona a tutti i lavoratori e alle loro famiglie, la salute, la serenità e la fede; fa che i disoccupati trovino presto una dignitosa occupazione e che coloro che hanno onorato il lavoro per una vita intera, possano godere di un lungo e meritato riposo.
    Te lo chiediamo per Gesù, nostro Redentore, e per Maria, Tua castissima Sposa e nostra carissima Madre. Amen.”


    Maggio mese di Maria: 1° Giorno ? Stellamatutina.eu ? Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/maggio-...aria-1-giorno/




    “GESÙ, GIUSEPPE E MARIA.
    Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima mia agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.”





    “Maggio mese mariano”:
    https://forum.termometropolitico.it/...e-mariano.html
    https://forum.termometropolitico.it/...ariano-11.html
    https://forum.termometropolitico.it/...e-mariano.html
    https://forum.termometropolitico.it/...ariano-12.html

    "1° Maggio - San Giuseppe Lavoratore."
    https://forum.termometropolitico.it/...avoratore.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-giuseppe.html

    "Rassegna stampa nella festa dei Santi Filippo e Giacomo."
    https://forum.termometropolitico.it/...e-giacomo.html

    “Giovannino Guareschi e il latino.”
    https://forum.termometropolitico.it/...il-latino.html
    https://forum.termometropolitico.it/...guareschi.html
    https://forum.termometropolitico.it/...guareschi.html
    "Omaggio a Giovannino Guareschi."
    https://forum.termometropolitico.it/...guareschi.html





    "SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI
    SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI
    http://www.unavoce-ve.it/supplica-pompei.htm
    Supplica alla Madonna di Pompei (da recitarsi l'8 maggio e la prima domenica di ottobre a mezzogiorno).”





    SS. Filippo e Giacomo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/ss-filippo-giacomo/
    «1° maggio, Santi Filippo e Giacomo (detto il “minore”), Apostoli.

    “Il natale dei beati Filippo e Giacomo, Apostoli. Di essi Filippo, dopo aver convertito quasi tutta la Sazia alla fede di Cristo, da ultimo, presso Gerapoli, città dell’Asia, confitto in croce ed oppresso con sassi, si riposò con una fine gloriosa; Giacomo poi, il quale è detto anche fratello del Signore e primo Vescovo di Gerusalemme, precipitato dalla sommità del tempio, gli si ruppero le gambe, e percosso in testa con un palo da lavandaio, morì, e fu ivi sepolto, non lontano dal tempio”.
    Dio, che ci allieti con l’annuale solennità dei tuoi Apostoli Filippo e Giacomo, deh fa che mentre ci rallegriamo dei loro meriti, siamo insiemi ammaestrati dai loro esempi.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-giacomo-1.jpg






    SANTE MESSE CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-ponte-buggianese/
    «S. Messa a Ponte Buggianese (PT).
    Lieti di essere vicini al famoso Santuario di Ponte Buggianese dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, Patrona del nostro Istituto.
    Mercoledì 1 maggio alle ore 18. Per info: 0161 839335.»

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Domenica in Albis (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=UG870mk5GHo
    Domenica in Albis (Omelia)
    Lunedì Pasqua - dell' Angelo (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=wPkpeDbQdo8
    Santa Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=G-lviMz3pWY
    Santa Pasqua 2019 - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=lwCe33a3TUo
    Sabato Santo (Veglia Pasquale)
    https://www.youtube.com/watch?v=jphVO0FHUMw
    Venerdì Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=6v8gLX5hNW0
    Giovedi Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=80W3peGsC9I
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».



    «Maggio è il mese dedicato alla Madonna: invochiamola con la recita della corona del Rosario, delle litanie lauretane e di altre preghiere in suo onore, soprattutto in famiglia.
    Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, chiesto il tuo patrocinio e sia stato da te abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo, e, peccatore come sono, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà. Non volere, o Madre del divin Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma benigna ascoltale ed esaudiscile. Così sia.
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
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    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Filippo e Giacomo, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi Santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Filippo e Giacomo possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...no-detail.html
    “Padre Gabriele Maria Roschini, Chi è Maria? Catechismo mariano, Sursum Corda, Potenza 2017.
    Catechismo mariano composto da 235 articoli, semplici ma eruditi. Un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte.”
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    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa --> Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”

    "La vera umiltà---> https://youtu.be/n9mF_GM9unc "

    «Preghiera di San Pio X per i Sacerdoti.»
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...sacerdoti.html
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...65&oe=5D746C8C






    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...ostolorum.html
    «Ss. Philippi et Jacobi Apostolorum
    Prima che Pio XII tra il 1955 e il 1956 istituisse la festa di san Giuseppe Artigiano, Patrono dei lavoratori, la Chiesa Romana consacrava il 1° maggio alla festa dei santi Apostoli Filippo e Giacomo Minore (in origine il Maggiore).
    L'Apostolo Filippo, di Betsaida, fu uno tra i primi chiamati da Cristo Signore e con lui ebbe notevole famigliarità, cosa che si può ricavare dal fatto che a lui si rivolsero quei Greci che volevano vedere il Salvatore (Cfr. Joann. XII, 20 ss.). Dopo la Pentecoste predicò il Vangelo nella Scizia. Morì martire, crocefisso e lapidato, a Gerapoli di Frigia, dove ancora oggi se ne può visitare la tomba.
    L'Apostolo Giacomo il Minore, cugino del Signore, detto il Giusto per la santità di vita, fu eletto dopo la Pentecoste primo Vescovo di Gerusalemme. Nell'anno 62, durante la vacanza del potere romano, il sommo sacerdote Anano ne decretò arbitrariamente la condanna a morte: fu precipitato dal pinnacolo del tempio e, una volta a terra, finito a bastonate. Egli è l'autore di una delle Lettere Cattoliche, quella detta appunto di Giacomo.
    Le loro reliquie si trovano nella basilica romana dei XII Apostoli, eretta da san Giulio I e consacrata da Giovanni III, la cui dedicazione ricorre proprio il 1° maggio.»
    “PROPRIUM MISSAE.

    Duplex II classis
    INTROITUS
    Neh 9:27.- Clamavérunt ad te, Dómine, in témpore afflictiónis suæ, et tu de coelo exaudísti eos, allelúja, allelúja ~~ Ps 32:1.- Exsultáte, justi, in Dómino: rectos decet collaudátio. ~~ Glória ~~ Clamavérunt ad te, Dómine, in témpore afflictiónis suæ, et tu de coelo exaudísti eos, allelúja, allelúja
    Neh 9:27.- O Signore, Te invocarono nel tempo della loro afflizione; e Tu dal cielo li esaudisti, alleluia, alleluia. ~~ Ps 32:1.- Esultate, o giusti, nel Signore, ai buoni si addice la lode. ~~ Gloria ~~ O Signore, Te invocarono nel tempo della loro afflizione; e Tu dal cielo li esaudisti, alleluia, alleluia.
    Gloria
    ORATIO
    Orémus.
    Deus, qui nos ánnua Apostolórum tuórum Philíppi et Jacóbi sollemnitáte lætíficas: præsta, quaesumus: ut, quorum gaudémus méritis, instruámur exémplis. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    O Dio, che ci dai la gioia di celebrare ogni anno la festa dei tuoi apostoli Filippo e Giacomo: concedi a noi, che godiamo dei loro meriti, di modellarci sui loro esempi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    LECTIO
    Léctio libri Sapiéntiæ.
    Sap 5:1-5.
    Stabunt justi in magna constántia advérsus eos, qui se angustiavérunt et qui abstulérunt labóres eórum. Vidéntes turbabúntur timore horríbili, et mirabúntur in subitatióne insperátæ salútis, dicéntes intra se, poeniténtiam agéntes, et præ angústia spíritus geméntes: Hi sunt, quos habúimus aliquándo in derísum et in similitúdinem impropérii. Nos insensáti vitam illórum æstimabámus insániam, et finem illórum sine honóre: ecce, quómodo computáti sunt inter fílios Dei, et inter Sanctos sors illórum est.
    I giusti terranno alta la testa dinanzi a coloro che li oppressero e rapirono le loro fatiche. E questi a tal vista saranno agitati da orribile spavento e resteranno sorpresi di così inaspettata e repentina salvezza. E diranno tra sé, tocchi da pentimento, e singhiozzando per affanno di spirito: «Ecco quelli che una volta erano l'oggetto delle nostre derisioni, e a motteggio di vituperio! Noi, insensati, stimavamo la loro vita una pazzia e senza onore la loro fine; ecco essi sono ora annoverati tra i figli di Dio ed hanno il loro posto fra i santi».
    ALLELUIA
    Allelúja, allelúja
    Ps 88:6
    Confitebúntur coeli mirabília tua, Dómine: etenim veritátem tuam in ecclésia sanctórum. Allelúja
    Ps 14:9
    Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem meum. Allelúja.
    Alleluia, alleluia
    I cieli cantano le tue meraviglie, o Signore, e la tua fedeltà nell'assemblea dei santi. Alleluia
    Da tanto tempo sono con voi, e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre mio. Alleluia.
    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Joánnem.
    Joannes 14:1-13
    In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis: Non turbátur cor vestrum. Creditis in Deum, et in me crédite. In domo Patris mei mansiónes multæ sunt. Si quo minus, dixíssem vobis: Quia vado paráre vobis locum. Et si abíero et præparávero vobis locum: íterum vénio et accípiam vos ad meípsum, ut, ubi sum ego, et vos sitis. Et quo ego vado, scitis, et viam scitis. Dicit ei Thomas: Dómine, nescímus, quo vadis: et quómodo póssumus viam scire? Dicit ei Jesus: Ego sum via et véritas et vita; nemo venit ad Patrem nisi per me. Si cognovissétis me, et Patrem meum útique cognovissétis: et ámodo cognoscátis eum, et vidístis eum. Dicit ei Philíppus: Dómine, osténde nobis Patrem, et sufficit nobis. Dicit ei Jesus: Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem. Quómodo tu dicis: Osténde nobis Patrem? Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Verba, quæ ego loquor vobis, a meípso non loquor. Pater autem in me manens, ipse facit ópera. Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Alióquin propter ópera ipsa crédite. Amen, amen, dico vobis, qui credit in me, ópera, quæ ego facio, et ipse fáciet, et maióra horum fáciet: quia ego ad Patrem vado. Et quodcúmque petiéritis Patrem in nómine meo, hoc fáciam.
    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non si turbi il vostro cuore. Credete in Dio ed anche in me. Nella casa di mio Padre ci son molte dimore. Se così non fosse ve l'avrei detto; infatti io vado a preparare un posto per voi. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, verrò di nuovo a prendervi con me, affinché dove sono io siate anche voi! E del luogo, ove io vado, voi ben conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo saperne la strada?». Gesù rispose: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno può andare al Padre se non per me. Se aveste conosciuto me, conoscereste pure il Padre; ma d'ora in poi lo conoscete e lo vedete». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». E Gesù a lui: «Da tanto tempo sono con voi, e ancora non mi conosci, o Filippo? Chi vede me vede anche il Padre. Come puoi dire dunque "Mostraci il Padre?". Non credete dunque che io sono nel Padre e il Padre in me? Le parole che vi dico non le dico da me: ma il Padre che è in me, è lui che agisce. Credete in me: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro credetelo per le stesse opere. In verità , in verità vi dico: Chi crede in me compirà anche lui le opere che io faccio e ne farà di maggiori, perché io vado al Padre. E qualunque cosa domanderete al Padre in nome mio, la farò».
    Credo
    OFFERTORIUM
    Ps 88:6
    Confitebúntur coeli mirabília tua, Dómine: et veritátem tuam in ecclésia sanctórum, allelúja, allelúja.
    I cieli cantano le tue meraviglie, O Signore, e la tua fedeltà nella assemblea dei santi, alleluia, alleluia.
    SECRETA
    Múnera, Dómine, quæ pro Apostolórum tuórum Philippi et Jacóbi sollemnitáte deférimus, propítius súscipe: et mala ómnia, quæ meréraur avérte. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Accetta benigno, o Signore, l'offerta che ti presentiamo nella festa dei tuoi santi apostoli Filippo e Giacomo, e allontana tutti i mali che ci meritiamo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    COMMUNIO
    Joannes 14:9; 14:10
    Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem meum, allelúia: non credis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Allelúja, allelúja.
    Da tanto tempo sono con voi, e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre mio, alleluia: non credi che io sono nel Padre, e il Padre è in me? Alleluia, alleluia.
    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Quaesumus, Dómine, salutáribus repléti mystériis: ut, quorum sollémnia celebrámus, eórum oratiónibus adiuvémur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Nutriti dal mistero di salvezza ti supplichiamo, Signore; ci aiutino le preghiere dei santi apostoli di cui celebriamo la festa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.”
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    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...rio-di_28.html
    «La Novena alla prodigiosa Vergine del Rosario di Pompei per impetrare le grazie nei casi più disperati - approvata, indulgenziata e consigliata da Leone XIII e san Pio X - fu composta dal beato Bartolo Longo nel 1879, mentre era gravemente ammalato di febbre tifoide. Il primo miracolo sortito da questa Novena fu la guarigione istantanea dello stesso Autore il 15 agosto 1879, giorno della prima incoronazione della Taumaturga Effigie. La stessa Nostra Signora, apparendo alla giovane Fortunatina Agrelli, figlia malata del Commendatore Agrelli di Napoli, le disse: "Ogni volta che vuoi grazie da me, fammi tre Novene con la recita delle quindici poste del Rosario ed altre tre novene per ringraziamento". Seguite le istruzioni della pietosissima Madre, Fortunatina ottenne la guarigione. E seguendo il suo esempio molti fedeli ottennero e ottengono grazie e miracoli certificati. Nel 1894, infine, santa Caterina da Siena apparve a una moribonda di Arpino e le inculcò di recitare la seguente Novena per ottenere la guarigione. Santa Caterina si degnò di recitare la preghiera con la inferma che alla fine si ritrovò perfettamente sanata.»
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/s...artolo%20Longo
    «Alla Madonna di Pompei per la conversione degli Eretici, degli Scismatici, degli Ebrei e degli Infedeli.

    La storia della devozione alla Vergine di Pompei è storia di conversione: la conversione di Bartolo Longo da satanista ad Apostolo del Rosario , la conversione della valle di Pompei da luogo di morte fisica e morale a cittadella di rifugio e di salvezza per l’anima e per il corpo. Dal magnifico tempio eretto per le offerte di tutto il mondo cattolico per custodire la Miracolosa Effigie della Regina del Rosario, sarebbe partita la riconquista del mondo tutto infeudato dalle sette segrete e avvelenato dagli errori dei protestanti e degli increduli. Maria, distruggitrice di tutte le eresie sempre presiede a questa santa crociata per il trionfo della Fede Cattolica.»
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    https://www.facebook.com/tradidiquodetaccepi/
    «MESE DI MAGGIO: MESE DI NOSTRA SIGNORA, LA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Metodi del Santo Rosario secondo san Luigi Maria Grignion de Montfort.
    Tradidi quod et accepi: Metodi del Santo Rosario secondo san Luigi Maria Grignion de Montfort
    Oltre a predicare il Rosario nelle missioni popolari e a descriverne i valori nel Segreto meraviglioso del Santo Rosario, il Montfort ha proposto cinque metodi o sussidi pratici per recitarlo. Vengono qui raccolti attingendo da diversi suoi scritti: il primo e il secondo costituiscono la parte finale del suddetto Segreto meraviglioso del Santo Rosario, il terzo, che li riassume, è tratto da un antico libro (1761) di istruzioni e preghiere ad uso delle Figlie della Sapienza, gli ultimi due si trovano nel Libro delle Prediche compilato dal Montfort. Attraverso l'uso dei metodi del Montfort il Rosario diverrà un mezzo di cristianizzazione dell'esistenza, poiché realizza un efficace movimento di immersione nei misteri di Cristo Salvatore e di attualizzazione della loro grazia nella vita spirituale dei cristiani.
    INDULGENZE PER IL MESE DI MAGGIO.

    Con rescritto della S. C. delle Indulgenze 18 giugno 1822 a tutti i fedeli che in pubblico od in privato onoreranno con particolari ossequi, orazioni ed atti divoti la SS. Vergine in tutto il mese di Maggio, Pio VII concesse 300 giorni d'Indulgenza, ogni giorno, e la Plenaria una volta in detto mese, nel giorno in cui, ricevuti i SS. Sacramenti, pregheranno secondo la mente del Sommo Pontefice. Tale Indulgenza per concessione di Pio IX, 8 agosto 1859, può lucrarsi anche nel 1° di giugno.»
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    «RICORDO DEL MESE MARIANO.»
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    "TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE ALLA SANTA VERGINE di San Luigi Maria Grignion de Monfort.
    INTRODUZIONE."

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    "Maria ci conserverà nella fede cattolica. Ella non è né liberale né modernista né ecumenista. È allergica a tutti gli errori e a maggior ragione alle eresie e all’apostasia". (Mons. Marcel Lefebvre, Itinerario Spirituale, cap. IX)








    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
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    “Maggio, mese mariano: omaggio alla Santa Vergine.”
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=574&ssl=1


    “1 maggio 2019: Santi Filippo e Giacomo apostoli (Inizio del mese mariano).

    Filippo e Giacomo, apostoli, santi, i loro resti sono nell’arca marmorea della confessione della basilica oggi dedicata ai Ss. XII Apostoli. Le reliquie furono rinvenute nel VII secolo e deposte sotto l’altare, qui riscoperte il 15 gennaio 1873 e nuovamente ripostevi 9 maggio 1879. Il primo di maggio si svolgeva nella basilica la solenne cerimonia dell’Ostensione delle Reliquie e, tra queste, si veneravano il piede di Filippo e la gamba di Giacomo. I resti di Filippo, già trasferiti da Geropoli a Costantinopoli, furono portati a Roma e affidati alla chiesa dei Ss. XII Apostoli. Al tempo della dedicazione della basilica, operata da Giovanni III, a queste reliquie furono unite parte delle spoglie di Giacomo il Minore, provenienti da Gerusalemme o da Costantinopoli. A S. Maria in Trastevere si venera una reliquia di un braccio di Giacomo. Di essi Filippo dopo aver convertito quasi tutta la Scizia alla fede di Cristo, da ultimo, presso Geropoli, città dell’Asia, confitto in croce ed oppresso con sassi, si riposò con una fine gloriosa; Giacomo poi, il quale è detto anche fratello del Signore e primo Vescovo di Gerusalemme, precipitato dalla sommità del tempio, gli si ruppero le gambe, e percosso in testa con un palo da lavandaio, morì, e fu ivi sepolto, non lontano dal tempio." [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]"
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c4&oe=5D60FECA





    “Il 1° maggio. San Giuseppe Lavoratore. Rosario e Litanie del Santo.”

    “Il 1 maggio 1572 muore San Pio V Ghislieri, Sommo Pontefice.”
    “Intervista a don Ugolino Giugni su San Pio V.
    Riprendiamo questa bella e interessante intervista di don Ugolino Giugni (IMBC) su San Pio V. [RS]”
    https://www.radiospada.org/2016/12/i...-su-san-pio-v/
    https://www.radiospada.org/2019/05/g...da-von-pastor/

    "Il 1 maggio 1555, dopo brevissimo pontificato, muore Papa Marcello II Cervini, Sommo Pontefice.”

    “[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Lorenzo Litta Visconti Arese (Milano, 23 febbraio 1756 – Monteflavio, 1º maggio 1820), grandemente perseguitato da Napoleone durante la prigionia di Pio VII. Fu, tra le altre cose, Vescovo di Sabina, Prefetto dell'Indice, Segretario dell'Inquisizione, Prefetto di Propaganda Fide, Governatore e Vicario di Roma.”

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...07&oe=5D63C6F5

    “Il 30 aprile 311 Galerio, Augusto d'Oriente, con l'editto di Serdica permetteva «ut denuo sint Christiani et conventicola sua componant» (Lact. De mort. pers., XXXIV, 4). Il superstizioso ispiratore della persecuzione di Diocleziano, malato, si sente sopraffatto dal Dio dei Cristiani: considera questi colpevoli di non venerare gli dei dell'impero, ma ne riconosce l'esistenza. Reticente nel firmarlo, incluse la clausola - foriera delle persecuzioni di Massimino e Licinio - secondo cui si dovesse agire contro i Cristiani solo se avessero commesso azioni contrarie alla legge.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b1&oe=5D31A145


    “Il nostro 1 maggio: il ricordo di Guareschi in un nuovo articolo di Paolo Gulisano.”
    https://www.radiospada.org/2019/05/g...cristianesimo/
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...70%2C349&ssl=1
    “Il 1 maggio 1908 nasce Giovannino Guareschi, scrittore. A 110 anni dalla nascita di Giovannino Guareschi.”
    https://www.radiospada.org/2013/05/p...-primo-maggio/
    «Il 1° maggio è una data da ricordare: 111 anni fa (1° maggio 1908) nasceva Giovannino Guareschi. Radio Spada rende omaggio al grande scrittore cattolico con un florilegio di citazioni.»

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    “Riflessioni cattoliche sul Primo Maggio.

    (…) Per il cattolico d’altra parte il 1° maggio è consacrato dalla festa di san Giuseppe Artigiano, ma questa festività, seppur ricca di significati, non ha che sessant’anni. La istituì infatti Pio XII il 1° maggio del 1955 per dimostrare, di fronte all’avanzata del Comunismo, come vivo fosse l’interesse della pia Madre Chiesa nei confronti del mondo del lavoro, in particolare quello operaio, di cui faceva parte l’ultimo dei Patriarchi. Il venerabile Pontefice non faceva nulla di nuovo: applicava ai tempi moderni la pratica per cui la Chiesa Romana nella loro sapienza “battezzava” le festività pagane per esorcizzare il potere dei demoni che attraverso l’idolatria tenevano schiave tante anime e così condurle a Gesù Cristo. Pertanto come Papa Liberio (352-366) sostituì la processione delle Rogazioni (o Litanie) maggiori ai gentileschi Ambarvalia e Robigalia “insegnando che non è il favore di Robigo, ma la vita devota, l’umile preghiera, e l’intercessione dei Santi, soprattutto del Pastor ovium san Pietro, quelle che disarmano la giustizia di Dio irritata dai nostri peccati” 1 ; così allo stesso modo Papa Pacelli, istituiva la festa del Patrono dei lavoratori per sottrarre gli operai alle insidie della nefanda e nefasta dottrina marxista e indicar loro nella dottrina sociale della Chiesa la fonte della agognata pace e giustizia sociale. Per motivi pastorali, allora tanto pressanti, si sacrificarono però due altre feste 2 : quella del Patrocinio del medesimo san Giuseppe istituita da Pio IX nel 1870, e quella ben più antica dei santi Apostoli Filippo e Giacomo, celebrata proprio il 1° maggio, giorno della dedicazione dell’Apostoleion romano (la Basilica dei santi XII Apostoli) ai tempi di Papa Giovanni III (561-574).
    (…) Anzitutto va precisato che ciò che dà la vera dignità all’uomo peccatore e bisognoso di misericordia non è certo il lavoro (queste farneticazioni le lasciamo ai marxisti di ieri e di oggi), ma la Grazia di Dio che, agendo col di lui assenso, perfeziona la sua natura fragile (...)
    Per questo la Chiesa nella Epistola della festa di san Giuseppe Artigiano ci ripete l’ammonimento paolino: «Qualunque lavoro facciate, lavorate di buon animo, come chi opera per il Signore e non per gli uomini». Guardiamo ai figli di san Benedetto che, pacifici legionari della Pontificato Romano, si spinsero alla conquista del mondo e sulle rovine del Paganesimo e della barbarie fecero sorgere l’edificio mirabile dell’unica vera Civiltà che il mondo abbia conosciuto: la Civitas Christiana. Il loro motto, noto a tutti, era ed è “Ora et labora”. Il Sacrificio della Messa, la preghiera, la contemplazione alimentavano le loro vite e li rendevano ligi nell’adempimento del loro secondo compito (l’orare sempre al primo posto!): il lavoro, fosse esso intellettuale, negli scriptoria, o manuale, dalla cucina alla coltivazione di quelle terre che magari avevano essi stessi per primi bonificato. Traiamone l’insegnamento opportuno e applichiamolo al nostro contingente. Iddio ci ha collocati in un mondo in sfacelo (ben diverso dall’Eden biblico) e in un tempo in cui la Chiesa sembra soccombere sotto le strazianti torture dei vari Anna e Caifa del neomodernismo imperante, ma hic et nunc deve necessariamente svolgersi la nostra operatio: ut operémus. Nella fabbrica, nella scuola, nella bottega, nell’ufficio, in ogni frangente della nostra vita dobbiamo palesarci quali discepoli di Cristo Re, lavoratori della sua Mistica Vigna e banditori, seppur indegni, della sua salvifica Verità, avendo come fine supremo la gloria di Dio – del Padrone, come diceva quel lavoratore indefesso che era Padre Pio – sicuri come siamo che “Sapiéntia réddidit iustis mercédem labórum suórum” 23 . Ci sia d’esempio e d’aiuto il santo Patriarca Giuseppe, Patrono della Chiesa universale. (...)»”





    «Il nostro Primo Maggio. Buon compleanno Giovannino – di Alessandro Gnocchi
    https://www.riscossacristiana.it/il-...andro-gnocchi/
    Per rendere omaggio a Giovannino Guareschi nel giorno della sua nascita, pubblichiamo l’introduzione del saggio Lettere ai posteri di Giovannino Guareschi, di Alessandro Gnocchi.
    VITA, MORTE E MIRACOLI LETTERARI DI GIOVANNINO GUARESCHI.

    Poi, d’improvviso, Giovannino Guareschi morì: 1908-1968, come si scrive nelle schede biografiche perbene. Sessant’anni durante i quali non si era concesso un momento di riposo. Era divenuto lo scrittore italiano più conosciuto nel mondo. Aveva raccolto lungo la riva del Grande Fiume gente di paese come don Camillo, Peppone, l’altra mercanzia della Bassa e li aveva resi universali assieme al Cristo crocifisso dell’altare maggiore nella saga di Mondo piccolo. Aveva trasformato moglie, figli, governante e nipoti in personaggi indimenticabili con le storie del Corrierino delle famiglie. Con il settimanale “Candido”, era stato l’inventore di un giornalismo che impastava nel suo genio esplosivo cronaca, storia, satira e politica. Durante la seconda guerra mondiale, aveva patito per due anni nei lager tedeschi uscendone più vivo di quando vi era entrato. Alle elezioni del 1948, rischiando la pelle salvata in campo di concentramento, aveva lasciato la sua impronta indelebile sulla sconfitta del Fronte Popolare socialcomunista, che non gliel’avrebbe mai perdonata. Tra il 1954 e il 1955 era stato nelle galere italiane per aver attaccato Alcide De Gasperi, e questa non gliel’avrebbero mai perdonata i democristiani. Radio, teatro, grafica, pubblicità, cinema, giornali, libri, non c’è luogo mediatico del suo tempo sul quale non abbia influito con un’innovazione, un’intuizione, l’invenzione di un metodo. 1908-1968: sessant’anni avventurosi, intelligenti, appassionati, sinceri, protagonisti. Poi d’improvviso, Giovannino Guareschi morì.(…)»
    https://www.riscossacristiana.it/new..._guareschi.jpg

    "Elogio dell’anti radical chic – di Mario Bozzi Sentieri."
    ttps://www.riscossacristiana.it/elogio-dellanti-radical-chic-di-mario-bozzi-sentieri/

    https://www.riscossacristiana.it/spe...andro-gnocchi/
    Alessandro Gnocchi, Il Catechismo secondo Guareschi, I libri del ritorno all’Ordine, 6, Fede & Cultura, Verona 2014.
    Alessandro Gnocchi, Lettere ai posteri di Giovannino Guareschi, Marsilio, Venezia 2018.


    Roba di cinquant’anni fa, scritta stamattina - di Alessandro Gnocchi - 8 febbraio 2018
    Lettera di Guareschi al suo Don Camillo, 19 maggio 1966



    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/54.pdf
    «“Sodalitium” Periodico - n° 54 , Anno XVIII n. 3 2002 Editore Centro Librario Sodalitium.
    Don Camillo, Guareschi ed il Concilio pag. 41
    DON CAMILLO, GUARESCHI ED IL CONCILIO don Ugolino Giugni.

    Tutti certamente conoscono la figura di don Camillo, il pretone della “bassa” in perpetua lotta con il sindaco comunista Peppone, creato da Giovannino Guareschi. Chi non ha letto i suoi libri ha certamente visto i film magistralmente interpretati da Fernandel e Gino Cervi. Giovannino Guareschi è morto nel 1968 ed ha avuto il tempo di vedere il Concilio Vaticano II svoltosi a Roma dal 1962 al 1965. In questo articolo cerchiamo di capire attraverso i suoi scritti ciò che Guareschi pensava del Concilio e della rivoluzione che esso portò nella Chiesa. Insomma Don Camillo è sopravvissuto al Concilio? E se sì in quale modo? Ha dovuto fare anche lui un “aggiornamento” o ha raggiunto le file del clero tradizionalista e clandestino? Vedrete che la lettura di queste righe non sarà priva di sorprese, e ci permetterà di passare una piacevole mezzoretta accompagnata dalla fine ironia del grande scrittore emiliano.
    (…) La Messa clandestina. Un altro testo molto interessante è il seguente: esso fa parte di una serie di novelle pubblicate sempre su Il Borghese di quegli anni, in cui viene rappresentata la famiglia medio-borghese italiana: vi è il padre (signor Bianchi) di sinistra e progressista, sua moglie Maria, di destra molto pratica e piena di buon senso e i due figli: la ragazza Giusy molto moderna e un po’ scema ed il figlio Gypo, di destra un po’ fascista e certamente tradizionalista. Leggendolo non si può fare a meno di pensare alle nostre cappelline tradizionaliste, dove i fedeli si riuniscono di domenica in domenica per assistere alle messe “clandestine” in latino. Ciò che è più straordinario è che queste righe sono scritte alla fine degli anni sessanta quando Mons. Lefebvre era ancora uno sconosciuto ed ancora meno si erano consolidati i centri di messa tradizionalisti, benché in quegli anni ci fossero effettivamente ancora molti parroci della vecchia guardia alla don Camillo. Per questo si può dire che Guareschi sia stato quasi profeta intuendo quello che sarebbe realmente successo negli anni successivi.
    (…) È importante notare qui come Guareschi, con la sua intuizione e con la fede capisca che la libertà religiosa “mina le fondamenta della Chiesa” e che solo il vero Dio “può darsi delle arie da Padreterno” cioè che esiste un solo e vero unico Dio…
    (…) “Sedevacantismo” ante litteram… e anticomunismo.
    Questo testo del 1965 è straordinario; si tratta di un'altra lettera a don Camillo. In essa viene ancora criticato, con un filo di amarezza e l'abituale ironia, il Concilio e la sua deriva filo-comunista che deve portare gli eterni amici-nemici don Camillo e Peppone ad essere sorpassati dai trasbordi ideologici… Dopo aver fatto notare come il Cristo crocefisso non sia più al passo con i tempi, Guareschi critica la riforma liturgica con i suoi eccessi “ad experimentum” di quegli anni (la celebre espressione “tavola calda” per designare l'altare modernista girato verso il popolo è stata inventata da Guareschi in queste righe). In seguito dopo aver ricordato il martirio del cardinal Mindszenty, Guareschi si lancia quasi in una sorta di “sedevacantismo” precoce ipotizzando che il “Vero papa” si chiama Giuseppe (cioè l'ungherese cardinal Mindszenty) e non Paolo (VI)… Resta il fatto che l'atteggiamento di Paolo VI poneva dei problemi alle coscienze dei cattolici portandoli quasi a dubitare della sua legittimità. (…)»


    https://forum.termometropolitico.it/...guareschi.html
    “(…) articoli di Guareschi su "Il Borghese": alcuni sono stati riportati nel numero 54 di Sodalitium (edizione italiana) nell'articolo a firma di Don Ugolino Giugni.
    Non si può comunque richiedere ad un romanziere ( tra l'altro morto solo 3 anni dopo la chiusura del "vaticano II" ) la lucidità ed il rigore del teologo ma certamente gli si può domandare un buon uso del "sensus fidei", anche di fronte alle eresie "teoriche e pratiche" del periodo conciliare e postconciliare. Le conclusioni sul rigetto dell'autorità dei "Papi" conciliari sono state tratte da altri: a Guareschi non si poteva chiedere di più di quanto nobilmente ha fatto.
    Da sedevacantista quale sono, leggo sempre il Guareschi degli anni '60 con profondo interesse e molta passione: averne avuti cento come lui, la "riforma liturgica" non sarebbe passata.(…)” – “Guelfo Nero”/Piergiorgio Seveso.

    https://forum.termometropolitico.it/...il-latino.html




    https://www.agerecontra.it/2015/11/g...o-vaticano-ii/
    http://www.agerecontra.it/wp-content.../GUARESCHI.jpg




    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/





    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/


    https://fidecatholica.wordpress.com/


    https://militesvirginismariae.wordpress.com/





    https://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    http://liguesaintamedee.ch/messes

    1er mai : Saint Philippe et saint Jacques le Mineur, Apôtres :: Ligue Saint Amédée
    “1er mai : Saint Philippe et saint Jacques le Mineur, Apôtres.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...pe_jacques.jpg





    1er mai : Saint Joseph Artisan :: Ligue Saint Amédée
    “1er mai : Saint Joseph Artisan.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...ph_artisan.jpg





    “La fête de Saint Joseph artisan a été instaurée par Pie XII le 1er mai 1955.”
    “Sermon du Père Joseph-Marie pour la solennité de Saint Joseph Artisan : sur le communisme (2016).
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_05_01_mai.mp3”
    “Prière de Saint Pie X au glorieux Saint Joseph modèle des travailleurs.”


    «Mois de mai : mois de Marie.
    Nous conseillons cette page qui explique bien comment prier le Rosaire.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...60&oe=5D733A16
    Notre-Dame de Fatima : Prieres »







    AVE MARIA!!! REGINA COELI, LAETARE, ALLELUIA!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat! Christus heri, hodie et semper!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  7. #7
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    Lightbulb Re: Oggi è San Pio V: il Papa di Lepanto!

    5 MAGGIO 2019: SAN PIO V, PAPA E CONFESSORE; SECONDA DOMENICA DOPO PASQUA, “DOMENICA DEL BUON PASTORE”…



    «SECONDA DOMENICA DOPO PASQUA. Domenica del Buon Pastore.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Seconda Domenica dopo Pasqua
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pasqua-dom2.htm


    «5 MAGGIO SAN PIO V, PAPA E CONFESSORE»
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - San Pio V, papa e confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-5mag.htm


    «UNA VOCE ITALIA - La Costituzione apostolica "Quo primum tempore" di san Pio V (uvn n° 11-12, 1972)»
    UNA VOCE ITALIA - La Costituzione apostolica "Quo primum tempore" di san Pio V (uvn n° 11-12, 1972)
    http://www.unavoce-ve.it/unavoce-ita...rimum_1972.htm



    «Bolla Quo primum tempore»
    Bolla Quo primum tempore
    http://www.unavox.it/doc15.htm





    "Maggio mese di Maria: 5° giorno - Il giudizio di Dio."
    Maggio mese di Maria: 5° giorno ? Stellamatutina.eu ? Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/maggio-...aria-5-giorno/





    “5 maggio (30 aprile) - S. Pio V Papa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...io-v-papa.html
    “Oggi è San Pio V: il Papa di Lepanto!”
    https://forum.termometropolitico.it/...i-lepanto.html
    https://forum.termometropolitico.it/...san-pio-v.html
    “Lepanto, la Crociata di San Pio V.”
    https://forum.termometropolitico.it/...san-pio-v.html
    “I 500 anni del Papa di Lepanto.”
    https://forum.termometropolitico.it/...i-lepanto.html
    “Lepanto: San Pio V salva l’Europa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-l-europa.html
    “Due sono i nodi di discussione per i nemici di Cristo: Pio XII e la Messa di S. Pio V.”
    https://forum.termometropolitico.it/...i-s-pio-v.html
    «"PERCHE' DICIAMO LA MESSA IN LATINO" bellissimo articolo di don Francesco Ricossa. Fonte: Sodalitium, N° 30.»
    https://forum.termometropolitico.it/...o-ricossa.html






    San Pio V - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-pio-v/
    «5 maggio, San Pio V, Papa e Confessore (Bosco Marengo, 17 gennaio 1504 – Roma, 1º maggio 1572).
    “San Pio quinto, dell’Ordine dei Predicatori, Papa e Confessore, che si riposò in Dio nel primo giorno di questo mese.”

    “Adesso, Pontefice santo, ascolta i voti della Chiesa militante, i cui destini furono, per qualche tempo, affidati alle tue mani. Anche morendo, implorasti per lei, in nome del Salvatore risuscitato, la protezione contro i pericoli, ai quali era ancora esposta. Vedi come ai nostri giorni in quale stato ha ridotto quasi l’intera cristianità il dilagare dell’errore. Per far fronte a tutti i nemici che l’assediano, la Chiesa non ha più che le promesse del suo divin fondatore; gli appoggi visibili le mancano tutti assieme; non le restano più che i meriti della sofferenza e le risorse della preghiera. Unisci le tue suppliche alle sue, dimostrandoci, così, che sèguiti sempre ad amare il gregge del Maestro. Proteggi a Roma la cattedra del tuo successore, esposta agli attacchi più violenti ed astuti. Prìncipi e popoli cospirano contro il Signore e contro il suo Cristo. Allontana i flagelli che minacciano l’Europa, così ingrata verso la Madre sua, così indifferente agli attentati commessi contro colei a cui tutto deve. Illumina i ciechi, confondi i perversi; ottieni che la fede illumini finalmente tante intelligenze smarrite, che scambiano l’errore per la verità, le tenebre per la luce. In mezzo a questa notte così buia e così minacciosa, i nostri sguardi, o santo Pontefice, discernono le pecorelle fedeli: benedicile, sostienile e ne accresci il loro numero. Uniscile al tronco dell’albero che non può perire, affinché esse non siano disperse dalla tempesta. Rendile sempre più fedeli verso la fede e le tradizioni della santa Chiesa che è la loro unica forza, in mezzo a questo dilagare dell’errore che minaccia di tutto asportare. Conserva alla Chiesa il sacro Ordine nel quale tu fosti elevato a così alti destini; moltiplica nel suo seno quelle generazioni di uomini potenti in opere e parole, pieni di zelo per la fede e per la santificazione delle anime, quali noi ammiriamo nei suoi Annali, quali noi veneriamo sugli altari. Finalmente ricordati, o Pio, che sei stato il Padre del popolo cristiano, e seguita ad esercitare ancora questa prerogativa sulla terra, per mezzo della tua potente intercessione, fino a che sia completo il numero degli eletti”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-204x300.jpg






    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/30.pdf
    « Sodalitium, N° 30. Perché diciamo la Messa in latino pag. 3
    PERCHÉ DICIAMO LA MESSA IN LATINO, di don Francesco Ricossa.»


    "San Pio V. Intervista a don Ugolino Giugni - Sodalitium"
    San Pio V - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-pio-v/
    http://www.sodalitiumshop.it/WebRoot...F2/CoppioV.jpg


    "San Pio V. Il Papa della S. Messa e di Lepanto - e-commerce di Sodalitium"
    http://www.sodalitiumshop.it/San-Pio...a-e-di-Lepanto


    "SAN PIO V, IL PAPA DELLA SANTA MESSA E DI LEPANTO - Intervista a Don Ugolino Giugni."
    https://gloria.tv/video/iHakHNv3ax4A3zDqVkPHymWkg


    La fedeltà alla Messa, il rifiuto del rito di Paolo VI - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/l...o-di-paolo-vi/

    https://www.agerecontra.it/2019/01/l...o-di-paolo-vi/


    Calendario 2019: 50 anni di resistenza alla nuova messa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/calendario...a-nuova-messa/
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...MBC2018cop.jpg




    SANTE MESSE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    II Domenica dopo Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=71aZwW6lBYU
    II Domenica dopo Pasqua - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BuGlDuSs0LQ
    Domenica in Albis (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=UG870mk5GHo
    Domenica in Albis (Omelia)
    Lunedì Pasqua - dell' Angelo (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=wPkpeDbQdo8
    Santa Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=G-lviMz3pWY
    Santa Pasqua 2019 - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=lwCe33a3TUo
    Sabato Santo (Veglia Pasquale)
    https://www.youtube.com/watch?v=jphVO0FHUMw
    Venerdì Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=6v8gLX5hNW0
    Giovedi Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=80W3peGsC9I
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».








    http://www.radiospada.org
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/

    https://www.radiospada.org/wp-conten...-di-Fatima.pdf
    “13 Maggio Beata Vergine Maria di Fatima.
    Novena di preparazione DA RECITARSI DAL 4 AL 12 MAGGIO. Ogni giorno si termina con un’Ave Maria e l’invocazione Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi.”


    “5 maggio 2019: SECONDA DOMENICA DOPO PASQUA. Domenica del Buon Pastore.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1d&oe=5D6504E6





    “Il 5 maggio 1045 Papa Gregorio VI Graziani viene esaltato al Sommo Pontificato.”


    “5 MAGGIO 2019: SAN PIO V, PAPA E CONFESSORE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...cd&oe=5D29513D





    https://www.radiospada.org/2019/05/d...-di-san-pio-v/
    «Dieci miracoli di San Pio V di Redazione RS il 5 Maggio 2019
    a cura di Giuliano Zoroddu.
    San Pio V è conosciuto per essere stato il Papa santo della Controriforma, della Inquisizione, della Messa, di Lepanto. Ma, in quanto Santo operò anche portentosi miracoli, in vita ed in morte. Per diffondere la gloria di questa grande e santo Sommo Pontefice e sollecitarne la devozione, abbiamo voluto quindi estrarne qualcuno dalla Vita di san Pio V Sommo Pontefice scritta da Paolo Alessandro Maffei in occasione della canonizzazione (22 maggio 1712) e basata sugli atti dei processi canonici.»
    https://www.radiospada.org/2015/03/d...ssa-in-latino/
    “PERCHÉ DICIAMO LA MESSA IN LATINO, di don Francesco Ricossa.”
    https://www.radiospada.org/tag/don-f...-abrahamowicz/
    https://www.radiospada.org/tag/san-pio-v/
    https://www.radiospada.org/2018/03/latino-prima-lingua/
    https://www.radiospada.org/tag/novus-ordo/
    https://www.radiospada.org/tag/santa-messa/







    “Disponibile il numero 159 di Sursum Corda – 5×1000
    https://www.agerecontra.it/2019/05/d...-corda-5x1000/
    Sul sito è disponibile il numero 159 (del giorno 5 maggio 2019) di Sursum Corda®.
    Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori
    Comunicato numero 159. Gesù all’ultima Festa della Dedicazione;
    [VIDEO] Che cos’è la vera umiltà? Dai Tesori di Cornelio ALapide;
    [VIDEO] Complotto contro la Chiesa e la società civile – La Massoneria e l’Alta Vendita Suprema;
    Ti adoro, o Croce Santa;
    Dizionario di teologia dommatica. La Risurrezione dei corpi;
    Dizionario di teologia dommatica. La Santità della Chiesa;
    Dizionario di teologia dommatica. La Santità di N. S. Gesù Cristo;
    Il contadino portato in Paradiso da San Francesco di Sales;
    Vita e detti dei Padri del deserto: Giovanni il Persiano (parte 2 ed ultima).
    FONTE – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-159.html



    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/settim...sum-corda.html

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Pio quinto, dell’Ordine dei Predicatori, Papa e Confessore, che si riposò in Dio nel primo giorno di questo mese. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo Papa, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Pio quinto possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia. »

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    5 maggio. San Pio V. Illuminate i ciechi, confondete i perversi; ottenete che la fede illumini finalmente tante intelligenze smarrite, che scambiano l'errore per la verità, le tenebre per la luce. Ricordatevi, o Pio, che siete stato il Padre del popolo cristiano, e seguitate ad esercitare ancora questa prerogativa sulla terra, per mezzo della vostra potente intercessione, fino a che sia completo il numero degli eletti.»

    «Dal numero 159 di SVRSVM CORDA® del 5 maggio 2019.
    Indice dei contenuti:
    - Comunicato numero 159. Gesù all’ultima Festa della Dedicazione;
    - Ti adoro, o Croce Santa;
    - Dizionario di teologia dommatica. La Risurrezione dei corpi;
    - Dizionario di teologia dommatica. La Santità della Chiesa;
    - Dizionario di teologia dommatica. La Santità di N. S. Gesù Cristo;
    - Il contadino portato in Paradiso da San Francesco di Sales;
    - Vita e detti dei Padri del deserto: Giovanni il Persiano (parte 2 ed ultima).»
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    “Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Così sia.”
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    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
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    “Raccolta di preghiere non contaminate dall'eresia dell'ecumenismo. Diceva Sant'Alfonso: "Chi prega si salva, chi non prega si danna" ->”
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    "La vera umiltà---> https://youtu.be/n9mF_GM9unc "
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    “Padre Gabriele Maria Roschini, Chi è Maria? Catechismo mariano, Sursum Corda, Potenza 2017.

    Catechismo mariano composto da 235 articoli, semplici ma eruditi. Un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte.”
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    «Preghiera di San Pio X per i Sacerdoti.»
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    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    http://tradidiaccepi.blogspot.com/

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    “San Pio V, Papa e Confessore.

    San Pio quinto, dell'Ordine dei Predicatori, è il santo Papa della Controriforma. Uomo di apostolici costumi, già a capo del Sant’Offizio dell’Inquisizione Romana e Universale, eletto al Soglio Petrino nel 1566, attese valorosamente e con felice successo a ristabilire la disciplina ecclesiastica, ad estirpare le eresie e ad abbattere i nemici del nome Cristiano, governò la Chiesa cattolica con santa vita e con sante leggi. Passò al Signore il 1° maggio 1572. Fu beatificato nel 1672 da papa Clemente X e canonizzato il 22 maggio 1712 da papa Clemente XI. Il suo corpo riposa a santa Maria Maggiore.
    INTROITUS
    Ioannes 21:15-17- Si díligis me, Simon Petre, pasce agnos meos, pasce oves meas. Allelúia, allelúia ~~ Ps 29:2- Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me, nec delectásti inimícos meos super me. ~~ Glória ~~ Si díligis me, Simon Petre, pasce agnos meos, pasce oves meas. Allelúia, allelúia
    Ioannes 21:15-17- Se mi ami, Simone Pietro, pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Alleluia, alleluia ~~ Ps 29:2- Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato e su di me non hai lasciato esultare i nemici. ~~ Gloria ~~ Se mi ami, Simone Pietro, pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Alleluia, alleluia
    Gloria
    ORATIO
    Orémus.
    Deus, qui, ad conteréndos Ecclésiæ tuæ hostes et ad divínum cultum reparándum, beátum Pium Pontíficem Máximum elígere dignátus es: fac nos ipsíus deféndi præsídiis et ita tuis inhærére obséquiis; ut, ómnium hóstium superátis insídiis, perpétua pace lætémur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    O Dio, per abbattere i nemici della tua Chiesa e per restaurare il culto divino, ti sei degnato di eleggere il beato Pio Pontefice Massimo; concedici di essere difesi dalla sua protezione e di attendere al tuo divino servizio così da meritare di essere liberati dalle insidie dei nemici e di godere perpetua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    LECTIO
    Léctio Epístolæ beáti Petri Apóstoli.
    l Pet 5:1-4; 5:10-11.
    Caríssimi: Senióres, qui in vobis sunt, obsécro consénior et testis Christi passiónum, qui et eius, quæ in futúro revelánda est, glóriæ communicátor: páscite qui in vobis est gregem Dei, providéntes non coácte, sed spontánee secúndum Deum, neque turpis lucri grátia, sed voluntárie; neque ut dominántes in cleris, sed forma facti gregis ex ánimo. Et, cum appáruerit princeps pastórum, percipiétis immarcescíbilem glóriæ corónam. Deus autem omnis grátiæ, qui vocávit nos in ætérnam suam glóriam in Christo Iesu, módicum passos ipse perfíciet, confirmábit solidabítque. Ipsi glória et impérium in saecula sæculórum. Amen.
    Carissimi, esorto i sacerdoti che sono tra voi, quale sacerdote come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce. E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A lui la gloria e l’impero nei secoli. Così sia!
    ALLELUIA
    Allelúia, allelúia
    Matt 16:18
    Tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam
    Ps 44:17-18.
    Constítues eos príncipes super omnem terram: mémores erunt nóminis tui, Dómine. Allelúia.
    Alleluia, alleluia.
    Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, Alleluia
    Li farai principi di tutta la terra: faranno ricordare il tuo nome, Signore
    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
    Matt 16:13-19
    In illo témpore: Venit Iesus in partes Cæsaréæ Philíppi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Ioánnem Baptístam, alii autem Elíam, alii vero Ieremíam aut unum ex prophétis. Dicit illis Iesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Iesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Iona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in coelis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni coelórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in coelis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in coelis.
    In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarea di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
    OFFERTORIUM
    Ier 1:9-10
    Ecce, dedi verba mea in ore tuo: ecce, constítui te super gentes et super regna, ut evéllas et destruas, et ædífices et plantes. Allelúia.
    Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca. Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire,per distruggere e abbattere, per edificare e piantare. Alleluia.
    SECRETA
    Oblatis muneribus, quaesumus, Domine, Ecclesiam tuam benignus illumina: ut et gregis tui proficiat ubique successus, et grati fiant nomini tuo, te gubernante, pastores. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Per i doni che ti offriamo, o Signore, illumina benigno la tua Chiesa, affinché ovunque il tuo gregge progredisca e, docili alla tua guida, i pastori siano graditi al tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    COMMUNIO
    Matt 16:18
    Tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam. Allelúia.
    Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Alleluia.
    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Refectione sancta enutritam guberna, quaesumus, Domine, tuam placatus Ecclesiam: ut, potenti moderatione directa, et incrementa libertatis accipiat et in religionis integritate persistat. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Guida benevolmente, o Signore, la tua Chiesa, nutrita con questo santo ristoro: diretta dal tuo potente governo, essa goda di una crescente libertà e mantenga integra la sua Fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.”
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    https://sardiniatridentina.blogspot....asqua.html?m=0
    “Seconda Domenica dopo Pasqua o "del Buon Pastore".

    La seconda Domenica dopo Pasqua è la Domenica del Buon Pastore a motivo delle lezioni della Messa. Gesù Cristo nella sua infinita misericordia ci ha tratti dal potere di Satana e ci ha collocati nel suo regno: noi siamo le pecorelle che lui Pastore buono nutre, protegge e santifica nel suo ovile che è la Santa Chiesa Cattolica. L’ovile del Signore è oggi affidato a coloro che lo Spirito Santo ha costituti Pastori e Vescovi della Chiesa: il Papa, Vicario del Cristo Principe dei Pastori, i Vescovi con lui in comunione e a lui soggetti, i Sacerdoti. Il laicato ha il dovere di onorare il Sacerdozio e di aiutarlo nell’opera di apostolato perché tutte le pecorelle tornino a Gesù e si faccia un solo ovile con a capo un solo pastore.
    INTROITUS
    Ps 32.5-6.- Misericórdia Dómini plena est terra, allelúia: verbo Dómini cœli firmáti sunt, allelúia, allelúia. ~~ Ps 32:1.- Exsultáte, iusti, in Dómino: rectos decet collaudátio. ~~ Glória ~~ Misericórdia Dómini plena est terra, allelúia: verbo Dómini cœli firmáti sunt, allelúia, allelúia.
    Ps 32.5-6.- Della misericordia del Signore è piena la terra, allelúia: la parola del Signore creò i cieli, alleluia, alleluia. ~~ Ps 32:1.- Esultate, o giusti, nel Signore: ai buoni si addice il lodarlo. ~~ Gloria ~~ Della misericordia del Signore è piena la terra, alleluia: la parola del Signore creò i cieli, alleluia, alleluia.
    Gloria
    ORATIO
    Orémus.
    Deus, qui in Filii tui humilitate iacéntem mundum erexísti: fidelibus tuis perpétuam concéde lætítiam; ut, quos perpétuæ mortis eripuísti casibus, gaudiis fácias perfrui sempitérnis. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    O Dio, che per mezzo dell’umiltà del tuo Figlio rialzasti il mondo caduto, concedi ai tuoi fedeli perpetua letizia, e coloro che strappasti al pericolo di una morte eterna fa che fruiscano dei gaudii sempiterni. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figliuolo, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    LECTIO
    Léctio Epístolæ beáti Petri Apóstoli.
    1 Petri 2:21-25
    Caríssimi: Christus passus est pro nobis, vobis relínquens exémplum, ut sequámini vestígia eius. Qui peccátum non fecit, nec invéntus est dolus in ore eius: qui cum male dicerétur, non maledicébat: cum paterétur, non comminabátur: tradébat autem iudicánti se iniúste: qui peccáta nostra ipse pértulit in córpore suo super lignum: ut, peccátis mórtui, iustítiæ vivámus: cuius livóre sanáti estis. Erátis enim sicut oves errántes, sed convérsi estis nunc ad pastórem et epíscopum animárum vestrárum.
    Carissimi: Cristo ha sofferto per noi, lasciandovi un esempio, acciocché camminiate sulle sue tracce. Infatti Egli mai commise peccato e sulla sua bocca non fu trovata giammai frode: maledetto non malediceva, maltrattato non minacciava, ma si abbandonava nelle mani di chi ingiustamente lo giudicava; egli nel suo corpo ha portato sulla croce i nostri peccati, affinché, morti al peccato, viviamo per la giustizia. Mediante le sue piaghe voi siete stati sanati. Poiché eravate come pecore disperse, ma adesso siete ritornati al Pastore e al Vescovo delle anime vostre.
    ALLELUIA
    Allelúia, allelúia
    Luc 24.35.
    Cognovérunt discípuli Dóminum Iesum in fractióne panis. Allelúia
    Ioannes 10:14.
    Ego sum pastor bonus: et cognósco oves meas, et cognóscunt me meæ. Allelúia.
    Alleluia, alleluia
    I discepoli riconobbero il Signore Gesù alla frazione del pane. Alleluia.
    Io sono il buon Pastore e conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.Alleluia.
    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
    Ioann 10:11-16.
    In illo témpore: Dixit Iesus pharisaeis: Ego sum pastor bonus. Bonus pastor ánimam suam dat pro óvibus suis. Mercennárius autem et qui non est pastor, cuius non sunt oves própriæ, videt lupum veniéntem, et dimíttit oves et fugit: et lupus rapit et dispérgit oves: mercennárius autem fugit, quia mercennárius est et non pértinet ad eum de óvibus. Ego sum pastor bonus: et cognósco meas et cognóscunt me meæ. Sicut novit me Pater, et ego agnósco Patrem, et ánimam meam pono pro óvibus meis. Et alias oves hábeo, quæ non sunt ex hoc ovili: et illas opórtet me addúcere, et vocem meam áudient, et fiet unum ovíle et unus pastor.
    In quel tempo: Gesù disse ai Farisei: Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la vita per le sue pecore. Il mercenario invece, e chi non è pastore, cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, e lascia le pecore, e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore: il mercenario fugge perché è mercenario, e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e queste conoscono me, come il Padre conosce me, ed io il Padre. Io do la vita per le mie pecore. E ho delle altre pecore, le quali non sono di quest’ovile: anche quelle occorre che io raduni, e ascolteranno la mia voce, e sarà un solo ovile e un solo pastore.
    Credo
    OFFERTORIUM
    Ps 62:2; 62.5
    Deus, Deus meus, ad te de luce vígilo: et in nómine tuo levábo manus meas, allelúia.
    Dio, Dio mio, fin dall’aurora ti cerco ansiosamente: e nel tuo nome alzerò le mie mani, alleluia.
    SECRETA
    Benedictiónem nobis, Dómine, cónferat salutárem sacra semper oblátio: ut, quod agit mystério, virtúte perfíciat.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    O Signore, questa sacra offerta ci ottenga sempre una salutare benedizione, affinché quanto essa misticamente compie, effettivamente lo produca. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    PRÆFATIO PASCHALIS
    Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre: Te quidem, Dómine, omni témpore, sed in hoc potíssimum gloriósius prædicáre, cum Pascha nostrum immolátus est Christus. Ipse enim verus est Agnus, qui ábstulit peccáta mundi. Qui mortem nostram moriéndo destrúxit et vitam resurgéndo reparávit. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes
    È veramente degno e giusto, conveniente e salutare: Che Te, o Signore, esaltiamo in ogni tempo, ma ancor più gloriosamente in questo tempo in cui, nostro Agnello pasquale, si è immolato il Cristo. Egli infatti è il vero Agnello, che tolse i peccati del mondo. Che morendo distrusse la nostra morte, e risorgendo ristabilì la vita. E perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le Dominazioni, e con tutta la milizia dell’esercito celeste, cantiamo l’inno della tua gloria, dicendo senza fine
    COMMUNIO
    Ioannes 10:14.
    Ego sum pastor bonus, allelúia: et cognósco oves meas, et cognóscunt me meæ, allelúia, allelúia.
    Io sono il buon pastore, alleluia: conosco le mie pecore ed esse conoscono me,alleluia, alleluia.
    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Præsta nobis, quaesumus, omnípotens Deus: ut, vivificatiónis tuæ grátiam consequéntes, in tuo semper múnere gloriémur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Concedici, o Dio onnipotente, che avendo noi conseguito la grazia del tuo alimento vivificante, ci gloriamo sempre del tuo dono. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.”
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    “L'ANGOLO PATRISTICO
    • Sermone di san Leone Papa.
    Sermone 1 sull'Ascensione del Signore, dopo il principio.

    Carissimi, i giorni che sono trascorsi fra la risurrezione e l'ascensione del Signore non sono passati inutilmente, ma in essi sono stati confermati dei grandi sacramenti, e rivelati dei grandi misteri. In essi ci è stato tolto il timore d'una morte funesta, e non solo l'immortalità dell'anima, ma anche la risurrezione della carne ci è stata manifestata. In essi, mediante il soffio del Signore, lo Spirito Santo s'è diffuso in tutti gli Apostoli: e il beato Apostolo Pietro, innalzato su tutti, s'è visto affidare, dopo le chiavi del regno, la cura della greggia del Signore.
    In questi giorni il Signore si aggiunge come terzo compagno ai due discepoli per istrada e, a dissipare tutte le tenebre dei nostri dubbi, rimprovera a loro timorosi e trepidanti la lentezza a credere. I loro cuori, allora rischiarati, cominciano a sentire la fiamma della fede: e di tiepidi ch'essi erano, divengono pieni d'ardore, mentre il Signore scopre loro il senso delle Scritture. Mentre sono a tavola, allo spezzare del pane, si aprono anche i loro occhi: quanto più felicemente si aprirono allora gli occhi di costoro per vedere nella sua persona la glorificazione della loro propria natura, che quelli dei nostri progenitori per sentire la confusione che avevano meritata colla propria disobbedienza.
    Tuttavia nonostante questi fatti e altri miracoli, i discepoli rimanevano agitati da pensieri di timore, benché il Signore fosse apparso in mezzo a loro, ed avesse detto: «Pace a voi»: e perché non penetrasse nel loro spirito il dubbio che sorgeva nei loro cuori - perché credevano di vedere uno spirito, e non un corpo - egli mostra la falsità di questi pensieri sì poco conformi a verità: mette sotto gli occhi di essi che dubitavano ancora, i segni della sua crocifissione rimasti nelle sue mani e nei suoi piedi; e li invita ad osservarli attentamente e a toccarli. Le cicatrici delle ferite fatte dalla lancia e dai chiodi erano conservate per guarire le piaghe dei cuori infedeli: e perché si credesse non con fede vacillante, ma come oggetto d'una conoscenza certissima che questa stessa natura, che era stata deposta nel sepolcro, doveva assidersi col Figlio di Dio sul trono del Padre suo.
    • Omelia di san Gregorio Papa.
    Omelia 14 sui Vangeli.

    Avete udito, fratelli carissimi, dalla lettura del Vangelo un insegnamento che vi riguarda, e avete appreso ancora a quale prova noi pastori siamo sottoposti. Ecco, colui che è buono non per una grazia accidentale, ma per essenza, dice: «Io sono il buon pastore». E nel darci il modello di questa stessa bontà da imitare, aggiunge: «Il buon pastore dà la sua vita per le sue pecorelle». Egli ha fatto ciò che ha insegnato: ci ha dato l'esempio di ciò che ha comandato. Il buon pastore ha dato la sua vita per le sue pecore, al fine di convertire in nutrimento nel nostro sacramento, il suo corpo e il suo sangue, e di saziare con l'alimento della sua carne le pecore che aveva redento.
    La via che dobbiamo seguire, ad onta della morte, ci è stata mostrata; l'esempio al quale dobbiamo conformarci, ci è stato messo sott'occhio. Nostro primo dovere si è di impiegare caritatevolmente i nostri beni esteriori a favore delle pecore di lui: e poi, se sarà necessario, dare ancora la nostra vita per esse. Da questo primo grado di sacrificio, che è il più piccolo, si arriva fino all'ultimo ch'è il più grande. Ma siccome la vita è incomparabilmente più eccellente dei beni terreni, che ci sono esteriori: colui che non dà i suoi beni per le sue pecore, darà egli mai per esse la propria vita?
    E ci sono di quelli che amando più i beni della terra che le loro pecore, non meritano più il nome di pastore: e di questi subito si soggiunge: «Il mercenario invece, e chi non è pastore e padrone delle sue pecore, se vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge». Non pastore, ma mercenario vien chiamato chi pasce le pecore del Signore non per motivo di amore sincero, ma per vantaggi temporali. È un mercenario colui che tiene il luogo di pastore, ma non cerca il bene delle anime: colui che appetisce con avidità le comodità della vita presente, che si compiace dell'onore che è unito alla sua carica, si nutre di guadagni temporali e si rallegra dei riguardi che gli usano gli uomini.
    • Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno papa.
    (Om. 14, 3-6; PL 76, 1129-1130)
    Cristo, buon Pastore.

    «Io sono il buon Pastore; conosco le mie pecore», cioè le amo, «e le mie pecore conoscono me» (Gv. 10:14). Come a dire apertamente: corrispondono all'amore di chi le ama. La conoscenza precede sempre l'amore della verità.
    Domandatevi, fratelli carissimi, se siete pecore del Signore, se lo conoscete, se conoscete il lume della verità. Parlo non solo della conoscenza della fede, ma anche di quella dell'amore; non del solo credere, ma anche dell'operare. L'evangelista Giovanni, infatti, spiega: «Chi dice: Conosco Dio, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo» (1Gv. 2:4).
    Perciò in questo stesso passo il Signore subito soggiunge: «Come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e offro la vita per le pecore» (Gv. 10:15). Come se dicesse esplicitamente: da questo risulta che io conosco il Padre e sono conosciuto dal Padre, perché offro la mia vita per le mie pecore; cioè io dimostro in quale misura amo il Padre dall'amore con cui muoio per le pecore.
    Di queste pecore di nuovo dice: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna (cfr. Gv. 10:14-16). Di esse aveva detto poco prima: «Se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv. 10:9). Entrerà cioè nella fede, uscirà dalla fede alla visione, dall'atto di credere alla contemplazione, e troverà i pascoli nel banchetto eterno.
    Le sue pecore troveranno i pascoli, perché chiunque lo segue con cuore semplice viene nutrito con un alimento eternamente fresco. Quali sono i pascoli di queste pecore, se non gli intimi gaudi del paradiso, ch'è eterna primavera? Infatti pascolo degli eletti è la presenza del volto di Dio, e mentre lo si contempla senza paura di perderlo, l'anima si sazia senza fine del cibo della vita.
    Cerchiamo, quindi, fratelli carissimi, questi pascoli, nei quali possiamo gioire in compagnia di tanti concittadini. La stessa gioia di coloro che sono felici ci attiri. Ravviviamo, fratelli, il nostro spirito. S'infervori la fede in ciò che ha creduto. I nostri desideri s'infiammino per i beni superni. In tal modo amare sarà già un camminare.
    Nessuna contrarietà ci distolga dalla gioia della festa interiore, perché se qualcuno desidera raggiungere la mèta stabilita, nessuna asperità del cammino varrà a trattenerlo. Nessuna prosperità ci seduca con le sue lusinghe, perché sciocco è quel viaggiatore che durante il suo percorso si ferma a guardare i bei prati e dimentica di andare là dove aveva intenzione di arrivare.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4e&oe=5D3136B3










    «Le origini apostolico-patristiche della Messa tridentina »
    https://gloria.tv/article/2dwpBSwHp8BTCvFV4edbMyNgW
    «La Messa “tridentina” non è stata inventata da san Pio V né dal Concilio di Trento, ma risale ai tempi apostolici. La Liturgia, infatti, non è l’espressione d’un sentimento del fedele, ma è “la” preghiera ufficiale della Chiesa; è Dogma pregato. Essa racchiude qualcosa di eterno non costruito da mano umana. «Ecce ego vobiscum sum», dice Cristo alla sua Chiesa (Mt 28,20).»
    https://image-media.gloria.tv/bonifa...vn5ebfz7zs.jpg


    Come rispondere a chi obietta che anche la Messa Tridentina fu una Messa ?nuova?? ? Il Cammino dei Tre Sentieri

    «Come rispondere a chi obietta che anche la Messa Tridentina fu una Messa “nuova”?
    C’è chi dice che la Messa Tridentina sarebbe stata una “novità”, per cui, novità per novità, perché non accettare anche la “novità” del Novus Ordo?
    In realtà la Messa Tridentina non fu una “novità”, quindi non è appropriato definirla “tridentina”. Da qui la preferenza per definizioni come “Rito Romano Antico” o “Rito Gregoriano”. Infatti, ciò che il Concilio di Trento e san Pio V (1504-1572) si limitarono a fare fu una piccola riforma di un rito che aveva origini apostoliche. Insomma, san Pio V non inventò nulla. Questi promulgò sì un messale a seguito del Concilio di Trento, ma in realtà non fece altro che fissare e circoscrivere sapientemente un rito già in uso nel contesto cattolico da secoli e secoli. Un rito che risaliva almeno (è bene sottolineare “almeno") da mille anni, precisamente da papa Gregorio Magno (540-604). Ed ecco perché la definizione precisa è: Rito Romano Antico o Rito Gregoriano.
    San Pio V con il suo messale guardò in un certo senso indietro. Egli abolì tutti i riti liturgici che non potevano vantare più di due secoli di antichità, a causa del fatto che da tempo serpeggiavano errori dottrinali nella Chiesa; errori che avevano portato all’avvento dell’eresia protestante. Vi era, insomma, il serio sospetto che le novità introdotte nel rito della Messa a partire dall’Umanesimo e dal Rinascimento fossero segnate, almeno implicitamente, dal pericolo di eresia.
    Così san Pio V salvò tutti i riti più antichi (Ambrosiano, Mozarabico, Cartusiano, Domenicano) e restituì alla Chiesa latina, nella sua purezza di Tradizione Apostolica, il Messale Romano, il cui Canone, per attestazione di tutti risale all’apostolo Pietro.»


    “La Messa di sempre”
    :: Corsia dei Servi :: La Messa di sempre
    http://www.corsiadeiservi.it/it/defa...sp?page_id=183


    https://www.sanpiox.it/archivio/imag..._sempre_cp.jpg




    http://www.effedieffe.com/
    https://www.effedieffeshop.com/produ...+Signore~.html
    «Come Cristo ha celebrato la prima Messa (o l’Ultima Cena del Signore).

    Un’opera capace di ridonare al pensiero cattolico la sua perfetta fisionomia storica.
    Come Cristo ha celebrato la Prima Messa mostra come le tradizioni cattoliche — in particolare quelle liturgiche — risalgano fino ad Adamo. Si tratta di uno dei libri più informativi, ispirati e sorprendenti che il lettore potrà mai incontrare su tale argomento. L’autore dimostra come la Messa tradizionale riassuma l’intero culto del Vecchio Testamento iniziato da prima del diluvio, con Adamo ed Abele, e termini con l’Ultima Cena, e come anche i più minuti dettagli della nostra Messa cattolica tradizionale siano stati utilizzati da Cristo nella prima Messa celebrata nel Cenacolo, e come siano giunti ai nostri giorni con lo stesso significato simbolico che ebbero in origine. Padre Meagher approfondisce la storia e la tradizione di ogni aspetto del culto ebraico, mostrando chiaramente come il Signore abbia tutto ripreso, innalzato e completato nella bella liturgia che noi chiamiamo “Messa”.
    Il testo è ricolmo di aneddoti interessanti — in ogni paragrafo — che tutti i cattolici dovrebbero conoscere, specialmente sul significato che risiede dietro ogni aspetto del Santo Sacrificio. Tra i molti punti avvincenti, quest’opera spiega i seguenti: la vita di Adamo ed Eva e come popolarono la terra; come veniva preparato l’agnello pasquale dell’antica alleanza e in che modo simboleggiava la morte di Cristo e la Santa Eucaristia; perché tutti i fedeli del Tempio guardavano verso il Calvario; perché il Calvario è stato chiamato il “luogo del Cranio”; l’incredibile storia legata al Cenacolo; in qual modo Cristo disse la Prima Messa e quali vesti indossò; come Cristo incluse gli elementi principali del sacrificio del Tempio e del culto della sinagoga nella nostra Messa; come l’architettura delle chiese cattoliche sia basata sul Vecchio Testamento e sul Tempio; l’origine del Calice utilizzato da Cristo in occasione della Prima Messa e cosa ne è stato di esso, e tanto altro ancora.
    • L'ultima Cena del Signore (invito alla lettura)
    Padre Meagher dimostra che fin dal principio la Messa si celebrò sulla base di una liturgia pressoché identica a quella del nostro tempo. Non vennero inserite aggiunte sostanziali rispetto all’età apostolica, revisioni o correzioni, ma solo piccoli ampliamenti a quell’Ordinario della Messa, che a partire da San Pietro ci è stato tramandato e che gli Apostoli ricevettero direttamente da Nostro Signore.

    Come Cristo ha celebrato la Prima Messa ha qualcosa per tutti, ad ogni livello — dal principiante fino allo studioso —, ed è un libro destinato a cambiare la prospettiva di molte persone.
    Rev. Fr. James L. Meagher, sacerdote americano vissuto a cavallo tra i due secoli (1848-1920), nominato ‘Dottore in teologia’ da papa Leone XIII, è stato un celebre autore di numerosi testi di liturgia e storia tradizionale.»
    https://www.effedieffeshop.com/pimag...a-big-2207.jpg











    https://www.SaintAmedee.ch
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    Messes :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/messes

    «Mois de mai : mois de Marie.
    Nous conseillons cette page qui explique bien comment prier le Rosaire.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...60&oe=5D733A16
    http://www.fatima.be/fr/sanctus/prieres/rosaire.php»


    “Deuxième Dimanche après Pâques.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9e&oe=5D2FDC29

    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Deuxième Dimanche après Pâques.
    http://prieure2bethleem.org/predica/...ril.mp3”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c9&oe=5D5C843A


    5 mai : Saint Pie V, Pape (1504-1572) :: Ligue Saint Amédée
    “5 mai : Saint Pie V, Pape (1504-1572).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._San_Pio_V.jpg






    SAN PIO V, ORA PRO NOBIS!!!
    COR JESU SACRATISSIMUM, MISERERE NOBIS!!!
    AVE MARIA!!! REGINA COELI, LAETARE, ALLELUIA!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!

    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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