La strana ultima beatificazione di Wojtyla contrasta evidentemente con il bacio al Corano e con l'andazzo modernista.
Siamo di fronte ad un momento di salita nell'altalena wojtyliana? Oppure fa parte anche questo del "fumo di Satana"?
Ecco una lettera pubblicata dall'eletto Mieli sul Corsera che mette in evidenza la stranezza:
Lunedi' 28 Aprile 2003
MARCO D’AVIANO
Senso della paceDomenica 27 aprile durante la beatificazione di Marco D'Aviano, il Papa ha indicato in questo nuovo beato un modello esemplare di pace da seguire. Nell’auspicio c'è però qualcosa che non torna e che non comprendo. Il 12 settembre 1683, davanti alle mura di Vienna, il sogno di un'Europa sottomessa ad Allah s'infranse sotto i colpi della coalizione cristiana, compattata e galvanizzata da Marco D'Aviano.I cristiani in quella battaglia rappresentavano la metà dei musulmani e, a differenza di questi non disponevano di artiglieria, ma l'impeto con cui si gettarono sull'esercito ottomano travolse ogni difesa. La minaccia al cuore dell'Europa cristiana fu sventata e, se i turchi vennero incalzati e ricacciati verso Istanbul, il merito fu della Lega Santa nella quale il cappuccino riuscì a far convergere anche Venezia. Per questo motivo il fondamentalismo islamico lo individua come nemico e non certo come prototipo del dialogo o della riconciliazione (oggi molto alla moda nelle gerarchie vaticane), tanto da aver costretto la cerimonia di beatificazione a misure di sicurezza straordinarie. Pertanto mi chiedo se il senso della pace (armata) rappresentata da Marco D'Aviano coincida con il senso della pace (irenista) espressa dal nostro Pontefice. Il dubbio, credo sia lecito.
Io le mie ipotesi le ho ...




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