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  1. #1
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    Il 1° maggio ricordiamo anche loro

    La denuncia dell' Onu. Ogni anno 2 milioni di vittime sul lavoro

    ROMA - La più dura e spietata delle guerre si consuma sui luoghi di lavoro. Sono oltre due milioni i morti, all' anno e in tutto il mondo, da incidenti sul lavoro, metà dei quali in agricoltura, un quarto (oltre 460 mila) in Cina. Il drammatico dato è stato fornito ieri dall' Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), agenzia specializzata dell' Onu con sede a Ginevra, precisando che la cifra complessiva (basata su stime perché le denunce ufficiali di incidenti mortali sono appena 57 mila) comprende anche i decessi da malattie legate alle condizioni di impiego. Ogni anno perdono la vita 340 mila lavoratori a causa di sostanze tossiche, altri 100 mila per colpa dell' amianto. In tutto sono 12 mila i bambini coinvolti mortalmente in questo vero e proprio disastro umanitario. Una strage «bianca», solo in Italia l' anno scorso le morti sono state 1.360, che ha anche un costo economico rilevante. Contando anche i 270 milioni di incidenti non necessariamente mortali, questa piaga «vale» oltre il 4% del prodotto interno lordo mondiale. In cifre si tratta di 1.250 miliardi di dollari. «La perdita finanziaria imputabile ai decessi e alle malattie - ha affermato Claudio Lenoci, direttore dell' Oil per l' Italia - è venti volte superiore al totale degli aiuti internazionali allo sviluppo». La frontiera della globalizzazione, si legge nel rapporto, «deve affrontare una sfida in più, quella di aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro rifiutando la logica che queste morti vadano spiegate come i "rischi del mestiere"». Il 28 aprile è stata così scelta dall' agenzia dell' Onu come data per celebrare la giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. E rinnovare a tutti i governi, in particolare dei Paesi in via di sviluppo dove avviene la gran parte degli incidenti, un appello per diffondere le informazioni sulla sicurezza. R. Ba. I NUMERI Ogni anno nel mondo circa 2 milioni di persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro o di malattie professionali, fra cui 12 mila bambini. Gli incidenti sul lavoro stimati sono 270 milioni all' anno I COSTI Il costo degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali ammonta annualmente al 4% del Pil mondiale, 1.250 miliardi di dollari. La perdita imputabile ai decessi e alle malattie è 20 volte superiore al totale degli aiuti allo sviluppo
    Fonte: Corriere della Sera 29/04/'03

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  2. #2
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    Ogni anno nel mondo circa 2 milioni di persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro o di malattie professionali, fra cui 12 mila bambini.

    Rilievo.
    Alessandro

  3. #3
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    Up!

    Per sensibilizzare coloro che si recheranno alle urne per il referendum sull'estensione dell'art. 18.

  4. #4
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    Originally posted by lsu
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    Per sensibilizzare coloro che si recheranno alle urne per il referendum sull'estensione dell'art. 18.

    Caro Alessandro,
    tutelare la salute e l’integrità psicofisica del lavoratore deve essere una priorità in un Paese civile come l’Italia. Non si può scendere a patti in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e nemmeno strumentalizzare l’argomento a fini squisitamente politici.
    I fatti, ahimè, dicono altro: al termine “sicurezza” si continua ad affiancare la voce “costo”, come se la vita di una persona fosse una semplice voce di bilancio da stornare; la salute del lavoratore, d’altro canto, viene valutata spesso, molto spesso, come argomento economicamente irrilevante (in termini di fatturato!) e si arriva, in casi tanto eclatanti quanto deprimenti, a considerare lo sterminio di centinaia di lavoratori come fatto imprevedibile (sic!) che non può avere responsabili (mi riferisco, in particolare, alle diverse sentenze dei tribunali italiani in tema di morti causate da amianto, rifiuti tossici, etc.).
    Detto questo, rimango perplesso per il tuo intervento (perplesso, ripeto. Non sto accusandoti di strumentalizzare l’argomento in questione).
    Il referendum (il quesito n.1, per la precisione) di domenica 15 e lunedì 16 giugno ha ad oggetto l’estensione di tutele del lavoratore riguardo alla tematica del licenziamento, nulla quindi a che vedere con la problematica della sicurezza ed integrità del lavoratore stesso. Non è possibile, a mio avviso, porre sullo stesso piano argomenti così diversi.
    Concludo riportando la significativa frase d’apertura dell’articolo postato qui in alto:”La più dura e spietata delle guerre si consuma sui luoghi di lavoro.”.
    Ciao

  5. #5
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    Le persone non sono altro che una merce di scambio , esattamente come una materia prima o un titolo. Nei bilanci societari non c'è nessuna distinzione. Dobbiamo fare i conti con la dottrina anglosassone che domina il mondo.

 

 

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