07.05.2003
Metalmeccanici, firmano Cisl e Uil. La Fiom: «Un contratto inaccettabile»
di red.
Accordo «separato» per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, siglato da Fim Uilm e Federmeccanica senza la firma della Fiom. La vertenza iniziata l’8 gennaio si è conclusa con un testo che consegna ai lavoratori un incremento salariale di 90 euro, considerato insufficiente dalla Fiom che ha parlato di «intesa separata». Il sindacato aveva chiesto infatti 133 euro per recuperare il gap tra inflazione programmata e reale.
«Giudichiamo inaccettabili le proposte salariali per i lavoratori», ha commentato Lello Raffo, segretario nazionale della Fiom-Cgil anche per le modalità di pagamento del previsto aumento: 45 euro quest’anno, 24 il prossimo e i restanti 21 come acconto nel 2005. «In questo modo gli operai non recupererebbero neanche l’inflazione», ha denunciato Raffo puntando l’indice contro uno dei punti che ha portato alla rottura della trattativa con Federmeccanica e gli altri sindacati.
Sulla formazione il contratto prevede per chi studia il diritto ad un accesso facilitato al part-time. Sancito inoltre il diritto all’accesso a 250 ore di permesso retribuito per gli immigrati che intendano seguire corsi di lingua italiana. Mentre i giovani che debbono recuperare gli ultimi anni del diploma possono usufruire di 40 ore di permesso retribuito in aggiunta a quanto già previsto per i giorni di esame.
Ma contro la scelta di Federmeccanica di imporre un contratto separato e minoritario stanno scioperando una ventina di aziende metalmeccaniche piemontesi. I lavoratori chiedono che si avviino le consultazioni e si fermi quello che il segretario provinciale della Fiom di Torino Giorgio Airaudo ha definito «un inutile accordo separato e minoritario». La Fiom si è detta pronta ad appoggiare le lotte e a proseguire la vertenza sul contratto nazionale fabbrica per fabbrica.
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