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Secondo quanto riportato da un chirurgo inglese il pittore sarebbe stato vittima di un primo tentativo di piercing
LONDRA - E chi lo avrebbe mai detto! Uno tra i più noti pittori del Seicento innamorato del piercing! Non si tratta di bufala ma di una vera e propria teoria elaborata da uno specialista inglese.La curiosa notizia, pubblicata dalla BBC NEWS, arriva dall’Inghilterra. Secondo l'opinione del chirurgo Ben Cohen, il lobo dell’orecchio deformato di Rembrandt è visibile chiaramente in diversi dei quaranta autoritratti dipinti tra il 1628 e il 1669, anno della morte del pittore. Ma da allora nessuno è mai riuscito a spiegare il mistero.
Cohen, specialista inglese delle patologie del naso e della gola, ha dato questa spiegazione dopo un’attenta disamina dei quadri del pittore, confermando la tesi del piercing. "Il rigonfiamento dei tessuti danneggiati è il risultato di un primitivo tentativo di piercing all’orecchio che lo stesso Rembrandt si sarebbe procurato da solo, o con l’aiuto di un assistente".
Sul giornale del Royal Society Medicine, il dottor Cohen racconta come fu colpito dalle sembianze dell’artista quando per la prima volta visitò una mostra intitolata Rembrandt by himself allestita alla national Gallery di Londra nell’autunno del 1999.
"In un ritratto dipinto nel 1628, all’età di 22 anni, l’orecchio sinistro di Rembrandt era coperto da un gonfiore circolare e da un piccolo raggrinzimento nell’angolo superiore - ha spiegato lo specialista - Un rigonfiamento che ho notato in altri autoritratti e che, in particolare in quelli dipinti dopo il 1642, è andato ispessendosi". In un altro quadro, datato 1629, Cohen ha notato un orecchino attaccato al lobo, proprio sotto il grosso rigonfiamento. Lo stesso orecchino è apparso in molti altri ritratti. "Probabilmente il lobo alla fine era così indurito da non poter più essere bucato. Il pittore doveva essere davvero molto determinato per rischiare di danneggiare ancora un orecchio così messo male. Il piercing in quella zona dell’orecchio può infatti danneggiare in modo irreversibile la cartilagine".
(13 GIUGNO 2003; ORE 12:45)
Da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...181554,00.html




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