Berlusconi, l’uomo che ha messo lo spettacolo al posto della politica
Oggi la situazione italiana ha di che far ghiacciare il sangue nelle vene. È spaventosa, e solo l’immagine che la Francia si ostina a conservare dell’Italia spiega perché il pericolo non sia denunciato in modo più urgente e più sistematico. No, Berlusconi non è un simpatico clown con il senso della battuta, amante di serate libertine che incarna gli eccessi dell’ italian way of life (spaghetti e mandolino). No, Berlusconi non è un uomo politico stravagante. Berlusconi è un losco uomo d’affari, che si è arricchito con i soldi della mafia, ancora in stretti rapporti con ambienti criminali, che ha distrutto l’opinione pubblica italiana usando un oppio più forte di ogni droga, la televisione, e che fa esplodere la separazione dei poteri riformando la giustizia e intimidendo i giornalisti. Berlusconi è un pericolo per la democrazia, e se l’Europa non starà più attenta alle sue malefatte rimpiangerà in futuro che egli abbia fatto scuola. In cosa consiste la singolarità di Berlusconi? Molti fattori sembrano parteciparvi.
Tocqueville: ” Quando solo i ricchi governano, l’interesse dei poveri è sempre in pericolo”.
Ora, le origini della ricchezza di Berlusconi sono criminali. Berlusconi non ha nulla del self-made-man. Viene dagli ambienti più disonesti della politica italiana. La sua prodezza è stata nell’aver saputo emergere dall’operazione mani pulite – che aveva cercato di mettere fine alla corruzione della vita politica italiana- come un’alternativa, mentre ne era stato una delle cause e ne restava una delle migliori espressioni.
“Prima Berlusconi comprava le persone, ora alcuni sono pronti a pagare per vendersi”
Poi c’è il suo impero mediatico. Berlusconi non ha nulla di un liberale. Non è né un uomo di destra, né un uomo di diritto. Si riduce spesso l’opposizione a Berlusconi degli inglesi e della maggior parte dei giornalisti americani a dei conflitti d’interessi. Non lo è. Ricordiamo che Berlusconi è il re dell’accentramento e che ha tentato di raggruppare attorno a sé tutti i poteri della stampa e della televisione (prima di voler raggruppare tutti i poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario). Oggi siamo arrivati alla seguente situazione, che i liberali di destra e di sinistra giudicheranno spaventosa: il presidente del Consiglio possiede le reti private più seguite (essezialmente reti di intrattenimento che rimpinguano l’ideologia capitalista: giochi, sfide tra poveri che si massacrano e danno al pubblico l’illusione di superiorità, compassione da due soldi, imbecillimenti organizzati, pornografia) e dirige, grazie alla sua posizione politica, le reti dette nazionali. Non contento di questo impero, arriva ad esigere di poter controllare le nomine dei direttori di rete, il contenuto delle trasmissioni e la scelta dei giornalisti nelle trasmissioni dette “politiche”.
In ultimo, la sua relazione con la politica. Berlusconi non ama la politica. Non ama le idee, non ama i libri, non ama i discorsi. Egli incarna in questo senso una figura decisiva della società dello spettacolo. Quando tutto è stato trasformato in spettacolo, il discorso non serve più a niente. Il discorso svela senza mostrare, si avvicina alla realtà senza pretendere di superarla o di rimpiazzarla, ne denuncia le complessità, le contraddizioni, le sovrimpressioni, lo spessore storico. Sono quindi i discorsi che bisogna far tacere, rimpiazzandoli con delle immagini. È la logica che bisogna distruggere con la spettacolarizzazione del reale: mai una censura è stata così perfetta.
Francia
L’OSCE chiede a Berlusconi di ritirare le querele contro dei giornali
“Il diritto di sapere del pubblico include inevitabilmente il diritto dei media a porre delle domande.”Rivolta a Silvio Berlusconi, il capo del Governo italiano, la nota è firmata dal rappresentante dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) per la libertà dei media. In una lettera indirizzata a Berlusconi, domenica 20 settembre, Miklos Haraszti gli chiede di ritirare le sue querele contro La Repubblica e L’Unità, due giornali che il primo ministro italiano accusa di diffamazione.
Francia
Vienna – L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) vuole che il premier italiano ritiri le sue querele contro due giornali italiani e due stranieri. Lo ha reso noto ieri il responsabile per i media Miklos Haraszti dell’OSCE. Egli, il quale ritiene che le denunce siano una minaccia per la libertà di stampa.
Olanda
Scricchiola il trono di Berlusconi
Un’estate piena di rivelazioni sugli scandali sessuali è finita in un autunno pieno di alterchi. Il premier ha incrociato le lame con più o meno tutti. La Chiesa, la magistratura, la stampa, l’opposizione ed anche il suo compagno di partito Gianfranco Fini le hanno prese. L’aggressività degli attacchi è eccessiva perfino per i canoni italiani.
Si pone la domanda se il premier, con le spalle al muro, avrà reazioni pericolose e magari funeste. Oppure sta lavorando alla sua ennesima risurrezione miracolosa? Il Cavaliere, gli italiani lo sanno bene, dà il meglio di sè quando deve difendersi da posizioni insostenibili per qualunque altra persona.
Berlusconi questa settimana ha fatto ciò che fa sempre quando è nei guai. Si è rivolto direttamente al popolo dei telespettatori. Ha sfruttato la consegna dei primi 94 appartamenti in legno alle vittime del terremoto in Abruzzo per dare di se stesso e del suo governo un’immagine di efficienza.
Niente è stato lasciato al caso. Come sempre il programma televisivo Porta a Porta del presentatore Bruno Vespa è stato prescelto per diffondere il messaggio del premier. Il programma critico Ballarò su Rai Tre è stato rinviato di due giorni. E Matrix, sul canale commerciale di Berlusconi Canale 5, ha annullato una puntata sulla libertà di stampa per motivi tecnici.
Come sempre Berlusconi si è fatto truccare nella sua residenza ufficiale dal proprio visagista. Nello studio di Vespa sapeva di poter essere sicuro che la videocamera l’avrebbe ripreso solo da sinistra, il suo lato migliore. Gli spettatori hanno visto un Berlusconi affettuoso che abbracciava le riconoscenti vittime del terremoto. Il premier ha mostrato loro le cucine con frigo pieno, i bagni scintillanti e la camera da letto delle case che hanno ricevuto. Vespa lo ha accompagnato con superlativi. Una meraviglia, un record. Berlusconi: oggi abbiamo visto l’Italia buona, che è positiva nella vita e che lavora al servizio degli altri.
Olanda




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