Manifestazione degli indipendentisti
I Serenissimi tornano
in piazza San Marco

A sei anni di distanza dall'assalto al campanile di San Marco, giorno più giorno meno, si ritroveranno ancora a Venezia tutti coloro che ancora credono e puntano nell'indipendenza veneta. Questa volta, però, niente «tanko», niente mitra e nessun sequestro di ferry-boat, come avvenne in quella circostanza: per entrare a palazzo Ducale pagheranno regolarmente il biglietto (11 euro), quindi pronunceranno il «Giuramento di fedeltà alla Repubblica Veneta». Così è scritto nelle migliaia di manifestini distribuiti in questi giorni in tutto il territorio veneto.
L'appuntamento è per l'11 maggio nella stessa sala del palazzo dei dogi in cui il 12 maggio 1797 il Maggior Consiglio della Repubblica veneta di fatto abdicò di fronte alle truppe francesi. Non è certamente un giorno scelto a caso se, sei anni fa, quelli che ormai sono passati alla storia come i Serenissimi la notte dell'8 maggio arrivarono in piazza San Marco, entrarono e salirono sul campanile con l'intenzione di asseragliarsi e resistere per quattro giorni, fino al 12, anniversario del bicentenario della caduta della Repubblica per mano di Napoleone.
E la manifestazione di domenica 11 maggio è anche una risposta al Comune di Venezia - spiegano gli organizzatori dei Comitati indipendentisti - che ha favorito se non addirittura ideato il tanto discusso rientro in laguna proprio della statua di Napoleone. Ma naturalmente non è questo l'obiettivo principale: «E' un'iniziativa che abbiamo messo in cantiere - afferma ancora uno degli organizzatori - per ribadire e confermare il nostro credo e la nostra prospettiva politica, che è quella dell'indipendenza veneta». Arriveranno dalla Bassa Padovana, dalla Marca, dal Veronese e anche dalla Terraferma veneziana.
«Nessuna autorità veneta ha mai firmato una rinuncia alla sovranità e al governo dei Veneti sui loro territori» si legge nel volantino stampato e distribuito in questi giorni in città e paesi dell'intera regione. E aggiungono: «Ci battiamo per il riconoscimento e l'affermazione del Diritto veneto». A differenza dei Serenissimi, che hanno pagato con il carcere la loro azione giudicata eversiva dal Tribunale, hanno scelto di manifestare in modo pacifico, adeguandosi alle regole, prima di tutto quella che li costringerà a versare 11 euro per entrare nel palazzo che un tempo ospitava il governo della Repubblica veneta, ma non rinunciano alla polemica. «L'ingresso a palazzo Ducale, stante la sua gestione attuale - si legge nel volantino - comporta il pagamento di un biglietto». Solitamente al Ducale in un giorno festivo entrano seimila visitatori: è dunque probabile che gli indipendentisti passeranno inosservati.