Genova, 05 mag 2003 - 21:19
G8, Giuliani: Placanica agì per legittima difesa
Archiviazione per legittima difesa e uso legittimo dell'arma: è la decisione del gip Elena Daloiso per il procedimento a carico di Mario Placanica, il carabinere accusato di omicidio volontario per la morte di Carlo Giuliani, avvenuta durante gli scontri del G8, in piazza Alimonda, il 20 luglio del 2001.
Il Gip, nella sua ordinanza di 48 pagine, in cui dichiara l' infondatezza dell' opposizione della famiglia Giuliani, ha archiviato anche la posizione del carabiniere Filippo Cavataio, indagato a sua volta per omicidio, che si trovava alla guida del "Defender" che passò sul corpo del giovane no-global, ormai a terra, colpito dalla pallottola. Entrambe le richieste di archiviazione erano state avanzate il 2 dicembre scorso, dal pm Silvio Franz, titolare dell' inchiesta.
Il giudice ha quindi ordinato la restituzione ai due carabinieri delle armi e delle munizioni poste sotto sequestro ed ai familiari di Carlo Giuliani degli effetti personali del giovane, comprese 64.700 lire che erano nelle sue tasche.
Placanica ha subito commentato di sentirsi più sollevato, aggiungendo di aver sempre avuto "fiducia nella giustizia, anche perchè consapevole di non avere mai voluto colpire nessuno volontariamente".
Alla notizia di questa decisione i legali della famiglia Giuliani, Giuliano Pisapia e Lia Vinci, hanno invece annunciato l' intenzione di ricorrere per Cassazione "dopo aver consultato i loro assistiti", Giuliano Giuliani, la moglie Heidi e la figlia Elena. "Non ci hanno mai animato desideri di vendetta - hanno spiegato i familiari di Carlo - ma soltanto l'instancabile ricerca di verità e giustizia. Su questa strada continueremo finchè avremo fiato, in nome di Carlo e di tutti coloro che sono stati vittime di violenze e di ingiustizie".
"Ci domandiamo ancora - dice la famiglia - perchè si ha paura della verità. Essa avrebbe potuto emergere proprio da un dibattimento e da un libero confronto tra le parti, che non ha mai potuto esserci. Ci pare questa la profonda differenza con altre vicende recenti. Noi abbiamo chiesto soltanto che tutte le contraddizioni, le incertezze, i cambiamenti di quadro potessero essere chiariti".
Per il gip invece "il gesto di Giuliani non è stato una isolata aggressione come ritenuto dai difensori dei suoi familiari, ma solo una delle fasi di una violenta aggressione al 'defender', posta in essere dalle numerose persone che lo avevano accerchiato".
Il giudice poi ha spazzato via le altre ipotesi: quelle di omicidio colposo e di dolo eventuale. Il pm Franz, nella sua richiesta di archiviazione, aveva preso infatti in considerazione anche queste possibilità, poi scartate, per lasciare solo un dubbio: se Placanica sparando avesse accettato anche il rischio di colpire qualcuno. "Ritengo - aveva concluso il magistrato - che questo dubbio non troverà mai una risposta, prima di tutto nella mente di Placanica". Soddisfazione per l' ordinanza, ma rammarico per le polemiche subito innescate, sono stati espressi dagli avvocati difensori dei due indagati, Vittorio Colosimo e Giuseppe Gallo, e dal legale Umberto Pruzzo, che ha assistito per primo Placanica, attuale difensore di Cavataio.
L' avvocato Colosimo è soddisfatto anche per l'accoglimento, da parte del gip, della tesi difensiva sull' uso legittimo delle armi. "E' una tesi che abbiamo sempre sostenuto - ha affermato il legale -. D' altronde, Placanica e gli altri carabinieri si sono trovati in una situazione di oggettivo pericolo in cui l' uso delle armi non può non essere consentito". "Sono molto amareggiato perchè sia da destra che da sinistra - ha detto invece l' avv. Gallo - è ormai costume polemizzare con le sentenze dei giudici. Si vuole gettare discredito sulla Magistratura, una delle più importanti istituzioni del nostro Paese".
Vittorio Agnoletto, leader del Social Forum, ha infatti stigmatizzato:"E' una decisione gravissima, con la quale lo Stato si autoassolve da ogni responsabilita. Non c'è dubbio che una decisione di questo tipo rischia di creare in decine di migliaia di giovani ulteriore sfiducia nelle istituzioni. Noi, da parte nostra, continueremo a chiedere verità e giustizia".
Anche per Patrizia Sentinelli, responsabile movimenti della segreteria nazionale di Rifondazione comunista, "con l'archiviazione del procedimento sull' uccisione di Carlo Giuliani un nuovo 'mistero di Stato' si va ad aggiungere agli altri casi irrisolti d'Italia". (Red)




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