Quello propinato da Zozzi nella sua trasmissione , Excalibur , del 9 maggio 2003 è uno spettacolo nauseante x mancanza di contradditorio : mancavano i PM , mancava la Ilda Boccassini
E’ infatti evidente che il Nano ha deciso di difendersi non nel processo ma in Televisione (fra l’altro contravvenendo ad una precisa direttiva della Commissione di vigilanza , ma tant’è : Lui “può”)
Ora , se il processo si sposta in TV allora , per un elementare principio garantista che qui appare inutile ripetere in quanto generalmente condiviso senza eccezioni - bisognava invitare il Pubblico Ministero : lui solo è in grado di contro-riferire su cifre , date , numeri , sequenze di episodi etc. etc. – questo non è stato fatto e quindi il “processo” è viziato di nullità .
Ma questo poco importa al Nano , il quale ha incassato un ingente bottino in termini di propaganda , bottino – lo ribadisco - basato su informazioni probabilmente farlocche che soltanto il P.M. avrebbe potuto confutare in contradditorio
Ma c’è di più : nel corso del processo televisivo il Nano (spalleggiato dal giudice politicizzato Zozzi , che dirigeva il dibattimento) ha lanciato accuse di corruzione nei confronti , fra gli altri , del presidente della Commissione europea Romano Prodi – accuse lanciate e reiterate al punto che l’avvocato dell’imputato-neo-accusatore , Giuliano Ferrara , si è spericolatamente abbandonato ad un giudizio di inadeguatezza a coprire l’importante carica in seno al governo europeo da parte dello stesso Prodi.
A maggior gravità della cosa , occorre rilevare che l’accusa a Prodi lanciata dall’imputato-neo-accusatore , non era estemporanea , cioè in diretta , bensì risultante da una cassetta pre-registrata : si trattava di una intervista in ginocchio fatta dallo stesso giudice (politicizzato) del dibattimento televisivo , Zozzi – in dispregio della consolidata regola della separazione delle carriere di conduttore e intervistatore .
Ciò detto , va rilevato che una elementare regola di equità processuale avrebbe dovuto indurre la corte televisiva (Zozzi e la sua redazione) ad inviare una sorta di avviso di garanzia a Romano Prodi , informandolo adeguatamente delle accuse che gli erano state mosse e che sarebbero state presto messe in onda (la censura mai , per carità !!!) - affinchè egli potesse presenziare e così difendersi dal linciaggio mass-mediatico.
Invece , furbescamente , la corte (Zozzi e la sua redazione) hanno sì invitato Prodi , ma sottacendogli la reale natura dell’evento mass-mediatico (assolutamente inedito , bisogna ammetterlo) che si stava apparecchiando . Cioè , in soldoni : non gli hanno detto che si trattava di un processo .
Il che appare una grossolana ed evidente lesione dei diritti della difesa , perpetrata da un giudice (televisivo) politicizzato con l’avallo di una parte politica che pur si nutre di garantismo a colazione , pranzo e cena.
Avanti così , berluscones !....




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