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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Se il virus è capitalista (A. Socci)

    Si leggono cose stupefacenti sulla famigerata Sars, la polmonite atipica d’origine cinese. Ormai è chiaro. Anch’essa è colpa di Bush, della diabolica America e non manca la solita Unità che perfino per questo virus riesce a puntare il dito su Berlusconi. Certo per i mass media e i commentatori è un’acrobazia spericolata riuscire a eludere la vera ed enorme responsabilità del regime comunista cinese, ma lo fanno egualmente.La causa dell’epidemia e della sua diffusione sta – appunto – nelle condizioni di vita di milioni di cinesi e nell’occultamento del dramma imposto dal regime di Pechino, che di fronte ai primi cupi segnali ha scelto esattamente la strategia tipica di tutti i sistemi totalitari: silenziare tutto, non dare l’allarme, non far nulla e non far trapelare nulla, imponendo il “segreto di stato”. Il risultato è stato devastante: ciò che, al suo nascere, poteva essere arginato si è propagato al resto del mondo. Solo quando è scattato l’allarme planetario il regime di Pechino ha riconosciuto che, sì, in effetti, c’era l’epidemia e hanno sbagliato a negarla.
    Ma non è affatto un errore. E’ la norma. Così funziona ogni regime totalitario. La vera malattia non è tanto la Sars, quanto il comunismo, così come la tragedia di Chernobyl non è stata provocata tanto dal nucleare, quanto dallo sgangherato e disumano sistema sovietico. Il totalitarismo è letale perfino per la diffusione di virus. Tanto è vero che hanno adottato (e stanno adottando) la stessa strategia per un’altra epidemia, ancora più grave della Sars: l’Aids.
    Solo di recente le organizzazioni internazionali hanno scoperto cosa sta accadendo e hanno lanciato l’allarme perché la Cina si è cacciata in una mostruosità “di dimensioni titaniche”. Contrariamente a quanto dicono – anche qui – le cifre ufficiali del regime (che parlavano per il 2001 di 30 mila sieropositivi) - l’Onu stima in 800 mila o addirittura 1 milione e mezzo i cinesi infettati dall’Aids. Il motivo – come al solito – va ricercato nella politica del regime: c’è un’intera regione devastata dall’Aids a causa delle vendite di sangue, praticamente imposte dalla miseria e quindi indotte dalle autorità, ma realizzate in condizioni sanitarie pazzesche (senza la disinfezione necessaria).
    Se il governo cinese non adotterà al più presto una controffensiva efficace, secondo l’Onu, i malati di Aids potrebbero salire addirittura a 10 milioni nel 2010, una cifra pazzesca. E, anche in questo caso, le autorità non fanno nulla, specialmente per curare questa massa di poveracci, completamente abbandonati. Il regime si è adoperato, ancora una volta, solo per impedire che le notizie trapelassero all’estero. Il Nouvel Observateur ha definito ciò che è accaduto come “il più grande errore medico di tutti i tempi”, ma non si può definire “errore medico”. Perché è normale che i regimi totalitari tengano in nessun conto la salute e la vita degli esseri umani.
    Errori, anche gravi, sono quelli che vengono fatti nei sistemi politici democratici. Quelli delle dittature non sono “errori”, sono la norma.
    Adesso che i buoi sono scappati i giornali del Partito comunista cinese – per rifarsi una verginità davanti al mondo - denunciano la Sars come “un’aggressione selvaggia contro l’umanità”. Ma in realtà è il comunismo la vera aggressione selvaggia all’umanità. Sono il loro Partito e la loro ideologia il virus che infetta e minaccia la vita di 1 miliardo e 300 milioni di cinesi. Possibile che non si voglia vedere una cosa tanto evidente?
    S’impone – a livello planetario – un “caso Cina” che oltretutto ha approfittato delle condizioni di servitù in cui fa vivere quel popolo per mettere fuori mercato una quantità di produzioni occidentali gravate dai costi sociali che loro – in nome del socialismo – non hanno. Eppure incredibilmente i mass media glissano o si diffondono in considerazioni a dir poco incomprensibili. Un commentatore come Federico Rampini su La Repubblica si è messo a discettare di globalizzazione. L’editorialista di Repubblica si chiede: “Il terrore del morbo che arriva dalle frontiere aperte può segnare la fine dell’età d’oro della globalizzazione? Non si capisce che c’entra globalizzazione. Da che mondo è mondo le epidemie si propagano a prescindere dalla circolazione dei capitali. Così è stato per la peste dei secoli scorsi, fino alla Spagnola che fece 20 milioni di morti nel 1918. Non è una politica protezionista o la limitazione alla circolazione dei capitali a tener lontane le malattie. A eliminare o limitare enormemente il rischio epidemie nel XX secolo sono state piuttosto le condizioni di vita enormemente migliorate (grazie al famigerato Occidente) e l’immenso progresso medico-scientifico, dovuto sempre all’odiatissimo Occidente.
    Si discute adesso della crisi economica che colpisce – a causa della Sars - “le tigri asiatiche”. Ma bisognerebbe anche mettere a tema il problema dei costi sociali che pure quelle economie devono finalmente accollarsi, così da migliorare le condizioni di vita di quelle popolazioni e, innalzando la tutela sanitaria, evitare il ripetersi di minacce planetarie come la Sars.
    E’ colpa degli Stati Uniti se il regime cinese – essendo una dittatura - se ne infischia della salute e della vita delle persone? A leggere Rampini pare quasi di sì: “I paesi ricchi, America in testa, hanno speso molto per costruire una ‘governance’ del commercio internazionale: hanno creato un organismo con poteri forti come il Wto, hanno imposto alla Cina nuove regole per far parte dell’economia globale. Se avessimo fatto gli stessi sforzi per le regole della cooperazione sanitaria internazionale”, osserva Rampini, “forse oggi non saremmo sotto l’assedio di una nuova pandemia che ci riporta in un passato pauroso”.
    Insomma, è sempre colpa degli americani. Pure se a Pechino c’è un regime disumano. Ma è colpa degli americani anche se impongono sanzioni sul regime disumano, come Cuba, per costringerlo a cambiare. Ed è colpa degli americani anche se vanno ad abbattere il regime disumano, come quello iracheno. Ed è colpa degli americani anche se decidono di farsi i fatti propri e lasciar perdere i regimi disumani d’Africa. E’ comunque e sempre colpa degli americani.
    La Cina fa divampare un’epidemia di polmonite killer, ma – a leggere Rampini – l’America avrebbe la colpa di non aver trovato subito una cura e un vaccino. O di non averlo trovato “in tre settimane” quante ci sono volute a vincere la guerra in Iraq. Si può continuare a ragionare così? Si può continuare a buttar la croce addosso sempre e solo al Paese che garantisce la libertà e la sicurezza a tutti e che sviluppa le tecnologie e le ricerche mediche di cui tutti usufruiscono?
    Perché il tanto celebrato movimento pacifista-noglobal, che si definisce una superpotenza planetaria, non si occupa del “caso Cina”, delle situazioni sanitarie delle dittature, delle loro devastazioni ambientali, dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani in quei regimi? Perché non si occupano delle migliaia di malati di Aids cinesi, completamente abbandonati, senza cure? Perché sembrano interessati solo a fare il processo sommario all’Occidente?
    Per costoro, se Fidel Castro fucila o chiude in galera i dissidenti e i fuggiaschi è colpa dell’embargo occidentale. Se il regime cinese ha ottusamente permesso al virus di divampare è colpa del capitalismo.
    Antonio Socci - Il Giornale

  2. #2
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    Predefinito

    Ora capisco meglio perchè Excalibur ha quel successo travolgente di ascolti....

  3. #3
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    Predefinito Il bravo Sofri ha perfettamente ragione.

    Quando,durante gli anni Ottanta,l' AIDS impazzò in tutto il mondo,Ceausescu si rifiutò di approntare ogni contromisura per arginarne la diffusione:oggi la Romania è,in tutta Europa,il paese con la più alta percentuale di sieropositivi e ammalati,in rapporto alla popolazione totale.

    L' anticomunismo epilettico non c' entra proprio nulla,caro Dario:c' entra invece la natura intimamente perversa di ogni regime totalitario.

    Un cordialissimo shalòm


    Tsabar

  4. #4
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    Predefinito Re: Il bravo Sofri ha perfettamente ragione.

    Originally posted by Tsabar
    .....
    Sofri non direbbe mai una cazzata del genere. Leggi bene l'autore del "pezzo".

    E comunque siamo d'accordo che le dittature in genere si comportano male in queste circostanze....

  5. #5
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    Predefinito Hai ragione!

    E difatti volevo scrivere Socci (mi pare si chiamino "refusi",'sti errori...).

    Cmq,il ragionamento mi pare impeccabile,teso a dimostrare il carattere perverso,pletorico e antipopolare di ogni regime totalitario (a prescindere dal suo "colore",in questo caso rosso).

    Un cordialissimo shalòm


    Tsabar.

  6. #6
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    Predefinito Yes, sir

    D'accordo con il ragionamento sulle dittature (per loro natura devono evitare ogni tipo di "screpolatura") ma non con tante fesserie che Socci condisce a contorno del ragionamento. Non c'entrano niente!!!

  7. #7
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    Predefinito Re: Se il virus è capitalista (A. Socci)

    Originally posted by Österreicher
    Solo quando è scattato l’allarme planetario il regime di Pechino ha riconosciuto che, sì, in effetti, c’era l’epidemia e hanno sbagliato a negarla.
    Ma non è affatto un errore. E’ la norma. Così funziona ogni regime totalitario. La vera malattia non è tanto la Sars, quanto il comunismo, così come la tragedia di Chernobyl non è stata provocata tanto dal nucleare, quanto dallo sgangherato e disumano sistema sovietico. Il totalitarismo è letale perfino per la diffusione di virus. Tanto è vero che hanno adottato (e stanno adottando) la stessa strategia per un’altra epidemia, ancora più grave della Sars: l’Aids.
    Solo di recente le organizzazioni internazionali hanno scoperto cosa sta accadendo e hanno lanciato l’allarme perché la Cina si è cacciata in una mostruosità “di dimensioni titaniche”. Contrariamente a quanto dicono – anche qui – le cifre ufficiali del regime (che parlavano per il 2001 di 30 mila sieropositivi) - l’Onu stima in 800 mila o addirittura 1 milione e mezzo i cinesi infettati dall’Aids. Il motivo – come al solito – va ricercato nella politica del regime: c’è un’intera regione devastata dall’Aids a causa delle vendite di sangue, praticamente imposte dalla miseria e quindi indotte dalle autorità, ma realizzate in condizioni sanitarie pazzesche (senza la disinfezione necessaria).
    Se il governo cinese non adotterà al più presto una controffensiva efficace, secondo l’Onu, i malati di Aids potrebbero salire addirittura a 10 milioni nel 2010, una cifra pazzesca. E, anche in questo caso, le autorità non fanno nulla, specialmente per curare questa massa di poveracci, completamente abbandonati. Il regime si è adoperato, ancora una volta, solo per impedire che le notizie trapelassero all’estero. Il Nouvel Observateur ha definito ciò che è accaduto come “il più grande errore medico di tutti i tempi”, ma non si può definire “errore medico”. Perché è normale che i regimi totalitari tengano in nessun conto la salute e la vita degli esseri umani.
    Errori, anche gravi, sono quelli che vengono fatti nei sistemi politici democratici. Quelli delle dittature non sono “errori”, sono la norma.
    Adesso che i buoi sono scappati i giornali del Partito comunista cinese – per rifarsi una verginità davanti al mondo - denunciano la Sars come “un’aggressione selvaggia contro l’umanità”. Ma in realtà è il comunismo la vera aggressione selvaggia all’umanità. Sono il loro Partito e la loro ideologia il virus che infetta e minaccia la vita di 1 miliardo e 300 milioni di cinesi. Possibile che non si voglia vedere una cosa tanto evidente?
    Antonio Socci - Il Giornale
    Qua l'unica cosa evidente è che socci è un delinquente.

    I cinesi hanno conosciuto le cure mediche con i "medici scalzi" di Mao quando nel terzo mondo nessuno sapeva cosa fosse l'assistenza medica.

    La Cina è un tradizionale focolaio di virus influenzali(sarà per questo che sono comunisti )quello che veramente è successo è un piccolo ritardo dovuto a preoccupazioni economiche, ritardo ,mi pare,prontamente colmato, e meno male che la Cina ha un efficentissimo sistema sanitario, non come quelli del terzo mondo "liberale" anzi, non fa più parte del terzo mondo grazie al suo regime.

    E veniamo all'aids....800.000 sieropositivi....
    " Gli ultimi dati stimano che alla fine del 2002 adulti e bambini in tutto il mondo con Hiv/Aids siano 42 milioni( http://news2000.libero.it/speciali/13873.jhtml )"
    la Cina ha il 22% della popolazione mondiale, ora, 800.000 su 42milioni è meno del 2%....

    In cina vendono il sangue ? ma se la Cina ha un avanzatissimo stato sociale per un paese in via di sviluppo.

    La Cina non ha un regime totalitario ma un regime nazionalista senza elezioni(non hanno il banana loro, nè il rotella)dove ogni cinese è un compatriota, non come in argentina dove ogni cittadino è un pupazzetto.

    Così va il mondo, in Cina vendono il sangue, socci vende il culo.

  8. #8
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    Piccolo ritardo? Di qualche mese?

    Colmato grazie all'efficiente sistema sanitario?

    Ma stai a scherza'?


  9. #9
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    di qualche giorno...dai primi casi conosciuti

    e mi sembra si veda in tutte le televisioni cosa stiano facendo in Cina contro la sars....

    A questo proposito, prima dicevano che la Cina aveva nascosto...

    adesso dicono che la popolazione si ribella per le misure di quarantena e disinfettazione...

    Se la cina avesse cominciato la lotta immediatamente avrebbero detto che vessavano il popolo prima di conferme sperimentali certe...

    Insomma...."Superior stabat lupus".....ma la Cina non è un agnello,
    e , a ben guardare, questo lupo è un pollo.

 

 

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