Valle dell’Aniene/Sarà realizzata dalla Federcalcio tra Subiaco e Affile

Un centro sportivo della Federcalcio nell'alta Valle dell'Aniene. La "piccola Coverciano" dovrebbe nascere tra Subiaco e Affile con un investimento di oltre 30 milioni di euro. Il progetto prevede la costruzione di due campi di calcio, una foresteria con circa 100 posti, un centro di medicina dello sport e una palestra coperta, oltre a tutti i servizi necessari per un centro tecnico federale. La «cittadella dello sport» dovrebbe diventare una sorta di «Università per arbitri», ma verrebbe anche messo a disposizioni delle squadre nazionali di calcio italiane e di quelle di altri Paesi.
Dirigenti della Federclalcio (Figc) e dell'associazione italiana arbitri (Aia), presiedute nell'ordine da Franco Carraro e da Tullio Lanese, hanno già avviato trattative con la Regione per realizzare un progetto che potrebbe rappresentare un'importante occasione di sviluppo per la Valle dell'Aniene. Nei prossimi giorni funzionari della Figc e tecnici della Regione. dovrebbero partire per fare due sopralluoghi a Sportilia (sede di ritiro degli arbitri) e a Coverciano allo scopo di prendere visione di tutte le necessità per il nuovo centro sportivo della Figc.
La notizia è stata confermata ieri pomeriggio durante un convegno sullo sport che si è svolto a Cineto Romano e al quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Coni Gianni Petrucci e l'assessore regionale all'Urbanistica Armando Dionisi. E' stato il sindaco di Cineto e funzionario della Federcalcio, Francesco Meloni, ad annunciare, per la prima volta, in un dibattito pubblico il progetto per la «piccola Coverciano a un'ora da Roma. «Si tratta - dice Meloni - di una grande opportunità di crescita per l'intero comprensorio perché potrebbe garantire benefici sul piano occupazionale e costituire un punto di partenza per il rilancio socio-economico del Sublacense. Ora la speranza è che tutto vada a buon fine». L'importante progetto porterebbe, tra l'altro, alla realizzazione di strutture collegate per le attività turistico-alberghiera con ulteriori riflessi occupazionali. Proprio quello che serve in un territorio che conta oltre settimina disoccupati.