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  1. #1
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    Thumbs down Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    Giunge a proposito in questi tempi bui di censura grave della libertà di stampa ed in generale dell'informazione in particolare televisiva, perseguita con i metodi subdoli della dittatura strisciante ad opera di uomini di infima statura morale, culturale e politica, lo scritto di Benedetto Croce che avevo peraltro già sottoposto specialmente all'attenzione di tutti i repubblicones che frequentano il forum ed ai tifosi del Samarcando annozeriano ed alla pletora degli antiberluscones dalla spalla slogata per le continue spallate a vuoto, ma ahimè ingurgitato dalla chiusura di un sapido 3d...lo ripropongo qui...


    Citazione:
    Originariamente Inviato da salvo.gerli

    Il governo degli onesti? Un’utopia per imbecilli

    Benedetto Croce

    Un’altra manifestazione della volgare inintelligenza circa le cose della politica è la petulante richiesta che si fa della «onestà» nella vita politica.

    L’ideale che canta nell’anima di tutti gli imbecilli e prende forma nelle non cantate prose delle loro invettive e declamazioni e utopie, è quello di una sorta di areopago, composto di onest’uomini, ai quali dovrebbero affidarsi gli affari del proprio paese.

    Entrerebbero in quel consesso chimici, fisici, poeti, matematici, medici, padri di famiglia, e via dicendo, che avrebbero tutti per fondamentali requisiti la bontà delle intenzioni e il personale disinteresse, e, insieme con ciò, la conoscenza e l’abilità in qualche ramo dell’attività umana, che non sia peraltro la politica propriamente detta: questa invece dovrebbe, nel suo senso buono, essere la risultante di un incrocio tra l’onestà e la competenza, come si dice, tecnica.

    Quale sorta di politica farebbe codesta accolta di onesti uomini tecnici, per fortuna non ci è dato sperimentare, perché non mai la storia ha attuato quell’ideale e nessuna voglia mostra di attuarlo.

    Tutt’al più, qualche volta, episodicamente, ha per breve tempo fatto salire al potere in quissimile di quelle elette compagnie, o ha messo a capo degli Stati uomini e da tutti amati e venerati per la loro probità e candidezza e ingegno scientifico e dottrina; ma subito poi li ha rovesciati, aggiungendo alle loro alte qualifiche quella, non so se del pari alta, d’inettitudine.

    E' strano (cioè, non è strano, quando si tengano presenti le spiegazioni psicologiche offerte di sopra) che laddove nessuno, quando si tratti di curare i propri malanni o sottoporsi a una operazione chirurgica, chiede un onest’uomo, e neppure un onest’uomo filosofo o scienziato, ma tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurgi, onesti o disonesti che siano, purché abili in medicina e chirurgia, forniti di occhio clinico e di abilità operatorie, nelle cose della politica si chiedano, invece, non uomini politici, ma onest’uomini, forniti tutt’al più di attitudini d’altra natura.

    «Ma che cosa è, dunque, l’onestà politica» - si domanderà.

    L’onestà politica non è altro che la capacità politica: come l’onestà del medico e del chirurgo è la sua capacità di medico e di chirurgo, che non rovina e assassina la gente con la propria insipienza condita di buone intenzioni e di svariate e teoriche conoscenze.

    «È questo soltanto? E non dovrà essere egli uomo, per ogni rispetto, incensurabile e stimabile? E la politica potrà essere esercitata da uomini in altri riguardi poco pregevoli?».


    Obiezione volgare, di quel tale volgo, descritto di sopra. Perché è evidente che le pecche che possa eventualmente avere un uomo fornito di capacità e genio politico, se concernono altre sfere di attività, lo tenderanno in proprio in quelle sfere, ma non già nella politica.

    Colà lo condanneremo scienziato ignorante, uomo vizioso, cattivo marito, cattivo padre, e simili;

    a modo stesso che censuriamo, in un poeta giocatore e dissoluto e adultero, il giocatore, il dissoluto e l’adultero, ma non la sua poesia, che è la parte pura della sua anima, e quella in cui di volta in volta si redime.

    Si narra del Fox dedito alla crapula e alle dissolutezze, che, poi che fu venuto in fama e grandezza di oratore parlamentare e di capopartito, tentò di mettere regola nella sua vita privata, di diventar morigerato, di astenersi dal frequentare cattivi luoghi; ed ecco che sentì illanguidirsi la vena, infiacchirsi l’energia lottatrice, e non ritrovò quelle forze se non quando tornò alle sue consuetudini.

    Che cosa farci?

    Deplorare, tutt’al più, una così infelice costituzione fisiologica e psicologica, che per operare aveva bisogno di quegli eccitanti o di quegli sfoghi; ma con questo non si è detto nulla contro l’opera politica che il Fox compiè, e, se egli giovò al suo paese, l’Inghilterra ben gli fece largo nella politica, quantunque i padri di famiglia con pari prudenza gli avrebbero dovuto negare le loro figliuole in ispose.

    «Ma no (si continuerà obiettando), noi non ci diamo pensiero solo di ciò, ossia della vita privata; ma di quella disonestà privata che corrompe la stessa opera politica, e fa che un uomo politicamente abile tradisca il suo partito o la sua patria; e per questo richiediamo che egli sia anche privatamente ossia integralmente onesto»

    Senonché non si riflette che un uomo dotato di genio o capacità politica si lascia corrompere in ogni altra cosa, ma non in quella, perché in quella è la sua passione, il suo amore, la sua gloria, il fine sostanziale della sua vita.

    Allo stesso modo che il poeta, per vizioso e dissoluto che sia, se è poeta, transigerà su tutto ma non sulla poesia, e non si acconcerà a scrivere brutti versi.


    Il Mirabeau prendeva bensì danaro dalla corte, ma, servendosi del danaro per i suoi bisogni particolari, si serviva della corte, e insieme dell’Assemblea nazionale, per cercare di attuare in Francia la sua idea di una monarchia costituzionale di tipo inglese, di uno Stato non assolutistico e non demagogico.

    Vero è che questa disarmonia tra vita propriamente politica e la restante vita pratica non può spingersi tropp’oltre, perché, se non altro, la cattiva reputazione, prodotta dalla seconda, rioperando sulla prima, le frappone poi ostacoli, come il Mirabeau, sospirando, confessava, o l’ipocrisia morale degli avversari può valersene da un’arma avvelenata, come nel caso del Parnell. Ma questo è un altro discorso.

    «E se, nonostante l’impulso del suo genio, nonostante l’amore per la propria arte, soggiacerà ai suoi cattivi istinti e farà cattiva politica?».

    Allora, il presente discorso è finito, perché siamo rientrati nel caso in cui la disonestà coincide con la cattiva politica, con l’incapacità politica, da qualunque lontano motivo sia prodotta, virtuoso o vizioso, e in qualunque forma si presenti, cioè come incapacità abitudinaria e connaturata, o incapacità intermittente e accidentale.

    Può, altresì, il poeta geniale, talvolta, per compiacenza o a prezzo, comporre versi senza ispirazione e adulatori; senonché, in quel caso non è più poeta.


    Replica di megara

    Gerli, io capisco che nella sua intelligenza colta di filosofo, storico, grammatico, politico, parolaio, ombrellaio, calzolaio come il suo Presidente che è operaio, lattoniere, cantante pop, terremotato, bancario, barcaio, barcarolo e gondoliere, voglia dimostrare di aver letto qualcosa di diverso da Novella2000, ma se vuole veramente capire il pensiero di Croce forse occorre che lo legga per intero o meglio che lo legga proprio.

    Croce si riferisce alla morale, al bigottismo dell'epoca che invocava santi e santoni, non certo difende chi parla in un modo e agisce in un altro.
    Chi fa tutto il contrario della Storia del suo partito, chi è in antitesi netta con ciò che dice.
    Se lo rilegga perbene, Croce.
    Si legga le idee di partito liberale, si legga le critiche a Hegel prima e dopo lo studio del marxismo, legga, Gerli, prima di dar fiato al trombone.

    Soprattutto qui:
    'Vero è che questa disarmonia tra vita propriamente politica e la restante vita pratica non può spingersi tropp’oltre, perché, se non altro, la cattiva reputazione, prodotta dalla seconda, rioperando sulla prima, le frappone poi ostacoli, come il Mirabeau, sospirando, confessava, o l’ipocrisia morale degli avversari può valersene da un’arma avvelenata, come nel caso del Parnell. Ma questo è un altro discorso.'

    E poi venga a parlare.
    Poi venga a fare il filosofo del nulla, mio caro ignorantotto.


    Rilegga lo stesso brano nel quale ha sottolineato, pensando di fare bene, cose che non sono in antitesi con quello che ho scritto.
    Io me ne frego della 'morale' io parlo di etica e di coerenza con ciò che si professa che con il tumulto di lenzuola c'hanno poco a che fare.
    O pensa che io critichi Berlusconi perchè va a puttane?

    ----------------------------------------------

    Controreplica di salvo.gerli

    ...il filosofo, storico, grammatico, politico, parolaio, ombrellaio, calzolaio, operaio, lattoniere, cantante pop, terremotato, bancario, barcaio, barcarolo e gondoliere dà fiato al trombone dopo aver letto, oltre a Novella 2000, per intero solo la sua replica, che già non è poca cosa, e da ignorantotto m'accingo a fare il filosofo del nulla e rispondo senza incertezza alla sua domanda finale che riscrivo per memoria degli utenti:

    "...o pensa che io critichi Berlusconi perchè va a puttane?"


    BENCHE' SIA DIFFICILE AMMETTERE LA SUA CAPACITA' AD ORGANIZZARE UN PENSIERO...LA RISPOSTA E' SIIIIIIIIIIIIIII!!!


    :sofico::sofico:
    Ultima modifica di salvo.gerli; 27-09-09 alle 16:35
    ________________________________


    Impossibilia nemo tenetur

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    Sono commossa Sig. Gerli,
    mi da così importanza da metter su un 3d?
    Mi lusinga, pensi che a me fa quasi tenerezza.
    Sono partigiana. Nel senso che odio chi non parteggia. Odio gli indifferenti.

  3. #3
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    Thumbs down Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    Citazione Originariamente Scritto da Megara Visualizza Messaggio
    Sono commossa Sig. Gerli,
    mi da così importanza da metter su un 3d?
    Mi lusinga, pensi che a me fa quasi tenerezza.
    ...a me fa altro...ma la lascio immaginare da sola...
    iango:
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    Impossibilia nemo tenetur

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    "L’onestà politica non è altro che la capacità politica: come l’onestà del medico e del chirurgo è la sua capacità di medico e di chirurgo, che non rovina e assassina la gente con la propria insipienza condita di buone intenzioni e di svariate e teoriche conoscenze."

    Quindi in Italia non abbiamo persone con sviluppata onestà politica.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    ...a me fa altro...ma la lascio immaginare da sola...
    iango:
    Naa.
    Avanti Gerli, represso lo è già abbastanza, non si contenga.
    Sia mai che implodesse.

    Le faccio notare che qualunque sentimento io le susciti la mia frase le racconta che lei neanche quello è capace di fare,ma, al solito non c'è arrivato.
    Per un quasi.
    Sono partigiana. Nel senso che odio chi non parteggia. Odio gli indifferenti.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    Povero Croce, finire in pasto ai troll e venire utilizzato in micragnose polemiche.
    certe cose spingono a rivalutare l'analfabetismo.

  7. #7
    Si legge NUAR!!
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    Predefinito Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    salvo gerli è alla frutta, alla banana per la precisione
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Giunge a proposito in questi tempi bui di censura grave della libertà di stampa ed in generale dell'informazione in particolare televisiva, perseguita con i metodi subdoli della dittatura strisciante ad opera di uomini di infima statura morale, culturale e politica, lo scritto di Benedetto Croce che avevo peraltro già sottoposto specialmente all'attenzione di tutti i repubblicones che frequentano il forum ed ai tifosi del Samarcando annozeriano ed alla pletora degli antiberluscones dalla spalla slogata per le continue spallate a vuoto, ma ahimè ingurgitato dalla chiusura di un sapido 3d...lo ripropongo qui...


    Citazione:
    Originariamente Inviato da salvo.gerli

    Il governo degli onesti? Un’utopia per imbecilli

    Benedetto Croce

    Un’altra manifestazione della volgare inintelligenza circa le cose della politica è la petulante richiesta che si fa della «onestà» nella vita politica.

    L’ideale che canta nell’anima di tutti gli imbecilli e prende forma nelle non cantate prose delle loro invettive e declamazioni e utopie, è quello di una sorta di areopago, composto di onest’uomini, ai quali dovrebbero affidarsi gli affari del proprio paese.

    Entrerebbero in quel consesso chimici, fisici, poeti, matematici, medici, padri di famiglia, e via dicendo, che avrebbero tutti per fondamentali requisiti la bontà delle intenzioni e il personale disinteresse, e, insieme con ciò, la conoscenza e l’abilità in qualche ramo dell’attività umana, che non sia peraltro la politica propriamente detta: questa invece dovrebbe, nel suo senso buono, essere la risultante di un incrocio tra l’onestà e la competenza, come si dice, tecnica.

    Quale sorta di politica farebbe codesta accolta di onesti uomini tecnici, per fortuna non ci è dato sperimentare, perché non mai la storia ha attuato quell’ideale e nessuna voglia mostra di attuarlo.

    Tutt’al più, qualche volta, episodicamente, ha per breve tempo fatto salire al potere in quissimile di quelle elette compagnie, o ha messo a capo degli Stati uomini e da tutti amati e venerati per la loro probità e candidezza e ingegno scientifico e dottrina; ma subito poi li ha rovesciati, aggiungendo alle loro alte qualifiche quella, non so se del pari alta, d’inettitudine.

    E' strano (cioè, non è strano, quando si tengano presenti le spiegazioni psicologiche offerte di sopra) che laddove nessuno, quando si tratti di curare i propri malanni o sottoporsi a una operazione chirurgica, chiede un onest’uomo, e neppure un onest’uomo filosofo o scienziato, ma tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurgi, onesti o disonesti che siano, purché abili in medicina e chirurgia, forniti di occhio clinico e di abilità operatorie, nelle cose della politica si chiedano, invece, non uomini politici, ma onest’uomini, forniti tutt’al più di attitudini d’altra natura.

    «Ma che cosa è, dunque, l’onestà politica» - si domanderà.

    L’onestà politica non è altro che la capacità politica: come l’onestà del medico e del chirurgo è la sua capacità di medico e di chirurgo, che non rovina e assassina la gente con la propria insipienza condita di buone intenzioni e di svariate e teoriche conoscenze.

    «È questo soltanto? E non dovrà essere egli uomo, per ogni rispetto, incensurabile e stimabile? E la politica potrà essere esercitata da uomini in altri riguardi poco pregevoli?».


    Obiezione volgare, di quel tale volgo, descritto di sopra. Perché è evidente che le pecche che possa eventualmente avere un uomo fornito di capacità e genio politico, se concernono altre sfere di attività, lo tenderanno in proprio in quelle sfere, ma non già nella politica.

    Colà lo condanneremo scienziato ignorante, uomo vizioso, cattivo marito, cattivo padre, e simili;

    a modo stesso che censuriamo, in un poeta giocatore e dissoluto e adultero, il giocatore, il dissoluto e l’adultero, ma non la sua poesia, che è la parte pura della sua anima, e quella in cui di volta in volta si redime.

    Si narra del Fox dedito alla crapula e alle dissolutezze, che, poi che fu venuto in fama e grandezza di oratore parlamentare e di capopartito, tentò di mettere regola nella sua vita privata, di diventar morigerato, di astenersi dal frequentare cattivi luoghi; ed ecco che sentì illanguidirsi la vena, infiacchirsi l’energia lottatrice, e non ritrovò quelle forze se non quando tornò alle sue consuetudini.

    Che cosa farci?

    Deplorare, tutt’al più, una così infelice costituzione fisiologica e psicologica, che per operare aveva bisogno di quegli eccitanti o di quegli sfoghi; ma con questo non si è detto nulla contro l’opera politica che il Fox compiè, e, se egli giovò al suo paese, l’Inghilterra ben gli fece largo nella politica, quantunque i padri di famiglia con pari prudenza gli avrebbero dovuto negare le loro figliuole in ispose.

    «Ma no (si continuerà obiettando), noi non ci diamo pensiero solo di ciò, ossia della vita privata; ma di quella disonestà privata che corrompe la stessa opera politica, e fa che un uomo politicamente abile tradisca il suo partito o la sua patria; e per questo richiediamo che egli sia anche privatamente ossia integralmente onesto»

    Senonché non si riflette che un uomo dotato di genio o capacità politica si lascia corrompere in ogni altra cosa, ma non in quella, perché in quella è la sua passione, il suo amore, la sua gloria, il fine sostanziale della sua vita.

    Allo stesso modo che il poeta, per vizioso e dissoluto che sia, se è poeta, transigerà su tutto ma non sulla poesia, e non si acconcerà a scrivere brutti versi.


    Il Mirabeau prendeva bensì danaro dalla corte, ma, servendosi del danaro per i suoi bisogni particolari, si serviva della corte, e insieme dell’Assemblea nazionale, per cercare di attuare in Francia la sua idea di una monarchia costituzionale di tipo inglese, di uno Stato non assolutistico e non demagogico.

    Vero è che questa disarmonia tra vita propriamente politica e la restante vita pratica non può spingersi tropp’oltre, perché, se non altro, la cattiva reputazione, prodotta dalla seconda, rioperando sulla prima, le frappone poi ostacoli, come il Mirabeau, sospirando, confessava, o l’ipocrisia morale degli avversari può valersene da un’arma avvelenata, come nel caso del Parnell. Ma questo è un altro discorso.

    «E se, nonostante l’impulso del suo genio, nonostante l’amore per la propria arte, soggiacerà ai suoi cattivi istinti e farà cattiva politica?».

    Allora, il presente discorso è finito, perché siamo rientrati nel caso in cui la disonestà coincide con la cattiva politica, con l’incapacità politica, da qualunque lontano motivo sia prodotta, virtuoso o vizioso, e in qualunque forma si presenti, cioè come incapacità abitudinaria e connaturata, o incapacità intermittente e accidentale.

    Può, altresì, il poeta geniale, talvolta, per compiacenza o a prezzo, comporre versi senza ispirazione e adulatori; senonché, in quel caso non è più poeta.


    Replica di megara

    Gerli, io capisco che nella sua intelligenza colta di filosofo, storico, grammatico, politico, parolaio, ombrellaio, calzolaio come il suo Presidente che è operaio, lattoniere, cantante pop, terremotato, bancario, barcaio, barcarolo e gondoliere, voglia dimostrare di aver letto qualcosa di diverso da Novella2000, ma se vuole veramente capire il pensiero di Croce forse occorre che lo legga per intero o meglio che lo legga proprio.

    Croce si riferisce alla morale, al bigottismo dell'epoca che invocava santi e santoni, non certo difende chi parla in un modo e agisce in un altro.
    Chi fa tutto il contrario della Storia del suo partito, chi è in antitesi netta con ciò che dice.
    Se lo rilegga perbene, Croce.
    Si legga le idee di partito liberale, si legga le critiche a Hegel prima e dopo lo studio del marxismo, legga, Gerli, prima di dar fiato al trombone.

    Soprattutto qui:
    'Vero è che questa disarmonia tra vita propriamente politica e la restante vita pratica non può spingersi tropp’oltre, perché, se non altro, la cattiva reputazione, prodotta dalla seconda, rioperando sulla prima, le frappone poi ostacoli, come il Mirabeau, sospirando, confessava, o l’ipocrisia morale degli avversari può valersene da un’arma avvelenata, come nel caso del Parnell. Ma questo è un altro discorso.'

    E poi venga a parlare.
    Poi venga a fare il filosofo del nulla, mio caro ignorantotto.


    Rilegga lo stesso brano nel quale ha sottolineato, pensando di fare bene, cose che non sono in antitesi con quello che ho scritto.
    Io me ne frego della 'morale' io parlo di etica e di coerenza con ciò che si professa che con il tumulto di lenzuola c'hanno poco a che fare.
    O pensa che io critichi Berlusconi perchè va a puttane?

    ----------------------------------------------

    Controreplica di salvo.gerli

    ...il filosofo, storico, grammatico, politico, parolaio, ombrellaio, calzolaio, operaio, lattoniere, cantante pop, terremotato, bancario, barcaio, barcarolo e gondoliere dà fiato al trombone dopo aver letto, oltre a Novella 2000, per intero solo la sua replica, che già non è poca cosa, e da ignorantotto m'accingo a fare il filosofo del nulla e rispondo senza incertezza alla sua domanda finale che riscrivo per memoria degli utenti:

    "...o pensa che io critichi Berlusconi perchè va a puttane?"


    BENCHE' SIA DIFFICILE AMMETTERE LA SUA CAPACITA' AD ORGANIZZARE UN PENSIERO...LA RISPOSTA E' SIIIIIIIIIIIIIII!!!


    :sofico::sofico:
    Che c'è di meglio che fabbricare decoder e poi farsi una legge per venderli!!!!
    Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: "Preghiamo". Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.
    Desmond Tutu

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli...

    Citazione Originariamente Scritto da Megara Visualizza Messaggio
    Naa.
    Avanti Gerli, represso lo è già abbastanza, non si contenga.
    Sia mai che implodesse.

    [...]
    Salvietta ridotto ad un buco nero di menomissime dimensioni!
    Succede che la Camusso e Landini restino gli unici rappresentanti della sinistra italiana e, paf!, mi si cambia l'avatar glorioso. Tutto d'un tratto... FACEPALM

 

 

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