una telenovela tragicomica....



anzi, forse, no: una nuova piece del teatro napoletano in salsa brianzola.....


oppure..... molto più semplicemente....


L'ENNESIMA PUNTATA DI UNA FARSA IGNOBILE CHE HA ABBONDANTEMENTE STUFATO!!!






Berlusconi: "In Italia il regime contro di me"


ROMA - "Il regime c'è", ma è contro di lui. Che si lamenta di "prenderle tutte in testa". E assicura di non aver nulla a che fare con gli ispettori inviati al Tg3. Anzi, dice di "inchinarsi alla sovranità dell'informazione". Silvio Berlusconi sceglie il palco del Forum della Pubblica Amministrazione a Roma per replicare alle critiche di stampa e opposizione.


Regime? In questi giorni di violente polemiche su giustizia e informazione, anche chi ha sempre evitato di usare quella parola, come Rutelli, parla di rischi in tal senso, e il presidente del Consiglio risponde che sì, il regime c'è, ma è contro di lui: "Non so quanto durerà, ma sono io ad essere sotto la cappa di un regime", dice il capo del governo, aggiungendo che "piove tutto in testa a lui".


Il riferimento è alla vicenda del Tg3, accusato dallo stesso premier di aver fornito, in occasione della udienza Sme dello scorso 5 maggio, una informazione diffamatoria e perfino "combinata" con il contestatore che lo ha apostrofato all'uscita dal'aula.
"Avete visto cosa è successo", dice il premier rivolgendosi alla platea e ironizzando: "piove tutto in testa a me, piove governo ladro..., e poi passo per quello che vuole mandare in galera i giornalisti; sono molto colpevole e me ne spiaccio: manderò una raccomandata espresso per chiedere scusa".

Poi, vedendo in sala Angelo Maria Petroni, consigliere di amministrazione della Rai, afferma di "inchinarsi davanti alla sovranità dell'informazione" e gli dice: "Siete voi, non certo io, che avete mandato le ispezioni al Tg3".


Liquidata così la polemica sulla libera stampa, il premier rivela di essere ottimista sulla stabilità del suo governo "Penso di durare altri tre anni" , forte di una maggioranza parlamentare "importante".
Insiste sulle riforme istituzionali "Stiamo lavorando per l'elezione diretta del capo del governo e del Presidente della Repubblica", perché questo sarebbe un sistema a suo parere più semplice e diretto; promette un futuro roseo per l'economia "Non ci sarà una manovra con una stretta" e nuovi tagli alle tasse "Vedremo se diminuire le aliquote per gettare fiducia concreta nell'economia" che sta studiando con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.


Infine, un delicato passaggio sul "sistema delle tangenti". In passato, dice Berlusconi, "se dovevi andare al comune di Milano per una pratica, era un calvario e spesso dovevi andarci 'con l'assegno in bocca'". Vale a dire con le mazzette. Una pratica che però lui non ha mai usato, perché visto che "era la prassi nelle amministrazioni comunali", spiega il premier, "ho smesso quasi subito di lavorare a Milano".