Un ragazzo che uccide i genitori convinto che fossero agenti di Matrix. Una donna che fa fuori la padrona di casa per lo stesso motivo. Allarme negli Stati Uniti.
NEW YORK - File di spettatori davanti alle sale cinematrogafiche. Fan che si scambiano informazioni e segreti su Neo, Morpheus e Trinity. Guadagni al botteghino da capogiro. Ma anche folli che confondono la realtà per il film e finiscono per uccidere, pensando di essere in lotta contro Matrix. Sembra che abbia anche un pricoloso lato oscuro la febbre da Matrix, cresciuta incredibilmente negli ultimi giorni con l’uscita della seconda pellicola, "Matrix reloaded".
Stando ai resoconti di cronaca nera che vengono dagli Stati Uniti, la febbre da Matrix in alcuni casi ha finito per dare alla testa. Più di un omicida, recentemente, ha confessato di aver ucciso perché il lotta contro la “Matrice”.
Il caso più eclatante è quello di Josh Cooke. Da quando vide il primo film della serie, quattro anni fa, ha iniziato a credere di vivere nel film. Fino a quando ha iniziato a vestirsi con un lungo impermeabile nero, come il Neo interpretato da Keanu Reeves. Nel febbraio scorso Josh Cooke ha comprato un fucile e ha ucciso i genitori. “Erano agenti di Matrix”, ha spiegato alla polizia.
Strategie difensive per guadagnare agli assassini l’infermità mentale? Può darsi. Eppure qualche giorno fa in Ohio, una donna di 37 anni che aveva ucciso la padrona di casa è stata ritenuta non colpevole per insanità mentale proprio perché aveva definito la vittima “un agente di Matrix".
Nel 2000 nello stesso modo era stato giudicato un assassino che aveva giustificato il suo omicidio spiegando di essere stato "risucchiato nella Matrix".
Ma i caso più eclatante è quello di John Lee Malvo, il giovane cecchino di Washington complice della serie di omicidi compiuti da John Allen Muhammad. Gli appunti che gli sono stati sequestrati in cella sono pieni di riferimenti ossessivi al film. "Devi liberarti dalla Matrix, sei uno schiavo sotto il controllo della Matrix. Sveglia!”.
(17 MAGGIO 2003, ORE 190)
Da:
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...179280,00.html




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